Tonno e salmone in testa, noci seconde piazzate, olio di mais o di arachidi in terza posizione. Il podio degli alimenti buoni per il cuore e' ormai noto, ma sul perche' questi cibi ricchi di acidi grassi omega-3 riescano a ridurre i rischi cardiovascolari forniscono una spiegazione in piu' i ricercatori dell'Universita' di Pittsburgh (Usa).
Il capo-ricerca Francisco J. Schopfer e il suo team hanno infatti scovato una nuova classe di mediatori cellulari chiamati in causa dall'azione ''lenitiva'' degli omega-3.
All'origine c'e' un virtuoso meccanismo di trasformazione cellulare che parte da alcuni tipi di cellule immunitarie presenti nei tessuti infiammati, i macrofagi, e arriva fino ad alcuni sottoprodotti dei grassi ''buoni'', capaci di un'azione antiossidante e antinfiammatoria. L'interesse per i risultati dello studio pubblicati su Nature Chemical Biology e' legato a nuovi farmaci che potrebbero attivare la reazione positiva li' dove l'organismo lo richiede.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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mercoledì 30 giugno 2010
giovedì 14 gennaio 2010
MANGOSTANO: DAL MANGOSTANO UN SUCCO CON PROPRIETA' ANTIINFIAMMATORIE

Arriva dai tropici il nuovo toccasana contro le infiammazioni. Si chiama mangostano: e' un frutto quasi sconosciuto in Italia, ma che potrebbe rivelarsi un ottimo rimedio per prevenire malattie cardiache e diabete nei pazienti obesi. A dirlo e' uno studio pubblicato sul Nutrition Journal, che ha rilevato come il succo del ''superfrutto'' esotico sia in grado di ridurre i livelli della proteina C-reattiva (PCR) , i cui valori aumentano in presenza di una infezione o di uno stato infiammatorio.
''Bere oltre un litro e mezzo di succo di mangostano al giorno - spiega Jay Udani, coordinatore della ricerca - ha fatto registrare una riduzione di 1.33 mg della proteina C-reattiva rispetto al gruppo placebo''.
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martedì 8 dicembre 2009
Un'alimentazione ricca di fibre e' in grado di fortificare le difese immunitarie.
Un'alimentazione ricca di fibre e' in grado di fortificare le difese immunitarie. E' quanto emerge da uno studio australiano condotto dai ricercatori del Garvan Institute of Medical Research e del Cooperative Research Centre for Asthma e Airways pubblicato su Nature, secondo cui il segreto e' in un recettore antinfiammatorio, GPR43, in grado di legarsi agli acidi grassi a catena corta - gia' noti per la loro attivita' antinfiammatoria - generando una sorta di ''barriera'' immunitaria, e rafforzando quindi le difese dell'organismo. Tutto dipende dalla fibre consumate: il recettore puo' spegnersi o accendersi, a seconda del tipo di alimentazione, determinando quindi il rafforzamento o l'indebolimento del sistema immunitario. ''Questo nuovo meccanismo molecolare - spiegano i ricercatori - potrebbe spiegare come la dieta sta colpendo il nostro sistema immunitario''.
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giovedì 3 dicembre 2009
ARTRITE: L'ODORE DI BASILICO RIDUCE IL DOLORE
Non solo in cucina: il basilico potrebbe essere utilizzato anche come antinfiammatorio per alleviare il dolore artritico. E' quanto emerge dallo studio presentato in occasione della British Pharmaceutical Conference tenutasi a Manchester dai ricercatori del Poona College of Pharmacy di Pune, in India.
Gli studiosi hanno analizzato le caratteristiche di due varieta' di basilico, l'Ocimum americanum e l'Ocimum tenuiflorum, scoprendo che entrambe sarebbero in grado di alleviare il dolore articolare fino al 73% nel giro di 24 ore.
Secondo i ricercatori l'effetto antinfiammatorio sarebbe dovuto all'eugenolo, l'elemento che conferisce al basilico il suo aroma caratteristico. ''Tuttavia - specifica l'esperto -, altre molecole potrebbero essere coinvolte. Il nostro obiettivo e' scoprire con certezza quali siano, al fine di poterle utilizzare per la realizzazione di nuovi farmaci anti-artrite''.
Gli studiosi hanno analizzato le caratteristiche di due varieta' di basilico, l'Ocimum americanum e l'Ocimum tenuiflorum, scoprendo che entrambe sarebbero in grado di alleviare il dolore articolare fino al 73% nel giro di 24 ore.
Secondo i ricercatori l'effetto antinfiammatorio sarebbe dovuto all'eugenolo, l'elemento che conferisce al basilico il suo aroma caratteristico. ''Tuttavia - specifica l'esperto -, altre molecole potrebbero essere coinvolte. Il nostro obiettivo e' scoprire con certezza quali siano, al fine di poterle utilizzare per la realizzazione di nuovi farmaci anti-artrite''.
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lunedì 30 novembre 2009
Un'alimentazione ricca di fibre e' in grado di fortificare le difese immunitarie
Un'alimentazione ricca di fibre e' in grado di fortificare le difese immunitarie. E' quanto emerge da uno studio australiano condotto dai ricercatori del Garvan Institute of Medical Research e del Cooperative Research Centre for Asthma e Airways pubblicato su Nature, secondo cui il segreto e' in un recettore antinfiammatorio, GPR43, in grado di legarsi agli acidi grassi a catena corta - gia' noti per la loro attivita' antinfiammatoria - generando una sorta di ''barriera'' immunitaria, e rafforzando quindi le difese dell'organismo. Tutto dipende dalla fibre consumate: il recettore puo' spegnersi o accendersi, a seconda del tipo di alimentazione, determinando quindi il rafforzamento o l'indebolimento del sistema immunitario. ''Questo nuovo meccanismo molecolare - spiegano i ricercatori - potrebbe spiegare come la dieta sta colpendo il nostro sistema immunitario''.
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domenica 29 novembre 2009
antinfiammatori: Grasso pesce e' antinfiammatorio
Grassi omega 3 del pesce vengono trasformati dal nostro corpo in una sostanza antinfiammatoria:la Resolvina D2.
La potentissima sostanza protegge contro l'artrite reumatoide e, potrebbe essere utile anche contro altre malattie, perche' non presenta gli stessi effetti collaterali dei farmaci antinfiammatori oggi in uso.
La scoperta si deve al farmacologo italiano Mauro Perretti, che lavora alla Queen Mary University di Londra.
La potentissima sostanza protegge contro l'artrite reumatoide e, potrebbe essere utile anche contro altre malattie, perche' non presenta gli stessi effetti collaterali dei farmaci antinfiammatori oggi in uso.
La scoperta si deve al farmacologo italiano Mauro Perretti, che lavora alla Queen Mary University di Londra.
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venerdì 11 settembre 2009
propoli: protegge dall'ipertermia

Un nuovo rimedio contro l'ipertermia negli atleti arriva dalla farmacia delle api. Secondo uno studio, pubblicato dall'Institute of Food Technologists e condotto da Yu-Jen Chen della Chinese Culture University in Taiwan, il propoli, da sempre utilizzato dalle api nei propri alveari, puo' proteggere gli sportivi dallo stress termico.
L'ipertermia e' il fenomeno di surriscaldamento del corpo durante un esercizio prolungato e causa affaticamento o disidratazione. Per effettuare la ricerca e' stato esaminato il sangue di 30 ciclisti, impegnati in gare di resistenza dai due ai quattro anni prima dello studio e che nei quattro mesi precedenti non avevano partecipato ad alcuna gara sportiva.

Il propoli e' una sostanza gia' ampiamente utilizzata nella medicina popolare; il suo principio attivo e' infatti riconosciuto come antiossidante e anti-infiammatorio.
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venerdì 4 settembre 2009
stress: Il profumo dei fiori allevia lo stress

Che annusare una fragranza floreale potesse essere piacevole, e magari anche rilassante, lo si sapeva già. Ma ora dal Giappone arriva anche una prova scientifica sull'effetto benefico sull'organismo delle fragranze floreali. Secondo uno studio da poco apparso sulla rivista Journal of argicoltural and food chemisty, l'inalazione di alcuni aromi può effettivamente incidere sull'attività dei geni e sulle cellule del sangue riducendo in modo significativo i livelli di stress, anche se per ora la ricerca è stata condotta solo sui topi e quindi da considerare ancora con una certa cautela.
ODORI BENEFICI - «È' empiricamente noto fin dai tempi antichi - si legge nell'introduzione all'articolo - che alcune fragranze hanno effetti psico-fisiologici sedativi, stimolanti, calmanti, antinfiammatori anti-convulsivi; l'odore del limone, per esempio, ha un effetto antidepressivo, mentre la valeriana induce il sonno». Mossi da questo presupposto, Akio Nakamura e i suoi collaboratori hanno sottoposto alcuni ratti a situazioni di stress e verificato su di essi l’impatto dell'inalazione di linalool, un agente chimico responsabile di una fragranza presente in vari tipi di fiori come il the l'arancio, l'uva, il mango, il limone o la lavanda. Risultato: il linalool, comunemente impiegato in prodotti commerciali ha svolto un’azione repressiva su alcuni cambiamenti nelle cellule del sangue e nell'espressione dei geni che sono attribuibili allo stress.
DAI TOPI AGLI UOMINI - In particolare, la sostanza avrebbe significativamente ridotto determinate mutazioni in 109 geni delle cavie sottoposte all'esperimento. Secondo i ricercatori, poi, il fatto che l'effetto della fragranza sia misurabile attraverso l'analisi del sangue potrebbe aprire a futuri test sull'uomo.
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giovedì 6 agosto 2009
antinfiammatori: il Resveratrolo presente nel vino rosso inibisce 2 proteine che alimentano le infiammazioni

Sarebbe la capacita' di inibire la formazione nell'organismo di due proteine a conferire al vino rosso le note proprieta' antinfiammatorie. La scoperta e' stata fatta da ricercatori scozzesi e di Singapore che hanno pubblicato i risultati sul Faseb journal. Durante test su animali da laboratorio trattati o meno con resveratrolo (il componente attivo del vino rosso) si e' scoperto che esso inibisce la formazione di due molecole che alimentano le infiammazioni: la sfingosina e la fosfolipasi D.
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