Un test della saliva per diagnosticare l'Hiv piu' rapido di quelli tradizionali e un sistema di comunicazione anonimo e a distanza potrebbero ridurre la diffusione del virus. Sono i risultati di due esperienze finanziate dal California HIV Research Program.
L'esame molecolare si basa sugli acidi nucleici, sostanze presenti nel nucleo della cellula, a differenza dei test tradizionali che cercano gli anticorpi provocati dal virus. I ricercatori dell'Universita' della California-San Diego hanno esaminato circa 3.000 volontari. L'uso del test innovativo ha incrementato del 23% l'efficacia diagnostica e parte dei soggetti ha accettato in buon grado la comunicazione via internet o telefono dei risultati.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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sabato 17 luglio 2010
giovedì 8 ottobre 2009
CANCRO ORALE: TEST SULLA SALIVA lo SCOPRE
La saliva come un inesauribile geroglifico da decriptare. Scienziati americani hanno scoperto che puo' contenere almeno 50 ''simboli'' genetici per diagnosticare precocemente i tumori del cavo orale.
A fare da spia e' proprio il Dna. Per la precisione 50 piccoli suoi frammenti: sono i microRna, molecole prodotte dalle cellule che servono ad orientare l'azione di molti geni. La bocca e' lo specchio della salute del corpo, sostengono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research. E per questo, esaminando la saliva di 50 soggetti sani e 50 con un tumore orale in atto, si e' scoperto che i soggetti gia' malati avevano livelli di due microRna, il miR-125 e il miR-200a, piu' bassi della norma.
La possibilita' di individuare il tumore con biomarcatori nella saliva entusiasma i ricercatori. ''Si tratta di un Santo Graal nella diagnosi del cancro che permette di rilevarne la presenza senza biopsia'', spiega Jennifer Grandis, docente della Universita' di Pittsburgh che ha guidato la ricerca.
A fare da spia e' proprio il Dna. Per la precisione 50 piccoli suoi frammenti: sono i microRna, molecole prodotte dalle cellule che servono ad orientare l'azione di molti geni. La bocca e' lo specchio della salute del corpo, sostengono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research. E per questo, esaminando la saliva di 50 soggetti sani e 50 con un tumore orale in atto, si e' scoperto che i soggetti gia' malati avevano livelli di due microRna, il miR-125 e il miR-200a, piu' bassi della norma.
La possibilita' di individuare il tumore con biomarcatori nella saliva entusiasma i ricercatori. ''Si tratta di un Santo Graal nella diagnosi del cancro che permette di rilevarne la presenza senza biopsia'', spiega Jennifer Grandis, docente della Universita' di Pittsburgh che ha guidato la ricerca.
sabato 18 luglio 2009
Selenomana noxia: Batterio che causa l' OBESITà

Dimmi quello che mangi e ti diro' chi sei. Senza scomodare filosofi e pensatori, sulla relazione bocca-pancia si sa gia' tanto. E adesso qualcosa di piu'. Il sovrappeso non dipenderebbe solo dal cibo che passa dall'una all'altra: anche i batteri del cavo orale sono ora indiziati per l'aumento di peso. Lo dice una ricerca del Forsyth Institute di Boston (Usa) che ha scoperto il collegamento tra alcuni microrganismi che colonizzano la saliva e la probabilita' di metter su peso.
Tutto parte dal concetto di epidemia. Per J. Goodson Max, primo autore della ricerca, le prove che ''l'obesita' possa avere una natura infiammatoria sono note''. Perche', allora, non indagare le cause di una possibile infezione? La risposta e' in uno studio pubblicato sul Journal of Dental Research.
Campioni di saliva di 313 donne sono passati sul vetrino dei ricercatori per un'analisi del Dna. La conta dei batteri e la loro natura ha permesso di scoprire che bel il 98% delle donne in sovrappeso condividevano un batterio, chiamato Selenomana noxia, riscontrato in livelli superiori all'1,05% della popolazione batterica totale.
E' questo il batterio colpevole di far ingrassare i suoi ospiti? E' ancora presto, spiega Goodson, per dirlo. Per ora c'e' una relazione, ma ''il rapporto batteri obesita' potrebbe essere molto piu' complessa''. Ulteriori prove scientifiche potrebbero portare a nuove strategie per combattere l'obesita'. Ad esempio, una ''pulizia'' orale che neutralizzi i batteri provoca-grasso potrebbe arginare su larga scala la tanto temuta epidemia globale.
giovedì 21 maggio 2009
Aids: test hiv veloce da saliva e principio te' protegge donne

Nel te' verde c'e' un principio attivo che puo' aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e' inseribile nelle creme vaginali e puo' costituire una barriera all'Hiv. A farlo sapere e' l'Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell'Universita' di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).
A Londra fare il test per l'Hiv e' ora piu' facile. Analizzando la saliva e' possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l'Aids. Il test, gia' in uso negli Stati Uniti, e' stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e' la prima citta' ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell'organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l'Hiv.
Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu' importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell'Unita' di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra' continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l'Aids. Obiettivo: bloccare la via d'ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta - spiega una nota dell'ospedale lombardo - si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita' del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l'equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e' ridondante e identica in tutti gli individui. Cio' esclude il problema della variabilita' e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra' i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera' un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l'anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l'efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e' l'unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest'anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del 'Grand Challenge Explorations', iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.
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