giovedì 5 agosto 2010

Laghi in Italia: i piu’ inquinati Como e Iseo ...


Brutte notizie per i laghi italiani: Legambiente con la Goletta dei Laghi conferma gli alti livelli di inquinamento per 11 laghi in 6 regioni. Bilancio negativo per i laghi lombardi di Como e d'Iseo, ma brutte sorprese riservano anche il lago di Garda e quello Maggiore trovati in condizioni piu' critiche rispetto agli anni precedenti. Minori criticita' invece rilevate sui laghi laziali, mentre il Trasimeno supera l'esame.

Maglia nera ai laghi di Como e Iseo, brutte sorprese sul Garda e Maggiore “La normativa diventa più permissiva ma l’inquinamento resta. Serve una task force Governo-Enti locali sulla depurazione anche per evitare le multe dell'Europa”

Sono 58 i campioni risultati inquinati dalle analisi effettuate da Legambiente, alla ricerca di punti critici in 11 laghi italiani in 6 regioni. La maglia nera dell'inquinamento viene confermata anche in questa edizione per i laghi lombardi di Como e Iseo, anche per l’irrisolto deficit di depurazione. Brutte sorprese anche per il lago di Garda e il Maggiore trovati in condizioni più critiche rispetto agli anni precedenti. Minori criticità invece rilevate suilaghi laziali, mentre il Trasimeno supera l’esame.

Questo il bilancio conclusivo della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna di monitoraggio scientifico sullo stato di salute dei laghi italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati).

I dati sono stati presentati questa mattina a Milano alla presenza di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi, e Antonio Mastrostefano, direttore strategie, comunicazioni e sistemi del COOU.

Sono 46 su 58 i campioni risultati fortemente inquinati, cioè con concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite di legge, mentre sono 38 le foci di fiumi e torrenti risultate fuori legge a conferma che i problemi dei laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell'entroterra.

Questa situazione di grave inquinamento è stata rilevata nonostante quest'anno sia entrata in vigore la nuova legge sulla balneazione con criteri molto più permissivi rispetto alla precedente normativa del 1982, che ha fatto perdere all’Italia il primato europeo sul sistema di monitoraggio delle acque detenuto fino ad ora.

“L'inquinamento da scarichi fognari non depurati nei laghi italiani rappresenta ormai una cronica emergenza nazionale - commenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. L'Italia affronti seriamente questo problema invece di aggirarlo con operazioni furbesche, come fatto con la nuova legge sulla balneazione, molto più 'generosa' della precedente. Per chiudere questa pagina vergognosa occorre procedere alla costruzione di fognature e depuratori ma serve la volontà politica da parte del Governo e degli enti locali, lo stanziamento di adeguate risorse economiche e la certezza normativa, che la nuova legge di riforma degli Ambiti Territoriali Ottimali purtroppo non garantisce. Non c'è più tempo da perdere: il nostro Paese è in procedura d'infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue che interessa il 30% dei cittadini, pari a ben 18 milioni di italiani. Il Governo attivi una task force con le amministrazioni locali per sanare in tempi brevi questa ferita, anche per evitare le multe salate che pagherebbero i cittadini italiani senza alcuna speranza di condono, scorciatoia che il nostro Paese conosce purtroppo molto bene”.

Inaspettato l'inquinamento rilevato sul più grande lago italiano: sono 17 i punti sul Garda risultati inquinati. Dei 10 punti critici sulla sponda lombarda, sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Tignale, Toscolano Maderno, Salò, Moniga del Garda, 2 punti a Desenzano del Garda e 2 a Sirmione, mentre sono risultati inquinati quelli di Tremosine e Limone del Garda. In Veneto sono 6 le aree critiche: sono risultati fortemente inquinati i campioni di Bardolino, Peschiera del Garda, Lazise e 2 punti prelevati a Castelnuovo del Garda; inquinato il campione di Garda. In Trentino infine è stato rilevato un punto inquinato a Torbole.

“Anche sul Garda le foci dei torrenti e gli scarichi abusivi si confermano i nemici del lago - spiega Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi e direttrice di Legambiente Lombardia -. Sono anni che sentiamo parlare di adeguamento e potenziamento del depuratore Garda Uno, del problema irrisolto degli sfioratori di piena e dei rischi connessi all'ormai datato collettore sub-lacuale Maderno-Torri ma alle parole non sono seguiti i fatti. Lo stesso immobilismo lo abbiamo riscontrato sugli altri laghi lombardi a partire dal Lario, in particolare sulla sponda comasca, e dall'Iseo, senza dimenticare il Lugano e il Varese, il cui inquinamento cronico è davvero imbarazzante per la Regione più ricca del Paese. A proposito di depurazione ci piacerebbe che la Regione Lombardia e le amministrazioni locali dimostrassero la stessa determinazione manifestata negli anni scorsi per la realizzazione dell'ennesima autostrada o di un grande evento come l'Expò”.

Per il quinto anno consecutivo la Goletta dei Laghi di Legambiente ha preso il via grazie anche al contributo del COOU, il Consorzio Obbligatorio Oli Usati.

“Anche il COOU come Legambiente contribuisce alla protezione dei laghi italiani - aggiunge Antonio Mastrostefano, direttore strategie, comunicazioni e sistemi COOU - e lo fa raccogliendo su tutto il territorio nazionale l’olio lubrificante usato, un rifiuto molto pericoloso, che se non gestito correttamente rischia di inquinare anche i laghi dove a volte viene gettato a causa di comportamenti irresponsabili. 4 kg di olio lubrificante usato versati in acqua si spandono fino a coprire una superficie pari a sei piscine olimpiche. Raccogliendo l’olio lubrificante usato il COOU non solo libera l’ambiente da un pericoloso inquinante, ma lo rigenera trasformandolo in olio nuovo. In 26 anni di attività il COOU ha smaltito oltre 4 milioni di tonnellate di olio usato attraverso il processo di rigenerazione, riducendo così anche il fabbisogno di petrolio per un valore di circa 2 miliardi di euro”.
fonte : Ansa , legambiente.eu

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