Google

Visualizzazione post con etichetta ipertensione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ipertensione. Mostra tutti i post

giovedì 3 febbraio 2011

ipertensione: Fragole e mirtilli come antipertensivi


Una bella coppa di fragole e frutti di bosco per tener lontana la pressione alta: lo suggerisce una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui basterebbe mangiare almeno una porzione a settimana di fragole e mirtilli per ridurre di circa il 10 per cento la probabilità di ipertensione.

STUDIO AMPIO - I dati arrivano da uno studio molto ampio, condotto da ricercatori dell'università dell'East Anglia nel Regno Unito e di Harvard negli Stati Uniti: i medici hanno seguito per 14 anni 134mila donne e 47mila uomini che partecipavano al Nurses' Health Study e all'Health Professionals Follow-up Study e al momento dell'ingresso nello studio non erano ancora ipertesi. Tutti hanno risposto a questionari dettagliati sullo stato di salute ogni due anni, ogni quattro anni sulle abitudini alimentari; durante i 14 anni della ricerca, 35mila persone hanno sviluppato ipertensione. I ricercatori hanno allora scandagliato le abitudini di questi pazienti al confronto con quelle di chi aveva la pressione ancora nella norma, scoprendo innanzitutto che il consumo di flavonoidi si associava a un minor rischio di ipertensione. Le maggiori fonti di flavonoidi dalla dieta sono risultate il tè, le mele, il succo d'arancia, il vino rosso, le fragole e i mirtilli.

ANTOCIANINE - Andando a osservare in dettaglio gli effetti delle varie sottoclassi di flavonoidi, i ricercatori hanno verificato che le antocianine, di cui fragole e mirtilli sono ricchi, sono i composti più efficaci come anti-ipertensivi: una porzione di frutti rossi alla settimana era in grado di ridurre dell'8 per cento la probabilità di sviluppare la pressione alta, addirittura del 10 per cento in chi aveva meno di 60 anni. Sono soprattutto i mirtilli a offrire i maggiori benefici: l'effetto delle fragole da sole è apparso invece più contenuto. Il merito parrebbe tutto delle grosse proprietà antiossidanti di antocianine e flavonoidi in generale, che consumati regolarmente aiuterebbero a tenere sotto controllo i processi che portano a sviluppare danni all'endotelio dei vasi sanguigni e quindi anche l'ipertensione. «I nostri dati suggeriscono che un introito ragionevole di antocianine può contribuire a prevenire la pressione alta - dice Aedin Cassidy, il responsabile dello studio -. Andranno confermati, ma sono incoraggianti soprattutto perché garantirsi un adeguato apporto di antocianine non è difficile. Le possiamo infatti trovare in molti cibi di facile consumo: mirtilli, fragole, lamponi, ribes nero, ma anche arance rosse, prugne e susine, melanzane. Una porzione media di questi vegetali può arrivare a contenere oltre 500 milligrammi di antocianine». Adesso lo scopo dei ricercatori è scoprire quali sono le fonti migliori di antocianine anti-ipertensive, ma anche scoprire le dosi ideali utili a prevenire l'ipertensione.

giovedì 25 novembre 2010

Salute: Una passeggiata al giorno toglie 24 malattie di torno


La camminata sarebbe il modo migliore per scongiurare alcune patologie comuni e recuperare in salute dopo un cancro. Utile contro diabete, ipertensione, osteoporosi


Ci sono almeno 24 patologie diverse che si possono combattere a suon di passi. Non conta che siano lunghi, di corsa, più o meno faticosi, ma il segreto sta nella quotidianità di questa buona e sana abitudine. Tanto sana che per chi persevera e dedica ogni giorno un po' di tempo al movimento all’aria aperta - magari con un’alimentazione corretta e dimenticando le sigarette - c’è un bel premio: scongiurare malattie come il diabete, l’obesità, l’ipertensione, la depressione, l’osteoporosi.

I PRO - A ognuno il suo ritmo e il suo passo. Camminare non ha controindicazioni ed è il modo più semplice ed efficace per dare esercizio fisico a ogni età. Rigenera il corpo e lo spirito e, secondo i ricercatori inglesi dell’università di East Anglia (a Norwich, in Gran Bretagna) che hanno messo insieme i risultati di 40 studi diversi compiuti tra il 2006 e il 2010 da vari atenei, contribuisce in modo schiacciante a migliorare e mantenere un buono stato di salute delle persone. Le loro conclusioni, pubblicate sull’International Journal of Clinical Practice, sono racchiuse in un lungo elenco di patologie che si possono evitare con l’esercizio. Ecco i gruppi maggiori cui appartengono: problemi cardiovascolari, infarti, ischemie vengono ridotti; diminuisce il rischio di diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione, obesità, ipertensione; si possono prevenire diverse tipologie di cancro, e soprattutto l’esercizio aiuta a guarirne prima; camminare aiuta in vecchiaia a rallentare l’arrivo di tutte le malattie degenerative legate alla memoria e al cervello; per gli uomini spesso è un toccasana nel combattere i problemi di erezione.

SALUTE GENERALE - «Gli studi analizzati mostrano che la durata e qualità della vita dipendono da un mix complesso di fattori, tra cui lo stile di vita, la provenienza geografica e pure la fortuna. Gli individui hanno comunque almeno un elemento di controllo su alcuni di questi fattori, si pensi al peso, alla dieta, al fumo e all’attività fisica», commenta il ricercatore inglese Leslie Alford, che consiglia anche in che modo sfruttare l’attività fisica per ridurre i rischi di malattie. Per gli adulti fino ai 65 anni sono consigliabili 150 minuti a settimana di passeggiate, ovvero circa mezzora per 5 giorni su 7. Per chi già è allenato a fare di più, bastano anche 20 minuti di jogging per 3 volte a settimana. A ciò andrebbero aggiunte almeno due sedute (in palestra, a casa, al parco, in piscina) di lavoro muscolare che coinvolga di volta in volta le varie fasce del corpo. E in generale, mai smettere del tutto di muoversi, a meno che non ci siano controindicazioni gravi, soprattutto dalla mezza età in avanti, e ancor più se da giovani si è sempre avuto uno stile di vita "in movimento".

martedì 2 novembre 2010

IPERTENSIONE : SCOPERTA VARIANTE GENE CHE PROTEGGE DA IPERTENSIONE

Hanno passato al setaccio tutto o quasi il Dna umano, scoprendo la variante di un gene che protegge dagli attacchi di cuore e dagli ictus. E' il risultato di un'indagine condotta su 39.706 persone dagli specialisti dell'Universita' di Glasgow e dell'Istituto Auxologico Italiano di Milano e pubblicata su PLoS Genetics.

Il meccanismo non e' ancora chiaro, ma la variante del gene Umod individuata sul cromosoma 16 avrebbe un'azione diretta nel controllo dell'ipertensione, riducendo il rischio di infarto cerebrale e cardiaco del 7,7%. ''La variazione nel gene riduce la produzione di uromodulina, e' associata a valori piu' bassi di pressione arteriosa e a un minor rischio di eventi cardiovascolari e fa ritenere che l'uromodulina sia coinvolta nei meccanismi di regolazione della pressione'', spiega Alberto Zanchetti, Direttore Scientifico dell'Istituto Auxologico Italiano e coordinatore della Rete di Eccellenza InGenious HyperCare impegnata nello studio.

giovedì 29 luglio 2010

Pressione sistolica: CIOCCOLATO ANTI-IPERTENSIONE, UN MORSO AL Giorno COME 30 minuti SPORT

Pressione alta sotto controllo: il merito e' del cioccolato. Un solo morso a una barretta, meglio ancora se fondente, e' in grado di far abbassare la pressione sistolica (ovvero quella massima) di 5 mm, stesso effetto sortito da 30 minuti di attivita' fisica media. La notizia arriva da uno studio pubblicato sulla rivista BMC Medicine dai ricercatori australiani dell'Adelaide University guidati da Karin Ried.

Secondo i ricercatori il merito sarebbe dei flavanoli, che influiscono positivamente sulle pareti dei vasi sanguigni, allargandole, e permettendo quindi al sangue di scorrere piu' fluidamente.

martedì 8 giugno 2010

CHIODI DI GAROFANO E SALVIA, TOP FIVE DELLE SPEZIE ANTIOSSIDANTI

Combatte il colesterolo, e' antiobesita' e antipertensione. Non solo: la dieta mediterranea e' anche antiossidante, e il merito e' tutto delle erbe aromatiche utilizzate in cucina e dei fenoli in esse contenuti. A sostenerlo e' uno studio condotto dall'universita' spagnola Miguel Herna'ndez University e pubblicato su Flavour and Fragrance Journal, da cui emerge la ''classifica'' delle spezie antiossidanti: chiodi di garofano (Syzygium aromaticum) al primo posto, con una maggior presenza di fenoli seguiti, nell'ordine, dall'origano (Origanum vulgare) al secondo posto, dal timo (Thymus vulgaris), dal rosmarino (Rosmarinus officinalis) e, in quinta posizione, dalla salvia (Salvia officinalis). ''Queste sostanze presentano capacita' antiossidanti molto elevate, e potrebbero avere effetti benefici per la salute - spiega Juana Ferna'ndez-Lo'pez, che ha partecipato allo studio -.

Delle cinque spezie testate, i chiodi di garofano hanno la piu' alta capacita' di ridurre i livelli di perossidazione dei lipidi e di abbassare la presenza di ferro, guadagnando il primo posto nella classifica''.

venerdì 21 agosto 2009

gene Klotho: GENE ANTI-INVECCHIAMENTO che CURA l' IPERTENSIONE

Dal gene dell'eterna giovinezza potrebbe arrivare la ricetta per contrastare l'ipertensione.

Il gene Klotho, scoperto da ricercatori giapponesi nel 1997, e' stato utilizzato in laboratorio dagli scienziati dell'Oklahoma Health Sciences Center per ridurre i livelli di pressione sanguigna, fattore di rischio per ictus e infarto.

La scoperta pubblicata sulla rivista dell'American Heart Association e' che aumentando l'attivita' del gene non solo si riesce a bloccare l'innalzamento dei valori, ma addirittura a ridurli, garantendo uno scudo anche contro l'insufficienza renale, altra conseguenza sottovalutata di una pressione fuori controllo.

Adesso i ricercatori guidati da Zhongjie Sun stanno lavorando alla sintesi del gene, il cui utilizzo sugli uomini e' gia' stato autorizzato dalla Food and Drug Administration.

''Un'unica applicazione del gene Klotho - spiega Sun - puo' ridurre l'ipertensione per almeno 12 settimane o piu'''.

Il gene e' disponibile anche sotto forma di una proteina e in un futuro prossimo gli scienziati non escludono di poter estrarre una formulazione solubile da sciogliere in acqua.

La storia del gene Klotho risale alla fine degli anni '90, quando un team di ricerca giapponese scopri' che con l'avanzare dell'eta' la sua attivita' nell'uomo e' destinata ad affievolirsi esponendo cosi' a diversi tipi di malattie e per questo fu subito ribattezzato ''gene anti-invecchiamento''.

domenica 9 agosto 2009

ictus: LA GIUSTA PREVENZIONE DIMINUISCE INCIDENZA ICTUS

Adeguati controlli dei fattori di rischio come ipertensione e fibrillazione atriale porterebbero ad avere molte migliaia di casi in meno di ictus in Italia. Lo dimostra la best practice di Sesto Fiorentino in uno studio europeo diretto dall'Istituto nazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e dall'Universita' di Firenze e pubblicato su Stroke, la rivista ufficiale dell'American Heart Association. Una strada anche per ridurre i 3,7 miliardi di euro l'anno di costi dovuti a questa malattia.

I dati dello Studio Eros (European Registers of Stroke), la cui parte italiana e' stata coordinata da Antonio Di Carlo dell'In-Cnr e da Domenico Inzitari dell'Universita' di Firenze, evidenziano come si potrebbe, attraverso la prevenzione, ridurre dell'1% all'anno l'incidenza dell'ictus cerebrale, evitando cosi' che diverse decine di migliaia di persone ne siano colpite nei prossimi 10 anni. La previsione e' stata effettuata utilizzando i dati provenienti da un altro studio epidemiologico nazionale, il progetto ILSA, e i risultati sono pubblicati su Stroke.

Lo studio Eros e' stato effettuato su 2.129 pazienti colpiti da ictus in sei citta' europee: Sesto Fiorentino (Italia), Digione (Francia), Kaunas (Lituania), Varsavia (Polonia), Londra (Regno Unito) e Minorca (Spagna). I tassi annui standardizzati sulla popolazione europea indicano il minimo a Sesto Fiorentino, 101 casi ogni 100.000 uomini e 63 nelle donne, e il massimo a Kaunas, rispettivamente di 239 e 159 casi. I tassi di Spagna sono di 116 e 66, in Francia sono stati di 122 negli uomini e 76 nelle donne, nel Regno Unito di 121 e 78, in Polonia di 147 e 126. Considerevole, dunque, il fatto che la minore incidenza sia in Italia, e che le percentuali piu' basse siano state rilevate nei paesi a Sud, mentre le piu' alte nel Nord-Est europeo, specialmente tra le donne.

''Nel nostro Paese l'ipertensione colpisce oltre il 60% delle persone che hanno superato i 65 anni, che da noi rappresentano il 19,7% della popolazione, una delle piu' alte percentuali a livello mondiale. Eppure un terzo degli anziani ipertesi non e' trattato e circa la meta' dei pazienti trattati non ha un controllo soddisfacente della pressione arteriosa - conclude Di Carlo -. A livello mondiale l'ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte e la prima causa di disabilita' nel soggetto adulto-anziano, con 16 milioni di nuovi episodi registrati ogni anno, 5,7 milioni di morti per anno dovuti a questa patologia e un costo corrispondente a circa lo 0,27% del PIL e al 3% delle spese dei sistemi sanitari nei paesi occidentali''.

La necessita' di contenere la diffusione di questa patologia deriva anche da valutazioni di tipo economico-sanitario. Il Servizio sanitario nazionale sostiene infatti un costo totale stimato in circa 3,7 miliardi di euro, destinato ad aumentare, per assistere il milione circa di italiani sopravvissuti ad un ictus, dei quali circa il 40% presentano livelli di disabilita' da moderata a totale, e i circa 230.000 nuovi casi stimati ogni anno.

Lettori fissi

Visualizzazioni totali