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martedì 16 marzo 2010

TUMORI: VACCINO-TERAPIA CONTRO MELANOMA, AL VIA SPERIMENTAZIONE ITALIANA

Durera' 4 anni, coinvolgera' 50 pazienti e costera' 1 milione di euro: sono i dati presentati questa mattina all'Istituto Superiore di Sanita' della seconda fase della sperimentazione clinica di una vaccino-terapia contro il melanoma che ha preso il via grazie alla collaborazione dell'ISS con l'Istituto Nazionale dei tumori Regina Elena e l'Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma.

Il trattamento immunologico, che prevede la combinazione di vaccini e chemioterapia, ha come obiettivo la prevenzione della ricaduta metastatica del melanoma: ''Quando la diagnosi non e' precoce, fino al 35% dei pazienti puo' avere ricadute metastatiche'', spiega Caterina Catricala', direttore del Dipartimento Clinico sperimentale di Dermatologia Oncologica e della MelanomaUnit dell'Istituto San Gallicano. ''Il nostro obiettivo con il trial clinico di fase II - spiega Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell'Istituto Regina Elena - e' capire se possiamo ottenere il rallentamento della comparsa delle recidive''.

mercoledì 3 febbraio 2010

tumori: BIOMARCATORE INDICA SE CHEMIOTERAPIA FUNZIONA

E' un indicatore dell'efficacia della chemioterapia nella cura di tumori a cellule squamose del collo e della testa presenti nella cavita' orale: e' la proteina p53, il cui ruolo per determinare l'efficacia delle cure antitumorali e' stato scoperto da un team della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori guidato da Federica Perrone e coordinato da Lisa Licitra, al cui studio e' stato dedicato l'editoriale di inizio anno della rivista Journal of Clinical Oncology. ''Si tratta di risultati circoscritti a particolari tumori - sostiene Marco Pierotti, Direttore scientifico della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori - che pero' ci indicano nuovi percorsi di ricerca: da un lato finalizzati a una sempre piu' puntuale personalizzazione della cura e, dall'altro, a evitare trattamenti che, oltre a essere costosi, rischiano di peggiorare ulteriormente la qualita' della vita dei pazienti''.

La ricerca ha dimostrato che solo pochi tumori della cavita' orale dove era presente la proteina p53 funzionalmente modificata, verificata con una biopsia effettuata prima dell'inizio delle cure, hanno risposto pienamente alla chemioterapia neoadiuvante, mentre il 40% dei pazienti in cui era presente la p53 non modificata ha risposto positivamente, in modo completo, al trattamento chemioterapico. L'individuazione di questa inedita funzione di biomarcatore della proteina p53 rappresenta un significativo passo avanti in direzione della personalizzazione della terapia finalizzata alla preservazione degli organi e ad aumentare le probabilita' di cura. ''Stanti le complicazioni, oltre ai benefici, correlati alla chemioterapia, risulta importante - sostengono gli autori dell'editoriale - trovare i modi per selezionare pazienti, affinche' solo quelli che possono trarne davvero beneficio si sottopongano al trattamento adiuvante''.

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