domenica 20 settembre 2009

influenza suina: nuova influenza,in Italia attesi 12 milioni di casi


Secondo gli esperti, in Italia sono attesi circa 12 milioni di casi di influenza A, con circa 12 mila morti. E' la stima del virologo Fabrizio Pregliasco, diffusa durante un incontro sell'influenza pandemica in corso a Praga. La stima di 12 mila decessi, ha detto Pregliasco, 'e' quella piu' probabile. Nello scenario peggiore, se il virus dovesse mutare, si potrebbe arrivare a circa 92 mila decessi, ma e' improbabile che tale scenario si verifichi'.

La pandemia influenzale 2009, che all'influenza stagionale sommerà quella di tipo A, potrebbe colpire solo in Italia dai 12,6 milioni ai 23 milioni di persone.
Sono queste le stime rese pubbliche da Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di Medicina generale (Simg) e da Fabrizio Pregliasco, virologo all'università di Milano, a Praga per un congresso sulla nuova influenza. I medici hanno elaborato tre scenari: il più ottimista prevede 12,6 milioni di casi, con una mortalità dello 0,4% pari a 48.000 decessi. Un quadro intermedio prevede 18 milioni di malati, quello peggiore 23 milioni, con 92.000 decessi. Tuttavia il tasso di mortalità potrebbe essere anche minore, pari al 0,2%: in questo caso, le vittime andrebbero dalle 24.000 alle 46.000, sempre comprendendo sia l'influenza stagionale che quella A. Rese note anche le stime del tasso di ospedalizzazione atteso per la pandemia e calcolato sulla base dei dati disponibili relativi alle precedenti epidemie influenzali: dai 6 ai 23 anni si stimano 6,3 ricoveri su 10 mila contagi; nella fascia 2-4 anni la stima è di 1,5 su 10 mila; da 5 a 17 anni è dello 0,5; da 18 a 49 anni dello 0,4; da 50 a 64 anni è dello 0,9 e sopra i 65 anni è del 4,5. Si prevede dunque un grosso impatto soprattutto per la rete degli ospedali pediatrici. Il virologo ha anche aggiunto che, per evitare la possibile paralisi delle attività produttive del paese e dei i trasporti, sia necessaria anche una campagna vaccinale che copra non solo le categorie più ovvie, dai medici in giù, ma anche tutti i servizi essenziali. Il picco influenzale coinciderà con il Natale: «Lì valuteremo l'andamento dell'epidemia. Durante le festività -specifica Pregliasco- ci si bacia e abbraccia, si sta insieme, ci si affolla nelle vie: solo allora capiremo quanto questo virus è davvero forte e quanti casi (e vittime) ci saranno».

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