Un aiuto contro il colesterolo potrebbe arrivare dal tè verde. La bevanda, già conosciuta per i suoi poteri antitumorali e antietà, sarebbe infatti in grado di diminuire di 5-6 punti il colesterolo totale e di abbassare i livelli di quello cattivo (Ldl). È quanto hanno scoperto, in uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association, i ricercatori statunitensi della Western University of Health Sciences di Pomona, in California. I benefici rilevati, spiegano i ricercatori, dipendono dalle catechine contenute nella bevanda, responsabili di un minor assorbimento del colesterolo nell'intestino.
Gli studiosi, supervisionati da Olivia Phung, hanno esaminato i risultati di 20 studi clinici che, in tutto, hanno visto coinvolti un totale di 1.415 adulti: di questi, alcuni avevano assunto il tè verde sotto forma di bevanda o di estratti in capsule, mentre altri rappresentavano il gruppo di controllo. Dai risultati è emerso che questo tipo di tè è in grado sì di abbassare i livelli del colesterolo, ma non di aumentare la presenza del colesterolo buono (Hdl) o di tagliare i livelli dei trigliceridi. I risultati di alcuni studi, tuttavia, sono arrivati a conclusioni contrastanti dovute probabilmente, spiegano i ricercatori, alla limitatezza dei campioni di soggetti esaminati. Nel complesso, il tè è sembrato più efficace delle capsule, anche se Phung sottolinea che i dati non sono sufficienti per assicurare che la bevanda sia meglio dell'estratto.
I benefici ottenuti grazia al tè verde, sottolineano i ricercatori, possono essere impiegati come eventuale sostegno alle terapie farmacologiche contro il colesterolo: non devono assolutamente, invece, essere considerati sostitutivi di eventuali percorsi di cura.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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giovedì 17 novembre 2011
venerdì 11 marzo 2011
stanchezza: BERE TE' AIUTA A RIDURRE SENSO STANCHEZZA
Prima di un compito difficile e lungo, di un esame o di una riunione-fiume, prendersi del tempo per sorseggiare una buona tazza di te' potrebbe essere la mossa piu' giusta. Uno studio pubblicato sulla rivista Nutritional Neuroscience torna a esaltare le virtu' della bevanda, questa volta evidenziandone non gia' le svariate e note proprieta' - per il cuore, per le ossa, contro il Parkinson e il cancro al seno - ma i benefici contro il senso di stanchezza. Lo hanno dimostrato gli esperimenti con la partecipazione di 44 giovani volontari a una serie di esercizi per misurare le performance cerebrali. Durante l'esecuzione dei compiti alcuni partecipanti hanno bevuto te' - dopo 20 e 70 minuti -, altri una bevanda-placebo. Chi aveva bevuto il te' ha ottenuto punteggi maggiori in termini di vigilanza e concentrazione. Merito della L-teanina, spiegano i ricercatori, un aminoacido presente in grandi quantita' nel te', e della caffeina.
lunedì 10 gennaio 2011
morbo di Alzheimer: Il tè verde è un toccasana, bevuto ogni giorno protegge dalla demenza
Bere regolarmente tè verde può proteggere il cervello dalla demenza e da malattie degenerative come l’Azheimer. E’ la conclusione a cui è giunto uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Newcastle university, guidati da Ed Okello del dipartimento di agricoltura, cibo e sviluppo rurale dell’universita’.
L’intento dei ricercatori era quello di verificare se le proprieta’ benefiche del te’ si mantenessero anche dopo la digestione. ”Secondo i risultati il te’ verde viene digerito da enzimi presenti nell’intestino – ha affermato Okello – e le sostanze chimiche risultanti sono piu’ efficaci contro i principali fattori scatenanti della demenza e dell’Alzheimer, rispetto alla formulazione del te’ prima della digestione”. I composti che hanno un ruolo significativo nello sviluppo della malattia di Alzheimer sono il perossido di idrogeno e la proteina beta-amiloide, mentre le sostenze contenute nel te’ verde che proteggono le cellule sono i polifenoli. Il team di Newcastle, in un esperimento di laboratorio ha esposto alcune cellule a diverse concentrazioni di tossine e composti di te’ verde digerito, ”questi ultimi – ha concluso Okello – hanno protetto le cellule impedendo alle tossine di distruggerle”.
L’intento dei ricercatori era quello di verificare se le proprieta’ benefiche del te’ si mantenessero anche dopo la digestione. ”Secondo i risultati il te’ verde viene digerito da enzimi presenti nell’intestino – ha affermato Okello – e le sostanze chimiche risultanti sono piu’ efficaci contro i principali fattori scatenanti della demenza e dell’Alzheimer, rispetto alla formulazione del te’ prima della digestione”. I composti che hanno un ruolo significativo nello sviluppo della malattia di Alzheimer sono il perossido di idrogeno e la proteina beta-amiloide, mentre le sostenze contenute nel te’ verde che proteggono le cellule sono i polifenoli. Il team di Newcastle, in un esperimento di laboratorio ha esposto alcune cellule a diverse concentrazioni di tossine e composti di te’ verde digerito, ”questi ultimi – ha concluso Okello – hanno protetto le cellule impedendo alle tossine di distruggerle”.
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sabato 9 ottobre 2010
CANCRO ALLA PROSTATA: Il pomodoro cotto protegge la prostata DAI TUMORI
Se cucinato intero, con semi e buccia, il re della cucina mediterranea mostra un'efficace attività antitumorale
Intero, con buccia e semi compresi, e cotto: così va portato in tavola il pomodoro per proteggere la salute maschile. Da tempo il re della cucina mediterranea è studiato per le sue proprietà anticancro, soprattutto per uno dei suoi componenti, il licopene. Ora però uno studio italiano sostiene che il pomodoro nella sua interezza sia molto più efficace dei singoli micronutrienti nella prevenzione del tumore della prostata.
LA SALSA MEGLIO DI UNA PASTICCA - La dimostrazione delle virtù del pomodoro cotto proviene da uno studio su modelli animali condotto dagli esperti del Centro Scienze dell'Invecchiamento dell'università di Chieti, in collaborazione con l'università Federico II di Napoli, e pubblicato sulla rivista Cancer Prevention Research. Così Manuela Iezzi, ricercatrice del centro abruzzese, spiega come può essere che a livello di prevenzione il sugo sia più interessante di un integratore: «Abbiamo appurato che una dieta arricchita con pomodoro intero, specie se cotto e con la buccia, come accade nelle più tipiche preparazioni della cucina mediterranea, riduce lo sviluppo dei tumori della prostata e i fattori infiammatori coinvolti nel processo tumorale. Molto più di quanto può accadere assumendo un solo componente, come il licopene».
PROTEZIONE ANTICANCRO - I ricercatori dell'Università di Chieti hanno simulato su topi da laboratorio manipolati geneticamente gli stadi di un tumore della prostata umano. Una parte degli animali è stata nutrita con estratto di pomodori cotti della varietà "ciliegino", in quantità pari al 10 per cento della dieta giornaliera. In questo gruppo di soggetti la sopravvivenza è aumentata (dall'11 al 67 per cento), il tumore è evoluto più lentamente, c'è stata una maggiore attività antiossidante e un minor livello nell'organismo dei marcatori dell'infiammazione (quest'ultimo è un processo particolarmente importante nella formazione dei tumori che colpiscono la ghiandola prostatica). «L'indagine è stata finanziata da programmi di ricerca di sviluppo industriale che vedono la collaborazione del settore pubblico e di alcune aziende alimentari - spiega ancora Manuela Iezzi - ed è servita, fra l'altro, a provare che non tutte le preparazioni e non tutte le qualità di pomodoro offrono gli stessi benefici in termini di chemioprevenzione».
ALIMENTI AMICI - Il tumore della prostata è la seconda forma di cancro più diffusa fra gli uomini (dopo quello al polmone) e la prima nei Paesi più ricchi. Oltre ai pomodori, i nutrienti più spesso studiati in relazione ai tumori prostatici sono il tè verde (ricco di polifenoli antiossidanti), la soia, la melagrana, oltre a singoli nutrienti come il selenio, la vitamina D e la vitamina E. I risultati non sono univoci, ma gli esperti concordano sugli effetti protettivi di una dieta equilibrata e varia, ricca di frutta e verdura.
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venerdì 2 luglio 2010
cancro pelle : Olio albero del te' contro cancro pelle. Successo sui topi, ora il via a sperimentazione umana
Scoperta un'altra arma nella lotta al cancro alla pelle: e' l'olio di melaleuca, o albero del te', una pianta nativa dell'Australia. Gli studiosi dell'universita' dell'Australia occidentale affermano che l'olio essenziale estratto dalle foglie puo' formare la base di un trattamento rapido, di basso costo e sicuro per i cancri alla pelle non-melanoma, e per le lesioni precancerose. Si e' dimostrato efficace sui topi. Ora sara' sperimentato sull'uomo.
fonte: ansa.it
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martedì 25 maggio 2010
TE' VERDE: combatte vecchiaia e tristezza

Vi sentite vecchi e tristi? Bevete te' verde: il te' verde non solo fa bene al corpo, ma anche allo spirito, specialmente nella terza eta', quando puo' capitare di soffrire di depressione. Uomini e donne anziani che bevono diverse tazze al giorno di questa bevanda con meno probabilita' si sentono tristi, secondo quanto suggerisce uno studio giapponese. Il Dr. Kaijun Niu, della Tohoku University Graduate School of Biomedical Engineering, a Sendai, e i colleghi hanno scoperto che uomini e donne di 70 anni e oltre che bevevano quattro o piu' tazze di te' verde al giorno avevano il 44% di probabilita' in meno di soffrire di sintomi di depressione rispetto ai coetanei che consumavano meno te' verde. Diversi studi in passato hanno collegato l'assunzione di te' verde a una riduzione dei problemi di natura psicologica.
Cio' ha portato Niu e colleghi a cercare un'associazione tra il consumo di te' verde e i sintomi della depressione in un gruppo di 1.058 anziani in condizioni di salute relativamente buone.
Circa il 34% degli uomini e il 39% delle donne presentavano sintomi di depressione, si legge sull'American Journal of Clinical Nutrition. Questi sintomi erano seri in circa il 20% degli uomini e in circa il 24% delle donne. Nel complesso, 488 partecipanti allo studio hanno detto che bevevano quattro o piu' tazze di te' verde al giorno, 284 ne bevevano tre al di' e i restanti 286 ne consumavano una o anche meno. Anche considerati altri fattori, come lo status socio-economico, il sesso, l'alimentazione generale, i problemi medici, il fumo, l'attivita' fisica e l'uso di farmaci antidepressivi, i ricercatori hanno comunque notato un effetto protettivo del te' verde contro la depressione. Non e' stata osservata invece alcuna associazione tra diminuzione dei sintomi di depressione e consumo di altri tipi di te' (nero o oolong) o di caffe'.
Secondo i ricercatori, l'effetto positivo del te' verde e' da ricondursi alla presenza di un aminoacido, la teanina, che sembra svolgere l'azione di un "tranquillante" sul cervello, spiega Niu. Anche se la depressione e' una malattia che va curata con un mix appropriato di farmaci e psicoterapia, il te' verde, conclude il ricercatore giapponese, potrebbe contribuire al benessere di chi si sente un po' giu'.
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giovedì 8 aprile 2010
TE' VERDE PROTEGGE VISTA DA STRESS OSSIDATIVO
Berlo e' meglio che guardarlo: il te' verde puo' proteggere gli occhi dai radicali liberi, allontanando patologie silenziose come il glaucoma. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Agricultural and Food Chemistry che ha esaminato gli effetti sulla vista degli antiossidanti naturali, le catechine, presenti nelle foglie della pianta orientale.
Le catechine, secondo Chi Pui Pang della Chinese University of Hong Kong, sono in grado di essere assorbite dal cristallino, dalla retina e da altri tessuti dell'occhio, proteggendolo per 20 ore dallo stress ossidativo. Gli autori dello studio hanno testato i benefici degli estratti del te' verde sui topi e anche se non sono ancora del tutto chiari i percorsi chimici delle sostanze dall'intestino agli occhi, sembra chiara l'efficacia anti-invecchiamento anche sugli organi sensoriali. ''I nostri risultati - sostengono, infatti, i ricercatori - indicano che il consumo di te' verde potrebbe offrire benefici contro lo stress ossidativo''.
Le catechine, secondo Chi Pui Pang della Chinese University of Hong Kong, sono in grado di essere assorbite dal cristallino, dalla retina e da altri tessuti dell'occhio, proteggendolo per 20 ore dallo stress ossidativo. Gli autori dello studio hanno testato i benefici degli estratti del te' verde sui topi e anche se non sono ancora del tutto chiari i percorsi chimici delle sostanze dall'intestino agli occhi, sembra chiara l'efficacia anti-invecchiamento anche sugli organi sensoriali. ''I nostri risultati - sostengono, infatti, i ricercatori - indicano che il consumo di te' verde potrebbe offrire benefici contro lo stress ossidativo''.
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giovedì 11 marzo 2010
DIETA ANTI-ETA' A BASE DI MAGNESIO, TE' VERDE E BETACAROTENE
Una formula dietetica in grado di mantenere giovani e contrastare i segni del tempo: l'hanno elaborata i ricercatori della McMaster University di Hamilton in Canada, che sono riusciti ad individuare gli ingredienti indispensabili dell'elisir dell'eterna giovinezza. I risultati del loro studio sono stai pubblicati sulla rivista Experimental Biology and Medicine.
Un cocktail a base di vitamine, acido folico, betacarotene, ginseng, aglio, estratti di te' verde, magnesio, melatonina, olio di fegato di merluzzo: questa la chiave per aumentare l'attivita' delle 'fornaci' cellulari - i mitocondri - che rispondono al nostro fabbisogno energetico, riducendone al tempo stesso l'emissione di radicali liberi, responsabili del processo di invecchiamento.
Un cocktail a base di vitamine, acido folico, betacarotene, ginseng, aglio, estratti di te' verde, magnesio, melatonina, olio di fegato di merluzzo: questa la chiave per aumentare l'attivita' delle 'fornaci' cellulari - i mitocondri - che rispondono al nostro fabbisogno energetico, riducendone al tempo stesso l'emissione di radicali liberi, responsabili del processo di invecchiamento.
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giovedì 18 febbraio 2010
Per proteggere cuore e cervello bastano otto tazze di te' al giorno
Per proteggere cuore e cervello bastano otto tazze di te' al giorno: e' quanto sostiene Carrie Ruxton, dietologa e ricercatrice del King's College di Londra.
La ricerca, condotta sull'analisi di tre studi che coinvolgevano 90 mila soggetti, ha dimostrato che una dose di 400 mg di caffeina al giorno, pari a otto tazze di te', ridurrebbe il rischio di malattie cardiovascolari e determinerebbe un miglioramento dell'efficienza cerebrale.
''Le bevande che contengono caffeina come te', caffe' e cacao - spiega l'esperta - aumentano il grado di attenzione, migliorano le prestazioni mentali e la memoria a breve termine, riducono il livello di colesterolo ''cattivo'' e determinano un minor rischio di infarto e di ictus''.
La ricerca, condotta sull'analisi di tre studi che coinvolgevano 90 mila soggetti, ha dimostrato che una dose di 400 mg di caffeina al giorno, pari a otto tazze di te', ridurrebbe il rischio di malattie cardiovascolari e determinerebbe un miglioramento dell'efficienza cerebrale.
''Le bevande che contengono caffeina come te', caffe' e cacao - spiega l'esperta - aumentano il grado di attenzione, migliorano le prestazioni mentali e la memoria a breve termine, riducono il livello di colesterolo ''cattivo'' e determinano un minor rischio di infarto e di ictus''.
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venerdì 8 gennaio 2010
malattie neurodegenerative nel TE' VERDE DUE SOSTANZE CHE FRENANO ALZHEIMER E PARKINSON
Potrebbe essere contenuta nel te' verde un'arma chimica combinata in grado di frenare l'insorgenza e lo sviluppo di malattie neurodegenerative come Alzheimer, corea di Huntigton e morbo di Parkinson.
Lo studio condotto dal Boston Biomedical Research Institute (BBRI) e dalla University of Pennsylvania, e pubblicato su Nature, ha individuato un estratto della pianta medicinale in grado di neutralizzare l'accumulo di proteina amiloide, causa dell'irrigidimento dei vasi sanguigni e responsabile del decadimento cerebrale. Applicando insieme l'Epigallocatechina gallato (EGCG), sostanza ''verde'' nota per le sue proprieta' anti-demenzala seconda ''arma'', con un altro estratto del te', chiamato DAPH-12, gli scienziati sono riusciti a ridurre anche la versione piu' forte di amiloide.
Lo studio condotto dal Boston Biomedical Research Institute (BBRI) e dalla University of Pennsylvania, e pubblicato su Nature, ha individuato un estratto della pianta medicinale in grado di neutralizzare l'accumulo di proteina amiloide, causa dell'irrigidimento dei vasi sanguigni e responsabile del decadimento cerebrale. Applicando insieme l'Epigallocatechina gallato (EGCG), sostanza ''verde'' nota per le sue proprieta' anti-demenzala seconda ''arma'', con un altro estratto del te', chiamato DAPH-12, gli scienziati sono riusciti a ridurre anche la versione piu' forte di amiloide.
martedì 8 dicembre 2009
TUMORI del CAVO ORALE: STUDIO CONFERMA BENEFICI TE' VERDE
Un nuovo studio pubblicato su Cancer Prevention Research conferma nuovamente i poteri protettivi dell'estratto di te' verde nei confronti del cancro: anche se gli scienziati sono riluttanti ad approvare ufficialmente il te' verde come supplemento per la prevenzione contro le neoplasie, i risultati delle ricerche continuano ad andare in favore dell'estatto della bevanda. Da quest'ultimo studio guidato da Vassiliki Papadimitrakopoulo dell'Universita' del Texas MD Anderson Cancer Center, in particolare, i benefici dell'assunzione dell'estratto hanno influito sulla gravita' delle neoplasie del cavo orale: i pazienti che ne avevano fatto uso avevano sviluppato forme di tumore piu' lievi.
I risultati sono incoraggianti, ma i ricercatori rimangono scettici: ''In questo studio i pazienti - in numero molto limitato - hanno dovuto assumere quello che equivarrebbe a bere otto-dieci tazze di te' verde al giorno - spiega Papadimitrakopoulo -. Non possiamo fare affidamento sui benefici del te' verde dovendo fare i conti con queste quantita' giornaliere''.
I risultati sono incoraggianti, ma i ricercatori rimangono scettici: ''In questo studio i pazienti - in numero molto limitato - hanno dovuto assumere quello che equivarrebbe a bere otto-dieci tazze di te' verde al giorno - spiega Papadimitrakopoulo -. Non possiamo fare affidamento sui benefici del te' verde dovendo fare i conti con queste quantita' giornaliere''.
venerdì 20 novembre 2009
TE' VERDE: ANCORA PIU' ANTIOSSIDANTE CON ZUCCHERO E LIMONE

Lo zucchero e il limone possono aumentare fino a tre volte la capacita' dell'organismo di assorbire i polifenoli presenti nel te' verde, incrementando il potere antiossidante dalla bevanda. Ad affermarlo e' uno studio, condotto in laboratorio sugli animali, guidato da Mario Ferruzzi della Purdue University (di West Lafayette in Indiana, Stati Uniti) e pubblicato sulla rivista Food Research International: secondo la ricerca l'aggiunta di vitamina C e saccarosio nel te' verde migliora la capacita' di assorbimento delle catechine, una classe di polifenoli presenti in te', cacao e uva, gia' conosciute per contrastare l'insorgenza di patologie come ictus, cancro, diabete e malattie cardiache.
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lunedì 26 ottobre 2009
TE' VERDE: capace di rafforzare le ossa
E' in grado di prevenire il cancro e le malattie cardiache. Ma non solo: da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori di Hong Kong guidati da Ping Chung Leung e pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, emerge che il te' verde e' capace anche di rafforzare le ossa, prevenendo l'osteoporosi e le fratture e migliorandone la capacita' di rigenerazione dopo una lesione.
Gli scienziati hanno rilevato in particolare che uno dei principali componenti del te' verde, l'epigallocatechina, potenzia l'attivita' di un enzima chiave che favorisce la crescita ossea fino al 79% e incrementa i livelli di mineralizzazione delle ossa, rafforzandole.
Gli scienziati hanno rilevato in particolare che uno dei principali componenti del te' verde, l'epigallocatechina, potenzia l'attivita' di un enzima chiave che favorisce la crescita ossea fino al 79% e incrementa i livelli di mineralizzazione delle ossa, rafforzandole.
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martedì 1 settembre 2009
INVECCHIAMENTO: I cibi che rallentano l’invecchiamento

I fumatori dovrebbero stare attenti a mangiare troppe carote, chi assume le statine per tenere bassi i livelli di colesterolo dovrebbe abbassare le dosi del farmaco se beve abitualmente tè verde. Lo stesso succede con il pompelmo, che interferisce in modo diverso con alcune statine, aumenta la persistenza nel sangue dei farmaci per l’impotenza, interferisce con una trentina di molecole diverse (dagli antivirali agli antidepressivi).
Ma meglio ancora è sapere quali cibi prevengono molte patologie, e l’invecchiamento di cellule e organi. Le scoperte al riguardo non vengono né dalla medicina tradizionale, né dall’erboristeria più sofisticata. E nemmeno da chef salutisti. A consigliare i nuovi menù sono superlaboratori di ricerca biomedica. Da 10-15 anni, in particolare dal 2000, a dettare legge per menù protettivi e antietà sono discipline quali la nutrigenetica, la nutriceutica, la cibo-farmaceutica... Essere ciò che si mangia trova una nuova collocazione nella filosofia scientifica perché un cibo, una vitamina, un pigmento alimentare interferisce con il Dna, con il patrimonio genetico, con i mitocondri fonte dell’energia cellulare, con i vari «spazzini» dell’organismo, con le difese nei confronti di virus e batteri, con la produzione di ormoni e neuro- ormoni, con i meccanismi del dolore e con quelli riparatori. O rigeneratori. Ed ecco che non sorprende trovare studi su vitamine e cibi negli abstracts scientifici di importanti congressi internazionali come l’ultimo Asco di oncologia, come l’Ada sul diabete o il prossimo Esc di cardiologia.
La prevenzione attraverso ciò che si mangia. Non a caso i detentori di brevetti sui probiotici (Yakult, Danone, Nestlé) stanno investendo milioni di euro in ricerche che dimostrino come, in base al tipo e in base alla quantità, i lactobacilli (o probiotici) possano addirittura agire sull’attività neuronale «attraverso il sistema immunitario e il "secondo cervello" che è praticamente a livello gastrointestinale », spiega Lucio Capurso, big internazionale della gastroenterologia. Un lavoro scientifico è anche stato firmato in questi giorni dall’autorevole Majo Clinic di Rochester sull’effetto benefico dei probiotici: i «batteri buoni», li chiamano i gastroenterologi della Majo.
È l’era della genetica applicata alla nutrizione. Ognuno di noi è unico e ciò è dovuto ai nostri geni. Le differenze da individuo a individuo si manifestano sia esteriormente nel nostro aspetto fisico, come il colore dei capelli e degli occhi, sia internamente, ad esempio nella diversa capacità di metabolizzare i nutrienti o eliminare le tossine. E in ciascun gene vi sono punti di variazione: l’insieme di queste piccole variazioni (mutazioni) definisce la nostra individualità. «Conoscendo meglio l’effetto che i nutrienti hanno sulla nostra particolare costituzione genetica, possiamo esercitare un controllo più effettivo sulla qualità e le nostre aspettative di vita», dice Pier Giuseppe Pelicci, direttore dell’oncologia sperimentale dello Ieo di Milano. Le aziende biotech rispondono mettendo a punto i primi test genetici per «guidare» la nostra dieta. Uno è quello proposto da Eurogene. Il direttore scientifico, Keith Grimaldi, spiega: «È stato selezionato un gruppo di geni che determinano il modo in cui un individuo reagisce a certi nutrienti essenziali». A ognuno il suo menù.
Gli studi in oncologia portano a sorprendenti novità di prevenzione: i betacarotenoidi funzionano come scudo, ma i fumatori rischierebbero di più un tumore al polmone. Se Bugs Bunny, il celebre coniglio dei cartoon, fumasse dovrebbe limitare la sua passione. È invece appurato, ricerca dell’università di Newcastle (Gran Bretagna), che le carote sono più efficaci se cotte intere: contengono il 25% di falcarinolo (un anticancro) in più di quelle tagliate prima della cottura. Un altro studio, condotto dalla Washington University Medical School di St. Louis in collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha svelato che l’80% delle donne sottoposte a intervento di rimozione del cancro della mammella era carente di vitamina D. Una categoria di nuovi farmaci antinfiammatori e antitumorali derivati dai triterpenoidi naturali, molecole simili agli oli essenziali delle bucce d’arancia, potrebbe costituire una risorsa terapeutica o preventiva per la popolazione maschile a rischio di sviluppare il tumore prostatico. La scoperta, pubblicata da Cancer Research, è dell’équipe guidata da Adriana Albini, MultiMedica di Milano, e da Francesca Tosetti, Ist di Genova.
Dalle ricerche in campo cardiovascolare, invece, arrivano novità sul tè verde e i cosiddetti «grassi benefici » omega-3 e omega-6. Il «Monzino » di Milano e il Dipartimento di farmacologia dell’Università degli studi sempre di Milano hanno avviato ricerche cliniche di prevenzione coordinate dalla responsabile della ricerca del Monzino, la farmacologa Elena Tremoli. A parte il patrimonio genetico, il tè verde mantiene alti i livelli nel sangue di statine per abbassare il colesterolo. Quindi uno studio verificherà quanto già avviene in Giappone dove le statine vengono prescritte a metà dose agli amanti di questa bevanda, ricca di benefici antiossidanti. Le novità sugli acidi grassi sono molto importanti. Intanto un test, da una goccia di sangue, può misurare gli acidi grassi in una persona. Poi l’effetto pesce (omega-3) potrebbe risultare più efficace dei farmaci nel tenere bassi trigliceridi e colesterolo (i grassi cattivi circolanti nel sangue). Quindi tè verde e tonno? «Meglio lo sgombro, è il più ricco in omega-3», risponde la Tremoli. O il classico olio di fegato di merluzzo. La dose? Circa 850 milligrammi al giorno di omega- 3 (dose protettiva più bassa). Tre, quattro grammi al giorno abbassano i trigliceridi. Insomma sgombro tre volte alla settimana, ma per variare anche salmone, tonno o trota. Non solo, vi sono anche effetti neuroprotettivi (Alzheimer e Parkinson) e antinfiammatori (artrite reumatoide, asma, ecc.).
In sintesi, vi sono gruppi di cibi con il «potere» di aiutare a perdere peso e riportare indietro il tempo. A partire da ortaggi, frutta e verdura. Riempire il piatto con frutta e verdura è utile per perdere peso—contengono poche calorie, molti nutrienti e danno senso di sazietà—e gli ultimi studi mostrano che alcuni di loro procurano sorprendenti benefici antinvecchiamento. Si dice che i mirtilli, per esempio, abbiano la capacità di migliorare la memoria. Ma i frutti di bosco di tutti i colori sono ricchi di antiossidanti, come ha dimostrato Navindra P. Seeram, ricercatore dell’Università di Rhode Island a Kingston. Combattono i radicali liberi, molecole che possono causare un esteso danno delle cellule e sono collegate all’infiammazione cronica. Quella che contribuisce all’invecchiamento e che si pensa sia alla base di molte malattie: cancro, malattie del cuore, diabete, Alzheimer, artrite, e osteoporosi. I frutti di bosco sono poi stracolmi di vitamina C, un altro potente antiossidante antirughe. Per mantenere l’acutezza visiva, indirizzarsi su spinaci e altre verdure a foglia verde scuro: luteina e zeaxantina sono pigmenti che proteggono gli occhi dagli effetti dannosi della luce ultravioletta, a cominciare dalla cataratta. Frutta e ortaggi rossi: stesse proprietà antiaging e proteggicancro.
Le proteine sono una componente chiave della dieta e diventano ancora più importanti a partire dai 40 anni, quando la massa muscolare comincia a diminuire fino all’1% all’anno. Questo calo rallenta il metabolismo, facendo in modo che i chili in più si accumulino facilmente. Quindi per mantenere il metabolismo, le proteine sono fondamentali. Così come i minerali (calcio, fosforo, e potassio) di cui sono ricchi yogurt e latticini: aiutano anche a mantenere corretta la pressione del sangue e le ossa robuste. Tra le spezie: cumino e ginger sono antinvecchiamento, peperoncino e wasabi innalzano la soglia del dolore, l’aglio è una vera superpillola (antinfiammatoria, antibiotica, anti- impotenza, salvacuore, abbassa pressione). Insomma spaghetti aglio, olio e peperoncino sono un toccasana. Con l’olio ricco in vitamina E. Meglio se non cotto.
Del vino rosso si sa: il resveratrolo che contiene è un potente antiossidante, regolatore dell’infiammazione e protettivo delle arterie. In più, la ricerca sugli animali suggerisce che alte quantità di resveratrolo possono contrastare la morte delle cellule nel cuore e nel cervello. Il limite è di uno, due, bicchieri al giorno. Se non si beve vino, c’è il caffè: riduce il rischio di diabete tipo 2, Parkinson e Alzheimer. E protegge il cuore. Così come il tè, che inoltre rinforza il sistema immunitario, protegge lo smalto dei denti, combatte la perdita di memoria associata con l’invecchiamento. Due segreti antietà: cioccolato fondente e frutta secca. I flavanoidi del cacao, in particolare, possono ridurre l’infiammazione, mantenere corretta la pressione del sangue, prevenire la coagulazione delle piastrine e stimolare la potenza cerebrale. Inoltre, il cacao migliora l’umore, attenua la sindrome premestruale, aiuta le performances sessuali e attenua i mal di testa.
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giovedì 11 giugno 2009
tè verde: previene ictus, è un antiossidante, anti- invecchiamento e anti- cancro

Il te' verde, noto per proprieta' antiossidanti, anti-invecchiamento e di prevenzione del cancro, riduce anche il rischio di ictus. Basta berne anche una sola tazza a settimana. E' la conclusione di uno studio australiano che ha esaminato il consumo di te' verde di 800 persone in Cina meridionale, eta' media 69 anni, di cui circa meta' vittime di ictus. Coloro che consumavano regolarmente due o piu' tazze al giorno riducevano il rischio di ictus di circa il 60%.
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giovedì 28 maggio 2009
LEUCEMIA: STUDIO, IL Tè VERDE COMBATTE LA LEUCEMIA

Il te' verde puo' contribuire a contrastare la progressione della leucemia. Ad affermarlo e' un nuovo studio, condotto dai ricercatori della Mayo Clinic in Minnesota (Usa) e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, secondo il quale a fare la differenza e' l'epigallocatechina gallato (EGCG), il principio attivo del te' verde: se assunto in alte dosi, infatti, e' in grado di uccidere le cellule tumorali e ridurre i sintomi della malattia.
Gia' nel 2004 alcuni studi sui topi avevano dimostrato le potenzialita' dell'epigallocatechina: ora i risultati preliminari della nuova ricerca suggeriscono in particolare che la sostanza puo' avere lo stesso effetto sui pazienti affetti da uno specifico tipo di leucemia, la leucemia linfatica cronica (Llc), caratterizzata da una sovrapproduzione di linfociti (un tipo di globuli bianchi) da parte del midollo osseo.
I ricercatori hanno somministrato a 33 pazienti tra i 400 e i 2000 mg di estratto di te' verde due volte al giorno: ''Abbiamo rilevato non solo che i pazienti tollerano l'estratto di te' verde in dosi molto alte, ma anche che in molti di loro la leucemia linfocitica cronica e' parzialmente regredita'', spiega Shanafelt Tait, autrice della ricerca.
Dai risultati e' emerso che nella maggior parte dei pazienti i linfonodi ingrossati si erano ridotti del 50% dopo una sola assunzione dell'estratto della pianta.
Il trattamento al te' verde, spiegano i ricercatori, non e' sufficientemente potente per contrastare da solo l'insorgenza della leucemia, ma potra' essere utilizzato come terapia in affiancamento ad altri farmaci anti-cancro.
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giovedì 21 maggio 2009
Aids: test hiv veloce da saliva e principio te' protegge donne

Nel te' verde c'e' un principio attivo che puo' aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e' inseribile nelle creme vaginali e puo' costituire una barriera all'Hiv. A farlo sapere e' l'Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell'Universita' di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).
A Londra fare il test per l'Hiv e' ora piu' facile. Analizzando la saliva e' possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l'Aids. Il test, gia' in uso negli Stati Uniti, e' stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e' la prima citta' ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell'organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l'Hiv.
Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu' importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell'Unita' di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra' continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l'Aids. Obiettivo: bloccare la via d'ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta - spiega una nota dell'ospedale lombardo - si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita' del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l'equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e' ridondante e identica in tutti gli individui. Cio' esclude il problema della variabilita' e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra' i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera' un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l'anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l'efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e' l'unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest'anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del 'Grand Challenge Explorations', iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.
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