lunedì 23 novembre 2009

Il fotovoltaico italiano vale quasi come una centrale nucleare

Il fotovoltaico batte il nucleare uno a zero. Lo sostiene Marco Pinetti, presidente di Artenergy Publishing, società organizzatrice dei due eventi che dal 25 al 28 novembre si terranno in FieraMilano, a Rho, EnerSolar+ e Greenergy Expo, dedicati rispettivamente all'energia solare termica e fotovoltaica e alle fonti energetiche residuali (geotermia e pompe di calore, energia dal legno e pellet, mini idroelettrico, cogenerazione e biogas). Secondo i recenti dati forniti dall'European photovoltaic industry association (Epia) e dal Gestore servizi elettrici (Gse), il fotovoltaico in Italia, nel 2008, ha raggiunto una potenza installata di 338 megawatt (MW). «Adesso dovremmo essere sui 750-800 MW - afferma Pinetti - mentre le previsioni per la fine del 2009 sono discordanti: da una parte il Gse ipotizza 900 MW e dall'altra il Kyoto Club stima il raggiungimento di quota 1 gigawatt (GW). Realisticamente, dovremmo toccare quota 1 GW all'inizio del 2010, un traguardo da festeggiare, tant'è che per venerdì pomeriggio, nell'ambito di EnerSolar+, abbiamo organizzato il "Giga party"».

Ma perché è così importante avere raggiunto questo obiettivo? «Il GW - spiega Pinetti - è in media la potenza di una centrale nucleare, ma nel caso del fotovoltaico l'energia è pulita perché generata dal sole ed è a costo zero. Inoltre, il fotovoltaico ha tempi molto più veloci: per la fine del 2010 si dovrebbe salire già a 2 GW, contro i 15 anni di attesa richiesti dal nucleare. Il fotovoltaico, insomma, si sta prendendo la sua rivincita e se a fine 2008 appena lo 0,0007% dell'energia italiana proveniva da questa fonte rinnovabile, nel 2020 si prevede che tale quota salga al 3-4 per cento». Il fatturato, invece, per la fine dell'anno dovrebbe mettere a segno una progresso a doppia cifra, nell'ordine del 30-40%, rispetto ai due miliardi di euro del 2008. «L'anno scorso - puntualizza Pinetti - il fotovoltaico era cresciuto addirittura a tre cifre, ma quest'anno il comparto ha risentito della crisi». A spingere il giro d'affari sono anche gli incentivi statali previsti dalla legge. Tuttavia, precisa Pinetti, «nel giro di quattro-cinque anni, non ci sarà più bisogno di alcun contributo statale perché l'energia da fotovoltaico, grazie al maggior numero di società concorrenti, avrà un prezzo inferiore rispetto alle fonti tradizionali e il mercato quindi riuscirà a tenersi in piedi sulle proprie gambe. Gli incentivi sono serviti soltanto per fare partire l'industria e la filiera».

EnerSolar+ e Greenergy Expo, quest'anno alla prima edizione, raccoglieranno quasi 300 espositori, per una superficie di 15 mila metri quadrati. EnerSolar+, però, non intende lanciare il guanto di sfida a Solarexpo, fiera dedicata alla sostenibilità energetica e alla green economy, giunta alla sua undicesima edizione, e in programma a Verona per il prossimo maggio. «Noi crediamo - afferma il presidente di Artenergy Publishing - che il settore del fotovoltaico meriti un'attenzione sempre maggiore. Non a caso ci sono ormai tre manifestazioni che se ne occupano: oltre alla nostra e a Solarexpo, c'è Pv Rome Mediterranean, il Salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo, la cui quarta edizione è in calendario per settembre a Roma». Sempre dal 25 al 28 novembre e in FieraMilano si terranno anche PV Tech 2009, sesto salone internazionale dei macchinari e delle tecnologie produttive per l'industria fotovoltaica, e HTE-Hi.Tech.Expo 2009, seconda edizione della manifestazione specializzata dedicata alle tecnologie più avanzate. «I temi che accomunano tutti gli eventi - conclude Pinetti - sono la ricerca e l'innovazione tecnologica, in un'ottica di sviluppo sostenibile. Ci aspettiamo in totale circa 25 mila visitatori».

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