Artrite e artrosi, come riconoscerle? Si tratta di due patologie molto diverse, che spesso però vengono confuse. Ne parla nella video intervista a fianco il professor Carlo Maurizio Montecucco, ordinario di reumatologia e primario al policlinico San Matteo di Pavia, nonché autore del forum tematico su Corriere.it. L'artrosi è una malattia degenerativa della cartilagine articolare (rivestimento delle ossa): quest'ultima si degrada con il passare del tempo e va incontro a una distruzione che coinvolge i tessuti vicini e la stessa articolazione. L'artrite è invece un'infiammazione dell'articolazione che può essere causata da diversi fattori e può arrivare a qualunque età. È molto più rapida nell'insorgenza rispetto all'artrosi e coinvolge la membrana sinoviale per poi colpire e distruggere, solo in un secondo momento, la cartilagine.
DIFFERENZE - Quali sono i criteri per riconoscere le due patologie? Nell'artrite il dolore prescinde dall'uso dell'articolazione (colpisce anche di notte e a riposo), la rigidità arriva spesso la mattina, appena ci si alza dal letto, e dura almeno mezz'ora. Nell'artrosi, al contrario, il dolore è acuito dall'uso delle articolazioni: per esempio il ginocchio non fa male durante la notte, ma la sofferenza arriva se si sta in piedi a lungo sforzando il punto critico. Anche le cure per le due malattie sono molto diverse. L'artrosi deve essere prevenuta, in particolare se si è in presenza di alcune malformazioni come la displasia congenita dell'anca, che possono aggravarla. Il dolore viene tenuto sotto controllo con farmaci analgesici e i pazienti devono fare attenzione al proprio stile di vita in modo da non caricare eccessivamente le articolazioni. L'artrite si cura solo al momento della comparsa e va trattata il più rapidamente possibile con antinfiammatori.
fonte: http://www.corriere.it/salute/reumatologia/11_gennaio_03/video-artrite-artrosi_f9df0d52-172d-11e0-b956-00144f02aabc.shtml
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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sabato 15 gennaio 2011
venerdì 14 gennaio 2011
CUORE: ANTIDOLORIFICI POSSONO AUMENTARE RISCHI PER CUORE
Antidolorifici comunemente utilizzati per il trattamento dell'artrite possono incrementare i rischi per il cuore, compresi infarti e ictus. Lo afferma uno studio dell'Universita' di Berna, in Svizzera, pubblicato sul British Medical Journal, una delle piu' ampie ricerche fin qui condotte sui possibili effetti collaterali di farmaci molto diffusi come ibrupofene, diclofenac, naprossene e altri cosiddetti Fans, farmaci antinfiammatori non steroidei. Sotto la lente anche il Vioxx, nome commerciale del rofecoxib, ritirato dal mercato nel 2004 per i rischi per la salute. Lo studio, che ha analizzato 31 precedenti ricerche sull'argomento, riguarda 116.000 pazienti che hanno assunto antidolorifici regolarmente soprattutto per la cura dell'artrite. Il risultato e' che rofecoxib e lumiracoxib sono stati associati con un raddoppio del rischio di infarto, etoricoxib e diclofenac con un rischio quattro volte maggiore di infarto, mentre l'ibruprofene e' associato a un rischio tre volte superiore di ictus. Meno pericoloso, secondo l'indagine del Bmj, il naprossene, le cui interazioni a livelli cardiovascolari si sono rivelate piu' modeste.
''Medici e pazienti devono essere consapevoli del rapporto tra rischi e benefici collegato a questa classe di farmaci'' nel momento in cui li prescrivono per lunghi periodi, scrivono i ricercatori.
''Medici e pazienti devono essere consapevoli del rapporto tra rischi e benefici collegato a questa classe di farmaci'' nel momento in cui li prescrivono per lunghi periodi, scrivono i ricercatori.
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lunedì 13 dicembre 2010
colesterolo e artrite: Curare il colesterolo salva dall'artrite.
Assumere statine per più di otto anni potrebbe ridurre il rischio sviluppare la malattia infiammatoria.
Sono tra i farmaci più diffusi. Al punto che in Italia, secondo il rapporto OsMed 2009, se ne consumano oltre un miliardo di dosi l’anno per un costo pro capite di circa 17 euro. Ma le statine, quei medicinali impiegati per abbassare il colesterolo e ridurre di conseguenza il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, potrebbero avere un’ulteriore capacità: quella di ridurre le probabilità di sviluppare artrite reumatoide. L’ipotesi non è nuova, ma finora i risultati prodotti dagli studi scientifici erano stati contrastanti. Questa volta, però, una ricerca condotta in Israele e che ha seguito per dieci anni (tra il 1997 e il 2007) una popolazione di oltre 200 mila persone assistite da un unico servizio di assistenza sanitaria, il Maccabi Health Care Services, sembra confermarla.
STATINE PROTETTIVE - In questo ampio campione, i ricercatori hanno «contato» i nuovi casi di artrite reumatoide insorti nel periodo di studio e messo in relazione la diffusione della patologia con i consumi di statine nella popolazione (che già assumeva i farmaci per ragioni indipendenti dallo studio). Oltre 2.500 i nuovi casi di artrite reumatoide insorti nel corso dei dieci anni e, ad analizzare i dati, è emerso che le persone che assumevano statine da 8 anni o più avevano un rischio quasi dimezzato (-42%) di sviluppare artrite reumatoide rispetto a quanti le assumevano da meno di due anni. In pratica, per ogni anno in cui si erano assunte statine il rischio di sviluppare la patologia si abbassava del 5 per cento. Inoltre l’effetto protettivo è apparso tanto più marcato quanto più la statina assunta fosse efficace nel ridurre i livelli di colesterolo e quanto più bassa fosse l’età del paziente. Nel corso dello studio, i ricercatori hanno inoltre verificato l’efficacia delle statine nel prevenire l’artrosi. Tentativo fallito. La ricerca ha evidenziato soltanto una modesta riduzione (del 15%) del rischio di sviluppare artrosi nella popolazione che assumeva i farmaci. Un risultato in realtà atteso e che sembra confermare le ragioni dell’efficacia delle statine sull’artrite reumatoide. L’artrosi, infatti, anche se come l’artrite reumatoide è una patologia degenerativa delle giunture ossee, non ha origine infiammatoria.
ACQUA SULL’INFIAMMAZIONE - Proprio la capacità di agire sull’infiammazione, invece, sembra essere la caratteristica delle statine che le renderebbe efficaci nel salvaguardare dall’artrite reumatoide. «L’artrite reumatoide è una condizione infiammatoria sistemica caratterizzata dal reclutamento di globuli bianchi nei tessuti sinoviali - hanno spiegato i ricercatori -. E ci sono crescenti evidenze che le statine hanno proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti, dimostrate dalla riduzione dei livelli di proteina C-reattiva, che può giocare un ruolo importante nell’artrite reumatoide».
PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE? - Per il gruppo di ricerca non ci sono dubbi: «Questo studio dimostra una significativa associazione negativa tra la terapia prolungata con statine e l’insorgenza dell’artrite reumatoide. Soprattutto in pazienti che iniziano il trattamento in giovane età e con statine ad alta efficacia». Ma è sufficiente per prevedere un impiego delle statine nella prevenzione dell’artrite reumatoide? Gli stessi ricercatori ammettono che sono necessari altri studi che fughino ogni dubbio sulla relazione causa-effetto tra consumo di statine e insorgenza di artrite reumatoide. E anche quando il nesso fosse stabilito resterebbe un dilemma da sciogliere: è giusto consigliare a delle persone sane di assumere farmaci per ridurre le probabilità di sviluppare l’artrite reumatoide?
fonte: http://www.corriere.it/salute/reumatologia/10_novembre_10/colesterolo-artrite-reumatoide-statine-michienzi_268ed3ea-c4c3-11df-be0b-00144f02aabe.shtml
Sono tra i farmaci più diffusi. Al punto che in Italia, secondo il rapporto OsMed 2009, se ne consumano oltre un miliardo di dosi l’anno per un costo pro capite di circa 17 euro. Ma le statine, quei medicinali impiegati per abbassare il colesterolo e ridurre di conseguenza il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, potrebbero avere un’ulteriore capacità: quella di ridurre le probabilità di sviluppare artrite reumatoide. L’ipotesi non è nuova, ma finora i risultati prodotti dagli studi scientifici erano stati contrastanti. Questa volta, però, una ricerca condotta in Israele e che ha seguito per dieci anni (tra il 1997 e il 2007) una popolazione di oltre 200 mila persone assistite da un unico servizio di assistenza sanitaria, il Maccabi Health Care Services, sembra confermarla.
STATINE PROTETTIVE - In questo ampio campione, i ricercatori hanno «contato» i nuovi casi di artrite reumatoide insorti nel periodo di studio e messo in relazione la diffusione della patologia con i consumi di statine nella popolazione (che già assumeva i farmaci per ragioni indipendenti dallo studio). Oltre 2.500 i nuovi casi di artrite reumatoide insorti nel corso dei dieci anni e, ad analizzare i dati, è emerso che le persone che assumevano statine da 8 anni o più avevano un rischio quasi dimezzato (-42%) di sviluppare artrite reumatoide rispetto a quanti le assumevano da meno di due anni. In pratica, per ogni anno in cui si erano assunte statine il rischio di sviluppare la patologia si abbassava del 5 per cento. Inoltre l’effetto protettivo è apparso tanto più marcato quanto più la statina assunta fosse efficace nel ridurre i livelli di colesterolo e quanto più bassa fosse l’età del paziente. Nel corso dello studio, i ricercatori hanno inoltre verificato l’efficacia delle statine nel prevenire l’artrosi. Tentativo fallito. La ricerca ha evidenziato soltanto una modesta riduzione (del 15%) del rischio di sviluppare artrosi nella popolazione che assumeva i farmaci. Un risultato in realtà atteso e che sembra confermare le ragioni dell’efficacia delle statine sull’artrite reumatoide. L’artrosi, infatti, anche se come l’artrite reumatoide è una patologia degenerativa delle giunture ossee, non ha origine infiammatoria.
ACQUA SULL’INFIAMMAZIONE - Proprio la capacità di agire sull’infiammazione, invece, sembra essere la caratteristica delle statine che le renderebbe efficaci nel salvaguardare dall’artrite reumatoide. «L’artrite reumatoide è una condizione infiammatoria sistemica caratterizzata dal reclutamento di globuli bianchi nei tessuti sinoviali - hanno spiegato i ricercatori -. E ci sono crescenti evidenze che le statine hanno proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti, dimostrate dalla riduzione dei livelli di proteina C-reattiva, che può giocare un ruolo importante nell’artrite reumatoide».
PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE? - Per il gruppo di ricerca non ci sono dubbi: «Questo studio dimostra una significativa associazione negativa tra la terapia prolungata con statine e l’insorgenza dell’artrite reumatoide. Soprattutto in pazienti che iniziano il trattamento in giovane età e con statine ad alta efficacia». Ma è sufficiente per prevedere un impiego delle statine nella prevenzione dell’artrite reumatoide? Gli stessi ricercatori ammettono che sono necessari altri studi che fughino ogni dubbio sulla relazione causa-effetto tra consumo di statine e insorgenza di artrite reumatoide. E anche quando il nesso fosse stabilito resterebbe un dilemma da sciogliere: è giusto consigliare a delle persone sane di assumere farmaci per ridurre le probabilità di sviluppare l’artrite reumatoide?
fonte: http://www.corriere.it/salute/reumatologia/10_novembre_10/colesterolo-artrite-reumatoide-statine-michienzi_268ed3ea-c4c3-11df-be0b-00144f02aabe.shtml
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sabato 7 agosto 2010
artrite reumatoide: POSSIBILI BENEFICI DA ESERCIZI DI RESISTENZA
Svolgere regolari esercizi di resistenza potrebbe aiutare le persone che soffrono di artrite reumatoide a tenere sotto controllo i sintomi della malattia. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Care and Research da un gruppo di studiosi della Bangor University guidati da Andrew Lemmey.
L'artrite reumatoide e' una malattia che colpisce principalmente le articolazioni, ma puo' provocare anche la riduzione della massa muscolare e della forza. Lo studio, condotto su 28 pazienti, ha messo in evidenza che i soggetti affetti da artrite reumatoide che avevano eseguito per 24 settimane un allenamento di resistenza progressiva avevano riscontrato miglioramenti nelle funzioni fisiche di base, come camminare.
I ricercatori avvertono, pero', che gli esercizi di resistenza possono non essere appropriati per tutte le tipologie di pazienti, e che il loro eventuale utilizzo in combinazione con le usuali terapie deve essere quindi giudicato caso per caso.
L'artrite reumatoide e' una malattia che colpisce principalmente le articolazioni, ma puo' provocare anche la riduzione della massa muscolare e della forza. Lo studio, condotto su 28 pazienti, ha messo in evidenza che i soggetti affetti da artrite reumatoide che avevano eseguito per 24 settimane un allenamento di resistenza progressiva avevano riscontrato miglioramenti nelle funzioni fisiche di base, come camminare.
I ricercatori avvertono, pero', che gli esercizi di resistenza possono non essere appropriati per tutte le tipologie di pazienti, e che il loro eventuale utilizzo in combinazione con le usuali terapie deve essere quindi giudicato caso per caso.
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sabato 12 giugno 2010
CUPPING, DALLA CINA IL RIMEDIO CONTRO L'ARTRITE AL GINOCCHIO
Cupping: non solo una stravaganza da divi di Hollywood, ma anche una terapia dall'efficacia dimostrata clinicamente contro l'artrite al ginocchio, secondo uno studio condotto dai ricercatori tedeschi della Charite University di Berlino.
Si tratta di un antico rimedio cinese e consiste nell'applicazione di tazze molto calde sulla pelle: i trial condotti dagli studiosi tedeschi su un gruppo di pazienti tra i 40 e gli 80 anni affetti da osteoartrite al ginocchio hanno riscontrato una diminuzione della gravita' dei sintomi del 60% nei volontari sottoposti al cupping e del 25% nel gruppo di controllo.
Un team di ricercatori della stessa universita' sta gia' sperimentando l'efficacia del trattamento anche per la cura della sindrome da tunnel carpale; tuttavia, precisano gli esperti, sono necessari ulteriori studi anche per quanto riguarda l'artrite al ginocchio.
Si tratta di un antico rimedio cinese e consiste nell'applicazione di tazze molto calde sulla pelle: i trial condotti dagli studiosi tedeschi su un gruppo di pazienti tra i 40 e gli 80 anni affetti da osteoartrite al ginocchio hanno riscontrato una diminuzione della gravita' dei sintomi del 60% nei volontari sottoposti al cupping e del 25% nel gruppo di controllo.
Un team di ricercatori della stessa universita' sta gia' sperimentando l'efficacia del trattamento anche per la cura della sindrome da tunnel carpale; tuttavia, precisano gli esperti, sono necessari ulteriori studi anche per quanto riguarda l'artrite al ginocchio.
domenica 18 aprile 2010
ARTRITE: UN BICCHIERE DI VINO o BIRRA MEGLIO DI DUE

La posologia consigliata e' uno, massimo due al giorno. Non e' un farmaco, ma secondo uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Rheumatism un bicchiere di vino (o birra) e' un ottimo rimedio naturale per allontanare i dolori dell'artrite reumatoide. Basta non esagerare, perche' come hanno notato i ricercatori dello University Hospital di Ginevra, Svizzera, passando ai raggi X per 4 anni l'apparato muscolo-scheletrico di 2.900 pazienti, chi fa un consumo moderato di bevande alcoliche e' piu' protetto nel tempo da infiammazione e danni alle articolazioni rispetto ai forti bevitori, nei quali non e' stato rilevato nessun miglioramento nel lungo periodo.
L'artrite reumatoide e' una delle prime malattie croniche, in Italia colpisce circa 5 milioni di persone. Secondo lo studio, capitanato da Axel Finckh, il consumo d'alcol fa bene piu' agli uomini che alle donne. Gli uomini lo consumano piu' abitualmente: il 27% dei partecipanti maschi allo screening ha dichiarato di bere una volta al giorno, contro il 14% delle donne.
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giovedì 3 dicembre 2009
ARTRITE: L'ODORE DI BASILICO RIDUCE IL DOLORE
Non solo in cucina: il basilico potrebbe essere utilizzato anche come antinfiammatorio per alleviare il dolore artritico. E' quanto emerge dallo studio presentato in occasione della British Pharmaceutical Conference tenutasi a Manchester dai ricercatori del Poona College of Pharmacy di Pune, in India.
Gli studiosi hanno analizzato le caratteristiche di due varieta' di basilico, l'Ocimum americanum e l'Ocimum tenuiflorum, scoprendo che entrambe sarebbero in grado di alleviare il dolore articolare fino al 73% nel giro di 24 ore.
Secondo i ricercatori l'effetto antinfiammatorio sarebbe dovuto all'eugenolo, l'elemento che conferisce al basilico il suo aroma caratteristico. ''Tuttavia - specifica l'esperto -, altre molecole potrebbero essere coinvolte. Il nostro obiettivo e' scoprire con certezza quali siano, al fine di poterle utilizzare per la realizzazione di nuovi farmaci anti-artrite''.
Gli studiosi hanno analizzato le caratteristiche di due varieta' di basilico, l'Ocimum americanum e l'Ocimum tenuiflorum, scoprendo che entrambe sarebbero in grado di alleviare il dolore articolare fino al 73% nel giro di 24 ore.
Secondo i ricercatori l'effetto antinfiammatorio sarebbe dovuto all'eugenolo, l'elemento che conferisce al basilico il suo aroma caratteristico. ''Tuttavia - specifica l'esperto -, altre molecole potrebbero essere coinvolte. Il nostro obiettivo e' scoprire con certezza quali siano, al fine di poterle utilizzare per la realizzazione di nuovi farmaci anti-artrite''.
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