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martedì 8 gennaio 2013

Dimagrire: L'esercizio aerobico batte i pesi nella guerra al grasso

Uno studio americano dimostra che un'attività che fa alzare il battito cardiaco al 70-85% della frequenza massima fa perdere peso e restringe il girovita, mentre lavorare con le macchine e i pesi aumenta la massa magra ma non aiuta a dimagrire

Abbiamo appena scritto che, contrariamente a quanto siamo ormai abituati a pensare, qualche chilo in più può avere un effetto protettivo sulla salute. Ciononostante, vi è una quota crescente della popolazione mondiale, e anche italiana, che di chili in più ne ha decisamente troppi e potrebbe trarre enormi benefici dalla loro perdita.

La pigrizia è il nemico numero uno, la mancanza di tempo la scusa in assoluto più utilizzata per evitare di fare sport. Spesso però il tempo è poco davvero, ecco allora che ha senso domandarsi: avendo poco tempo a disposizione qual è l'allenamento migliore da fare per concentrarsi sull'obiettivo di perdere peso? Ha provato a rispondere un gruppo di ricercatori del North Carolina con uno studio pubblicato sul Journal of Applied Physiology.

Gli studiosi hanno assegnato 234 persone sedentarie, in sovrappeso o obese, di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 70 anni a tre protocolli di allenamento controllato per la durata di otto mesi. Il primo gruppo svolgeva per 45 minuti, tre volte a settimana, soltanto attività aerobica, quella che fa salire i battiti al 70-85% della frequenza cardiaca massima (che varia col variare dell'età). Il secondo impiegava lo stesso tempo svolgendo esercizi di resistenza con l'aiuto di macchine da palestra specifiche per i principali gruppi muscolari (esercizio anaerobico). Infine l'ultimo gruppo divideva i propri allenamenti a metà tra questi due tipi di attività, aerobica e anaerobica.

Solo 119 partecipanti hanno completato la prova, continuando ad allenarsi per l'intero periodo dello studio, ed è sui loro risultati che si basano le conclusioni degli autori. Cosa è cambiato in termini di peso, girovita, composizione corporea, fitness cardiopolmonare in queste persone, precedentemente del tutto sedentarie, dopo otto mesi di duro allenamento nei diversi protocolli cui erano stati assegnati? Nel gruppo che ha svolto esclusivamente esercizi di resistenza con macchinari e pesi è aumentata la massa magra ed è quindi cambiata la composizione corporea, cioè la proporzione tra massa magra e massa grassa. Questo cambiamento, tipico dal lavoro di potenziamento muscolare, è positivo. Peccato però che l'effetto di questo tipo di allenamento sul peso delle persone che lo hanno praticato sia stato nullo, se non addirittura negativo: i muscoli pesano più del grasso, quindi alcuni dei partecipanti si sono trovati alla fine degli otto mesi a pesare più di quando avevano cominciato.

L'allenamento aerobico, da solo o abbinato a quello anaerobico, ha invece mostrato di dare i migliori risultati in termini di perdita di peso e di riduzione della circonferenza al livello della vita. Meno grasso e meno pancia, dunque, per coloro che hanno sudato su cyclette e tapis roulant, anche se nel caso dell'allenamento esclusivamente aerobico non hanno ottenuto un aumento consistente della massa magra: non hanno sviluppato più muscoli.

In palestra ci hanno sempre detto che aumentare la massa magra, grazie a esercizi di potenziamento muscolare, aiuta anche a bruciare grasso, e quindi in definitiva a dimagrire. Questo esperimento dimostra però che il solo esercizio anaerobico non è in grado di dare benefici concreti in termini di perdita di peso a chi è in sovrappeso o addirittura obeso. Gli autori dello studio concludono perciò che se l'obiettivo è quello di veder scendere l'ago della bilancia e il tempo a disposizione per allenarsi è poco, meglio dedicarlo all'attività aerobica. "Quando si perde grasso", riassume Leslie Willis, tra gli autori dell'articolo, "è probabile che si perda grasso viscerale, il che è notoriamente associato a benefici cardiovascolari e comporta altri vantaggi per la salute".


fonte: http://scienza.panorama.it/salute/in-forma/L-esercizio-aerobico-batte-i-pesi-nella-guerra-al-grasso

martedì 29 novembre 2011

GERMI : Germi in palestra? Ecco come difendersi

Un anno fa l'NBA, la National Basketball Association americana, ha dovuto affrontare un'emergenza insolita. Nell'arco di un paio di mesi, con un picco nelle prime due settimane di dicembre, 27 giocatori e 3 membri dello staff di tredici squadre sono finiti ko per colpa di un virus gastrointestinale, un norovirus particolarmente “cattivo” perché resiste anche ai più comuni disinfettanti. Uno studio sull'episodio, pubblicato di recente su Clinical Infectious Diseases, punta il dito sullo stile di vita degli atleti, che condividono gran parte del loro tempo negli spazi ristretti di spogliatoi e palestre, ma anche sull'effettiva pulizia degli ambienti dove si pratica sport, che non di rado lascia un po' a desiderare.

GERMI E VIRUS - Palestre e piscine pullulano infatti di germi di ogni tipo, come conferma Evangelista Sagnelli presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali: «Il problema di questi luoghi è la presenza costante di acqua, l'ambiente privilegiato per la crescita e la propagazione dei microrganismi: in piscina ad esempio si può trovare il Cryptosporidium, un protozoo che provoca diarrea ed è resistente al cloro, mentre le vasche di acqua riscaldata che molti utilizzano per gli idromassaggi o per rilassare la muscolatura dopo l'allenamento possono ospitare Pseudomonas aeruginosa, un batterio responsabile di follicoliti anche serie. Funghi, virus, batteri fecali e stafilococchi si possono poi trovare nelle micro-raccolte di acqua presenti negli spogliatoi o nelle docce: se si cammina a piedi nudi o ci si portano le mani alla bocca dopo aver toccato aree umide, il rischio di infezioni cutanee o gastrointestinali è concreto».

LE REGOLE - Per ridurre il pericolo di verruche, piede d'atleta e altre malattie “da sport” occorre seguire scrupolosamente alcune regole di buon senso quando si va in palestra: oltre a non camminare mai a piedi scalzi, è importante ad esempio coprire piccole ferite, graffi o screpolature che potrebbero infettarsi venendo a contatto con i germi che si trovano su attrezzi, tappetini o nell'acqua della piscina. «In palestra il contatto diretto con oggetti che vengono utilizzati da tutti e che per questo sono “coperti” di germi dovrebbe essere limitato: sarebbe meglio avere ciascuno un proprio tappetino per gli esercizi, altrimenti è opportuno stendervi sopra un asciugamano personale. È consigliabile usare un asciugamano anche sugli attrezzi e pulirne le impugnature prima di usarli – raccomanda Sagnelli –. Dopo la doccia è indispensabile asciugarsi con cura: restare umidi facilita infatti la persistenza di eventuali germi sulla pelle. È altrettanto necessario non andare in palestra quando non ci si sente in forma, per evitare di contagiare gli altri coi nostri germi, e non trascurare eventuali alterazioni cutanee: capire di che si tratta e coprirle quando siamo in ambienti pubblici è essenziale per guarire e non diffondere l'infezione. Infine, un suggerimento: chi frequenta abitualmente la palestra dovrebbe vaccinarsi per l'influenza, perché il virus si propaga con estrema velocità in luoghi chiusi come questi».

EVITARE PALESTRE SOVRAFFOLLATE - Pare perciò un dato di fatto che i germi “sguazzino” felici in palestre e piscine perché vi trovano ambienti umidi e caldi come piace a loro, ma viene da chiedersi se e come sia possibile scegliere un centro sportivo che offra qualche garanzia di igiene in più. «Il primo elemento da considerare è l'affollamento: se palestra e piscina sono sovraffollate, inevitabilmente cresce il rischio di contagi fra gli sportivi – osserva Sagnelli –. Quindi, bisogna accertarsi che ci sia un buon ricambio d'aria attraverso l'apertura di finestre che non siano minuscole; più difficile da verificare per i clienti ma altrettanto fondamentale una corretta manutenzione dei filtri negli impianti di riscaldamento e dell'aria condizionata. I pavimenti poi dovrebbero essere in materiali facilmente lavabili, privi di intercapedini dove si possa raccogliere sporcizia. L'ideale sarebbe una palestra “senza spigoli” come gli ospedali, in cui il punto di contatto fra pareti e pavimenti è smussato: perfetto per essere pulito al meglio. Infine, bisognerebbe accertarsi che gli spogliatoi siano lavati e disinfettati più volte al giorno e gli attrezzi e i tappetini almeno una volta, al termine della giornata», conclude l'esperto.

Fonte:http://www.corriere.it/salute/11_novembre_29/igiene-sport-meli_d44080ac-1912-11e1-be06-06f00295b4d4.shtml

martedì 5 luglio 2011

COL SUCCO DI BARBABIETOLA PIU' VELOCI CON MENO SFORZO

Vincere il Tour de France (ma non solo) grazie al succo di barbabietola: la bevanda, grazie ai nitrati che la costituiscono, sarebbe infatti in grado di migliorare le performance atletiche. E' quanto sostiene uno studio pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise dai ricercatori dell'Universita' di Exeter (Regno Unito). La ricerca e' stata condotta su un gruppo di nove ciclisti professionisti cronometrati mentre percorrevano 4 e 16 km in bicicletta. Dallo studio e' emerso che, quando gli atleti avevano consumato il succo di barbabietola normale, esprimevano una maggiore potenza a parita' di sforzo - suggerendo un piu' efficiente funzionamento dei muscoli e del sistema cardio-vascolare - e che, in media, guadagnavano 11 secondi in velocita' (pari al 2,8% del totale) sul percorso da 4 km e 45 secondi (2,7%) sui 16 km

giovedì 9 dicembre 2010

Salute: L’invecchiamento? E’ un processo reversibile

Come in un film che scorre all’incontrario, sarebbe bello vedere le rughe sul viso assottigliarsi e poi pian piano sparire, i capelli da bianchi farsi grigi e poi nuovamente neri, e la memoria e la prontezza di riflessi tornare quelle di un tempo. Insomma sarebbe bello che il processo ineluttabile al quale siamo sottoposti dalla nascita, invecchiare, potesse non solo arrestarsti ma anche tornare indietro, riconducendoci alla giovinezza. Una ricerca svolta al Dana-Farber Cancer Institute della scuola di Medicina di Harvard, e appena pubblicata sulla rivista Nature, sostiene che, nei topi, questo è possibile.

Esiste un “punto di ritorno se si rimuovono le cause dell’invecchiamento”, sostiene Ronald De Pinho, biologo molecolare e principale autore dello studio. Per dimostrarlo lui e il suo team hanno lavorato sul Dna di alcuni topi facendoli invecchiare artificialmente per poi provare se era possibile invertire la rotta e farli ringiovanire nuovamente.

I ricercatori sono intervenuti sui telomeri, pezzi di Dna ripetuti che fungono da protezione per i cromosomi, impedendo la perdita di informazioni durante la loro duplicazione. Man mano che le cellule si dividono e si replicano i telomeri si usurano e si sfilacciano e con l’età si accorciano dando luogo alla comparsa dei segni dell’invecchiamento.

Gli scienziati hanno applicato delle modificazioni genetiche a un gruppo di topi, sopprimendo il gene responsabile della telomerasi, un enzima che contribuisce alla ricostruzione dei telomeri per la protezione dei cromosomi. I topi così modificati non hanno tardato a mostrare prematuri segni di invecchiamento: pelo grigio, testicoli più piccoli, milza atrofizzata, dermatiti sulla pelle e senso dell’olfatto offuscato. I topi dell’età di circa 6 mesi dimostravano intorno ai due anni, l’equivalente dei nostri 80.

Poi gli scienziati gli hanno somministrato un farmaco che ha rimesso in funzione il gene della telomerasi e hanno osservato il processo di invecchiamento regredire: il pelo rifarsi lucido, l’olfatto tornare normale, i testicoli riacquistare la loro funzionalità. Molto lavoro c’è ancora da fare per “imparare a controllare l’espressione di questo gene e risvegliarlo in modo transitorio così che i telomeri possano essere riparati”, dichiara De Pihno, e l’invecchiamento arrestato o addirittura fatto regredire. Resta poi tutto da dimostrare che quanto si è dimostrato valido sui topi funzioni anche sull’uomo.

Se vi accontentare di tenere giovani almeno i muscoli, datevi alla corsa. Un’altra ricerca, questa volta dell’Università di Tel Aviv, pubblicata su PLoS ONE, sostiene infatti che un’intensa attività fisica è quello che ci vuole per favorire la proliferazione delle cellule staminali nei muscoli, contribuendo in questo modo a mantenerli più giovani.

I ricercatori israeliani hanno fatto correre i topi su di una ruota per 20 minuti al giorno per un totale di 13 settimane e hanno verificato che il numero delle loro cellule staminali muscolari era aumentato anche fino al 50 per cento, dimostrando che l’esercizio fisico di resistenza può preservare la giovinezza dei muscoli. E la buona notizia è che non è mai troppo tardi, anzi è semmai vero il contrario. Nei topi più anziani l’incremento di staminali muscolari dovuto all’attività fisica era compreso tra il 33 e il 47 per cento, quindi molto superiore a quello sperimentato dagli animali giovani pari al 20-35 per cento.
fonte: http://blog.panorama.it/hitechescienza/2010/12/06/linvecchiamento-e-un-processo-reversibile/

giovedì 25 novembre 2010

Salute: Una passeggiata al giorno toglie 24 malattie di torno


La camminata sarebbe il modo migliore per scongiurare alcune patologie comuni e recuperare in salute dopo un cancro. Utile contro diabete, ipertensione, osteoporosi


Ci sono almeno 24 patologie diverse che si possono combattere a suon di passi. Non conta che siano lunghi, di corsa, più o meno faticosi, ma il segreto sta nella quotidianità di questa buona e sana abitudine. Tanto sana che per chi persevera e dedica ogni giorno un po' di tempo al movimento all’aria aperta - magari con un’alimentazione corretta e dimenticando le sigarette - c’è un bel premio: scongiurare malattie come il diabete, l’obesità, l’ipertensione, la depressione, l’osteoporosi.

I PRO - A ognuno il suo ritmo e il suo passo. Camminare non ha controindicazioni ed è il modo più semplice ed efficace per dare esercizio fisico a ogni età. Rigenera il corpo e lo spirito e, secondo i ricercatori inglesi dell’università di East Anglia (a Norwich, in Gran Bretagna) che hanno messo insieme i risultati di 40 studi diversi compiuti tra il 2006 e il 2010 da vari atenei, contribuisce in modo schiacciante a migliorare e mantenere un buono stato di salute delle persone. Le loro conclusioni, pubblicate sull’International Journal of Clinical Practice, sono racchiuse in un lungo elenco di patologie che si possono evitare con l’esercizio. Ecco i gruppi maggiori cui appartengono: problemi cardiovascolari, infarti, ischemie vengono ridotti; diminuisce il rischio di diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione, obesità, ipertensione; si possono prevenire diverse tipologie di cancro, e soprattutto l’esercizio aiuta a guarirne prima; camminare aiuta in vecchiaia a rallentare l’arrivo di tutte le malattie degenerative legate alla memoria e al cervello; per gli uomini spesso è un toccasana nel combattere i problemi di erezione.

SALUTE GENERALE - «Gli studi analizzati mostrano che la durata e qualità della vita dipendono da un mix complesso di fattori, tra cui lo stile di vita, la provenienza geografica e pure la fortuna. Gli individui hanno comunque almeno un elemento di controllo su alcuni di questi fattori, si pensi al peso, alla dieta, al fumo e all’attività fisica», commenta il ricercatore inglese Leslie Alford, che consiglia anche in che modo sfruttare l’attività fisica per ridurre i rischi di malattie. Per gli adulti fino ai 65 anni sono consigliabili 150 minuti a settimana di passeggiate, ovvero circa mezzora per 5 giorni su 7. Per chi già è allenato a fare di più, bastano anche 20 minuti di jogging per 3 volte a settimana. A ciò andrebbero aggiunte almeno due sedute (in palestra, a casa, al parco, in piscina) di lavoro muscolare che coinvolga di volta in volta le varie fasce del corpo. E in generale, mai smettere del tutto di muoversi, a meno che non ci siano controindicazioni gravi, soprattutto dalla mezza età in avanti, e ancor più se da giovani si è sempre avuto uno stile di vita "in movimento".

sabato 30 ottobre 2010

sport : Allenarsi a 40 gradi aumenta performance

Il segreto per migliorare le performance sportive, anche quelle da fare al freddo, e' allenarsi ad alte temperature. Lo ha scoperto uno studio Usa, secondo cui si possono aumentare le prestazioni anche dell'8%. I ricercatori, che hanno sottoposto 2 gruppi di ciclisti professionisti a un ciclo di allenamenti in climi differenziati, spiegano che 'il corpo sotto sforzo emana grande quantita' di calore e l'allenamento al caldo 'insegna' a gestire meglio sudorazione ed espansione dei vasi sanguigni'.
FONTE: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/10/29/visualizza_new.html_1726310280.html

mercoledì 13 ottobre 2010

muscoli : PER MUSCOLI POSSENTI NON SERVE SOLLEVARE PESI, MA 'AFFATICARSI'

Se si vogliono costruire muscoli grandi e resistenti non si devono sollevare grandi pesi per poco tempo, ma pesi leggeri per sessioni molto lunghe di training: a sostenere che la costruzione del muscolo non richiede il sollevamento di pesi molto pesanti e' un nuovo studio condotto dalla McMaster University (Canada), da cui emerge che un buon livello di sviluppo di massa muscolare si ottiene utilizzando pesi leggeri.

Dallo studio, pubblicato su PlosOne, emerge che a fare la differenza nella crescita muscolare e' l'affaticamento muscolare: per avere una massa muscolare invidiabile e resistente ''invece di grugnire e sforzarsi per sollevare grandi pesi, si puo' afferrare qualcosa di molto piu' leggero ma lo si deve sollevare fino a quando non lo si riesce piu' ad alzare'', spiega Stuart Phillips, kinesiologo della McMaster University.

giovedì 16 settembre 2010

Energy drink, vantaggi e rischi per gli sportivi (e non solo)


Minimo il miglioramento delle prestazioni atletiche, scarso o nullo l'aiuto nel perdere peso

Vanno di moda, anche perché il marketing gli ha cucito addosso l'immagine di prodotti buoni per perdere peso, essere sempre al massimo, migliorare le performance sportive. Invece non è tutto oro quel che luccica e dietro gli energy drink ci sono parecchie ombre, almeno stando a uno studio americano pubblicato su The Physician and Sportsmedicine.

INGREDIENTI - Gli autori hanno passato in rassegna tutti i dati raccolti finora sugli effetti di queste bevande stimolanti, che hanno come ingrediente principale la caffeina ma contengono anche altre sostanze, dalla taurina al guaranà, dal ginseng alla niacina. Mix variabili, ma gli effetti degli energy drink sono tutti merito (o colpa) soprattutto della caffeina, stando ai dati raccolti dalla farmacologa Stephanie Ballard della Nova Southeastern University della Florida. «La caffeina può realmente migliorare un po' le performance aerobiche, stando ai dati sperimentali raccolti fino a oggi; gli effetti su attività sportive anaerobiche invece sono più variabili. La World Anti-Doping Agency l'ha tolta dall'elenco delle sostanze dopanti nel 2004, ma tuttora esistono programmi di monitoraggio per identificare un uso scorretto di caffeina negli atleti - spiega la Ballard -. La National Collegiate Athletic Association statunitense, ad esempio, ha stabilito che il limite oltre cui si parla di doping è una quantità di caffeina nelle urine pari a 15 microgrammi per millilitro». La si ottiene con 8 caffè americani, che contengono ciascuno circa 100 milligrammi di caffeina; un espresso, invece, ne contiene circa 80 milligrammi.

CAFFEINA - Ebbene, una sola lattina di alcuni degli energy drink analizzati dalla Ballard conteneva oltre 500 milligrammi di caffeina. Basta poco per esagerare, quindi, e rischiare gli effetti collaterali, dai più noti (insonnia, nervosismo, aritmie) a quelli meno conosciuti (malattie cardiovascolari, osteoporosi, problemi gastrointestinali). «In quantità limitata la caffeina non dà grossi effetti indesiderati: un uomo sano di 70 chili, ad esempio, non ha problemi bevendo il corrispettivo di 4 caffè al giorno - dice Ballard -. Il problema è che con gli energy drink è assai probabile sforare le dosi "consentite", anche perché è facile berne due o tre lattine senza farci troppo caso. Gli energy drink contengono sostanze attive, che possono dare effetti indesiderati; però si trovano in un'area regolatoria "grigia" rispetto ad altri prodotti come i soft drink, per i quali esistono precisi limiti per la quantità di caffeina consentita».

PESO - Performance atletica a parte, molti andando in palestra li bevono convinti che aiutino a perdere più peso, a parità di esercizio. Un altro errore, a detta della Ballard: «Le evidenze sperimentali sono abbastanza contrastanti su questo tema, esistono dati che sembrano suggerire una maggior riduzione delle riserve di grasso se si bevono energy drink in concomitanza dell'attività fisica. Ma l'effetto, anche se presente, sparisce dopo poco, non appena l'organismo si abitua alla caffeina». C'è di peggio: come i soft drink, anche gli energy drink sono ricchi di zuccheri aggiunti. «Perciò, a dispetto del loro impiego per perdere peso, è assai più probabile che questi drink, proprio come le bevande zuccherate, stiano contribuendo all'epidemia di obesità dei giorni nostri. Chi davvero è attento alla salute non dovrebbe berne in grosse quantità, sia per i contenuti in zucchero che per gli effetti potenzialmente dannosi dell'eccesso di caffeina», conclude Ballard.
fonte: www.corriere.it

lunedì 16 agosto 2010

SALUTE: CON 2 ORE E MEZZO DI SPORT A SETTIMANA SI VIVE PIU' A LUNGO

L'attivita' fisica moderata riduce fino al 24% il rischio di morte prematura: a sostenerlo uno studio condotto dai ricercatori della London School of igiene e medicina tropicale (LSHTM) in collaborazione con l'Universita' di Cambridge e con il Karolinska Institute (Svezia) da cui emerge che camminare o andare in bicicletta, senza sforzi eccessivi, puo' notevolmente ridurre il rischio di morte precoce.

Lo studio, pubblicato su International Journal of Epidemiology, ha incrociato i dati raccolti da diverse ricerche sulle conseguenze per la salute dalla pratica di attivita' fisica, mettendo in evidenza che i benefici maggiori provengono da un movimento leggero o moderato, come camminare o andare in bicicletta: con 30 minuti quotidiani di attivita' moderata per 5 volte alla settimana il rischio di morte risulta ridotto del 19%, mentre con 7 ore a settimana si arriva al 24%. ''Questa ricerca conferma che anche l'attivita' fisica moderata, come camminare e andare in bicicletta, puo' avere dei benefici - spiega James Woodcock, principale autore dello studio -. Per vivere piu' a lungo basta camminare per i negozi o accompagnare i bambini a scuola a piedi''.

lunedì 9 agosto 2010

CERVELLO : Sonno, cibo e corsa aiutano cervello

Dormire un paio d'ore in piu' nel week end, ma anche fare una corsetta o mangiare cibi ricchi di magnesio mettono il turbo al cervello. La lista dei metodi per tenere in forma la mente e' sempre piu' lunga e il Daily Telegraph ne ha raccolti ben 10: secondo l'universita' della Pennsylvania, con 2 ore di sonno in piu' il cervello si ricarica, producendo migliori performance. 'Riabilitato' anche il sonnellino pomeridiano. Fa bene poi prendere il sole e giocare a Tetris.

sabato 7 agosto 2010

artrite reumatoide: POSSIBILI BENEFICI DA ESERCIZI DI RESISTENZA

Svolgere regolari esercizi di resistenza potrebbe aiutare le persone che soffrono di artrite reumatoide a tenere sotto controllo i sintomi della malattia. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Care and Research da un gruppo di studiosi della Bangor University guidati da Andrew Lemmey.

L'artrite reumatoide e' una malattia che colpisce principalmente le articolazioni, ma puo' provocare anche la riduzione della massa muscolare e della forza. Lo studio, condotto su 28 pazienti, ha messo in evidenza che i soggetti affetti da artrite reumatoide che avevano eseguito per 24 settimane un allenamento di resistenza progressiva avevano riscontrato miglioramenti nelle funzioni fisiche di base, come camminare.

I ricercatori avvertono, pero', che gli esercizi di resistenza possono non essere appropriati per tutte le tipologie di pazienti, e che il loro eventuale utilizzo in combinazione con le usuali terapie deve essere quindi giudicato caso per caso.

lunedì 5 luglio 2010

LATTE AL CIOCCOLATO : PER RECUPERO MUSCOLARE VERO SPORT-DRINK E' LATTE AL CIOCCOLATO

Il latte al cioccolato aiuta gli sportivi a reintegrare i liquidi persi durante gli sforzi fisici e a potenziare la massa muscolare, facilitando il recupero fisico: a sostenerlo e' uno studio presentato dalla James Madison University (Virginia, Usa) in occasione del congresso dell'American College of Sports Medicine in corso a Seattle.

Gli studiosi sostengono, inoltre, che bere latte al cioccolato dopo un allenamento faticoso potrebbe anche aiutare i muscoli a funzionare meglio durante gli allenamenti successivi. Il segreto sarebbe nei carboidrati e nelle proteine del cioccolato, capaci di rifornire i muscoli di energia, e nelle proteine del latte, che invece aiuterebbero la massa muscolare a ricostituirsi. Il latte fornisce anche i liquidi ed elettroliti per la reidratazione, tra cui potassio, calcio e magnesio, che vengono persi con il sudore.

giovedì 13 maggio 2010

RESTARE SNELLE? A DONNE OVER 50 SERVE 1 ORA GINNASTICA AL GIORNO

Un'ora di ginnastica al giorno di intesita' media per mantenere la linea. E' quanto occorre alle donne di mezza eta' che vogliono, non dimagrire, ma semplicemente restare in forma. La notizia arriva da uno studio pubblicato sul ''Journal of the American Medical Association'' da ricercatori del Brigham and Women's Hospital, dall'Harvard School of Public Health e del Massachussets Veterans Epidemiology and Research Information Center.

In particolare, sul sito dello Jama, si legge che lo studio ha riguardato un campione di 34.079 americane con un regime alimentare normale e un'eta' media di 54 anni ed e' stata condotta dal 1992 al 2007.

Le donne hanno riportato la loro attivita' fisica e il loro peso all'inizio della ricerca e poi al terzo anno dello studio, al sesto, all'ottavo, al decimo, al dodicesimo e al tredicesimo. I ricercatori hanno analizzato l'attivita' fisica e il cambiamento di peso delle partecipanti in media ogni tre anni.

Le donne hanno acquisito in media 2,6 chili durante gli anni della ricerca. Dallo studio e' emersa un'importante interazione tra l'indice di massa corporea (Bmi), che si calcola dividendo il peso in chili per il quadrato dell'altezza in metri, e il grado di attivita' fisica nelle donne con Bmi inferiore a 25 e, al contrario, la relazione e' risultata inesistente nelle donne con Bmi superiore a 25.

Dunque, 4.540 donne (13,3% del campione) con Bmi inferiore a 25 all'inizio della ricerca sono riuscite a contenere il loro aumento di peso a meno di 2,3 chili.

La durata dell'attivita' fisica con un livello di moderata intensita' durante il periodo dello studio e' stata di 21,5 ore alla settimana, ovvero circa 60 minuti al giorno.

giovedì 29 aprile 2010

Bastano 10 minuti di sport, ma fatti al massimo.Pochi minuti di attivita' intensa meglio di ore in palestra


Non c'è tempo per fare sport? Scuse, solo scuse, perché per restare in forma bastano 10 minuti al giorno di un'intensa attività: ad esempio 10 minuti 'a tutta birra' sulla cyclette fanno più effetto rispetto al tempo che si perde di solito a fare sport ad intensità più moderata. E' quanto dimostra una ricerca pubblicata sul The Journal of Physiology da esperti della McMaster University in Canada.

Un 'colpo' di sport, quindi, o HIT, high-intensity interval training, è quello che serve per stare in forma con poco tempo. La mancanza di tempo per lo sport è una tra le scuse più utilizzate dai pelandroni, ma ormai non 'regge' più. Infatti i ricercatori hanno messo a confronto gli effetti sul fisico e sul metabolismo di una convenzionale attività a intensità moderata, ripetuta più volte a settimana per circa un'ora, con un esercizio rapidissimo, 10 minuti di cyclete a velocità elevata, con un'interruzione breve ad ogni minuto di pedalata.

Il cuore deve arrivare a battere, ha spiegato Martin Gibala che ha condotto il lavoro, a una velocità pari al 95% del battito cardiaco più accelerato che quell'individuo può avere. Insomma il cuore deve arrivare in gola, ma ne vale la pena perché in poco tempo, pochissimo, si raggiungono gli stessi risultati di ore e ore di palestra. E poi, ha concluso Martin Gibala, lo possono fare tutti, perché non è un'attività così mozzafiato da essere preclusa ad anziani e persone con patologie.

mercoledì 7 aprile 2010

obesità: SCOPERTO GENE DELL'OBESITA', UN'ORA DI SPORT LO METTE KO


Bastano 60 minuti di ginnastica al giorno per contrastare la predisposizione ad ingrassare dovuta al ''gene dell'obesita''', secondo quanto emerge da uno studio pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine dai ricercatori del Karolinska Institute di Huddinge, in Svezia, guidati da Jonatan R. Ruiz.

La ricerca, condotta sul genoma di 752 adolescenti, ha dimostrato che alla mutazione del gene chiamato FTO risulta associato un indice di massa corporea piu' elevato di 0,65 punti rispetto alla norma. Tuttavia e' anche emerso che praticare un'ora di attivita' fisica al giorno disattiva l'azione del ''gene dell'obesita''': i ragazzi geneticamente predisposti ad ingrassare che si allenavano ogni giorno mostravano un indice di massa corporea superiore di soli 0,17 punti.

''Lo studio dimostra che l'esercizio fisico puo' compensare, negli adolescenti, la predisposizione genetica all'obesita' legata alla variazione del gene FTO'', afferma Ruiz.

mercoledì 25 novembre 2009

STRESS: LA BICI CURA LO STRESS E AIUTA LA COPPIA


Lo stress che uccide? Il pensiero del mutuo o del lavoro che opprime? Niente paura, un giro in bici e' quello che ci vuole per guarire. Per 4 psicologi su 10, infatti, e' proprio la bicicletta il miglior antidoto contro lo stress. Ma non solo: sempre secondo gli intervistati, la bici avrebbe anche la capacita' di migliorare sensibilmente la qualita' della vita di coppia.


Pedala che ti fa bene. Un giro in bicicletta come antidoto contro lo stress e per migliorare la qualità della vita di coppia. A sostenerlo sono quattro psicologi su dieci. È il dato emerso da uno studio dell’associazione "Donne e Qualità della Vita" su un campione di 200 psicologi.
La ricerca è stata presentata all’apertura di Eicma 2009, il Salone internazionale delle due ruote a pedale, al via domani a Milano. Secondo lo studio, il 43% degli psicologi considera la bici come un efficace antidoto contro lo stress. Pedalare, infatti, è un’attività che mette in movimento tutto il corpo e obbliga all’impegno fisico e alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati al lavoro e in famiglia. Inoltre, la bici avrebbe un influsso positivo nei rapporti col partner.

Pedalare fa bene alla coppia Le due ruote, per il 29% del campione, facilitano i rapporti e l’armonia nella coppia. Traffico, parcheggi, semafori e clacson, invece, alimentano lo stress quotidiano e sono uno dei motivi di incremento della litigiosità della coppia. La classica passeggiata in bici con i figli, secondo il 47% degli psicologi, avrebbe anche la capacità di agevolare il dialogo. E proprio secondo lo studio sarebbe in famiglia (23%) e col partner che si vedrebbero i primi benefici offerti dalla bici. A seguire (22%) ci sarebbero la qualità del lavoro e il rapporto con i colleghi (17%). La bici favorirebbe anche i rapporti sociali (per il 12% degli psicologi) tra generazioni.

E la macchina fa male Secondo lo studio, l’opposto della bici sarebbe l’auto. Per il 55% degli psicologi lo stress maggiore si accumula al volante. Lunghe ore in auto favoriscono l’aggressività; il 40% del campione sostiene che le liti peggiori tra coniugi si fanno in macchina e il 37% è convinto che trascorrere troppe ore al volante non aiuta a mantenere la forma fisica. L’auto, infine, impigrisce favorendo l’obesità e la voglia di fumare (15%).

mercoledì 18 novembre 2009

Alzheimer: FRUTTA, DIETA MEDITERRANEA E SPORT RIDUCONO IL RISCHIO DI AMMALARSI DEL 60 %


Sport e dieta mediterranea riducono il rischio di Alzheimer:lo conferma uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association.Secondo gli esperti, che per 5 anni hanno seguito 1.880 anziani sani, un'alimentazione ricca di frutta e povera di carni rosse ABBINATA ALLA ginnastica diminuisce il rischio Alzheimer .
E' il risultato di uno studio guidato da Nikos Sarmeas della Columbia University e pubblicato su Journal of the American Medical Association (JAMA). Lo studio, condotto su 1880 anziani, con un'eta' media di 77 anni, di una comunita' multi-etnica newyorkese, ha analizzato il livello di attivita' di fisica e le abitudini alimentari. Dallo studio e' emerso che soggetti fisicamente attivi avevano un 33% di riduzione del rischio del morbo di Alzheimer, mentre coloro che avevano aderito ad un tipo di dieta mediterranea avevano ridotto il rischio del 40%. La progressiva associazione di una buona attivita' fisica e di una dieta mediterranea aveva ridotto del 60% il rischio di Alzheimer. ''Questo studio - afferma Nikos Scarmeas - e' importante perche' dimostra che le persone possono essere in grado di alterare il loro rischio di sviluppare il mordo di Alzheimer, modificando il loro stile di vita attraverso la dieta e l'esercizio fisico''.

sabato 10 ottobre 2009

Formula zero: A cento all'ora seduti sulle fuell cell


Da sempre i motori a fuel cell sono garanzia di silenzio: auto e scooter a idrogeno si muovono senza il minimo rumore, scontando la loro anima ecologica sul fronte della velocità. Ecco perché Formula zero, il campionato mondiale di go kart alimentati a idrogeno, nel suo piccolo costituisce una rivoluzione, facendo sfrecciare le sue piccole monoposto a più di 100 kilometri all'ora.
Per la prima volta sabato 10 e domenica 11 ottobre il campionato fa tappa in Italia, a Torino, nell'ambito di Uniamo le energie, kermesse dedicata alle fonti rinnovabili organizzata dalla Regione Piemonte. Nel Parco del Valentino, a due passi da uno dei circuiti storici di Formula Uno, ieri pomeriggio e questa mattina si sono svolte le sessioni di prove, oggi visita ai paddock come in un vero gran premio e domani alle 15 la partenza della gara. A sfidarsi, quattro go kart del campionato di Formula zero, riservato a team collegati a università o a centri di ricerca: Unizartech2 (Unizar University di Saragozza), Greenchoice Force (University of technology di Delft, Olanda), Imperial racing green (Imperial college di Londra), Zero emission racing team (Engineering school, Belgio).
Con un peso medio di 285 kilogrammi per mezzo (pilota escluso), i go kart di Formula zero esprimono una potenza elettrica di 46kW e raggiungono una velocità massima di 110 kilometri all'ora. "Mostrare una tecnologia sostenibile attraverso una gara che vede protagonisti giovani entusiasti è la miglior dimostrazione di quanto sia realistico immaginare un futuro pieno di veicoli a idrogeno", dice il direttore del campionato, l'olandese Eelco Rietveld. "L'appuntamento italiano di Formula zero assume un valore aggiunto a Torino, dove il futuro incontra il passato proprio nel segno dell'auto", fa notare Alessandro Battaglino, amministratore delegato dell'Environment park, organizzatore dell'evento. A compensare la mancanza di go kart italiani, l'esibizione – nei giorni di gara – di Idra2009, monoposto a idrogeno realizzata dal Politecnico di Torino.

lunedì 28 settembre 2009

sport dipendenza: l'esercizio fisico può diventare anche una droga.


Si chiama ''sport-dipendenza'' ma non interessa quelli che guardano partite di calcio e gare di atletica dal divano di casa. Scienziati americani della Tufts University (Massachusetts, Usa) hanno infatti scoperto che l'esercizio fisico puo' diventare anche una droga.

L'altra faccia dello sport, che fa bene quando e' moderato ma non quando diventa una mania, e' stata scoperta in laboratorio e lo studio pubblicato sulla rivista Behavioral Neuroscience. L'iperattivita' motoria ha avuto sui topi gli stessi effetti dei farmaci che curano la tossicodipendenza.
Un tipo di relazione giu' osservata in una nuova malattia, la cosiddetta anoressia atletica, che associa il disturbo alimentare di chi vuole dimagrire a tutti i costi a un bisogno continuo di allenarsi per perdere ancora piu' peso.

''L'attivita' fisica, come l'abuso di droghe, porta all'attivazione di neurotrasmettitori come le endorfine e la dopamina, che sono coinvolti nel senso di ricompensa'', spiega uno degli autori dello studio, Robin Kanarek. Per i pigri, invece, nessuna giustificazione alibi. ''Lo sport, come qualsiasi altra attivita', va fatta con moderazione'', avvertono gli scienziati. In quel caso non c'e' pericolo di diventarne drogati.

venerdì 11 settembre 2009

propoli: protegge dall'ipertermia


Un nuovo rimedio contro l'ipertermia negli atleti arriva dalla farmacia delle api. Secondo uno studio, pubblicato dall'Institute of Food Technologists e condotto da Yu-Jen Chen della Chinese Culture University in Taiwan, il propoli, da sempre utilizzato dalle api nei propri alveari, puo' proteggere gli sportivi dallo stress termico.

L'ipertermia e' il fenomeno di surriscaldamento del corpo durante un esercizio prolungato e causa affaticamento o disidratazione. Per effettuare la ricerca e' stato esaminato il sangue di 30 ciclisti, impegnati in gare di resistenza dai due ai quattro anni prima dello studio e che nei quattro mesi precedenti non avevano partecipato ad alcuna gara sportiva.

E gli effetti sono stati positivi a piu' livelli.

Il
propoli e' una sostanza gia' ampiamente utilizzata nella medicina popolare; il suo principio attivo e' infatti riconosciuto come antiossidante e anti-infiammatorio.

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