mercoledì 12 ottobre 2011

SANTUARIO CETACEI : ANCHE IN TOSCANA, SANTUARIO CETACEI E' INQUINATO

Prosegue la protesta di Greenpeace in difesa del Santuario dei Cetacei. Dopo l'azione di questa mattina a Genova, sede simbolo del Santuario, attivisti di Greenpeace vestiti da balena si sono recati al palazzo della regione Toscana, a Firenze, per chiedere al presidente Rossi un intervento immediato: 'Santuario inquinato: ora basta'.

Con il rapporto 'Veleni a galla: Fonti inquinanti nel Santuario dei Cetacei', Greenpeace lancia oggi nuovi dati sulla contaminazione da sostanze chimiche pericolose delle coste liguri e toscane.

Oltre il 50 per cento dei campioni esaminati e' risultato positivo ai test di laboratorio. Tra le sostanze rinvenute, pericolose per la salute dell'uomo e dell'ambiente: metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e composti organici volatili. In Toscana, spiega Greenpeace, ''i dati non sono rassicuranti, con quattro fonti inquinanti (sulle sei campionate) oltre i limiti di riferimento. Alti i livelli di inquinamento nell'area portuale di Piombino dove piu' della meta' degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), sono stati trovati a un livello 20 volte superiore alla soglia di riferimento. Sempre a Piombino il benzo(a)pirene,cancerogeno per l'uomo, e' stato trovato in quantita' 90 volte superiori al limite. A Livorno, trovato benzo(a)pirene a una concentrazione tre volte superiore la soglia. Il campione prelevato e' stato estratto alla foce dello scolmatore, a poca distanza da una localita' balneare.

Rivelata la presenza di IPA, di cui tre composti in quantita' doppia rispetto la soglia di riferimento, e di alcuni metalli pesanti, come arsenico e zinco nei pressi dell'acciaieria di Piombino''.

''Sono dieci anni - afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace - che questo tratto di mare attende di essere protetto, ma niente accade. E' per questo che, in occasione del decimo anniversario, ci rivolgiamo ai Presidenti di Regione Toscana, Liguria e Sardegna per un'immediata presa di posizione pubblica a tutela del Santuario e dei loro stessi territori.

Al presidente Rossi della Toscana chiediamo un impegno a definire entro giugno 2012 piani di monitoraggio e misure efficaci per mitigare e, laddove possibile, eliminare le cause principali di degrado del Santuario, come l'inquinamento chimico''.

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