mercoledì 19 agosto 2009

ECOSISTEMI MARINI: IN SVEZIA, MASSI PER PROTEGGERE AREE MARINE


Gli attivisti di Greenpeace hanno affondato 180 blocchi di granito nel mare di Kattegat, di fronte alla costa svedese, per creare una barriera di protezione contro la pesca a strascico nelle zone di Lilla Middelgrund e Fladen, due aree marine protette dalla direttiva Habitat. L'operazione si e' conclusa con successo dopo quasi una settimana di intensa attivita'. I massi, fino a tre tonnellate di peso, ostacoleranno le reti a strascico, responsabili della distruzione dei fondali marini, ecosistemi ricchissimi di biodiversita'.

Nel 2003 Lilla Middelgrund e Fladen sono state riconosciute come aree marine da proteggere sia dalla Svezia che dalla Comunita' Europea (secondo la Direttiva Habitat).

Purtroppo, in assenza di effettive misure legali, metodi di pesca distruttiva come lo strascico vengono comunemente praticati in queste zone di grande valore ecologico. Come spesso accade anche in altri paesi europei, la salvaguardia dell'ambiente marino rimane solo sulla carta.

''C'e' bisogno di una riforma urgente della politica comunitaria sulla pesca. I ministri dell'Ambiente e della Pesca hanno l'obbligo di risolvere il blocco legale relativo alla protezione degli habitat marini. Solo cosi' non saremo piu' costretti a gettare blocchi di granito in mare per proteggere habitat particolarmente sensibili'' afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia.

Nel 2008 Greenpeace aveva gia' posizionato 320 massi a Sylt Outer, al largo della costa tedesca, un'altra area ''protetta'' distrutta da attivita' di pesca a strascico. I massi sono serviti a bloccare la pesca su tali fondali e sono gia' stati colonizzati da una gran quantita' di vita marina.

Prima delle attivita' di questa settimana, Greenpeace ha commissionato uno studio di impatto ambientale per assicurarsi che l'operazione non avesse alcuna ripercussione sull'ecosistema.

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