lunedì 22 giugno 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, ALLERTA PER LE GRAVIDANZE. CRESCE IL CONDAGIO SIAMO A 44.287 CONTAGI IN TUTTO IL MONDO, 189 VITTIME.


In Italia sono saliti a 88 i casi confermati di contagio dal virus della nuova influenza A/H1N1. A livello internazionale i casi sono complessivamente 44.287 e i decessi sono 180.
Vittime sono state registrate Negli Stati Uniti (44 su 17.855 contagi), in Messico, (113 con 7624 contagi), Canada (12 con 4.905 casi), cile (2 con 3125 casi di contagio). Una vittima rispettivamente hanno riportato la Colombia (60 casi di contagio), l'Argentina (918 contagiati), la Costa Rica (149) e il Regno Unito (1752 contagiati).


Il momento più pericoloso è il terzo trimestre di gravidanza: allora il virus della nuova influenza A potrebbe dare origine a complicanze sia per la madre che per il feto. Come è successo a una donna di 38 anni, la prima paziente deceduta in Europa qualche giorno fa mentre era in cura al Royal Alexandra Hospital a Paisley, in Scozia, dopo aver partorito prematuramente. Anche il suo bambino, dopo pochi giorni, è morto: secondo i medici non per l’infezione da virus, ma perché prematuro. Il fatto che questa nuova influenza colpisca persone giovani, nonostante in generale comporti una mortalità addirittura inferiore a quella dell’ influenza stagionale, ha subito costretto i medici a pensare alle donne in gravidanza e a valutare la sicurezza dei farmaci antivirali (da somministrare come prevenzione o come terapia dell’infezione) in questa categoria di persone. Come hanno fatto un gruppo di ricercatori canadesi che hanno appena pubblicato le loro osservazioni sul Canadian Medical Association Journal.

SECONDA ONDATA - Attualmente il virus H1N1 sta continuando a circolare in molti Paesi del mondo tanto che l’Oms, proprio per l’estensione della sua diffusione (e non per la gravità) ha deciso di dichiarare pandemia e di elevare a 6, il massimo, il livello di allerta. I medici e i governi stanno valutando la possibilità di rendere disponibili farmaci e vaccini in previsione di una possibile seconda ondata dell’infezione da H1N1. Quest’ultima, nei Paesi occidentali, potrebbe verificarsi nell’autunno-inverno prossimi, associata all’influenza provocata dai soliti virus stagionali. E alcune categorie potrebbero rivelarsi particolarmente a rischio. . Il feto, infatti, possiede metà patrimonio genetico della madre e metà del padre che, per l’organismo materno, è un estraneo dal punto di vista immunitario e in qualche modo indebolisce le difese della madre.

SUGGERIMENTI DEI CDC - Proprio per questo i ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sulle donne in gravidanza in previsione di una nuova diffusione del virus H1N1. Secondo i Centers for Diseases Control di Atlanta ( i Cdc che tengono sotto controllo la diffusione delle malattie non solo in America, ma in tutto il mondo) il nuovo virus è sensibile agli antivirali oseltamivir e zanamivir che vengono raccomandati sia nella prevenzione che nella terapia dell’infezione da H1N1 nelle persone ad alto rischio di complicazioni, comprese le donne in gravidanza. Dal momento però che esistono più dati relativi alla sicurezza in gravidanza dell’oseltamvir rispetto allo zanamivirir , il primo è da preferire nel trattamento di queste persone, secondo quanto scrive, sul Canadian Medical Association Journal, Shinya Ito, capo della Divisione di Farmacologia clinica al SickKids Hospital di Toronto. Entrambi i farmaci sono comunque indicati anche in caso di allattamento al seno, perché soltanto piccole quantità passano nel latte materno.

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