lunedì 10 maggio 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, FALLITI PRIMI TENTATIVI DI FERMARE FUORIUSCITA PETROLIO

I primi tentativi di arginare l'enorme fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, per mezzo di una cupola di contenimento, sono falliti e la British Petroleum adesso sta lavorando ad altre opzioni.

La Casa Bianca in un comunicato ha fatto sapere che oggi il presidente Barack Obama si incontrera' ''con alcuni membri del gabinetto e dello staff del governo per discutere degli sforzi della Bp per fermare la fuoriuscita di greggio, decidere i passi successivi, mitigare l'impatto ambientale e fornire assistenza agli Stati interessati''.

Nel frattempo la Minerals Management Service ha comunicato che ''continua a lavorare con la Bp per studiare tutte le opzioni che potrebbero fermare o mitigare la fuoriuscita di greggio''.

La piattaforma Deepwater Horizon lo scorso 22 aprile e' affondata a circa 80 km a sud-ovest di Venice, in Louisiana, a due giorni di distanza dall'esplosione che ha causato la morte di 11 operai.

Il tubo verticale collegato all'impianto di perforazione del pozzo adesso si trova sul fondo del mare e versa petrolio ad un ritmo di 5.000 barili al giorno, circa 800.000 litri.

Il disastro ha messo in pericolo la flora e la fauna della zona, il cui mercato ittico fattura ogni anno circa 2,4 miliardi di dollari e la minaccia si e' estesa anche al turismo.

La Bp, che si e' fatta carico della responsabilita' dell'incidente, ha fatto sapere che questa situazione ogni giorno sta costando alla compagnia circa 350 milioni di dollari, pari a circa 268 milioni di euro, ''compreso l'impegno verso gli Stati della Costa del Golfo'', si legge su un comunicato.

La fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico e' gia' costata alla British Petroleum 350 milioni di dollari. Lo ha annunciato la stessa compagnia in un comunicato, mentre i responsabili sono ancora alle prese con i tentativi di contenimento della marea nera, fin qui falliti.

Del disastro ambientale si sta occupando a pieno regime anche la Casa Bianca, con Obama che oggi riunira' il suo staff per valutare gli sforzi fatti dalla BP e decidere i prossimi provvedimenti da adottare per evitare che i danni all'ambiente siano ancora piu' devastanti.

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