Occhio ai cibi grassi se si vuole mantenere inalterata la potenza riproduttiva. Parola di Jill Attaman, ricercatrice dell'Harvard Medical School, secono la quale una dieta sbilanciata in favore di grassi saturi, animali e vegetali, influenza al ribasso il numero di spermatozoi. Salumi, burro, cibi trasformati, latte non scremato e anche il meno sospettato olio d'oliva, se consumati in abbondanza, possono ridurre la quantita' di cellule riproduttive maschili del 41%. Lo studio, presentato durante il congresso della Societa' americana di Medicina della riproduzione salva gli acidi grassi omega 3 e omega 6.
Pesce e noci, che ne sono ricchi, aiuterebbero a tenere su la conta spermatica.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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sabato 11 dicembre 2010
venerdì 28 maggio 2010
DIABETE SOTTO CONTROLLO? L'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA AIUTA
Oltre a renderli gustosi, condire gli alimenti con un filo d'olio extravergine d'oliva aiuta a prevenire diabete e disturbi cardiovascolari. A sostenerlo sono i ricercatori spagnoli dell'Universita' di Cordoba, guidati da Francisco Perez-Jimenez, i quali, in uno studio pubblicato su BMC Genomics, affermano che l'extravergine sarebbe in grado di ''disattivare'' i geni responsabili dello sviluppo di queste patologie.
La ricerca e' stata condotta su 20 partecipanti affetti da sindrome metabolica (soggetti, per questo motivo, ad un maggior rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari), ai quali e' stato chiesto di consumare un pasto condito con un olio extravergine d'oliva ricco di fenoli (antiossidanti naturali), oppure con un olio d'oliva con un basso livello di composti fenolici. Gli studiosi hanno poi esaminato l'effetto del pasto sulle cellule del sangue, rilevando che l'olio extravergine ricco di antiossidanti e omega-6 aveva diminuito l'attivita' infiammatoria di 98 geni coinvolti con lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari.
''Lo studio ha dimostrato che l'olio extravergine d'oliva - spiega Perez-Jimenez - sarebbe in grado di reprimere molti dei geni coinvolti nel processo infiammatorio che causa numerose patologie cardiache e metaboliche''.
La ricerca e' stata condotta su 20 partecipanti affetti da sindrome metabolica (soggetti, per questo motivo, ad un maggior rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari), ai quali e' stato chiesto di consumare un pasto condito con un olio extravergine d'oliva ricco di fenoli (antiossidanti naturali), oppure con un olio d'oliva con un basso livello di composti fenolici. Gli studiosi hanno poi esaminato l'effetto del pasto sulle cellule del sangue, rilevando che l'olio extravergine ricco di antiossidanti e omega-6 aveva diminuito l'attivita' infiammatoria di 98 geni coinvolti con lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari.
''Lo studio ha dimostrato che l'olio extravergine d'oliva - spiega Perez-Jimenez - sarebbe in grado di reprimere molti dei geni coinvolti nel processo infiammatorio che causa numerose patologie cardiache e metaboliche''.
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mercoledì 12 maggio 2010
DERMATITE: SE MANCANO GLI OMEGA-6 PIU' FACILE SOFFRIRE DI DERMATITE
Non solo ''amici'' del cuore, sono anche ''amici per la pelle'': gli acidi grassi sono infatti preziosi alleati contro le dermatiti. Lo conferma uno studio americano condotto dai ricercatori dell'University of Illinois e pubblicato sul Journal of Lipid Research.
Per approfondire la funzione e il ruolo fisiologico degli omega6, il team di Manabu Nakamura, docente di scienze dell'alimentazione e coordinatore degli studi, ha condotto test di laboratorio con cavie il cui corredo biologico era stato modificato in maniera tale da disattivare il gene responsabile della produzione dell'enzima che favorisce la sintesi dell'acido arachidonico.
Disattivando invece il gene responsabile della sintesi dell'enzima che aiuta l'organismo a produrre piu' acido arachidonico, le cavie da laboratorio hanno sviluppato una forma di dermatite ulcerosa: introducendo pero' tramite l'alimentazione l'acido grasso, i sintomi sparivano. L'acido arachidonico potrebbe quindi rivelarsi un prezioso alleato per la cura delle patologie legate della pelle: ''Siamo ad un ottimo punto di partenza - afferma Nakamura - ma dobbiamo approfondire i nostri studi nella direzione di ricerche a livello cellulare''.
Per approfondire la funzione e il ruolo fisiologico degli omega6, il team di Manabu Nakamura, docente di scienze dell'alimentazione e coordinatore degli studi, ha condotto test di laboratorio con cavie il cui corredo biologico era stato modificato in maniera tale da disattivare il gene responsabile della produzione dell'enzima che favorisce la sintesi dell'acido arachidonico.
Disattivando invece il gene responsabile della sintesi dell'enzima che aiuta l'organismo a produrre piu' acido arachidonico, le cavie da laboratorio hanno sviluppato una forma di dermatite ulcerosa: introducendo pero' tramite l'alimentazione l'acido grasso, i sintomi sparivano. L'acido arachidonico potrebbe quindi rivelarsi un prezioso alleato per la cura delle patologie legate della pelle: ''Siamo ad un ottimo punto di partenza - afferma Nakamura - ma dobbiamo approfondire i nostri studi nella direzione di ricerche a livello cellulare''.
lunedì 12 aprile 2010
alimentazione: SE I GRASSI SONO POLINSATURI IL RISCHIO-CUORE SI ABBASSA DEL 19%
Proteggere il cuore sostituendo i grassi saturi con i grassi polinsaturi: uno studio condotto da un gruppo di ricercatori di Harvard School of Public Health (HSPH) e pubblicato su Plos Medicine mette in evidenza, per la prima volta, che una dieta bilanciata con un maggior consumo di omega3 e omega6 e una diminuzione dell'introito di grassi saturi riduce il rischio di incorrere in infarti e morti per malattie coronariche del 19%.
I ricercatori hanno incrociato i dati di otto studi per un totale di 13.614 partecipanti e di 1.042 eventi coronarici.
Dalla ricerca e' emerso che l'aumento del consumo di grassi polinsaturi in sostituzione dei grassi saturi ha ridotto il rischio di eventi coronarici del 19%, e che per ogni incremento del 5% di energia totale sviluppata dal consumo di grassi polinsaturi il rischio di malattia coronarica viene ridotto del 10%. In particolare, la ricerca e' la prima a dimostrare che il consumo prolungato di omega3 riduce il rischio di insorgenza delle malattie cardiache e coronariche.
I ricercatori hanno incrociato i dati di otto studi per un totale di 13.614 partecipanti e di 1.042 eventi coronarici.
Dalla ricerca e' emerso che l'aumento del consumo di grassi polinsaturi in sostituzione dei grassi saturi ha ridotto il rischio di eventi coronarici del 19%, e che per ogni incremento del 5% di energia totale sviluppata dal consumo di grassi polinsaturi il rischio di malattia coronarica viene ridotto del 10%. In particolare, la ricerca e' la prima a dimostrare che il consumo prolungato di omega3 riduce il rischio di insorgenza delle malattie cardiache e coronariche.
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