mercoledì 15 luglio 2009

INFLUENZA SUINA, NUOVA INFLUENZA,COLPIRÀ 15 MILIONI DI ITALIANI, VACCINO A OTTOBRE


L’influenza suina colpirà tra i 10 e i 15 milioni di italiani e a causa delle complicanze moriranno in 10-15 mila. E i vaccini non saranno pronti prima di ottobre. Lo dice all’Agi il virologo dell’università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco. «In Italia per l’influenza dello scorso anno, piuttosto blanda, ci furono almeno 5.000 morti. L’influenza suina - spiega Pregliasco - colpirà più persone e quindi ci saranno almeno 15-20mila morti per complicanze influenzali». In Italia per il momento «stiamo tamponando l’A/H1N1, ma è probabile che raggiungeremo a breve la fase che in questi giorni sta attraversando l’Inghilterra», dice il virologo. «Ora a noi spetta monitorare la situazione, rallentare la diffusione per avere una disponibilità reale di vaccini che ora non ancora c’è. La composizione dei vaccini è stata già decisa, insieme alle due dosi classiche ci sarà un monodose specifico per questa influenza, che si sta appena iniziando a produrre». Ma prima di ottobre il vaccino non non sarà disponibile e comunque non sarà sufficiente per tutti. «Speriamo di raggiungere la fase che sta attraversando l’Inghilterra il più tardi possibile, nel tardo autunno o in inverno: è questione solo di tempo, direi di mesi». L’atmosfera da `day after´ è però da evitare, ci tiene a precisare Pregliasco, perché «questa è un’influenza banale che nei soggetti sani si esaurisce in 4 giorni di letto. Solo che essendo una nuova influenza, colpirà tra i 10 e i 15 milioni di italiani, ma non tutti avranno bisogno degli antivirali. Gli antivirali stoccati sono 5 milioni, circa l’1% in rapporto alla popolazione italiana, e verranno utilizzati solo nei casi più gravi, a partire dal personale medico. In altri paesi come Francia e Inghilterra - conclude Pregliasco - gli antivirali arrivano al 10-15% della popolazione totale»

PREGLIASCO, ALLARME INGLESE QUESTIONE DI TEMPO ANCHE IN ITALIA

«L’allarme epidemia che arriva dalla Gran Bretagna è la conferma che anche in Italia dovremo fare i conti con un’ondata massiccia di contagi di nuova influenza. È solo una questione di tempo». Parola di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, dopo l’allarme lanciato ieri dal ministro della Sanità britannico, Andy Burnham, che ha annunciato: «il Regno Unito è sull’orlo di un’epidemia incontrollabile, che potrebbe causare fino a 100 mila nuovi casi di influenza H1N1 al giorno entro la fine di agosto». Uno scenario assai lontano dalla realtà italiana. Se nel Regno Unito si sono infatti già registrati 6.538 casi, in Italia, a oggi, siamo fermi a 130. «Il motivo di questo divario - spiega Pregliasco all’ADNKRONOS SALUTE - va ricercato nel maggiore interscambio tra la Gran Bretagna e i focolai di partenza del virus: Messico e Usa. Ora però sarà più facile che l’epidemia si diffonda dall’Inghilterra agli altri Paesi europei. C’è anche da dire - aggiunge l’esperto - che in Italia il cordone sanitario sta tenendo benissimo. I sistemi di sorveglianza messi a punto stanno funzionando». Ma questo non sembra metterci al riparo da una possibile epidemia di febbre suina anche nel nostro Paese. «Basta tener conto delle esperienze del passato», spiega Pregliasco. «Le precedenti pandemie hanno evidenziato sempre due ondate: una più tranquilla, che è quella con cui ci stiamo confrontando, e una più imponente, con cui probabilmente dovremo fare i conti con l’arrivo dell’autunno. Non si possono stabilire esattamente i tempi, ma sul fatto che prima o poi questa ondata arrivi ci sono pochi dubbi». Paradossalmente converrebbe ammalarsi ora, dal momento che il virus sembra poco aggressivo. «Non suggerirei mai - sottolinea l’esperto - di cercare il contagio. Vero però - conclude Pregliasco - che chi si ammala ora è `fortunato´. Perché probabilmente lo rende immune dall’ondata più pericolosa».

OMS: PANDEMIA INARRESTABILE
La pandemia di nuova influenza «non si può fermare» e «tutti i Paesi avranno bisogno del vaccino». «A questo punto occorre adattare la strategia di contrasto alle situazioni nazionali, tenendo presente comunque la necessità di immunizzare gli operatori sanitari per garantire l’assistenza alla popolazione nel corso della prossima stagione influenzale, in autunno». A illustrare le indicazioni emerse dal recente incontro del Comitato di specialisti sull’influenza dell’Organizzazione mondiale della sanità, la settimana scorsa, è Marie-Paule Kieny, direttore dell’Initiative for Vaccine Research dell’Oms, nel corso di una teleconferenza da Ginevra.

Dalle parole della Kieny è emerso che, comunque, gli esperti stanno raccogliendo dati sul comportamento del patogeno responsabile della nuova influenza nei pazienti di varie classi di età. «Informazioni che già a settembre, alla vigilia della stagione influenzale, saranno disponibili e ci permetteranno di produrre raccomandazioni specifiche», spiega la responsabile Oms. Al momento gli operatori sanitari sono il «gruppo prioritario dal punto di vista della vaccinazione protettiva contro il virus H1N1».
FONTE: ilsecoloxix

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