sabato 18 aprile 2009

MERCURIO: Pesci inquinati da mercurio anche nel Mediterraneo


Nonostante una minore presenza di mercurio nel Mediterraneo rispetto agli oceani, anche i pesci del Mare Nostrum ne presentano una certa quantità e la trasformazione che rende possibile l'assorbimento avviene in profondità La denuncia arriva da Nicola Pirrone, direttore dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cnr, con un articolo sulla rivista Limnology and Oceanography, ripreso da «Nature». Il mercurio arriva al mare dalle discariche, dalle emissioni delle centrali a carbone, dagli inceneritori. Sulla salute dell'uomo ha effetti devastanti: può danneggiare le funzioni cerebrali, il Dna e la riproduzione umana.

DISCARICHE - Per limitare i danni, il consiglio dell'esperto del Cnr è di scegliere pesci di taglia piccola, piuttosto che tonni o pesci spada: «Poiché, dal momento che il mercurio si bioaccumula - spiega Pirrone - la quantità presente nella carne dipende dalla dimensione e dall'età del pesce: una volta ingerito, questo inquinante si espelle difficilmente. Quindi più é grosso il pesce, e più tempo ha avuto per accumulare il metallo più ne conterrà ».
«É vero che i pesci grossi sono quelli più "a rischio"- conferma Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Inran(Istituto nazionale Alimenti e Nutrizione) di Roma- ma i valori di mercurio rintracciati nel Mediterraneo non sono tali da destare grosse preoccupazioni per la salute di una persona con un'alimentazione sufficientemente variata, che preveda quindi il pesce, ma non tutti i giorni: due-tre volte alla settimana sono sufficienti». «Altro accorgimento da adottare» prosegue l''esperto, «è poi quello di cambiare ogni volta il pese, non mangiando quindi ogni volta tonno o altri pesci di grossa taglia». «Seguendo questi criteri» conclude il nutrizionista, «non ci dovrebbero essere problemi».

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