La buona notizia e' che il vino rosso puo' curare il cancro. La notizia meno buona e' bisognerebbe berne 100 bicchieri al giorno, a meno di non assumerlo in pillole. Uno studio internazionale, guidato dal biologo australiano David Sinclair dell'Universita' del Nuovo Galles del sud, ha fugato ogni dubbio sulle capacita' del resveratrolo, un fenolo rinvenuto nella buccia dell'uva, di combattere il cancro, il morbo di Alzheimer e il diabete di tipo 2, e di attivare gli enzimi anti-invecchiamento.
NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
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venerdì 15 marzo 2013
resveratrolo: fenolo vino rosso combatte cancro
La buona notizia e' che il vino rosso puo' curare il cancro. La notizia meno buona e' bisognerebbe berne 100 bicchieri al giorno, a meno di non assumerlo in pillole. Uno studio internazionale, guidato dal biologo australiano David Sinclair dell'Universita' del Nuovo Galles del sud, ha fugato ogni dubbio sulle capacita' del resveratrolo, un fenolo rinvenuto nella buccia dell'uva, di combattere il cancro, il morbo di Alzheimer e il diabete di tipo 2, e di attivare gli enzimi anti-invecchiamento.
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mercoledì 11 maggio 2011
vino rosso : ANTIRUGGINE PER VENE, EVITA DANNI PASTI MOLTO GRASSI
Il vino protegge dalla circolazione nel sangue di grassi ''degenerati''. Lo sostiene uno studio italiano dell'Inran, l'ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione pubblicato sul British Journal of Nutrition.
I ricercatori italiani, in collaborazione con il Centro ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach- Istituto Agrario di San Michele all'Adige e con il Dipartimento di Scienze Biochimiche dell'Universita' Sapienza di Roma, hanno condotto uno studio pilota per valutare la capacita' del vino rosso di ridurre l'aumento nel sangue dei grassi ossidati dopo un pasto molto ricco.
Lo studio e' stato effettuato su un campione di 12 volontari sani, 6 uomini e 6 donne, tra 24 e 35 anni, a cui e' stato chiesto di mantenere la dieta abituale e di non prendere medicine o supplementi vitaminici. I soggetti, hanno mangiato un doppio cheeseburger di 200g con 300ml di acqua. Dopo 2 settimane l'esperimento e' stato ripetuto e il pasto e' stato accompagnato con 300 ml di vino rosso.
''Dai dati dello studio- afferma Fausta Natella, ricercatrice Inran che ha condotto lo studio - e' emerso che il consumo di vino rosso durante il pasto ha prevenuto l'aumento nel sangue dei prodotti di perossidazione lipidica, sia lipidi idroperossidi che ossidi del colesterolo, che si e' osservato invece dopo il consumo del pasto con acqua. Questi composti possono avere effetti negativi sulla salute''.
I ricercatori italiani, in collaborazione con il Centro ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach- Istituto Agrario di San Michele all'Adige e con il Dipartimento di Scienze Biochimiche dell'Universita' Sapienza di Roma, hanno condotto uno studio pilota per valutare la capacita' del vino rosso di ridurre l'aumento nel sangue dei grassi ossidati dopo un pasto molto ricco.
Lo studio e' stato effettuato su un campione di 12 volontari sani, 6 uomini e 6 donne, tra 24 e 35 anni, a cui e' stato chiesto di mantenere la dieta abituale e di non prendere medicine o supplementi vitaminici. I soggetti, hanno mangiato un doppio cheeseburger di 200g con 300ml di acqua. Dopo 2 settimane l'esperimento e' stato ripetuto e il pasto e' stato accompagnato con 300 ml di vino rosso.
''Dai dati dello studio- afferma Fausta Natella, ricercatrice Inran che ha condotto lo studio - e' emerso che il consumo di vino rosso durante il pasto ha prevenuto l'aumento nel sangue dei prodotti di perossidazione lipidica, sia lipidi idroperossidi che ossidi del colesterolo, che si e' osservato invece dopo il consumo del pasto con acqua. Questi composti possono avere effetti negativi sulla salute''.
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giovedì 12 agosto 2010
resveratrolo : IL RESVERATROLO DI VINO E MIRTILLI PROTEGGE GLI OCCHI
Il resveratrolo - composto naturalmente presente nel vino rosso, nell'uva e nei mirtilli - blocca la crescita dei vasi sanguigni ''cattivi'', inibendo lo sviluppo di diverse malattie oculari. Le nuove proprieta' della sostanza, gia' conosciuta per le sue caratteristiche preventive nei confronti di tumori, aterosclerosi e invecchiamento cellulare, emergono da uno studio realizzato dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis pubblicato sull'American Journal of Pathology.
I ricercatori hanno rilevato che il trattamento a base di resveratrolo inibisce la crescita dei vasi sanguigni patogeni negli occhi grazie all'attivazione delle proteine sirtuine: ''I risultati di questo studio - concludono i ricercatori - potrebbero avere un impatto significativo sulla comprensione delle malattie angioproliferative oculari, come la degenerazione maculare''
I ricercatori hanno rilevato che il trattamento a base di resveratrolo inibisce la crescita dei vasi sanguigni patogeni negli occhi grazie all'attivazione delle proteine sirtuine: ''I risultati di questo studio - concludono i ricercatori - potrebbero avere un impatto significativo sulla comprensione delle malattie angioproliferative oculari, come la degenerazione maculare''
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venerdì 30 luglio 2010
leucemia linfocitica cronica: la quercitina presente in cipolle, capperi, sedano, mele, uva rossa, te' verde e vino potenzia l'effetto dei farmaci
La terapia contro la leucemia linfocitica cronica puo' essere migliorata dall'utilizzo della quercetina, un antiossidante naturale in grado di potenziare l'efficacia dei farmaci. A dimostrarlo e' uno studio dell'Istituto di scienze dell'alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Isa-Cnr) pubblicato sul British Journal of Cancer.
La quercetina e' una piccola molecola ad attivita' antiossidante comunemente presente in cipolle, capperi, sedano, mele, uva rossa, te' verde e vino rosso: ''Studi eseguiti dal nostro e da altri gruppi di ricerca hanno dimostrato da tempo che la quercetina appartiene a quell'ampio gruppo di molecole di origine vegetale, i fitochimici, con attivita' chemio-preventiva'', spiega Gian Luigi Russo, ricercatore presso l'Isa-Cnr e responsabile della ricerca.
Fino a oggi, pero', gli studi erano stati condotti essenzialmente su linee cellulari o modelli animali.
''Adesso, per la prima volta, abbiamo dimostrato che la quercetina e' efficace in cellule tumorali di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (Llc)'', continua Russo. In questi pazienti la molecola ''e' in grado di rendere vulnerabili al trattamento farmacologico con chemioterapici cellule isolate dal paziente, che precedentemente risultavano resistenti''.
La leucemia linfocitica cronica colpisce circa 1-6 persone su 100.000: questa forma leucemica e' la piu' frequente negli adulti (22-30% dei casi) e spesso risulta resistente ai chemioterapici.
La quercetina e' una piccola molecola ad attivita' antiossidante comunemente presente in cipolle, capperi, sedano, mele, uva rossa, te' verde e vino rosso: ''Studi eseguiti dal nostro e da altri gruppi di ricerca hanno dimostrato da tempo che la quercetina appartiene a quell'ampio gruppo di molecole di origine vegetale, i fitochimici, con attivita' chemio-preventiva'', spiega Gian Luigi Russo, ricercatore presso l'Isa-Cnr e responsabile della ricerca.
Fino a oggi, pero', gli studi erano stati condotti essenzialmente su linee cellulari o modelli animali.
''Adesso, per la prima volta, abbiamo dimostrato che la quercetina e' efficace in cellule tumorali di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (Llc)'', continua Russo. In questi pazienti la molecola ''e' in grado di rendere vulnerabili al trattamento farmacologico con chemioterapici cellule isolate dal paziente, che precedentemente risultavano resistenti''.
La leucemia linfocitica cronica colpisce circa 1-6 persone su 100.000: questa forma leucemica e' la piu' frequente negli adulti (22-30% dei casi) e spesso risulta resistente ai chemioterapici.
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mercoledì 26 maggio 2010
ictus ischemico : VINO ROSSO RIDUCE DANNI CEREBRALI POST-ICTUS DEL 40%
Riduce i danni al lungo termine provocati al cervello dall'ictus ischemico fino al 40%: il vino rosso potrebbe dunque aiutare i pazienti nella riabilitazione post-stroke. Il merito sarebbe tutto del resveratrolo in esso contenuto, in grado di aumentare i livelli di un enzima gia' noto per difendere le cellule nervose del cervello da eventuali danni. La ricerca, che ha conferito al vino rosso una nuova proprieta' benefica, e' stata realizzata dai ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine a Baltimora guidati da Sylvain Dore' e pubblicata sulle pagine della rivista Experimental Neurology.
Dalla cura alla prevenzione. Potenziando le difese del cervello, ''il nostro studio indica che il resveratrolo puo' rinforzare le difese del cervello ancora prima che l'ictus ischemico avvenga'', spiega Dore'. L'esperimento e' stato condotto il laboratorio su un gruppo di topi a cui i ricercatori hanno indotto un ictus ischemico: gli studiosi hanno rilevato che i topolini a cui era stato somministrato il resveratrolo prima dell'ictus avevano subito un danno cerebrale inferiore agli altri.
Dalla cura alla prevenzione. Potenziando le difese del cervello, ''il nostro studio indica che il resveratrolo puo' rinforzare le difese del cervello ancora prima che l'ictus ischemico avvenga'', spiega Dore'. L'esperimento e' stato condotto il laboratorio su un gruppo di topi a cui i ricercatori hanno indotto un ictus ischemico: gli studiosi hanno rilevato che i topolini a cui era stato somministrato il resveratrolo prima dell'ictus avevano subito un danno cerebrale inferiore agli altri.
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mercoledì 24 febbraio 2010
Il cancro si previene a tavola con frutta, verdura e vino rosso
Smettete di fumare, moderate gli alcolici, infilatevi le scarpe da ginnastica e cominciate a fare un po’ di moto: questi sono tutti buoni consigli per uno stile di vista sano che può aiutarvi a tenere alla larga disturbi e malattie. Ma quando poi arriva il momento di sedervi a tavola, ricordatevi che è forse soprattutto lì che si combatte la più grande battaglia preventiva al cancro.
Ha avuto un’eco notevole negli Stati Uniti la pubblicazione sul sito della prestigiosa Lippincott Lippincott Williams & Wilkins Partnership di un’intervista a uno dei maggiori esperti in tema di prevenzione. E’ un italiano, il professor Attilio Giacosa, direttore scientifico del dipartimento di gastroenterologia del Policlinico di Monza, grande studioso della materia e autore di libri che hanno per tema proprio i benefici di una dieta corretta sulla salute. Panorama.it lo ha intervistato per capire quali sono i capisaldi di una dieta anti-cancro.
Professor Giacosa, perché la dieta è così importante?
Si può scegliere se fumare o no, ma non si può scegliere se mangiare o no. Quello della dieta non è il concetto passivo, del privarsi di qualcosa, ma attivo, nella scelta degli alimenti.
Frutta e verdura sono al centro di una dieta preventiva. Noi italiani siamo a posto se è vero, come è hanno scritto i giornali, che da noi ci sono 7 milioni di vegetariani.
La mia idea è che esista in realtà un numero molto limitato di vegetariani in senso stretto, che a loro volta si identificano in categorie molto rigide come vegani e crudisti. Esistono poi gruppi molto numerosi di persone che occasionalmente fanno pasti solo a base di verdure. Comunque l’importante non è l’esclusività. Non è dimostrato che un vegetariano abbia più salute rispetto a chi fa una dieta variata. Il problema non è quello di mangiare solo verdure, ma semmai di non assumerne abbastanza. L’indicazione che noi diamo è di consumare almeno 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura.
In che consiste il fattore preventivo di una dieta ricca di frutta e verdura?
Esistono oggi evidenze scientifiche che identificano in quella quota una condizione che permette l’introito di quantità sufficienti di tutti quei composti bioattivi utilissimi per la prevenzione di tutte le malattie a decorso degenerativo. Non solo tumori, quindi.
Di quali composti stiamo parlando?
Ovviamente ci sono le vitamine: vitamina C, vitamina E, vitamina A e provitamina A. E poi molte famiglie di composti chimici tra i quali i più significativi sono i polifenoli presenti in molti vegetali, nel vino e nell’olio d’oliva. Questi composti assumono un significato strategico non solo in senso antiossidante, ma anche come antinfiammatori, ed è noto il ruolo primario dell’infiammazione nel rischio oncologico.
Quali altri effetti benefici hanno questi composti?
Agiscono sulla coagulazione delle piastrine, con evidenti benefici per il cuore. C’è un parallelismo tra la prevenzione dei tumori e la prevenzione cardiovascolare. Il significato importante della dieta mediterranea negli anni ‘60-’70 era quello della prevenzione cardiologica. Poi negli anni ‘80 e ‘90 siamo riusciti a estenderlo anche alla prevenzione oncologica. Ad agire in questo senso è un insieme di molecole importanti come i lignani, il licopene, il resveratrolo.
Non basterebbe assumere degli integratori alimentari?
No, prima di tutto perché non è ancora stato possibile utilizzare una pillola per sintetizzare tutto questo insieme di fattori. Inoltre l’utilizzo abituale di vegetali è importante anche perché sono molto ricchi in acqua e in fibre e l’insieme di questo mix ha effetti particolari sulla sazietà e sull’indice glicemico degli alimenti, favorendo un minor innalzamento della glicemia. Questo offre una protezione nei confronti del sovrappeso e del valore dell’insulina. Il sovrappeso costituisce a sua volta un fattore di rischio molto importante per tumori come quelli al colon, alla prostata, alla mammella e all’utero.
Gli italiani che si attengono alla dieta mediterranea quindi mangiano bene?
Oggi il problema serio non è solo quello della materia grassa, di origine animale, su cui si tende giustamente a concentrare molto l’attenzione. Il problema più spiccato in Italia è rappresentato dall’eccessivo consumo di pane, pasta, pizza e carboidrati in genere, perché la farina che si usa è di tipo totalmente raffinato. Mentre nel modello mediterraneo classico si trattava di una farina se non integrale, almeno intermedia, con più fibra come la crusca e i suoi composti che hanno a loro volta un ruolo protettivo. Bisognerebbe limitare consumo di pane e pasta e favorire prodotti di tipo integrale.
Che verdure bisogna mangiare?
E’ il mix che assume un significato importante e l’assunzione di vegetali policromi. Lasciate perdere il bianco e scegliete vegetali giallo-arancio, ricchi di provitamina A, quelli di colore verde scuro (spinaci, bietole, cavoli, broccoli…), pieni di acido folico, importantissimo per la prevenzione dei tumori, come quello del colon. Soprattutto per chi beve alcol in dosi generose è importante assumere questa vitamina, che è una specie di piccolo meccanico genetico che tende a mantenere corretta la componente genomica nella differenziazione cellulare. Nelle verdure di colore verde scuro c’è anche molto ferro (non solo negli spinaci quindi). Importantissime sono anche le sfumature sul blu-viola che contengono antociani, polifenoli antiossidanti che stanno soprattutto nella buccia dell’uva, della melanzana, delle prugne. Utilizzate sempre la buccia, laddove è possibile. Un altro colore importante è quello del pomodoro, legato alla presenza del licopene, interessante perché ha forti effetti nella prevenzione dei tumori alla prostata. I polifenoli si trovano in maniera molto significativa anche nell’olio di oliva, ma che sia extravergine: un prodotto non trattato dal punto di vista industriale che contiene tutta la matrice dell’olio, con tutte le sfumature di tipo aromatico. Lo stesso tipo di aromi e colori e colori che troviamo nel vino.
E’ giusto dire che bisogna farsi guidare da gusto e olfatto?
E anche dalla vista. Scegliere vini colorati, quindi meglio i rossi dei bianchi. E olii con un retrogusto intenso rispetto a quelli dolci, perché assicurano una migliore protezione antiossidante. Di solito dove c’è l’aroma c’è anche il contenuto.
Come vanno preparate le verdure?
Per ottenere un cibo che sia buono per la salute occorre scegliere bene l’alimento di base e trattarlo il meno possibile. Meglio quindi preferire tecniche di cottura che trattino poco e non deteriorino il vegetale. Il crudo va bene, è senz’altro da privilegiare. E vale la pena ricordare che il prodotto surgelato è del tutto sovrapponibile al crudo, anche se poi ovviamente per consumarlo è necessario cucinarlo. Ottime sono la cottura al vapore e al microonde, perché mantengono integro l’aroma. In particolare dovremmo prendere l’abitudine di cuocere di più con il microonde. La verdura va semplicemente lavata e messa cuocere e poi condita con olio extravergine a crudo. Bisogna invece cercare di limitare il più possibile la cottura in acqua, perché la maggior parte dei vantaggi se ne va. Se si cuoce in acqua è bene utilizzarne poca e non spappolare il vegetale ma lasciare che scricchioli sotto i denti. Laddove si usino vegetali che donano molto pigmento all’acqua, una buona idea consiste nell’utilizzare quell’acqua come base per altre preparazioni, per esempio per un risotto.
Biologico: essenziale o facoltativo?
L’importante è utilizzare il più possibile i vegetali in base alla stagionalità e alla regionalità. Lo slogan km zero va benissimo anche per la salute. Oggi abbiamo la fortuna di poter sapere, per legge, da dove viene un prodotto (la provenienza è indicata in etichetta, n.d.r.). Se arriva dal Cile non sarà mai un prodotto giunto a maturazione completa, verrà raccolto in anticipo, trattato e trasportato per lunghe distanze… E’ un prodotto più debole. Quanto al biologico, i vantaggi contenuti in un vegetale sono decisamente superiori alla possibilità di contaminazioni da parte di prodotto chimico. Basta lavare molto bene sotto l’acqua corrente le verdure e consumarle presto, evitando di lasciarle una settimana in frigo. Meglio evitare quelle in busta: il fatto che siano già tagliate fa perdere loro molto del valore nutrizionale.
FONTE: panorama.it
Ha avuto un’eco notevole negli Stati Uniti la pubblicazione sul sito della prestigiosa Lippincott Lippincott Williams & Wilkins Partnership di un’intervista a uno dei maggiori esperti in tema di prevenzione. E’ un italiano, il professor Attilio Giacosa, direttore scientifico del dipartimento di gastroenterologia del Policlinico di Monza, grande studioso della materia e autore di libri che hanno per tema proprio i benefici di una dieta corretta sulla salute. Panorama.it lo ha intervistato per capire quali sono i capisaldi di una dieta anti-cancro.
Professor Giacosa, perché la dieta è così importante?
Si può scegliere se fumare o no, ma non si può scegliere se mangiare o no. Quello della dieta non è il concetto passivo, del privarsi di qualcosa, ma attivo, nella scelta degli alimenti.
Frutta e verdura sono al centro di una dieta preventiva. Noi italiani siamo a posto se è vero, come è hanno scritto i giornali, che da noi ci sono 7 milioni di vegetariani.
La mia idea è che esista in realtà un numero molto limitato di vegetariani in senso stretto, che a loro volta si identificano in categorie molto rigide come vegani e crudisti. Esistono poi gruppi molto numerosi di persone che occasionalmente fanno pasti solo a base di verdure. Comunque l’importante non è l’esclusività. Non è dimostrato che un vegetariano abbia più salute rispetto a chi fa una dieta variata. Il problema non è quello di mangiare solo verdure, ma semmai di non assumerne abbastanza. L’indicazione che noi diamo è di consumare almeno 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura.
In che consiste il fattore preventivo di una dieta ricca di frutta e verdura?
Esistono oggi evidenze scientifiche che identificano in quella quota una condizione che permette l’introito di quantità sufficienti di tutti quei composti bioattivi utilissimi per la prevenzione di tutte le malattie a decorso degenerativo. Non solo tumori, quindi.
Di quali composti stiamo parlando?
Ovviamente ci sono le vitamine: vitamina C, vitamina E, vitamina A e provitamina A. E poi molte famiglie di composti chimici tra i quali i più significativi sono i polifenoli presenti in molti vegetali, nel vino e nell’olio d’oliva. Questi composti assumono un significato strategico non solo in senso antiossidante, ma anche come antinfiammatori, ed è noto il ruolo primario dell’infiammazione nel rischio oncologico.
Quali altri effetti benefici hanno questi composti?
Agiscono sulla coagulazione delle piastrine, con evidenti benefici per il cuore. C’è un parallelismo tra la prevenzione dei tumori e la prevenzione cardiovascolare. Il significato importante della dieta mediterranea negli anni ‘60-’70 era quello della prevenzione cardiologica. Poi negli anni ‘80 e ‘90 siamo riusciti a estenderlo anche alla prevenzione oncologica. Ad agire in questo senso è un insieme di molecole importanti come i lignani, il licopene, il resveratrolo.
Non basterebbe assumere degli integratori alimentari?
No, prima di tutto perché non è ancora stato possibile utilizzare una pillola per sintetizzare tutto questo insieme di fattori. Inoltre l’utilizzo abituale di vegetali è importante anche perché sono molto ricchi in acqua e in fibre e l’insieme di questo mix ha effetti particolari sulla sazietà e sull’indice glicemico degli alimenti, favorendo un minor innalzamento della glicemia. Questo offre una protezione nei confronti del sovrappeso e del valore dell’insulina. Il sovrappeso costituisce a sua volta un fattore di rischio molto importante per tumori come quelli al colon, alla prostata, alla mammella e all’utero.
Gli italiani che si attengono alla dieta mediterranea quindi mangiano bene?
Oggi il problema serio non è solo quello della materia grassa, di origine animale, su cui si tende giustamente a concentrare molto l’attenzione. Il problema più spiccato in Italia è rappresentato dall’eccessivo consumo di pane, pasta, pizza e carboidrati in genere, perché la farina che si usa è di tipo totalmente raffinato. Mentre nel modello mediterraneo classico si trattava di una farina se non integrale, almeno intermedia, con più fibra come la crusca e i suoi composti che hanno a loro volta un ruolo protettivo. Bisognerebbe limitare consumo di pane e pasta e favorire prodotti di tipo integrale.
Che verdure bisogna mangiare?
E’ il mix che assume un significato importante e l’assunzione di vegetali policromi. Lasciate perdere il bianco e scegliete vegetali giallo-arancio, ricchi di provitamina A, quelli di colore verde scuro (spinaci, bietole, cavoli, broccoli…), pieni di acido folico, importantissimo per la prevenzione dei tumori, come quello del colon. Soprattutto per chi beve alcol in dosi generose è importante assumere questa vitamina, che è una specie di piccolo meccanico genetico che tende a mantenere corretta la componente genomica nella differenziazione cellulare. Nelle verdure di colore verde scuro c’è anche molto ferro (non solo negli spinaci quindi). Importantissime sono anche le sfumature sul blu-viola che contengono antociani, polifenoli antiossidanti che stanno soprattutto nella buccia dell’uva, della melanzana, delle prugne. Utilizzate sempre la buccia, laddove è possibile. Un altro colore importante è quello del pomodoro, legato alla presenza del licopene, interessante perché ha forti effetti nella prevenzione dei tumori alla prostata. I polifenoli si trovano in maniera molto significativa anche nell’olio di oliva, ma che sia extravergine: un prodotto non trattato dal punto di vista industriale che contiene tutta la matrice dell’olio, con tutte le sfumature di tipo aromatico. Lo stesso tipo di aromi e colori e colori che troviamo nel vino.
E’ giusto dire che bisogna farsi guidare da gusto e olfatto?
E anche dalla vista. Scegliere vini colorati, quindi meglio i rossi dei bianchi. E olii con un retrogusto intenso rispetto a quelli dolci, perché assicurano una migliore protezione antiossidante. Di solito dove c’è l’aroma c’è anche il contenuto.
Come vanno preparate le verdure?
Per ottenere un cibo che sia buono per la salute occorre scegliere bene l’alimento di base e trattarlo il meno possibile. Meglio quindi preferire tecniche di cottura che trattino poco e non deteriorino il vegetale. Il crudo va bene, è senz’altro da privilegiare. E vale la pena ricordare che il prodotto surgelato è del tutto sovrapponibile al crudo, anche se poi ovviamente per consumarlo è necessario cucinarlo. Ottime sono la cottura al vapore e al microonde, perché mantengono integro l’aroma. In particolare dovremmo prendere l’abitudine di cuocere di più con il microonde. La verdura va semplicemente lavata e messa cuocere e poi condita con olio extravergine a crudo. Bisogna invece cercare di limitare il più possibile la cottura in acqua, perché la maggior parte dei vantaggi se ne va. Se si cuoce in acqua è bene utilizzarne poca e non spappolare il vegetale ma lasciare che scricchioli sotto i denti. Laddove si usino vegetali che donano molto pigmento all’acqua, una buona idea consiste nell’utilizzare quell’acqua come base per altre preparazioni, per esempio per un risotto.
Biologico: essenziale o facoltativo?
L’importante è utilizzare il più possibile i vegetali in base alla stagionalità e alla regionalità. Lo slogan km zero va benissimo anche per la salute. Oggi abbiamo la fortuna di poter sapere, per legge, da dove viene un prodotto (la provenienza è indicata in etichetta, n.d.r.). Se arriva dal Cile non sarà mai un prodotto giunto a maturazione completa, verrà raccolto in anticipo, trattato e trasportato per lunghe distanze… E’ un prodotto più debole. Quanto al biologico, i vantaggi contenuti in un vegetale sono decisamente superiori alla possibilità di contaminazioni da parte di prodotto chimico. Basta lavare molto bene sotto l’acqua corrente le verdure e consumarle presto, evitando di lasciarle una settimana in frigo. Meglio evitare quelle in busta: il fatto che siano già tagliate fa perdere loro molto del valore nutrizionale.
FONTE: panorama.it
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domenica 10 gennaio 2010
polifenoli: SPUMANTE E PROSECCO PROTEGGONO IL CUORE COME IL VINO ROSSO
Non soltanto il vino rosso, ma anche spumante, champagne e prosecco proteggono la salute di cuore e cervello, secondo quanto emerge dallo studio condotto dai ricercatori della Reading University, in Gran Bretagna.
La ricerca ha dimostrato che anche champagne, prosecco e spumanti rose' e cuve'e, prodotti con una miscela di uve fra cui anche alcune qualita' rosse, sono ricchi di polifenoli, sostanze antiossidanti che riducono l'ipertensione e proteggono il sistema cardiovascolare.
''Lo studio - spiega Jeremy Spencer, ricercatore della Reading University - ha dimostrato che, nonostante i vini rossi contengano una quantita' piu' elevata di polifenoli, anche prosecco, champagne e spumante fanno bene a cuore e cervello''.
La ricerca ha dimostrato che anche champagne, prosecco e spumanti rose' e cuve'e, prodotti con una miscela di uve fra cui anche alcune qualita' rosse, sono ricchi di polifenoli, sostanze antiossidanti che riducono l'ipertensione e proteggono il sistema cardiovascolare.
''Lo studio - spiega Jeremy Spencer, ricercatore della Reading University - ha dimostrato che, nonostante i vini rossi contengano una quantita' piu' elevata di polifenoli, anche prosecco, champagne e spumante fanno bene a cuore e cervello''.
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domenica 3 gennaio 2010
denti: PER I DENTI IL VINO ROSSO E' MEGLIO DEL COLLUTORIO
Oltre che al palato e all'umore, il vino rosso giova anche ai denti. A dirlo i ricercatori dell'Universita' di Pavia che hanno scoperto nel calice sostanze in grado di neutralizzare l'assalto dei batteri a incisivi e molari. Chi ha paura che anche un piccolo sorso di ''rosso'' finisca per rovinare il sorriso dovra' ricredersi dopo aver letto lo studio italiano pubblicato su Food Chemistry. L'esperimento condotto con una modica quantita' della bevanda, alla quale era stata sottratta la componente alcolica, ha dimostrato che i denti risultano meno vulnerabili all'azione dello Streptococcus mutans, il ''re delle carie''. Il batterio cattivo, che si nutre degli zuccheri contenuti nei cibi, e' infatti uno dei maggiori responsabili della demineralizzazione dello smalto. Il vino rosso, hanno rivelato gli scienziati di Pavia, riesce a creare una sorta di sottile pellicola intorno sulla superficie dei denti, rendendo impossibile la vita ai batteri che tentano di aggrapparvisi.
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domenica 20 settembre 2009
influenza suina: nuova influenza, IN UVA E VINO ROSSO Il resveratrolo la MOLECOLA ANTI VIRUS
Il resveratrolo e' presente naturalmente nel vino e nell'uva rossa che l'Italia produce in abbondanza proprio in questo periodo e che possono quindi aiutare a mantenere in forma il sistema immunitario per preparare l'organismo a combattere i virus influenzali.
E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare ''l'azione di protezione della molecola contro i virus influenzali, incluso il virus H1N1 dell'influenza A'', evidenziata dagli esperti riuniti a Praga dove e' in corso un incontro sulle misure contro l'influenza stagionale.
Gli effetti positivi per la salute del consumo moderato di vino sono stati confermati da numerosi studi scientifici come negli Stati Uniti dove e' stata addirittura data la possibilita' a un produttore di indicare sulle etichette del proprio vino il contenuto di ''resveratrolo'', un importante antiossidante con effetti benefici sull'apparato cardiovascolare dimostrato dal paradosso francese secondo il quale una alimentazione ricca di grassi di origine animale, prevalentemente costituiti da acidi grassi saturi, non indurrebbe una maggiore incidenza di malattie cardio-circolatorie se accompagnata da un costante, ma moderato, consumo di vino rosso, per merito del suo ricchissimo contenuto di polifenoli (tra cui il resveratrolo).
Le proprieta' antiossidanti, antibatteriche ed antivirali del resveratrolo sono in realta' solo l'ultima delle conferme scientifiche sull'importanza di una corretta alimentazione nel rafforzamento delle difese immunitarie necessarie nella prevenzione per combattere il virus influenzale. In primis la frutta e verdura che e' ricca di antiossidanti ma - riferisce la Coldiretti - anche latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e per alcuni esperti anche l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.
In Italia purtroppo un bambino su quattro - riferisce la Coldiretti - non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno ma con nel nuovo anno scolastico parte il piu' vasto programma comunitario per la distribuzione gratuita di frutta nelle scuole, che in Italia coinvolgera' quasi 800.000 alunni delle primarie in tutte le Regioni e nelle Province Autonome. Il programma frutta nelle scuole, cofinanziato dall'Unione Europea, prevede - conclude la Coldiretti - un investimento complessivo di 26 milioni di euro per l'annualita' 2009/2010 che garantisce una capillare partecipazione in tutta la penisola alla ''merenda antivirus''.
E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare ''l'azione di protezione della molecola contro i virus influenzali, incluso il virus H1N1 dell'influenza A'', evidenziata dagli esperti riuniti a Praga dove e' in corso un incontro sulle misure contro l'influenza stagionale.
Gli effetti positivi per la salute del consumo moderato di vino sono stati confermati da numerosi studi scientifici come negli Stati Uniti dove e' stata addirittura data la possibilita' a un produttore di indicare sulle etichette del proprio vino il contenuto di ''resveratrolo'', un importante antiossidante con effetti benefici sull'apparato cardiovascolare dimostrato dal paradosso francese secondo il quale una alimentazione ricca di grassi di origine animale, prevalentemente costituiti da acidi grassi saturi, non indurrebbe una maggiore incidenza di malattie cardio-circolatorie se accompagnata da un costante, ma moderato, consumo di vino rosso, per merito del suo ricchissimo contenuto di polifenoli (tra cui il resveratrolo).
Le proprieta' antiossidanti, antibatteriche ed antivirali del resveratrolo sono in realta' solo l'ultima delle conferme scientifiche sull'importanza di una corretta alimentazione nel rafforzamento delle difese immunitarie necessarie nella prevenzione per combattere il virus influenzale. In primis la frutta e verdura che e' ricca di antiossidanti ma - riferisce la Coldiretti - anche latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e per alcuni esperti anche l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.
In Italia purtroppo un bambino su quattro - riferisce la Coldiretti - non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno ma con nel nuovo anno scolastico parte il piu' vasto programma comunitario per la distribuzione gratuita di frutta nelle scuole, che in Italia coinvolgera' quasi 800.000 alunni delle primarie in tutte le Regioni e nelle Province Autonome. Il programma frutta nelle scuole, cofinanziato dall'Unione Europea, prevede - conclude la Coldiretti - un investimento complessivo di 26 milioni di euro per l'annualita' 2009/2010 che garantisce una capillare partecipazione in tutta la penisola alla ''merenda antivirus''.
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giovedì 6 agosto 2009
antinfiammatori: il Resveratrolo presente nel vino rosso inibisce 2 proteine che alimentano le infiammazioni

Sarebbe la capacita' di inibire la formazione nell'organismo di due proteine a conferire al vino rosso le note proprieta' antinfiammatorie. La scoperta e' stata fatta da ricercatori scozzesi e di Singapore che hanno pubblicato i risultati sul Faseb journal. Durante test su animali da laboratorio trattati o meno con resveratrolo (il componente attivo del vino rosso) si e' scoperto che esso inibisce la formazione di due molecole che alimentano le infiammazioni: la sfingosina e la fosfolipasi D.
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