lunedì 23 novembre 2009

influenza suina: nuova influenza, in Italia 71 vittime

Sono in totale 71 le vittime correlate alla nuova influenza A in Italia, dove sono state vaccinate al 20 novembre 333.366 persone.Le dosi fornite l' ultima settimana sono state 750mila, quasi 4 milioni quelle totali consegnate, 241 i casi di bisogno di assistenza respiratoria. La 5/a distribuzione alle Regioni cominciata nella giornata di giovedi' 19 e' stata gia' effettuata in 11 tra Regioni e Province Autonome e si chiudera' domani: al suo termine saranno fornite altre 749.900 dosi.

La quinta distribuzione di vaccino pandemico alle Regioni, cominciata nella giornata di giovedì 19 novembre, è stata già effettuata in 11 tra Regioni e Province Autonome; la consegna si concluderà lunedì 23. Al termine della quinta distribuzione saranno consegnate 749.900 dosi di vaccino in confezioni pluridose. Complessivamente le dosi di vaccino pandemico consegnate alle Regioni saranno 3.891.951, rende noto il bollettino sull’influenza A del ministero del Welfare. Entro la fine del mese di dicembre 2009 si prevede la consegna complessiva di 10 milioni di dosi. La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto il 5 novembre un’Intesa in base alla quale entro fine novembre verranno consegnate 5 milioni di dosi di vaccino in vari tipi di confezionamento. In Italia sono state vaccinate al 20 novembre circa 333.366 persone, consegnate circa 750.000 dosi di vaccino nell’ultima settimana e in totale sono arrivate a quasi 4 milioni le dosi di vaccino consegnate. E il totale vittime correlate alla nuova influenza A è 71. I casi che hanno avuto bisogno di assistenza respiratoria sono stati 241. In Liguria le vittime provocate dall’influenza A sono sinora due: una donna spezzina di 47 anni residente nel Tigullio e un savonese di 50, entrambi con patologie pregresse, cardiopatici e dializzati.

MUTAZIONI VIRUS, ALLERTA E RICERCHE
È guardia alta nel mondo e anche in Italia dopo l’annuncio da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che mutazioni del virus A/H1N1 dell’influenza A sono state rilevate in tre casi in Norvegia ed in alcuni altri casi sporadici in vari Paesi.

La rete dei laboratori-sentinella italiani è al lavoro per tenere sotto `stretta sorveglianza´ il virus H1N1 che, oggi, ha fatto altre due vittime. Anche da noi, si rileva dall’Istituto superiore di sanità, sono state registrate delle mutazioni del virus, ma «irrilevanti» e dunque senza effetti di pericolosità. Una mutazione temuta, quella del virus pandemico, ma che al momento sembrerebbe non particolarmente allarmante. Ed il ministero del Welfare, come già precisato dall’Oms, ribadisce: resta valida l’efficacia dei farmaci antivirali e del vaccino.

- ESPERTA ISS, ANCHE DA NOI MUTAZIONI MA NON RILEVANTI: Anche in Italia sono state rilevate alcune mutazioni del virus A/H1N1, ma non si tratta di mutazioni «rilevanti» in quanto non inficiano né l’efficacia del vaccino antipandemico disponibile né indicano una acquisita maggiore virulenza del virus. A spiegarlo è la responsabile del Centro nazionale influenza dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e coordinatrice della rete dei laboratori Influnet, Isabella Donatelli. L’andamento del virus H1N1, ha detto, è in ogni caso `sotto i riflettori´ della rete nazionale dei laboratori-sentinella Influnet (23 in tutta Italia), e se altri tipi di mutazioni dovessero verificarsi, sarebbero rilevate dai laboratori entro i tempi tecnici necessari per le analisi, ovvero 2-3 giorni.

- GUARDIA ALTA, ALTRO RISCHIO RIASSORTIMENTO CON VIRUS AVIARIA: La mutazione del virus A/H1N1 «non è necessariamente associata al fatto che il virus possa essere diventato più aggressivo o pericoloso», tant’è che essa è stata osservata sia in casi lievi che gravi. Dunque, per ora non ci sarebbero pericoli, ma la guardia resta «alta», ha confermato anche la virologa Ilaria Capua, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Legnaro (Padova). Il monitoraggio, ha aggiunto, è «fondamentale, perché non si può escludere il verificarsi di nuove mutazioni del virus eventualmente più pericolose». Un altro rischio, ha inoltre sottolineato, è quello di un «riassortimento del virus A/H1N1 con il virus H5N1 dell’influenza aviaria, perché in questo caso si determinerebbe un nuovo virus con ogni probabilità molto aggressivo, data l’alta aggressività di H5N1».

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