venerdì 26 giugno 2009

INFLUENZA: STUDIO, RISCHIO PER UOMO DA VIRUS H1 E H3 DI ORIGINE ANIMALE


I ceppi influenzali H1 e H3 di origine animale potrebbero avere un potenziale pandemico in grado di superare le barriere immunitarie dell'uomo. I risultati di una ricerca congiunta condotta da un team di ricercatrici guidato da Ilaria Capua dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova ed Elisa Vicenzi dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, pubblicata oggi sulla rivista americana, open access PLoS Pathogens, rivoluzionano uno dei capisaldi delle conoscenze sulla genesi delle pandemie influenzali.

Era opinione consolidata, e fino ad oggi indiscussa, che gli anticorpi indotti dai virus dell'influenza stagionale sarebbero stati protettivi nei confronti di virus H1 e H3 di origine animale. E' noto, infatti, che la maggior parte della popolazione mondiale possiede anticorpi contro i sottotipi H1 e H3 a causa di precedenti esposizioni a virus stagionali o grazie alle vaccinazioni. La ricerca dimostra che queste difese non proteggono dai virus H1 e H3 di origine animale.

Un virus pandemico per diffondersi nella popolazione deve trovare degli ospiti ''scoperti'' dal punto di vista immunitario; proprio per questo il virus dell'aviaria ha preoccupato molto la comunita' scientifica. Infatti, questo virus, pur essendo di un sottotipo diverso (H5) rispetto ai virus influenzali umani stagionali (H1 e H3), avrebbe trovato una popolazione vulnerabile dal punto di vista immunitario e percio' avrebbe potuto generare una pandemia. Cio' fino ad oggi non si e' verificato perche' il virus H5 non ha ''imparato'' a trasmettersi da uomo a uomo, mentre e' stato recentemente dichiarato pandemico, seppur a bassa mortalita', il virus suino H1N1.

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