venerdì 2 marzo 2012

Ambiente : Lampade fluorescenti a basso consumo ma inquinanti. Ecco come smaltirle

Non vanno mai gettate nel sacco dell'indifferenziata perché contengono il tossico mercurio

A basso consumo ma inquinanti. Ecco perché le lampadine fluorescenti - che contengono una quantità variabile di mercurio da 1 a 50 milligrammi, secondo il modello - sono rifiuti speciali. A parità di emissione luminosa una fluorescente compatta consuma fra il 65 e l'80% di energia in meno rispetto alle lampadine a incandescenza tradizionali. Fanno risparmiare in bolletta, ma vanno smaltite come si fa per le pile, per l’olio lubrificante, per la plastica. Mai gettarle nel sacco dell’indifferenziata.

ECOLAMP - A recuperare e riciclare le lampadine di nuova generazione ci pensa il consorzio Ecolamp, che nel 2011 ne ha raccolte per quasi 1.500 tonnellate. E dal 2008 3.700 tonnellate, raggiungendo 1.627 Comuni per un totale 30 milioni di abitanti. In buona misura le sorgenti luminose – che si tratti di tubi o lampade fluorescenti, di lampade a scarica ad alta intensità, ad alta o bassa pressione - sono per l’85% fatte di vetro. Tra i materiali recuperati dalla massa di lampadine esauste, è infatti il vetro che pesa di più: 3.160 tonnellate. Poi ci sono le plastiche (60 tonnellate), i metalli (189 tonnellate), le polveri di materiali che non si sono disperse nell’ambiente (292 tonnellate). MERCURIO - In particolare la raccolta del 2011 ha permesso di recuperare quasi 120 tonnellate tra mercurio e altri materiali tossici sottratti alla dispersione nell’ambiente. La presenza di mercurio all’interno delle lampade varia con il variare della tipologia: il modello fluorescente lineare ne contiene fra 3 e 30 milligrammi mentre le fluorescenti compatte tra 1 e 5 milligrammi. Le lampade a scarica ad alta intensità tra 20 e 50 milligrammi.

RECUPERO - In totale, i modelli di competenza di Ecolamp, sono un catalogo di ben 120 differenti lampade tutte in commercio. Il consorzio (oltre 140 produttori, 65% del mercato) non tratta lampadine a incandescenza, ma solo Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), tipologia R5, le sorgenti luminose. «Siamo in crescita costante da anni: nel 2011 abbiamo registrato un incremento del 13% e nelle prime sei settimane del 2012 abbiamo già recuperato 175 tonnellate. Ma l’obiettivo è raggiungere 2 mila tonnellate all’anno. Sono ottimista, ci potremo arrivare nel giro di un paio d’anni», commenta il direttore generale di Ecolamp, Fabrizio D’Amico. «Abbiamo bisogno che i distributori, soprattutto supermercati e ipermercati, accettino di collocare i contenitori per la raccolta diretta. Sono ancora una minoranza quelli che espongono i nostri scatoloni che, invece, dovrebbero essere a disposizione dei consumatori in ogni punto vendita. In altri Paesi è la norma, ma da noi c’è un’inspiegabile resistenza», prosegue D’Amico.

SMALTIMENTO - Si tratta di scatole di cartone, simili a quelle per la raccolta delle pile, presenti ormai anche nei piccoli market, ma un poco più voluminosi, che il consorzio si impegna a ritirare per lo smaltimento. Così come è possibile vedere queste scatole all’interno di piccoli negozi di quartiere, dovrebbe – logicamente - essere usuale notare la loro presenza in tutti i supermercati. Invece non è così. «Se non vengono trattate separatamente, le lampadine a basso consumo rilasciano nell’ambiente sostanze nocive. Il mercurio di una singola lampada magari non fa nulla», provoca il direttore generale. «Ma proviamo a pensare a migliaia di lampade abbandonate sul greto di un fiume o sulla riva del mare: le sostanze contenute possono arrivare in falda. Inoltre si perdono materiali riciclabili al 95%: è questa infatti la percentuale di recupero delle componenti».

SENSO CIVICO - La raccolta avviene in parte grazie al senso civico dei cittadini che portano le lampadine alle isole ecologiche, 3.200 distribuite su tutto il territorio italiano, 1.726 servite da Ecolamp: per facilitare i consumatori, il consorzio ha sviluppato un’applicazione per smartphone e tablet - l'Isola che c'è - che consente la ricerca del centro di raccolta più vicino. È poi attivo da giugno 2010 il servizio «uno contro uno» che permette ai cittadini di restituire le vecchie lampade al momento dell’acquisto delle nuove presso i punti vendita: il consorzio mette a disposizione gratuitamente gli appositi contenitori (Ecopoint). Per installatori e i professionisti del settore offre due servizi: Collection Point, punti di raccolta dove conferire direttamente e senza costi qualsiasi quantitativo di lampade esauste, oppure Extralamp, oltre i 100 chili.

NUOVA VITA - Una volta raccolte, le lampadine tornano a nuova vita dopo un trattamento d’urto (chiamato Crash and sieve, fracassa e setaccia) che in un paio d’ore trita, separa e stocca in un container i materiali differenti. Un tappeto vibrante consente la separazione delle plastiche dai vetri e dai metalli, mentre un processo di aspirazione e filtrazione (chiamato captazione) separa le polveri fluorescenti dal mercurio, che viene recuperato per distillazione e riutilizzato a livello industriale. Il vetro lavato e triturato in scaglie di circa mezzo centimetro trova nuove applicazioni che vanno dalle lane di vetro agli isolanti ai processi di vetrificazione delle piastrelle. Trovano dunque riconversione nell’edilizia le nostre lampade esauste, un mercato che in Italia significa 120 milioni di pezzi venduti ogni anno.

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