lunedì 29 marzo 2010

ENDOMETRIOSI: 38% DONNE RECUPERA FERTILITA' GRAZIE A CHIRURGIA

l dolore dell'endometriosi non e' inevitabile e, soprattutto, affrontato per tempo puo' invertire il rischio di infertilita'. Arriva dal Congresso di Verona ''Vivere con l'Endometriosi - Possiamo curarla insieme: molti specialisti... una meta'', presieduto dal Dottor Luca Minelli, Direttore del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale ''Sacro Cuore - Don Calabria'' di Negrar - Verona, un messaggio per 3 milioni italiane alle prese con i dolori pelvici e le irregolarita' mestruali dovuti alla patologia ginecologica.

''In questi ultimi anni, nel nostro reparto abbiamo trattato chirurgicamente circa 10.000 donne affette da endometriosi severa- dichiara Minelli - e posso affermare che la tecnica chirurgica da noi utilizzata permette l'asportazione radicale di tutti i focolai di endometriosi con il ripristino di una normale anatomia anche nelle situazioni piu' complesse, con il conseguente recupero, per l'80% delle pazienti, di una normale vita sociale e lavorativa e con un recupero della capacita' riproduttiva del 55%''. Gli strumenti diagnostici permettono di individuare e circoscrivere le zone malate lasciando intatte quelle sane e non danneggiando strutture nervose ed organi vitali. Dati recenti hanno evidenziato come il trattamento chirurgico dell'endometriosi nei primi stadi della malattia ha permesso un aumento delle probabilita' di gravidanza pari al 38%.

Durante l'incontro scientifico esperti europei di endometriosi si confronteranno sulla patologia al fine di contribuire a migliorare il management clinico e sociale delle donne che ne sono affette attraverso un approccio multidisciplinare che preveda l'attivo coinvolgimento di piu' figure specialistiche.

L'endometriosi profonda e' una delle patologie ginecologiche piu' frequenti che colpisce 3 milioni di donne in Italia, 14 milioni in Europa e 5,5 milioni nel Nord America; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' si parla di 150 milioni di pazienti al mondo. Colpisce maggiormente le donne in eta' riproduttiva tra i 26 e i 35 anni e viene diagnosticata, mediamente, con un ritardo di 7 anni dall'insorgenza.

Il meccanismo di questa patologia riguarda le cellule dell'endometrio, la mucosa che riveste la cavita' uterina che si localizzano al di fuori dell'utero, piu' frequentemente nell'addome, sotto forma di cisti o noduli che possono interessare le tube, le ovaie e l'intestino. Ogni mese queste cellule subiscono le modificazioni tipiche dell'endometrio: crescono e poi si sfaldano durante il ciclo mestruale causando, spesso, forti dolori pelvici e irregolarita' mestruali.

Il trattamento per la cura nella maggior parte dei casi e' chirurgico e va individuato di volta in volta valutando l'intero quadro clinico della paziente: l'obiettivo e' eliminare la patologia ma anche preservare la funzione riproduttiva e, al contempo, garantire una buona qualita' di vita della donna.

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