mercoledì 24 febbraio 2010

ENERGIA NUCLEARE: PIU' LEUCEMIE VICINO ALLE CENTRALI


''I problemi sanitari del nucleare non vengono mai dibattuti e sono poco conosciuti anche dai medici''. Lo dice in un'intervista che verra' pubblicata nel numero in edicola domani del quotidiano ecologista Terra Giuseppe Miserotti, presidente dell'Ordine dei medici di Piacenza e referente dell'Isde, l'associazione medici per l'ambiente affiliata alla International Society of Doctors for the Environment.

''Le centrali producono trizio, cesio, stronzio 90, iodio 131 e carbonio 14. Nei reattori degli impianti -spiega- con le reazioni fissili si forma anche il plutonio. Che se inalato, anche in una sola frazione di milligrammo, e' letale per una persona. E uno studio del governo tedesco ha dimostrato come vi siano aumenti d'incidenza di leucemie, in particolare nei bambini, e tumori, vicino le sedici centrali nucleari del Paese, finanche a distanze di 2030 chilometri.

Senza dimenticare che solo nel 2007 sono stati registrati nel mondo 942 incidenti cosiddetti ''minori''. Quindi non sono affatto cosi' rari come qualcuno sostiene. Incidenti che, peraltro, vengono quasi sempre nascosti''.

''In Francia -denuncia ancora Miserotti nell'intervista su Terra- hanno sconfessato apertamente alcuni studi scientifici che avevano dimostrato il verificarsi di un aumento delle leucemie nei bambini nei pressi degli impianti. Sempre in Francia, dal 1980 al 2005 i casi di cancro della tiroide sono aumentati negli uomini del 433 per cento e nelle donne del 186%''.

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