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sabato 4 dicembre 2010

CAMBIAMENTO CLIMATICO : ALLARME DELLA NASA, I LAGHI SI STANNO SURRISCALDANDO

I cambiamenti climatici hanno prodotto negli ultimi 25 anni un surriscaldamento dei piu' grandi laghi mondiali. A lanciare l'allarme sono stati i ricercatori della Nasa, che hanno condotto il primo studio globale sull'argomento. Usando dati satellitari per misurare la temperatura superficiale di 167 laghi, Philipp Schneider e Simon Hook, del laboratorio di Pasadena (California), hanno individuato una media di surriscaldamento di circa 0,8 gradi Fahrenheit, con punte fino a 1,8. In base allo studio della Nasa, il nord Europa risulta la zona piu' colpita dal fenomeno mentre il sud del Vecchio Continente, cosi' come il Mar Nero e il Mar Caspio, hanno medie di surriscaldamento leggermente piu' blande. Trend piu' elevati anche per la Siberia, la Mongolia e la Cina settentrionale. Per quanto riguarda gli Usa, infine, la zona dei Grandi laghi riporta medie di surriscaldamento leggermente piu' basse di quella delle regioni sudoccidentali.
Il rapporto dei ricercatori della Nasa e' stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters

giovedì 5 agosto 2010

Laghi in Italia: i piu’ inquinati Como e Iseo ...


Brutte notizie per i laghi italiani: Legambiente con la Goletta dei Laghi conferma gli alti livelli di inquinamento per 11 laghi in 6 regioni. Bilancio negativo per i laghi lombardi di Como e d'Iseo, ma brutte sorprese riservano anche il lago di Garda e quello Maggiore trovati in condizioni piu' critiche rispetto agli anni precedenti. Minori criticita' invece rilevate sui laghi laziali, mentre il Trasimeno supera l'esame.

Maglia nera ai laghi di Como e Iseo, brutte sorprese sul Garda e Maggiore “La normativa diventa più permissiva ma l’inquinamento resta. Serve una task force Governo-Enti locali sulla depurazione anche per evitare le multe dell'Europa”

Sono 58 i campioni risultati inquinati dalle analisi effettuate da Legambiente, alla ricerca di punti critici in 11 laghi italiani in 6 regioni. La maglia nera dell'inquinamento viene confermata anche in questa edizione per i laghi lombardi di Como e Iseo, anche per l’irrisolto deficit di depurazione. Brutte sorprese anche per il lago di Garda e il Maggiore trovati in condizioni più critiche rispetto agli anni precedenti. Minori criticità invece rilevate suilaghi laziali, mentre il Trasimeno supera l’esame.

Questo il bilancio conclusivo della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna di monitoraggio scientifico sullo stato di salute dei laghi italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati).

I dati sono stati presentati questa mattina a Milano alla presenza di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi, e Antonio Mastrostefano, direttore strategie, comunicazioni e sistemi del COOU.

Sono 46 su 58 i campioni risultati fortemente inquinati, cioè con concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite di legge, mentre sono 38 le foci di fiumi e torrenti risultate fuori legge a conferma che i problemi dei laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell'entroterra.

Questa situazione di grave inquinamento è stata rilevata nonostante quest'anno sia entrata in vigore la nuova legge sulla balneazione con criteri molto più permissivi rispetto alla precedente normativa del 1982, che ha fatto perdere all’Italia il primato europeo sul sistema di monitoraggio delle acque detenuto fino ad ora.

“L'inquinamento da scarichi fognari non depurati nei laghi italiani rappresenta ormai una cronica emergenza nazionale - commenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. L'Italia affronti seriamente questo problema invece di aggirarlo con operazioni furbesche, come fatto con la nuova legge sulla balneazione, molto più 'generosa' della precedente. Per chiudere questa pagina vergognosa occorre procedere alla costruzione di fognature e depuratori ma serve la volontà politica da parte del Governo e degli enti locali, lo stanziamento di adeguate risorse economiche e la certezza normativa, che la nuova legge di riforma degli Ambiti Territoriali Ottimali purtroppo non garantisce. Non c'è più tempo da perdere: il nostro Paese è in procedura d'infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue che interessa il 30% dei cittadini, pari a ben 18 milioni di italiani. Il Governo attivi una task force con le amministrazioni locali per sanare in tempi brevi questa ferita, anche per evitare le multe salate che pagherebbero i cittadini italiani senza alcuna speranza di condono, scorciatoia che il nostro Paese conosce purtroppo molto bene”.

Inaspettato l'inquinamento rilevato sul più grande lago italiano: sono 17 i punti sul Garda risultati inquinati. Dei 10 punti critici sulla sponda lombarda, sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Tignale, Toscolano Maderno, Salò, Moniga del Garda, 2 punti a Desenzano del Garda e 2 a Sirmione, mentre sono risultati inquinati quelli di Tremosine e Limone del Garda. In Veneto sono 6 le aree critiche: sono risultati fortemente inquinati i campioni di Bardolino, Peschiera del Garda, Lazise e 2 punti prelevati a Castelnuovo del Garda; inquinato il campione di Garda. In Trentino infine è stato rilevato un punto inquinato a Torbole.

“Anche sul Garda le foci dei torrenti e gli scarichi abusivi si confermano i nemici del lago - spiega Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi e direttrice di Legambiente Lombardia -. Sono anni che sentiamo parlare di adeguamento e potenziamento del depuratore Garda Uno, del problema irrisolto degli sfioratori di piena e dei rischi connessi all'ormai datato collettore sub-lacuale Maderno-Torri ma alle parole non sono seguiti i fatti. Lo stesso immobilismo lo abbiamo riscontrato sugli altri laghi lombardi a partire dal Lario, in particolare sulla sponda comasca, e dall'Iseo, senza dimenticare il Lugano e il Varese, il cui inquinamento cronico è davvero imbarazzante per la Regione più ricca del Paese. A proposito di depurazione ci piacerebbe che la Regione Lombardia e le amministrazioni locali dimostrassero la stessa determinazione manifestata negli anni scorsi per la realizzazione dell'ennesima autostrada o di un grande evento come l'Expò”.

Per il quinto anno consecutivo la Goletta dei Laghi di Legambiente ha preso il via grazie anche al contributo del COOU, il Consorzio Obbligatorio Oli Usati.

“Anche il COOU come Legambiente contribuisce alla protezione dei laghi italiani - aggiunge Antonio Mastrostefano, direttore strategie, comunicazioni e sistemi COOU - e lo fa raccogliendo su tutto il territorio nazionale l’olio lubrificante usato, un rifiuto molto pericoloso, che se non gestito correttamente rischia di inquinare anche i laghi dove a volte viene gettato a causa di comportamenti irresponsabili. 4 kg di olio lubrificante usato versati in acqua si spandono fino a coprire una superficie pari a sei piscine olimpiche. Raccogliendo l’olio lubrificante usato il COOU non solo libera l’ambiente da un pericoloso inquinante, ma lo rigenera trasformandolo in olio nuovo. In 26 anni di attività il COOU ha smaltito oltre 4 milioni di tonnellate di olio usato attraverso il processo di rigenerazione, riducendo così anche il fabbisogno di petrolio per un valore di circa 2 miliardi di euro”.
fonte : Ansa , legambiente.eu

mercoledì 7 luglio 2010

veleni : nel lago di Vico trovate TRACCE DI ARSENICO IN ACQUE


'Le analisi sui campioni di acqua prelevati dal lago di Vico hanno rivelato tracce significative di arsenico, su valori che comportano anche la non potabilita' diretta dell'acqua. Si conferma dunque un quadro allarmante, considerato che le analisi effettuate da Legambiente presso un laboratorio specializzato seguono quelle negative gia' svolte nei mesi scorsi sia in altri punti sulle acque che nei sedimenti del lago. L'evidenza di questi dati deve mettere fine ad una grave sottovalutazione del problema: e' irrinunciabile dare avvio in tempi rapidi ad un efficace intervento di bonifica del sito militare che nella meta' degli anni Venti ha ospitato un laboratorio di progettazione e assemblaggio di armi chimiche''. E' quanto afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, evidenziando alcuni dei risultati emersi dal monitoraggio effettuato nei giorni scorsi.

Legambiente ha stigmatizzato la grave questione assegnando al ''Centro tecnico logistico interforze Nbc di Civitavecchia'' la bandiera nera della Goletta dei Laghi per i ritardi nella bonifica, con la seguente motivazione: ''Per la gravissima emergenza ambientale che sta colpendo il bacino lacustre del Lago di Vico, dopo l'allarme alga rossa, con l'accertamento di concentrazioni di arsenico e metalli pesanti fuori dalle norme nei sedimenti e nelle acque del lago, riscontrate nei pressi del sito militare dismesso NBC, uno dei laboratori di progettazione e assemblaggio di armi chimiche costruito intorno alla meta' degli anni Venti, a tutt'oggi ancora da bonificare''.

Secondo le informazioni note, il Comune di Caprarola ha iniziato gli interventi di potabilizzazione, mentre molta strada da fare c'e' a Ronciglione, da dove per altro provengono il maggior numero di scarichi abusivi. ''Per garantire la qualita' del lago di Vico ed evitare che l'allarme si trasformi in vera e propria emergenza occorre mettere mano alla soluzione dei problemi cronici, come anche quello dell'alga rossa, con un'azione di adeguamento degli standard fognari e di potabilizzazione -riprende Avenali- Bisogna affrontare all'origine il problema dell'agricoltura intensiva da cui deriva la forte presenza di azoto, bonificare il sito militare e verificare lo stato degli scarichi da cui deriva invece la presenza di fosforo.

L'impegno deve riguardare soprattutto il Comune di Ronciglione, che deve avviare un percorso di monitoraggio dell'acqua potabile e di quelle reflue, uscendo dalla pericolosa logica del voler minimizzare problematiche che invece ormai sono accertate e in aggravamento''.

giovedì 30 luglio 2009

Goletta dei Laghi: 14 laghi italiani monitorati in 6 regioni, alla fine sono stati 65 i campioni inquinati. il lago più inquinato è quello di Como


Acque inquinate in 14 punti sul lago di Garda, dove le analisi hanno rilevato una concentrazione di batteri fecali al di sopra dei limiti di legge. Sei sono sulla sponda lombarda, 2 su quella trentina e infine gli altri 6 sulla costa veneta. Sui 14 laghi italiani monitorati da Legambiente, in 6 regioni, alla fine sono stati 65 i campioni risultati inquinati. Tra i bacini più grandi la maglia nera nazionale va al lago di Como, con 15 punti critici, in media uno ogni 11 km di costa, e all'Iseo, con 9 campioni fuori dai limiti, mediamente uno ogni 7 km.

E' il bilancio complessivo al termine della sesta e ultima tappa della Goletta dei Laghi, la campagna per il monitoraggio e l'informazione dei bacini lacustri, quest'anno alla ricerca dei punti critici sulla qualita' delle acque, realizzata in collaborazione con il Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). I dati sono stati comunicati durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente e Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia. Riflettori accesi dunque sul più grande bacino italiano che si estende in tre differenti regioni: Lombardia, Veneto e Trentino. Tre i punti risultati fortemente inquinati sulla sponda lombarda. Di questi, due sono 'vecchie conoscenze' della Goletta dei Laghi, Desenzano e Limone del Garda, a cui quest'anno si aggiunge la new entry di Tignale, frutto delle segnalazioni al servizio 'Sos Goletta' di Legambiente. Inquinati invece i punti a Moniga, Salò e Toscolano Maderno.

Con il cambio della normativa lombarda sulla balneazione, che Legambiente ha definito una "magia alla Houdini", a diventare puliti 'per decreto' sul lago di Garda sono ben 4 punti sui 6 riscontrati inquinati dall'associazione: Moniga, Salò, Toscolano Maderno e Limone del Garda. Ma la Goletta ha analizzato tutto il lago di Garda. Sulla sponda veneta sono risultati fuori dai limiti 6 campioni. In particolare fortemente inquinati sono i 4 punti di Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise e Bardolino. Inquinati i due campioni prelevati a Garda e a Torri del Benaco. In Trentino off limits invece i punti campionati a Torbole del Garda, risultato fortemente inquinato, e a Riva del Garda, dove ad essere inquinata è la foce dei fiumi Albore e Varone.

Si conclude dunque sul Garda il lungo viaggio della Goletta dei Laghi. I tecnici del laboratorio mobile hanno monitorato, in un mese, ben 14 laghi in 6 regioni (Lazio, Umbria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino). Alla fine sono 65 i punti critici rilevati da Legambiente, di cui 35 fortemente inquinati. Dal bilancio complessivo della campagna ambientalista emerge un dato significativo: è allarme foci sui laghi italiani. Infatti oltre la metà dei campioni risultati fuori dai limiti (35) è stata prelevata allo sbocco di torrenti e fiumi che scaricano a lago anche i reflui non depurati dei centri abitati delle aree interne. Dieci le foci trovate inquinate sul Garda, 6 sull'Iseo e sul Maggiore, 5 sul lago di Como, tre sul lago di Fondi nel Lazio e 2 sul Trasimeno in Umbria.
I dati di Goletta dei laghi confermano quanto emerso recentemente a proposito della mancata depurazione dei reflui fognari. Legambiente ricorda che "è di qualche settimana fa la notizia dell'imminente avvio della procedura d'infrazione europea per la mancata applicazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue in ben 525 comuni con oltre 15mila abitanti. Dati confermati dal Rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis e Anea secondo il quale l'85% degli italiani è servito dalla rete di fognatura e solo il 70% da un impianto di depurazione". "I numeri sulla mancata depurazione delle acque reflue sono da vera e propria emergenza nazionale - dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente - Siamo stanchi di sentir parlare di grandi e inutili infrastrutture, come il ponte sullo Stretto di Messina o le nuove autostrade del Nord Italia, quando si potrebbero utilizzare quelle risorse per opere pubbliche meno visibili ma più utili, come ad esempio i sistemi di fognatura e trattamento dei reflui fognari, evitando di pagare le sanzioni europee". "Per garantire la salute dei bagnanti e la tutela dell'ambiente - prosegue Ciafani - è necessario che entro la fine dell'anno il Ministero della Salute approvi il decreto attuativo, completando la normativa di recepimento della direttiva sulla balneazione. Solo così manterremo quel primato europeo che il nostro paese detiene dal 1982''.

giovedì 2 luglio 2009

Cigno Azzurro: GOLETTA DEI LAGHI, 8 laghi e OLTRE 200 COMUNI COINVOLTI


Scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti, cattiva gestione delle acque, cementificazioni selvagge delle coste: a questo e non solo dara' la caccia quest'anno la Goletta dei Laghi - Cigno Azzurro di Legambiente, la campagna per il monitoraggio e l'informazione sullo stato di salute dei laghi, realizzata con il contributo di COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). Giunta alla sua quarta edizione, oggi la campagna prende il via con i primi monitoraggi sui laghi laziali per poi spostarsi in Umbria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino: un mese di prelievi per controllare lo stato in cui versano i principali bacini lacustri italiani. Fino al 30 luglio i tecnici di Legambiente, a bordo del laboratorio mobile, effettueranno piu' di 100 campionamenti su 8 laghi per un totale di 200 comuni coinvolti. La novita' per l'edizione 2009 di Goletta dei Laghi sta nel tipo di campionamento che i tecnici effettueranno durante il viaggio: da quest'anno, infatti, Legambiente ha deciso di accendere i riflettori in particolare su tutti quei casi che rappresentano un maggior pericolo per la salute dei nostri laghi.
Occhi puntati dunque sulle foci dei fiumi principali e dei corsi d'acqua minori, scarichi abusivi e depuratori inefficienti. Obiettivo: scovare tutte le situazioni che mettono a rischio la qualita' delle acque e compromettono gli habitat naturali.

''Il turismo lacustre in Italia - ha dichiarato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente - rappresenta un settore sempre piu' importante e apprezzato che va decisamente sostenuto e promosso con strumenti adeguati.

Goletta dei Laghi, grazie ai dati raccolti nelle precedenti edizioni puo' assumere un ruolo di valido controllo non solo per quanto riguarda la qualita' delle acque, ma per l'intero stato di salute dei nostri bacini lacustri. Quest'anno infatti Legambiente ha deciso di concentrare la sua attenzione sui casi che mettono in pericolo le acque dei laghi, segnalando ai cittadini e alle istituzioni le situazioni piu' a rischio. Saremo un occhio vigile, ma vogliamo anche essere una cassa di risonanza per tutte quelle localita' che hanno fatto del turismo sostenibile e delle buone pratiche una loro caratteristica attrattiva. Come quelle premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club''.

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