mercoledì 23 dicembre 2009

nucleare in Italia:ECCO I CRITERI. PRIMA PIETRA NEL 2013


Nucleare Il governo non scopre le carte sui possibili siti per il nucleare: non lo farà prima delle regionali. Intanto promette risarcimenti a pioggia per gli enti locali che accetteranno i reattori. Ma i sindaci non si «vendono».

Arriva il decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari.
Ma - sorpresa! - non c'è neanche un numero sui parametri da seguire per identificare le aree, mentre «fioccano» le cifre delle compensazioni previste per enti locali e cittadini che accetteranno un reattore dietro l'angolo.
Nessuna illusione: l'indicazione dei siti non arriverà prima delle elezioni regionali. Tanto più che per la posa della «prima pietra» (anzi, del primo «atomo») c'è tempo fino al 2013 per il governo. In attesa delle urne, meglio sbandierare la «carota » e mantenere il «bastone» (cioè i rischi per le comunità locali) ben nascosto. In questo caso la «carota» destinata a enti locali e cittadini, può valere fino a 40 miliardi nella fase di installazione (contando tutti e 8 i siti previsti dal governo), e 40 milioni annui per la distribuzione.
Una bella «torta», che punta ad allettare sindaci e governatori di Regioni già sul piede di guerra per via delle poche certezze sui rischi effettivi delle radiazioni, delle scorie (che già oggi non riusciamo a gestire), dei possibili incidenti.
Senza contare che degli oneri per i benefici dovranno farsi carico le imprese coinvolte nella costruzione. Che a loro volta si rifaranno sugli altri cittadini per garantirsi comunque dei margini.Insomma, sui costi effettivi dell'operazione è buio pesto, così come sulla sicurezza e sul rispetto dell'ambiente. Tanto che dall'opposizione le reazioni restano negative. «Non ne vedo l'utilità e il senso», commenta Pier Luigi Bersani. L'Idv annuncia un nuovo referendum, Legambiente avverte dei rischi per i cittadini. «Rischi di cui il governo dev'essere consapevole - osserva Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd - visto che risarcisce le comunità e che non dà indicazioni sui siti».

NUOVA ERA
Ma il governo procede spedito (a proposito di dialogo). Il testo «consentirà di garantire all'Italia non solo energia elettrica ai prezzi inferiori almeno del 30% - annuncia il ministro Claudio Scajola - e allineati con quelli di altri Paesi europei, ma anche di dotarci di una fonte di energia disponibile su vasta scala, con sicurezza delle forniture e, soprattutto, con emissioni zero, rispettando così gli obiettivi internazionali ».
Il decreto - continua il ministro - indica i criteri, con gli obiettivi prioritari del governo (sicurezza, tutela della salute e dell'ambiente). Su questa base «saranno le imprese interessate - conclude Scajola - a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari». La «base» per ora è costituita soltanto da indicazioni di massima: l'indicazione della peculiarità da rispettare è affidata all'Agenzia per la Sicurezza Nucleare. Sarà la comunità scientifica che stabilirà la distanza dai centri abitati, la quantità d'acqua necessaria, il tipo di territorio adatto, le infrastrutture di trasporto disponibili.
Lo schema di decreto, in 33 articoli - sarà poi esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni e dal Consiglio di Stato. «A questo punto i governatori ritirino i loro riscorsi alla Consulta», dice il sottosegretario Stefano Saglia.

ENTI LOCALI
Basterà un passaggio procedurale e la promessa dei benefici economici a fermare gli enti locali?
Finora pare proprio di no. «Spero che resti tutto sulla carta - commenta il sindaco di Montalto di Castro - Che si tengano i soldi: non esiste una centrale nucleare sicura».
Anche dalla Sardegna (più volte indicata come possibile Regione ospite) arrivano segnali negativi, Nonostante gli incentivi previsti dal decreto: tremila euro per Megawatt istallato (il governo prevede8 centrali peruntotale di 13mila Megawatt di potenza) e 0,4 euro per Megawattora di potenza erogata. Da destinare per il 10% alle Province in cui è ubicato il reattore, il 55%aiComuni(che potranno ridurre Tarsu e Ici) e per il 35% ai Comuni limitrofi fino a20Kmdall'impianto. I benefici dovranno ripartirsi per il40%alle finalità istituzionali degli enti e per il 60% alle persone residenti e alle imprese, anche con la riduzione dei costi dell'energia.
fonte: www.verdi.it

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