mercoledì 5 maggio 2010

AMBIENTE: ITALIA PAESE UE PIU' A RISCHIO CATASTROFI

''L'Italia e' il paese europeo che piu' di tutti deve confrontarsi con i rischi legati a eventi catastrofici di diversa tipologia''. Cosi' Michael Oborne, direttore Advisory Unit on Multidisciplinary Issues dell'Ocse, nella prefazione del rapporto dell'organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici, ''Analisi di gestione del rischio: il sistema italiano di Protezione Civile. Risultati e raccomandazioni'', presentato oggi a Palazzo Chigi.

La Presidenza Italiana del Consiglio dei Ministri, scrive ancora Oborne, ''ha preso la coraggiosa iniziativa di sottoporre all' esame dell'Ocse le politiche e le istituzioni nazionali per la protezione civile. Lo studio, condotto secondo il metodo della peer review o esame - paese, ha inteso valutare il livello di preparazione ai disastri e la capacita' di risposta al rischio a terremoti, eruzioni vulcaniche, incendi boschivi, alluvioni e tsunami''.

Il processo di analisi, spiega il direttore Ocse, ''ha previsto una prima fase di autovalutazione da parte dei diversi attori coinvolti nelle attivita' di protezione civile. Durante la seconda fase il team di esperti, attraverso una serie di interviste agli operatori di protezione civile (di livello governativo, centrale, regionale, provinciale e locale), ai gestori delle infrastrutture, agli istituti di ricerca e alle organizzazioni di volontariato, ha raccolto informazioni sulla valutazione e il monitoraggio dei rischi associati a eventi naturali, sulla sensibilizzazione e l 'allertamento della popolazione in relazione agli eventi specifici, e infine sulle operazion i di emergenza gestite in relazione alle caratteristiche geografiche d el Paese e ai particolari meccanismi di governance''.

Nell'ultima fase, chiosa Oborne, ''gli esperti hanno formulato delle valutazioni sull'efficacia delle strategie di protezione civile distinguendo tra te mpo reale e tempo differito, sulla coerenza delle politiche pubbliche per il recupero e per la prevenzione ai fini della protezione civile, e sulla capacit a' di tener conto della esperienza di eventi disastrosi passati nella pianificazione delle decisioni politiche future. Il rapporto finale mette in evidenza le buone pratiche e formula delle raccomandazioni in base a un approccio comparativo a livello internazionale''.

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