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sabato 11 dicembre 2010

FERTILITà : PESCE E NOCI TENGONO ALTO NUMERO SPERMATOZOI

Occhio ai cibi grassi se si vuole mantenere inalterata la potenza riproduttiva. Parola di Jill Attaman, ricercatrice dell'Harvard Medical School, secono la quale una dieta sbilanciata in favore di grassi saturi, animali e vegetali, influenza al ribasso il numero di spermatozoi. Salumi, burro, cibi trasformati, latte non scremato e anche il meno sospettato olio d'oliva, se consumati in abbondanza, possono ridurre la quantita' di cellule riproduttive maschili del 41%. Lo studio, presentato durante il congresso della Societa' americana di Medicina della riproduzione salva gli acidi grassi omega 3 e omega 6.

Pesce e noci, che ne sono ricchi, aiuterebbero a tenere su la conta spermatica.

venerdì 11 giugno 2010

LA SAUNA METTE A RISCHIO LA FERTILITA' DEGLI UOMINI

Uomini in sauna e fertilita' a rischio. Dopo tre mesi di sedute risulta piu' che dimezzata la produzione di spermatozoi. A dimostrarlo una ricerca svolta dall'e'quipe del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell'Azienda ospedaliera - Universita' di Padova, coordinato dal professor Carlo Foresta, e presentata durante il XXV convegno ''Medicina della riproduzione'', in corso ad Abano Terme.

''La temperatura dei testicoli nello scroto - spiega Foresta - e' di 2 gradi inferiore a quella corporea, fattore fondamentale per una normale spermatogenesi. Da tempo e' noto che il calore influenza negativamente la spermatogenesi andando a cosi' a ridurre la fertilita', soprattutto in condizioni patologiche come il varicocele che, rallentando il flusso venoso, determina un aumento della temperatura a livello dello scroto. E' stato ipotizzato anche un ruolo patogenetico nell'induzione dell'infertilita' all'aumento di temperatura negli ambienti di lavoro come forni, fornaci o in relazione a quelle professioni che prevedono una lunga permanenza in posizione seduta, autisti, tassisti, impiegati''.

L'e'quipe ha studiato in termini scientifici e molecolari le variazioni della spermatogenesi indotte dall'aumento della temperatura in 10 giovani che si sono sottoposti a sedute di sauna di un quarto d'ora ciascuna due volte alla settimana per tre mesi. L'aumento di temperatura a livello testicolare riscontrato durante la sauna era di 2 gradi rispetto al basale: dopo tre mesi, la produzione di spermatozoi nel campione preso in esame si e' piu' che dimezzata. Ma c'e' la possibilita' di ristabilire le condizioni iniziali. In presenza di alte temperature le molecole capaci di contrastare gli effetti negativi del calore, iniziano a lavorare e il loro grado di efficienza e' proporzionale alla capacita' di recupero della spermatogenesi che si osserva nel trimestre successivo la conclusione delle sedute in sauna.

Questo primo dato sperimentale dimostra l'influenza chiaramente negativa del calore sulla spermatogenesi ed evidenzia come sia fondamentale l'integrita' dei meccanismi che consentono il recupero della spermatogenesi stessi.

L'attivita' delle molecole ''riparatrici'' e' diversa da soggetto a soggetto: e' prevedibile che, laddove l'influenza del calore permanga nel tempo, si giunga ad un esaurimento funzionale del recupero medesimo. A questo punto la fertilita' puo' essere seriamente compromessa.

giovedì 29 aprile 2010

FARMACI FERTILITA' AUMENTANO PARTI PLURIGEMELLARI E PREMATURI

I farmaci per la fertilita' potrebbero aumentare infatti la percentuale dei parti multipli e il rischio di nascite premature: e' quanto emerge dallo studio pubblicato su American Journal of Epidemiology dai ricercatori del Centers for disease control and prevention di Atlanta, negli Usa.

La ricerca, condotta sui dati relativi ai bambini nati nel 2005, ha dimostrato che i farmaci per l'iperstimolazione ovarica controllata hanno determinato il 22,8% dei parti multipli e aumentato il rischio di nascite premature. Secondo gli autori piu' di 190 mila bambini ogni anno vengono concepiti con l'uso di questi farmaci, per cui appare ''necessario - afferma Laura Schieve, epidemiologa del Centers for disease control and prevention - approfondire la conoscenza delle conseguenze a breve e a lungo termine per la salute delle madri e dei bambini nati grazie a questi trattamenti''.

lunedì 29 marzo 2010

ENDOMETRIOSI: 38% DONNE RECUPERA FERTILITA' GRAZIE A CHIRURGIA

l dolore dell'endometriosi non e' inevitabile e, soprattutto, affrontato per tempo puo' invertire il rischio di infertilita'. Arriva dal Congresso di Verona ''Vivere con l'Endometriosi - Possiamo curarla insieme: molti specialisti... una meta'', presieduto dal Dottor Luca Minelli, Direttore del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale ''Sacro Cuore - Don Calabria'' di Negrar - Verona, un messaggio per 3 milioni italiane alle prese con i dolori pelvici e le irregolarita' mestruali dovuti alla patologia ginecologica.

''In questi ultimi anni, nel nostro reparto abbiamo trattato chirurgicamente circa 10.000 donne affette da endometriosi severa- dichiara Minelli - e posso affermare che la tecnica chirurgica da noi utilizzata permette l'asportazione radicale di tutti i focolai di endometriosi con il ripristino di una normale anatomia anche nelle situazioni piu' complesse, con il conseguente recupero, per l'80% delle pazienti, di una normale vita sociale e lavorativa e con un recupero della capacita' riproduttiva del 55%''. Gli strumenti diagnostici permettono di individuare e circoscrivere le zone malate lasciando intatte quelle sane e non danneggiando strutture nervose ed organi vitali. Dati recenti hanno evidenziato come il trattamento chirurgico dell'endometriosi nei primi stadi della malattia ha permesso un aumento delle probabilita' di gravidanza pari al 38%.

Durante l'incontro scientifico esperti europei di endometriosi si confronteranno sulla patologia al fine di contribuire a migliorare il management clinico e sociale delle donne che ne sono affette attraverso un approccio multidisciplinare che preveda l'attivo coinvolgimento di piu' figure specialistiche.

L'endometriosi profonda e' una delle patologie ginecologiche piu' frequenti che colpisce 3 milioni di donne in Italia, 14 milioni in Europa e 5,5 milioni nel Nord America; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' si parla di 150 milioni di pazienti al mondo. Colpisce maggiormente le donne in eta' riproduttiva tra i 26 e i 35 anni e viene diagnosticata, mediamente, con un ritardo di 7 anni dall'insorgenza.

Il meccanismo di questa patologia riguarda le cellule dell'endometrio, la mucosa che riveste la cavita' uterina che si localizzano al di fuori dell'utero, piu' frequentemente nell'addome, sotto forma di cisti o noduli che possono interessare le tube, le ovaie e l'intestino. Ogni mese queste cellule subiscono le modificazioni tipiche dell'endometrio: crescono e poi si sfaldano durante il ciclo mestruale causando, spesso, forti dolori pelvici e irregolarita' mestruali.

Il trattamento per la cura nella maggior parte dei casi e' chirurgico e va individuato di volta in volta valutando l'intero quadro clinico della paziente: l'obiettivo e' eliminare la patologia ma anche preservare la funzione riproduttiva e, al contempo, garantire una buona qualita' di vita della donna.

martedì 15 dicembre 2009

sesso: NELL'ORTO I ''SEGRETI DELLA NONNA'' PER ACCENDERE LA PASSIONE


Mousse di granchio e avocado, cioccolato per dessert: sono alcune delle ricette che risvegliano nelle donne il desiderio e la fertilita'. I suggerimenti sono contenuti nel libro di cucina 'Cibo e sesso', che ha il bollino della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo). La raccolta di 30 ricette, promette di risvegliare il desiderio con un occhio alla salvaguardia della fertilita'.Ma c'e' anche un 73% delle donne che sottovaluta il rapporto fra alimentazione ed eros.

Per accendere una serata romantica nell'orto si trovano i trucchi tramandati da generazioni nelle diverse regioni che le nonne giudicano infallibili. E' quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento al libro di cucina ''Cibo e sesso'' che ha il bollino della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), sottolinea che non servono cene a base di prodotti esotici ma vale la pena di riscoprire le proprieta' dei frutti dell'orto come cipolla, sedano, pistacchio, scalogno, brodo di giuggiole e il piu' tradizionale peperoncino a cui spetta lo scettro tra le spezie. Dalla Sicilia - informa la Coldiretti - importanti virtu' arrivano dal finocchietto selvatico che sprigiona un sapore ''catturante'' e dal pistacchio di Bronte, esaltato, fin da tempi antichi, dai musulmani per i suoi stuzzicanti poteri. C'e' anche lo Scalogno di Romagna Igp che ha ottenuto il riconoscimento europeo forse anche perche' indicato come afrodisiaco gia' dai poeti latini Marziale ed Ovidio, fini cantori del rapporto amoroso. E ancora il piu' comune aglio, in passato proibito ai monaci proprio per le sue proprieta' eccitanti, oppure i pinoli, consigliati da tempi antichissimi e in molte culture come rimedio e per questo suggeriti anche da Galeno. Da non dimenticare poi il sedano popolarmente conosciuto perche' esercita un'azione stimolante sulle ghiandole surrenali e contiene sostanze che servono da richiamo olfattivo per la riproduzione. Impossibile - continua la Coldiretti - non nominare per la Puglia, il cinipi, verdura simile alla cima di rapa, incrocio tra cicoria e asparago, e il verruch, insalata verde leggermente amarognola, di dimensione ridotta rispetto alla norma ma che sprigiona un potere eccitante. E la cipolla rossa di Tropea secondo alcuni ricercatori contiene l'ossido nitroso, il principio attivo del Viagra.

Per avere Cupido come alleato - conclude la Coldiretti - si puo' anche tentare con il brodo di giuggiole, un liquore dolce ottenuto per infusione dei piccoli frutti del giuggiolo, una pianta molto diffusa nei cortili del Veneto e della Romagna.


Realizzato dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) nell’ambito del progetto `Scegli tu´, il volume è disponibile gratuitamente sia rivolgendosi all’editore sia alla Sigo, o via internet, al sito www.sceglitu.it.

http://www.sceglitu.it/content/cibo-e-sesso

sabato 19 settembre 2009

INFERTILITà MASCHILE:fattore genetico alla base dell'infertilita' maschile

Un fattore genetico alla base dell'infertilita' maschile: e' quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Virginia Commonwealth University School of Medicine di Richmond (Virginia, Stati Uniti) e pubblicato online su Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui la disfunzione di una proteina coinvolta nella produzione dello sperma potrebbe contribuire a comprendere le cause della sterilita' negli uomini e aiutare la ricerca nell'individuazione di nuovi approcci per la contraccezione maschile. Nello studio condotto sui topi gli studiosi guidati da Jerome Strauss, capo del Dipartimento di Medicina, hanno messo in evidenza che i topolini maschi privi della proteina MEIG1 (meiosis expressed gene 1) erano sterili a causa della compromessa spermiogenesi (fase finale della spermatogenesi, processo di formazione degli spermatozoi). ''Oltre ad avere un impatto sulla fertilita' - spiega Strauss - la nostra scoperta identifica un nuovo obiettivo per lo studio di farmaci contraccettivi per uomini''.

lunedì 6 luglio 2009

FERTILITà: sesso quotidiano aumenta la fertilità


Dedicato agli aspiranti papà. Non è vero (come spesso si sente dire) che in vista di un auspicabile concepimento è preferibile per l’uomo astenersi per qualche giorno dai rapporti sessuali, al fine di rendere lo sperma «più potente» al momento giusto: secondo uno studio australiano sarebbe vero esattamente l’opposto, ossia che fare sesso quotidianamente rende gli spermatozoi più forti e potenzialmente aumenta la fertilità.

LO STUDIO - Tra i numerosi studi presentati nel corso del 25esimo convegno annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology (Eshre), in corso ad Amsterdam, vi è infatti quello realizzato dal dottor David Greening, ostetrico e ginecologo di Sydney, che ha appunto condotto un’indagine sulla fertilità maschile correlata alla frequenza eiaculatoria dalla quale emerge che un’attività sessuale continuativa riduce la percentuale di danni al Dna del liquido seminale. Così i dati raccolti da Greening dimostrano che - nonostante eiaculazioni frequenti si traducano effettivamente in una riduzione della quantità del seme e della sua concentrazione - l’astinenza non influisce in alcun modo sulla qualità dello sperma, e che anzi la motilità degli spermatozoi aumenta significativamente. «Resta da verificare, tramite ulteriori indagini, se effettivamente la migliore qualità del seme si traduce in percentuali più alte di fecondazioni, sia naturali che in vitro» ha spiegato il ricercatore australiano, che ha tuttavia sottolineato come studi precedenti abbiano già provato la correlazione tra minor danno al Dna degli spermatozoi e percentuale di gravidanze riuscite.

I DATI - L’analisi è stata condotta su un campione di 118 uomini con un Indice di Frammentazione del Dna Spermatico (DIF) superiore al 15 per cento (ovvero di qualità non eccellente). Dopo 7 giorni di test, nell’81 per cento dei soggetti campione è stata misurata una diminuzione dei danni al Dna pari al 12 per cento. Secondo Greening, quindi, al fine di ottenere la fecondazione, l’ideale sarebbe avere eiaculazioni quotidiane per sette giorni di fila in vista del giorno «buono», ovvero quello in cui si suppone vi sia l’ovulazione. Un accorgimento, questo, che potrebbe rivelarsi particolarmente utile soprattutto per le coppie in cerca di gravidanza che si rivolgono alla fecondazione assistita.

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