giovedì 11 febbraio 2010

GOVERNO BUGIARDO E RICATTATORE". VERDI ALL'ATTACCO

Nucleare Il ministro Scajola annuncia che la scelta dei siti per gli impianti atomici «sarà condivisa con il territorio». Il coordinatore della commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni, Greco: «Chiacchiere da bar, basta populismo»

Il governo si appresta ad approvare le griglie che dovrebbero servire a stabilire dove costruire le nuove centrali nucleari, e intanto Scajola prova a vestire i panni - poco credibili - della colomba. Professando i valori della condivisione e della partecipazione: «La scelta dei siti - ha dichiarato in un'intervista - sarà condivisa con il territorio, in quanto le popolazioni saranno informate e potranno partecipare a ogni fase del processo autorizzativo».
«Tutte chiacchiere da bar, basta col facile populismo», replica il coordinatore della commissione Ambiente della conferenza delle Regioni, Silvio Greco.
«Ma se l'impalcatura legislativa costruita dal governo Berlusconi è pensata per non ammettere dissenso... è l'atteggiamento antidemocratico che conosciamo, in barba alla Costituzione», protesta il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. E con lui le associazioni ambientaliste, che denunciano l'ennesima bugia, dopo quelle già spacciate sui costi e sui tagli alle bollette.
«Il governo coi fatti dimostra esattamente il contrario di quello che dice Scajola», sottolinea Greco, ricordando il recente ricorso alla Consulta contro le Regioni: «Una vera ritorsione». Una procedura, afferma Bonelli, al suo tredicesimo giorno di digiuno contro la censura televisiva, «che è la stessa che si usa nei regimi: se volete partecipare, da spettatori, d'accordo. Sennò siete d'accordo lo stesso: o così, o così».
Anche le associazioni ambientaliste saltano sulla sedia leggendo l'uscita di Scajola: «Diciamo grazie al ministro, ma dobbiamo ricordargli che la partecipazione e la condivisione di cui parla non sono gentili concessioni, bensì garanzie fissate dall'Unione europea», dice Giuseppe Onufrio, direttore italiano di Greenpeace. «E in Italia, dopo la riforma del titolo V della Costituzione, quella energetica è materia concorrente con le Regioni. Inoltre - prosegue - gli impianti nucleari non sono una necessità strategica per il Paese, non sono l'unica alternativa possibile: a Scajola ricordiamo anche che nei giorni scorsi in Spagna le fonti rinnovabili hanno fornito più del 50% della copertura dei consumi elettrici. La necessità strategica del nucleare la sta creando il governo ad arte, con notizie false e tendenziose».
Disinformazione contestata pure da Legambiente: «Il governo va avanti a forza di bugie - rincara il presidente, Vittorio Cogliati Dezza - e questa sulla condivisione fa il paio con l'altra, più volte sbandierata anche dal premier sulla riduzione delle tariffe: mentre l'ad di Enel Fulvio Conti ha già chiesto che il prezzo resti fisso, a garanzia degli investimenti».
Greenpeace cita le valutazioni, diffuse in novembre, di una delle maggiori aziende di servizi finanziari nel mondo, sui costi e sui rischi degli investimenti nelle centrali: «Citigroup dice che per garantire agli investitori un rendimento ragionevole i prezzi dell'energia nucleare dovrebbero essere almeno pari a 65 euro per ogni MWh. Dati molto lontani dalla favoletta - 40 euro - raccontata da Enel e dal governo».
fonte: www.verdi.it

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