''Entro 5 anni potrebbe essere individuata una cura'' per il Diabete di tipo 1, ''ma non possiamo diffondere false speranze perche' il tempo potrebbe essere anche superiore: una nuova cura dipendera' da quanto saremo efficienti nel superare le barriere che frenano innovazione e sviluppo''. Lo ha detto oggi Camillo Ricordi , pioniere nei trapianti di isole pancreatiche e ''padre'' della Ricordi Chamber, nel corso dell'incontro scientifico promosso a Milano dalla Fondazione Italiana Diabete (FID), in collaborazione con l'Ospedale Niguarda Ca' Granda.. Il noto ricercatore, Direttore del Diabetes Research Institute e del Centro Trapianti Cellulari dell'Universita' di Miami nonche' Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Italiana Diabete, ha descritto lo stato dell'arte sulla patologia e le prospettive di cura future: il Diabete di tipo 1 oggi in Italia rappresenta il 2-3% di tutti i casi di diabete noto, con un rischio di aumento su scala mondiale.
Presente, per portare la sua testimonianza, una paziente italiana sottoposta nel 2005 a Miami al trapianto di isole pancreatiche e cellule staminali ottenute dal midollo osseo e oggi in cura presso il Niguarda.
Il diabete di tipo 1, a differenza del diabete di tipo 2 - che si manifesta generalmente dopo i 40 anni - colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. Si tratta di una malattia autoimmune, caratterizzata da una reazione del sistema immunitario che distrugge le cellule beta del pancreas, l'organo che produce l'insulina. Per questa ragione, il diabete di tipo 1 viene spesso anche definito ''insulino-dipendente'' perche' chi ne e' affetto non puo' vivere senza la somministrazione costante di insulina.
''Oltre il 50% delle persone affette dalla malattia non e' consapevole della propria condizione che, soprattutto nel caso dei piu' piccoli, si manifesta spesso senza alcun visibile preavviso'' ha dichiarato Nicola Zeni, Fondatore e Presidente della FID, nata nel 2009 per sostenere la ricerca scientifica e promuovere progetti per la cura definitiva del diabete.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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mercoledì 12 ottobre 2011
martedì 13 ottobre 2009
DIABETE: DIABETE TIPO 1, DALLA PELLE UMANA STAMINALI PER NUOVA CURA
Ricercatori dell'Harvard Stem Cell Institute di Boston (Usa) sono riusciti per la prima volta a creare cellule capaci di produrre insulina a partire da staminali prelevate dalla pelle di pazienti affetti da diabete di tipo 1.Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha utilizzato cellule somatiche di due pazienti diabetici riconvertite in staminali pluripotenti. A partire da questo stadio i genetisti guidati da Douglas Melton, direttore dell'Istituto americano, hanno ''coltivato'' in vitro cellule beta, le cellule del pancreas incaricate di produrre insulina. Nel diabete di tipo 1 la scorretta produzione cellulare di insulina impedisce il controllo dei livelli di glucosio nel sangue, causa di concentrazioni di zucchero dannose per i reni e il cuore. Il passaggio successivo sara' la sperimentazione sull'uomo.
''Abbiamo molteplici modelli clinici di studio per il diabete di tipo 1 - spiega Melton - ma ora per la prima volta abbiamo la possibilita' di capire come gli essere umani sviluppano la malattia''.
''Abbiamo molteplici modelli clinici di studio per il diabete di tipo 1 - spiega Melton - ma ora per la prima volta abbiamo la possibilita' di capire come gli essere umani sviluppano la malattia''.
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