NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
domenica 13 marzo 2011
PESCE AL MERCURIO, SVELATO MECCANISMO TOSSICITA'
Non tutto il mercurio disperso nell'ambiente e' destinato ad entrare nella catena alimentare. Serve un processo di ossidazione, che quando si innesca produce l'inquinamento dei mari, dei pesci ed effetti tossici pericolosi per l'uomo. E' quanto hanno ricostruito su Nature Geoscience i ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme e dell'Universita' del Nevada studiando l'atmosfera sul Mar Morto, che anche se privo di specie ittiche e' l'area della terra con la piu' alta concentrazione di mercurio ossidato. I ricercatori guidati da Menachem Luria hanno scoperto che il mercurio sospeso nell'aria ha una forma ''inattiva'', che si trasforma in una biologicamente attiva tramite l'ossidazione innescata da un altro elemento chimico, il bromo. La ricerca permettera' di stabilire con piu' precisione come e dove e' piu' facile l'intossicazione della fauna ittica e quindi e' piu' alta la probabilita' per l'uomo di mangiare prodotti inquinati.
Etichette:
alimentazione,
mercurio,
pesce,
VELENI
sabato 11 dicembre 2010
FERTILITà : PESCE E NOCI TENGONO ALTO NUMERO SPERMATOZOI
Occhio ai cibi grassi se si vuole mantenere inalterata la potenza riproduttiva. Parola di Jill Attaman, ricercatrice dell'Harvard Medical School, secono la quale una dieta sbilanciata in favore di grassi saturi, animali e vegetali, influenza al ribasso il numero di spermatozoi. Salumi, burro, cibi trasformati, latte non scremato e anche il meno sospettato olio d'oliva, se consumati in abbondanza, possono ridurre la quantita' di cellule riproduttive maschili del 41%. Lo studio, presentato durante il congresso della Societa' americana di Medicina della riproduzione salva gli acidi grassi omega 3 e omega 6.
Pesce e noci, che ne sono ricchi, aiuterebbero a tenere su la conta spermatica.
Pesce e noci, che ne sono ricchi, aiuterebbero a tenere su la conta spermatica.
Etichette:
acidi grassi omega 3,
acidi grassi omega 6,
alimentazione,
alimenti,
FERTILITà,
noci,
olio d'oliva,
Omega 3,
Omega 6,
omega3,
omega6,
pesce,
SPERMA,
spermatozoi
venerdì 27 agosto 2010
inquinamento ambientale : In Cina allarme pesce contaminato, Se proviene dal fiume Yangtze, provoca danni a genitali
Mangiare alcuni tipi di pesce provenienti dal fiume cinese Yangtze potrebbe essere dannoso per la salute, secondo Greenpeace. Sostanze inquinanti sarebbero infatti state trovate in alcuni tipi di pesce comunemente mangiati, tra i quali la carpa e il pesce gatto, prelevati dal fiume nei pressi di 4 citta' che sorgono lungo lo Yangtze. Tali sostanze, sostiene la ricerca, possono provocare puberta' prematura, danni ai genitali ed altre malattie.
Etichette:
AMBIENTE,
ambiente inquinamento,
apparato genitale,
CINA,
genitali,
pesce,
SALUTE,
Yangtze
giovedì 10 giugno 2010
ALZHEIMER, IL RISCHIO SI RIDUCE CON NOCI PESCE E POMODORI
Pesce, pollo, frutta, verdura e noci: ecco gli ingredienti della dieta anti-Alzheimer, secondo quanto emerge da uno studio pubblicato su Archives of Neurology dai ricercatori della Columbia University di New York, negli Usa, guidati da Nikolaos Scarmeas.
La ricerca, durata quattro anni e condotta sulle abitudini alimentari di 2.148 soggetti di 65 anni, ha dimostrato che una dieta ricca di noci, pesce, pomodori, pollo, verdure crucifere (come broccoli e cavolfiori), verdure a foglia verde (come barbabietole, carote, sedano e lattuga) e scura (come bieta e spinaci) e povera invece di carne rossa, interiora e burro, risulta in grado di ridurre il rischio di Alzheimer del 38%.
''Lo studio ha dimostrato che questa combinazione di alimenti influenza il livello di acidi grassi e vitamine - spiega Scarmeas -. In tal modo influenza anche il rischio di sviluppare l'Alzheimer''.
La ricerca, durata quattro anni e condotta sulle abitudini alimentari di 2.148 soggetti di 65 anni, ha dimostrato che una dieta ricca di noci, pesce, pomodori, pollo, verdure crucifere (come broccoli e cavolfiori), verdure a foglia verde (come barbabietole, carote, sedano e lattuga) e scura (come bieta e spinaci) e povera invece di carne rossa, interiora e burro, risulta in grado di ridurre il rischio di Alzheimer del 38%.
''Lo studio ha dimostrato che questa combinazione di alimenti influenza il livello di acidi grassi e vitamine - spiega Scarmeas -. In tal modo influenza anche il rischio di sviluppare l'Alzheimer''.
Etichette:
alimentazione,
alimenti,
Alzheimer,
morbo di Alzheimer,
pesce,
pomodori
venerdì 18 dicembre 2009
CUORE: IL PESCE CHE FA BENE AL CUORE E' AL FORNO O BOLLITO
Un cioccolato che fa dimagrire? Esiste e lo hanno inventato in Spagna, dove presto apparMerluzzo o salmone? Non importa la varieta' del pesce, l'importante e' che sia bollito o cotto al forno. A dirlo e' uno studio condotto dall'Universita' delle Hawaii (Usa), presentato al Congresso dell'American Heart Association in corso ad Orlando, in Florida.
Analizzati diversi tipi di pesce, la quantita' e la frequenza di consumo, i ricercatori hanno anche evidenziato l'importanza della preparazione - se aringhe o calamari erano cotti, crudi, fritti, salti o essiccati - e del condimento.
Risultato, le cotture leggere sono le migliori e con piu' salse al posto del sale fanno bene al cuore. ''Bollire o cuocere del pesce con una salsa di soia o con del tofu e' ancora piu' benefico'', continua Meng. La cucina cinese e' piu' adatta alle donne: ''Marinare con la soia cibi che contengono omega3 - rivela la ricercatrice - e altri nutrienti 'buoni' come i fitoestrogeni ha effetti cardioprotettivi soprattutto per la popolazione femminile''.
Analizzati diversi tipi di pesce, la quantita' e la frequenza di consumo, i ricercatori hanno anche evidenziato l'importanza della preparazione - se aringhe o calamari erano cotti, crudi, fritti, salti o essiccati - e del condimento.
Risultato, le cotture leggere sono le migliori e con piu' salse al posto del sale fanno bene al cuore. ''Bollire o cuocere del pesce con una salsa di soia o con del tofu e' ancora piu' benefico'', continua Meng. La cucina cinese e' piu' adatta alle donne: ''Marinare con la soia cibi che contengono omega3 - rivela la ricercatrice - e altri nutrienti 'buoni' come i fitoestrogeni ha effetti cardioprotettivi soprattutto per la popolazione femminile''.
Etichette:
alimentazione,
alimenti,
pesce,
SALUTE
mercoledì 2 settembre 2009
pesca illegale: 91 PAESI FIRMANO ACCORDO PER BLOCCARLA
Novantuno paesi hanno sottoscritto ieri 01-09-2009 un accordo per bloccare i pescherecci coinvolti nella pesca illegale, al fine di impedire l'ingresso di pesce ''irregolare'' nel mercato mondiale. Lo ha riferito l'Onu in un comunicato.
L'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) ha accolto con entusiasmo il trattato definendolo ''il primo patto globale incentrato sul problema''.
Le nuove misure, a cui dovranno attenersi i pescherecci, comprendono per prima cosa che le imbarcazioni facciano richiesta di un permesso per l'ingresso nei porti stranieri, che le autorita' siano informate del carico di pesce e che le navi dei Paesi firmatari siano pronte a sottoporsi a regolari ispezioni.
Lo statuto sara' esaminato dal Consiglio della Fao entro la fine del mese e passera' a novembre alla Conferenza della Fao per la formale adozione. L'accordo dovra' essere ratificato da ogni nazione e comincera' ad avere effetto dopo la firma di almeno 25 paesi
L'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) ha accolto con entusiasmo il trattato definendolo ''il primo patto globale incentrato sul problema''.
Le nuove misure, a cui dovranno attenersi i pescherecci, comprendono per prima cosa che le imbarcazioni facciano richiesta di un permesso per l'ingresso nei porti stranieri, che le autorita' siano informate del carico di pesce e che le navi dei Paesi firmatari siano pronte a sottoporsi a regolari ispezioni.
Lo statuto sara' esaminato dal Consiglio della Fao entro la fine del mese e passera' a novembre alla Conferenza della Fao per la formale adozione. L'accordo dovra' essere ratificato da ogni nazione e comincera' ad avere effetto dopo la firma di almeno 25 paesi
martedì 1 settembre 2009
INVECCHIAMENTO: I cibi che rallentano l’invecchiamento

I fumatori dovrebbero stare attenti a mangiare troppe carote, chi assume le statine per tenere bassi i livelli di colesterolo dovrebbe abbassare le dosi del farmaco se beve abitualmente tè verde. Lo stesso succede con il pompelmo, che interferisce in modo diverso con alcune statine, aumenta la persistenza nel sangue dei farmaci per l’impotenza, interferisce con una trentina di molecole diverse (dagli antivirali agli antidepressivi).
Ma meglio ancora è sapere quali cibi prevengono molte patologie, e l’invecchiamento di cellule e organi. Le scoperte al riguardo non vengono né dalla medicina tradizionale, né dall’erboristeria più sofisticata. E nemmeno da chef salutisti. A consigliare i nuovi menù sono superlaboratori di ricerca biomedica. Da 10-15 anni, in particolare dal 2000, a dettare legge per menù protettivi e antietà sono discipline quali la nutrigenetica, la nutriceutica, la cibo-farmaceutica... Essere ciò che si mangia trova una nuova collocazione nella filosofia scientifica perché un cibo, una vitamina, un pigmento alimentare interferisce con il Dna, con il patrimonio genetico, con i mitocondri fonte dell’energia cellulare, con i vari «spazzini» dell’organismo, con le difese nei confronti di virus e batteri, con la produzione di ormoni e neuro- ormoni, con i meccanismi del dolore e con quelli riparatori. O rigeneratori. Ed ecco che non sorprende trovare studi su vitamine e cibi negli abstracts scientifici di importanti congressi internazionali come l’ultimo Asco di oncologia, come l’Ada sul diabete o il prossimo Esc di cardiologia.
La prevenzione attraverso ciò che si mangia. Non a caso i detentori di brevetti sui probiotici (Yakult, Danone, Nestlé) stanno investendo milioni di euro in ricerche che dimostrino come, in base al tipo e in base alla quantità, i lactobacilli (o probiotici) possano addirittura agire sull’attività neuronale «attraverso il sistema immunitario e il "secondo cervello" che è praticamente a livello gastrointestinale », spiega Lucio Capurso, big internazionale della gastroenterologia. Un lavoro scientifico è anche stato firmato in questi giorni dall’autorevole Majo Clinic di Rochester sull’effetto benefico dei probiotici: i «batteri buoni», li chiamano i gastroenterologi della Majo.
È l’era della genetica applicata alla nutrizione. Ognuno di noi è unico e ciò è dovuto ai nostri geni. Le differenze da individuo a individuo si manifestano sia esteriormente nel nostro aspetto fisico, come il colore dei capelli e degli occhi, sia internamente, ad esempio nella diversa capacità di metabolizzare i nutrienti o eliminare le tossine. E in ciascun gene vi sono punti di variazione: l’insieme di queste piccole variazioni (mutazioni) definisce la nostra individualità. «Conoscendo meglio l’effetto che i nutrienti hanno sulla nostra particolare costituzione genetica, possiamo esercitare un controllo più effettivo sulla qualità e le nostre aspettative di vita», dice Pier Giuseppe Pelicci, direttore dell’oncologia sperimentale dello Ieo di Milano. Le aziende biotech rispondono mettendo a punto i primi test genetici per «guidare» la nostra dieta. Uno è quello proposto da Eurogene. Il direttore scientifico, Keith Grimaldi, spiega: «È stato selezionato un gruppo di geni che determinano il modo in cui un individuo reagisce a certi nutrienti essenziali». A ognuno il suo menù.
Gli studi in oncologia portano a sorprendenti novità di prevenzione: i betacarotenoidi funzionano come scudo, ma i fumatori rischierebbero di più un tumore al polmone. Se Bugs Bunny, il celebre coniglio dei cartoon, fumasse dovrebbe limitare la sua passione. È invece appurato, ricerca dell’università di Newcastle (Gran Bretagna), che le carote sono più efficaci se cotte intere: contengono il 25% di falcarinolo (un anticancro) in più di quelle tagliate prima della cottura. Un altro studio, condotto dalla Washington University Medical School di St. Louis in collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha svelato che l’80% delle donne sottoposte a intervento di rimozione del cancro della mammella era carente di vitamina D. Una categoria di nuovi farmaci antinfiammatori e antitumorali derivati dai triterpenoidi naturali, molecole simili agli oli essenziali delle bucce d’arancia, potrebbe costituire una risorsa terapeutica o preventiva per la popolazione maschile a rischio di sviluppare il tumore prostatico. La scoperta, pubblicata da Cancer Research, è dell’équipe guidata da Adriana Albini, MultiMedica di Milano, e da Francesca Tosetti, Ist di Genova.
Dalle ricerche in campo cardiovascolare, invece, arrivano novità sul tè verde e i cosiddetti «grassi benefici » omega-3 e omega-6. Il «Monzino » di Milano e il Dipartimento di farmacologia dell’Università degli studi sempre di Milano hanno avviato ricerche cliniche di prevenzione coordinate dalla responsabile della ricerca del Monzino, la farmacologa Elena Tremoli. A parte il patrimonio genetico, il tè verde mantiene alti i livelli nel sangue di statine per abbassare il colesterolo. Quindi uno studio verificherà quanto già avviene in Giappone dove le statine vengono prescritte a metà dose agli amanti di questa bevanda, ricca di benefici antiossidanti. Le novità sugli acidi grassi sono molto importanti. Intanto un test, da una goccia di sangue, può misurare gli acidi grassi in una persona. Poi l’effetto pesce (omega-3) potrebbe risultare più efficace dei farmaci nel tenere bassi trigliceridi e colesterolo (i grassi cattivi circolanti nel sangue). Quindi tè verde e tonno? «Meglio lo sgombro, è il più ricco in omega-3», risponde la Tremoli. O il classico olio di fegato di merluzzo. La dose? Circa 850 milligrammi al giorno di omega- 3 (dose protettiva più bassa). Tre, quattro grammi al giorno abbassano i trigliceridi. Insomma sgombro tre volte alla settimana, ma per variare anche salmone, tonno o trota. Non solo, vi sono anche effetti neuroprotettivi (Alzheimer e Parkinson) e antinfiammatori (artrite reumatoide, asma, ecc.).
In sintesi, vi sono gruppi di cibi con il «potere» di aiutare a perdere peso e riportare indietro il tempo. A partire da ortaggi, frutta e verdura. Riempire il piatto con frutta e verdura è utile per perdere peso—contengono poche calorie, molti nutrienti e danno senso di sazietà—e gli ultimi studi mostrano che alcuni di loro procurano sorprendenti benefici antinvecchiamento. Si dice che i mirtilli, per esempio, abbiano la capacità di migliorare la memoria. Ma i frutti di bosco di tutti i colori sono ricchi di antiossidanti, come ha dimostrato Navindra P. Seeram, ricercatore dell’Università di Rhode Island a Kingston. Combattono i radicali liberi, molecole che possono causare un esteso danno delle cellule e sono collegate all’infiammazione cronica. Quella che contribuisce all’invecchiamento e che si pensa sia alla base di molte malattie: cancro, malattie del cuore, diabete, Alzheimer, artrite, e osteoporosi. I frutti di bosco sono poi stracolmi di vitamina C, un altro potente antiossidante antirughe. Per mantenere l’acutezza visiva, indirizzarsi su spinaci e altre verdure a foglia verde scuro: luteina e zeaxantina sono pigmenti che proteggono gli occhi dagli effetti dannosi della luce ultravioletta, a cominciare dalla cataratta. Frutta e ortaggi rossi: stesse proprietà antiaging e proteggicancro.
Le proteine sono una componente chiave della dieta e diventano ancora più importanti a partire dai 40 anni, quando la massa muscolare comincia a diminuire fino all’1% all’anno. Questo calo rallenta il metabolismo, facendo in modo che i chili in più si accumulino facilmente. Quindi per mantenere il metabolismo, le proteine sono fondamentali. Così come i minerali (calcio, fosforo, e potassio) di cui sono ricchi yogurt e latticini: aiutano anche a mantenere corretta la pressione del sangue e le ossa robuste. Tra le spezie: cumino e ginger sono antinvecchiamento, peperoncino e wasabi innalzano la soglia del dolore, l’aglio è una vera superpillola (antinfiammatoria, antibiotica, anti- impotenza, salvacuore, abbassa pressione). Insomma spaghetti aglio, olio e peperoncino sono un toccasana. Con l’olio ricco in vitamina E. Meglio se non cotto.
Del vino rosso si sa: il resveratrolo che contiene è un potente antiossidante, regolatore dell’infiammazione e protettivo delle arterie. In più, la ricerca sugli animali suggerisce che alte quantità di resveratrolo possono contrastare la morte delle cellule nel cuore e nel cervello. Il limite è di uno, due, bicchieri al giorno. Se non si beve vino, c’è il caffè: riduce il rischio di diabete tipo 2, Parkinson e Alzheimer. E protegge il cuore. Così come il tè, che inoltre rinforza il sistema immunitario, protegge lo smalto dei denti, combatte la perdita di memoria associata con l’invecchiamento. Due segreti antietà: cioccolato fondente e frutta secca. I flavanoidi del cacao, in particolare, possono ridurre l’infiammazione, mantenere corretta la pressione del sangue, prevenire la coagulazione delle piastrine e stimolare la potenza cerebrale. Inoltre, il cacao migliora l’umore, attenua la sindrome premestruale, aiuta le performances sessuali e attenua i mal di testa.
Etichette:
acidi grassi omega 3,
anti-cancro,
beta-carotene,
betacarotenoidi,
carote,
cibi,
falcarinolo,
genetica,
geni,
invecchiamento,
Omega 3,
Omega 6,
pesce,
PREVENZIONE,
SALUTE,
tè,
tè verde
domenica 16 agosto 2009
DEMENZA SENILE: omega 3 contenuti in diversi tipi di pesce aiuterebbero a contrastare il declino cognitivo

Mangiare pesce favorisce le funzioni cognitive rallentando l'insorgere delle demenza senile: a dimostrarlo e' un ampio studio epidemiologico - condotto su 14.960 persone - che verra' pubblicato ad agosto sull'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui gli acidi grassi omega3 contenuti in diversi tipi di pesce aiuterebbero a contrastare il declino cognitivo.
La ricerca e' stata condotta parallelamente in Cina, India, Cuba, Repubblica Dominicana, Venezuela, Messico e Peru' su 14.960 soggetti di eta' superiore ai 65 anni affetti da demenza.
Dai risultati e' emerso che in ciascuno dei paesi oggetto dello studio, ad eccezione dell'India, si e' riscontrato un rapporto inversamente proporzionale tra il consumo di pesce e la prevalenza della demenza: in particolare l'olio di pesce, essendo ricco di omega3, sarebbe positivamente correlato alle funzioni cognitive in eta' avanzata.
Nel corso della ricerca gli studiosi hanno anche cercato di dimostrare se, al contrario, il consumo di carne potesse favorire l'insorgere della demenza senile, come suggerito da studi precedenti. Nonostante in diversi casi - come in India - sia stata riscontrata piu' volte una certa correlazione tra il consumo di carne e l'insorgere della demenza senile, gli studiosi spiegano che per avvalorare questa ipotesi sono necessari ulteriori studi.
Etichette:
acidi grassi,
acidi grassi omega 3,
DEMENZA,
DEMENZA SENILE,
OLIO DI PESCE,
Omega 3,
pesce,
SALUTE
martedì 28 luglio 2009
spadare: Greenpeace scopre peschereccio con spadara illegale

Nel canale di Sicilia l'imbarcazione degli attivisti ha incrociato la Federica II notando reti sospette. Dopo i controlli online, gli ambientalisti hanno scoperto le irregolarità e chiamato la Guardia Costiera
Più di 15 km di rete spadara illegale, due ceste di palamiti, 16 pesci spada (2 di taglia illegale) e 14 esemplari di tonno rosso, di cui ben 8 al di sotto della taglia minima di 30 kg trovati nella stiva. E' tutto quello che è stato scoperto dalla Guardia Costiera sul peschereccio Federica II, proveniente da Porticello (Palermo), grazie all'intervento di 'Rainbow Warrior', nave ammiraglia di Greenpeace.
Nella zona del canale di Sicilia l'imbarcazione degli attivisti ha incrociato la Federica II e, una volta osservate alcune reti sospette, gli ambientalisti hanno deciso di controllare sul registro on line dei pescherecci dell’Unione europea, scoprendo che l’imbarcazione aveva solo la licenza per la pesca a strascico, nonostante la presenza di altri tipi di reti.
Così i volontari di Greenpeace decidono di avvicinarsi con i gommoni per controllare da vicino e comincia un inseguimento con mare forza 5 tra la 'Rainbow Warrior', la Capitaneria di porto, avvisata dagli attivisti, e il peschereccio che, una volta raggiunto, è stato fermato e poi scortato nel porto di Pantelleria.
''Siamo soddisfatti che la Capitaneria di porto di Pantelleria sia intervenuta tempestivamente, ma com’è possibile che un peschereccio possa aggirarsi per il Mediterraneo con ben due attrezzi da pesca senza licenza, di cui uno completamente illegale?'' chiede Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, a bordo della 'Rainbow'. Le spadare sono vietate da anni dall’Onu e dalla Ue per il loro devastante impatto ambientale: uccidono delfini, capodogli e tartarughe. Inoltre, la pesca al tonno rosso, una specie in pericolo, è sottoposta a un rigoroso regime di quote.
Intanto, oltre alla lotta alla pesca pirata, la 'Rainbow Warrior' sta effettuando una serie di sopralluoghi, con immersioni e monitoraggi con una telecamera filoguidata nei fondali del canale di Sicilia. “Questo è il nostro mare - continua Giannì - è ora di finirla con la pesca pirata e di salvaguardarlo con una rete di riserve marine, anche in alto mare: il canale di Sicilia deve essere protetto”. Greenpeace ha proposto una rete che copra il 40% dei mari.
FONTE:adnkronos.com
martedì 12 maggio 2009
SALUTE: NOCI, PESCE E OLIO D'OLIVA CONTRO LA CECITA' SENILE

Pesce condito con un po' d'olio d'oliva a crudo e qualche noce alla fine del pasto: la ricetta, oltre a essere gustosa, potrebbe aiutare a prevenire la cecita' senile. Ad affermarlo sono due diversi studi pubblicati a maggio negli Archives of Ophthalmology. Secondo le due ricerche gli acidi grassi omega3 contenuti in questi cibi, infatti, proteggerebbero le cellule della retina, prevenendo la degenerazione maculare senile precoce (AMD, dall'inglese age-related macular degeneration), principale causa di perdita della vista tra gli individui oltre i 65 anni.
Dalla prima ricerca, svolta dall'University of Sidney su 2454 soggetti tra il 1992 e il 1994, e' emerso che mangiare uno a due porzioni di frutta a guscio a settimana porta a una diminuzione di rischio di degenerazione maculare senile precoce del 35%, mentre una porzione di pesce a settimana del 31%: ''I nostri risultati - spiega Jennifer S.L. Tan, che ha guidato lo studio - corroborano l'ipotesi che un regolare consumo di pesce e di frutta a guscio puo' proteggere dall'insorgenza dell'AMD''.
Il secondo studio, condotto dal Centre for Eye Research Australia su 6.734 individui tra il 1990 e il 1994, ha fatto invece rilevare che una ridotta incidenza di degenerazione maculare senile precoce e' stata associata all'assunzione di un decilitro di olio d'oliva a settimana. Mezzo bicchiere a settimana di olio, spiegano i ricercatori, potrebbe quindi essere un valido aiuto per prevenire la degenerazione maculare senile precoce.
Iscriviti a:
Post (Atom)