domenica 20 dicembre 2009

CLIMA: GREENPEACE, EUROPA E USA RESPONSABILI DI QUESTA VERGOGNA

L'accordo non e' minimamente giusto, ambizioso e vincolante, dunque il lavoro dei capi di Stato non e' ancora finito. Oggi i leader hanno fallito nel salvare il Pianeta da cambiamenti climatici catastrofici: con l'attuale testo il mondo andra' incontro a un aumento di +3*C che mina l'esistenza stessa della nostra civilta'''. Commenta cosi' gli ultimi sviluppi del vertice a Copenhagen, il Direttore Esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo.

''Ieri sera Copenhagen - denuncia - e' stata la scena di un crimine. I responsabili sono stati i primi a fuggire verso l'aeroporto coperti di vergogna. I leader del mondo avevano tra le mani l'opportunita' di una generazione che poteva cambiare il destino del Pianeta che sta correndo verso impatti climatici irreversibili. Ma alla fine hanno concluso un misero accordo con scappatoie talmente grandi da farci passare anche l'Air Force One''.

''Nel corso degli ultimi mesi una serie di Paesi in via di sviluppo ha mostrato la disponibilita' a fare la propria parte nella riduzione delle emissioni. La vergogna per il fallimento del vertice e' dunque dei Paesi industrializzati, e in particolare degli Stati Uniti che non hanno sottoscritto impegni ambiziosi e hanno affossato i negoziati'', denuncia Naidoo.

''Anche l'Europa ha la sua responsabilita': di fronte all'accordo al ribasso proposto dagli Stati Uniti, i leader europei non hanno utilizzato la propria forza politica e negoziale, restando a guardare. La vergogna di Copenhagen deve essere rimossa il piu' velocemente possibile, entro la meta' del 2010''.

''Non e' ancora finita. Milioni di persone nel mondo hanno chiesto un accordo serio prima che il summit avesse inizio, e continueranno a farlo. Possiamo ancora salvare il futuro di centinaia di milioni di persone nel mondo, ma adesso e' molto piu' difficile. La societa' civile ora ha il compito di raddoppiare i propri sforzi per portare la lotta ai cambiamenti climatici in ogni angolo della vita pubblica: dai palazzi della politica, a tutti i livelli, alle strade. La scelta e' tra cercare di cambiare la nostra societa', o accettare di soffrire le conseguenze di questa''.

Ironia della sorte, conclude, ''i tre attivisti che giovedi' notte hanno aperto uno striscione all'interno del Gala Dinner dei capi di Stato, dovranno trascorrere tre settimane in carcere lontano dalle proprie famiglie proprio nei giorni di Natale. Non c'e' dubbio che loro sono stati dei veri 'leader', mentre i politici che hanno lasciato Copenhagen sui propri jet privati sono i perdenti''.

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