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martedì 27 ottobre 2009

colite ulcerosa: troppi Acidi grassi polinsaturi omega 6 possono provocare danni all'intestino


Acidi grassi polinsaturi omega 6 nemici dell'intestino. E' quanto emerge da una ricerca condotta su un campione di cittadini inglesi e pubblicata su Gut, la rivista del British Medical Journal che si occupa di tematiche dell'apparato digerente.

L'acido linoleico che si trova in alimenti come la margarina e gli oli di semi e di noci potrebbe, secondo gli esperti, essere la causa di un terzo dei casi di colite ulcerosa. Al contrario, i ricercatori hanno rilevato come una dieta ricca di acidi grassi omega 3, presenti soprattutto in pesci come il salmone o l'aringa, sia in grado invece di ridurre il rischio di colite ulcerosa fino al 77%. Tuttavia, spiegano gli esperti inglesi, va tenuto in considerazione che, oltre alla dieta, anche fattori come il fumo e lo stress giocano un ruolo di primo piano nella comparsa di malattie infiammatorie intestinali. Un'attenzione particolare, raccomandano quindi gli esperti, allo stile di vita quotidiano.

venerdì 16 ottobre 2009

miele di manuka: MANUKA ANTIBIOTICO NATURALE

Il miele di manuka puo' uccidere i batteri perche' e' in grado di distruggere una loro proteina vitale. A dimostrarlo sono i ricercatori della University of Wales di Cardiff (Galles, Regno Unito) guidati da Rowena Jenkins in uno studio presentato al General Microbiology's Meeting in corso in questi giorni presso l'Heriot-Watt University di Edimburgo.

Gli studiosi analizzando i meccanismi d'azione del miele ottenuto dalla manuka (cespuglio spontaneo che cresce nelle zone rurali della Nuova Zelanda) hanno scoperto che le sue proprieta' antibatteriche non sono dovute esclusivamente agli zuccheri presenti nel miele, come finora i ricercatori avevano ritenuto.

Per dimostrarlo gli studiosi hanno coltivato in laboratorio e trattato per 4 ore con il miele di manuka lo Staphyloccoccus areus meticillino resistente (Mrsa), un batterio umano il cui habitat primario e' l'epitelio squamoso delle narici. Le cellule batteriche sono state poi isolate e separate, e l'esperimento e' stato ripetuto con lo sciroppo di zucchero per determinare se gli effetti generati dal nettare di manuka dipendessero soltanto dallo zucchero contenuto nel miele.

Analizzando al microscopio le cellule, i ricercatori hanno osservato che dopo il trattamento a base di miele di manuka una particolare proteina, la FabI - vitale per lo Staphylococcus aureus che la usa per sintetizzare gli acidi grassi - era completamente assente, a differenza di cio' che accadeva con lo sciroppo di zucchero. ''La comprensione del meccanismo di azione con cui le sostanze contenute nel miele di manuka neutralizzano gli Mrsa e' importante - ha osservato Jenkins -. Potrebbe essere usato come un trattamento di prima linea contro le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici in commercio''.

domenica 16 agosto 2009

DEMENZA SENILE: omega 3 contenuti in diversi tipi di pesce aiuterebbero a contrastare il declino cognitivo


Mangiare pesce favorisce le funzioni cognitive rallentando l'insorgere delle demenza senile: a dimostrarlo e' un ampio studio epidemiologico - condotto su 14.960 persone - che verra' pubblicato ad agosto sull'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui gli acidi grassi omega3 contenuti in diversi tipi di pesce aiuterebbero a contrastare il declino cognitivo.

La ricerca e' stata condotta parallelamente in Cina, India, Cuba, Repubblica Dominicana, Venezuela, Messico e Peru' su 14.960 soggetti di eta' superiore ai 65 anni affetti da demenza.

Dai risultati e' emerso che in ciascuno dei paesi oggetto dello studio, ad eccezione dell'India, si e' riscontrato un rapporto inversamente proporzionale tra il consumo di pesce e la prevalenza della demenza: in particolare l'olio di pesce, essendo ricco di omega3, sarebbe positivamente correlato alle funzioni cognitive in eta' avanzata.

Nel corso della ricerca gli studiosi hanno anche cercato di dimostrare se, al contrario, il consumo di carne potesse favorire l'insorgere della demenza senile, come suggerito da studi precedenti. Nonostante in diversi casi - come in India - sia stata riscontrata piu' volte una certa correlazione tra il consumo di carne e l'insorgere della demenza senile, gli studiosi spiegano che per avvalorare questa ipotesi sono necessari ulteriori studi.

martedì 12 maggio 2009

SALUTE: NOCI, PESCE E OLIO D'OLIVA CONTRO LA CECITA' SENILE


Pesce condito con un po' d'olio d'oliva a crudo e qualche noce alla fine del pasto: la ricetta, oltre a essere gustosa, potrebbe aiutare a prevenire la cecita' senile. Ad affermarlo sono due diversi studi pubblicati a maggio negli Archives of Ophthalmology. Secondo le due ricerche gli acidi grassi omega3 contenuti in questi cibi, infatti, proteggerebbero le cellule della retina, prevenendo la degenerazione maculare senile precoce (AMD, dall'inglese age-related macular degeneration), principale causa di perdita della vista tra gli individui oltre i 65 anni.

Dalla prima ricerca, svolta dall'University of Sidney su 2454 soggetti tra il 1992 e il 1994, e' emerso che mangiare uno a due porzioni di frutta a guscio a settimana porta a una diminuzione di rischio di degenerazione maculare senile precoce del 35%, mentre una porzione di pesce a settimana del 31%: ''I nostri risultati - spiega Jennifer S.L. Tan, che ha guidato lo studio - corroborano l'ipotesi che un regolare consumo di pesce e di frutta a guscio puo' proteggere dall'insorgenza dell'AMD''.

Il secondo studio, condotto dal Centre for Eye Research Australia su 6.734 individui tra il 1990 e il 1994, ha fatto invece rilevare che una ridotta incidenza di degenerazione maculare senile precoce e' stata associata all'assunzione di un decilitro di olio d'oliva a settimana. Mezzo bicchiere a settimana di olio, spiegano i ricercatori, potrebbe quindi essere un valido aiuto per prevenire la degenerazione maculare senile precoce.

SALUTE: ACIIDI GRASSI , OMEGA3 E OMEGA 6, Secondo l'American Heart Association, per mantenere cuore e cervello in salute


Omega 3 e, soprattutto, Omega 6. Questo bisogna aggiungere alla dieta di tutti i giorni per mantenere cuore, vasi e cervello in salute. Lo dice l'American Heart Association, che in un articolo pubblicato su 'Circulation' sollecita l'introduzione nella nostra dieta anche di acidi grassi Omega 6: una grande metanalisi ha mostrato che chi consuma abitualmente Omega 6 ha una diminuzione del rischio cardiovascolare del 24 per cento.

E le prove si accumulano: studi osservazionali indicano infatti che chi assume abitualmente Omega 6 ha in genere un rischio cardiovascolare più basso; altre indagini dimostrano che chi è colpito da infarto ha in media una concentrazione sanguigna di Omega 6 molto più bassa di quella di persone simili per età e condizioni ma che non hanno avuto un attacco cardiaco; studi controllati, nei quali viene assegnata una dieta ricca o povera di Omega 6, confermano l'efficacia protettiva.

Secondo i cardiologi, quindi, essi dovrebbero rappresentare tra il 5 e il 10 per cento delle calorie assunte ogni giorno, a seconda dell'età (sono fondamentali nella crescita), del sesso e anche del livello di attività fisica svolta. In natura gli Omega 6 si trovano in alcune piante erbose come la boragine, nel germe di grano, in molti semi quali quello di lino, negli oli vegetali come quello di cartamo, di girasole, di soia, di colza (il migliore per un buon equilibrio di 3 e 6) e di mais.

Inoltre vengono assunti dagli animali, e si ritrovano nel latte e nella carne di bovino adulto, di vitello, di tacchino, di pollo, di maiale e di agnello. Attenzione però: chi ha il colesterolo alto deve rinunciare all'origine bovina.

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