giovedì 28 maggio 2009

corvi sono ABILI COME gli scimpanzé


La necessità è la madre di tutte le invenzioni. Fondando il loro esperimento su questa premessa, i ricercatori delle Università di Cambridge e Queen Mary di Londra, hanno scoperto che i corvi sono furbi tanto quanto gli scimpanzé. Soprattutto davanti al cibo. Pur di catturare una mollica di pane l’uccello le escogita tutte, compreso creare un uncino con il becco e lanciare sassolini nel punto giusto, in modo da liberare l’oggetto del suo desiderio. Tutte queste abilità finora erano attribuite solo ai nostri cugini primati.

LE PROVE - L’esperimento è stato condotto su quattro rappresentanti della specie dei Corvus frugilegus, o corvi comuni, allevati in cattività. In una serie di esperimenti i corvi hanno appreso velocemente a lanciare un sassolino dentro un piccolo tubo, per far crollare una piattaforma e liberare il cibo dal tunnel. Gli uccellini hanno dimostrato, in questo caso, di saper scegliere a primo colpo, la giusta dimensione della pietra da lanciare. In un secondo esperimento hanno piegato un bastoncino di ferro per creare un uncino e ottenere lo stesso risultato: raggiungere un appetitoso verme. Ma quando non funzionava più, in una terza fase, erano pronti a cambiare strumento.

IL CONFRONTO CON GLI SCIMPANZE' - «Lo studio è importante – sottolinea il primo autore Chris Bird – perché non era mai stato dimostrato che questa specie fosse capace di usare particolari strumenti a parte il becco per procacciarsi cibo. Queste abilità erano proprie degli scimpanzé e solo in un corvo della Nuova Caledonia chiamato Betty». Questa è la prima evidenza scientifica della capacità intuitiva dell’animale. Non si tratterebbe quindi di adattamento come si pensava per i loro parenti della Nuova Caledonia, che usano naturalmente bastoncini per estrarre le larve dai buchi. «È il primo esempio non ambiguo di intuito animale, perché i corvi hanno creato subito un uncino senza avere nessuna esperienza al riguardo, essendo cresciuti in cattività», ha concluso Bird. I risultati dello studio etologico sono stati pubblicati nel prestigioso Proceedings of the National Academy of Science (PNAS).

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