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martedì 8 gennaio 2013

Dimagrire: L'esercizio aerobico batte i pesi nella guerra al grasso

Uno studio americano dimostra che un'attività che fa alzare il battito cardiaco al 70-85% della frequenza massima fa perdere peso e restringe il girovita, mentre lavorare con le macchine e i pesi aumenta la massa magra ma non aiuta a dimagrire

Abbiamo appena scritto che, contrariamente a quanto siamo ormai abituati a pensare, qualche chilo in più può avere un effetto protettivo sulla salute. Ciononostante, vi è una quota crescente della popolazione mondiale, e anche italiana, che di chili in più ne ha decisamente troppi e potrebbe trarre enormi benefici dalla loro perdita.

La pigrizia è il nemico numero uno, la mancanza di tempo la scusa in assoluto più utilizzata per evitare di fare sport. Spesso però il tempo è poco davvero, ecco allora che ha senso domandarsi: avendo poco tempo a disposizione qual è l'allenamento migliore da fare per concentrarsi sull'obiettivo di perdere peso? Ha provato a rispondere un gruppo di ricercatori del North Carolina con uno studio pubblicato sul Journal of Applied Physiology.

Gli studiosi hanno assegnato 234 persone sedentarie, in sovrappeso o obese, di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 70 anni a tre protocolli di allenamento controllato per la durata di otto mesi. Il primo gruppo svolgeva per 45 minuti, tre volte a settimana, soltanto attività aerobica, quella che fa salire i battiti al 70-85% della frequenza cardiaca massima (che varia col variare dell'età). Il secondo impiegava lo stesso tempo svolgendo esercizi di resistenza con l'aiuto di macchine da palestra specifiche per i principali gruppi muscolari (esercizio anaerobico). Infine l'ultimo gruppo divideva i propri allenamenti a metà tra questi due tipi di attività, aerobica e anaerobica.

Solo 119 partecipanti hanno completato la prova, continuando ad allenarsi per l'intero periodo dello studio, ed è sui loro risultati che si basano le conclusioni degli autori. Cosa è cambiato in termini di peso, girovita, composizione corporea, fitness cardiopolmonare in queste persone, precedentemente del tutto sedentarie, dopo otto mesi di duro allenamento nei diversi protocolli cui erano stati assegnati? Nel gruppo che ha svolto esclusivamente esercizi di resistenza con macchinari e pesi è aumentata la massa magra ed è quindi cambiata la composizione corporea, cioè la proporzione tra massa magra e massa grassa. Questo cambiamento, tipico dal lavoro di potenziamento muscolare, è positivo. Peccato però che l'effetto di questo tipo di allenamento sul peso delle persone che lo hanno praticato sia stato nullo, se non addirittura negativo: i muscoli pesano più del grasso, quindi alcuni dei partecipanti si sono trovati alla fine degli otto mesi a pesare più di quando avevano cominciato.

L'allenamento aerobico, da solo o abbinato a quello anaerobico, ha invece mostrato di dare i migliori risultati in termini di perdita di peso e di riduzione della circonferenza al livello della vita. Meno grasso e meno pancia, dunque, per coloro che hanno sudato su cyclette e tapis roulant, anche se nel caso dell'allenamento esclusivamente aerobico non hanno ottenuto un aumento consistente della massa magra: non hanno sviluppato più muscoli.

In palestra ci hanno sempre detto che aumentare la massa magra, grazie a esercizi di potenziamento muscolare, aiuta anche a bruciare grasso, e quindi in definitiva a dimagrire. Questo esperimento dimostra però che il solo esercizio anaerobico non è in grado di dare benefici concreti in termini di perdita di peso a chi è in sovrappeso o addirittura obeso. Gli autori dello studio concludono perciò che se l'obiettivo è quello di veder scendere l'ago della bilancia e il tempo a disposizione per allenarsi è poco, meglio dedicarlo all'attività aerobica. "Quando si perde grasso", riassume Leslie Willis, tra gli autori dell'articolo, "è probabile che si perda grasso viscerale, il che è notoriamente associato a benefici cardiovascolari e comporta altri vantaggi per la salute".


fonte: http://scienza.panorama.it/salute/in-forma/L-esercizio-aerobico-batte-i-pesi-nella-guerra-al-grasso

giovedì 3 gennaio 2013

Alcohol Calorie Calculator: Per dimagrire davvero dite no all'alcol

Spesso sottovalutate le calorie dei drink. Online uno strumento per calcolarle con il tempo necessario per smaltire



Solo un paio di bicchieri, o magari di più: in ogni caso i drink alcolici apportano più calorie di quanto tendiamo a immaginare. Secondo gli esperti di nutrizione i consumatori d’alcol sottovalutano regolarmente le chilocalorie dei propri drink. In Inghilterra si corre ai ripari, con semplici calcolatori di calorie alcoliche.



SECONDE SOLO AI GRASSI - L’apporto calorico dell’alcol è secondo in classifica solo dopo a quello dei grassi: contiene 7 kcal per grammo, contro le 9 kcal/g dei lipidi. Le proteine e i carboidrati ne contengono 4; le fibre 2. In una dieta regolare, che si aggira intorno alle 2.500 calorie per gli uomini e 2.000 calorie per le donne, l’impatto delle bevande alcoliche può essere dunque molto più pesante di quello che si suole – o vuole – immaginare. Un bicchiere di vino grande (250 ml circa) costa ben 178 calorie, quindi con un paio di bicchieri si assume già oltre il 10 per cento dell’apporto calorico che una signora necessita quotidianamente. Contiene inoltre già da solo tre "unità" d’alcol - cioè il massimo accettabile per la salute secondo le linee guida del governo inglese (2-3 unità al giorno per le donne; 3- 4 per gli uomini). Il 10 per cento sarebbe proprio la percentuale media di apporto calorico quotidiano che arriva via alcol ai bevitori. Soprattutto per chi vuole tenere il proprio peso a bada, la notizia può non essere confortante. In più, si tratta di calorie "vuote", che apportano – a differenza di molte altre – scarsissimo valore nutritivo.

UN FATTORE A RISCHIO CANCRO - L’obesità è uno dei fattori più comuni di rischio rispetto allo sviluppo dei tumori: per questo a intervenire sull’argomento ci ha pensato l’inglese World Cancer Research Fund, che ha raccolto l’allarme degli esperti. «Studi hanno dimostrato che le persone sono inconsapevoli delle calorie nelle bevande alcoliche e non le includono nei calcoli del loro consumo quotidiano – ha dichiarato Kate Mendoza, portavoce della fondazione –. Ciò è significativo rispetto al cancro perché dopo il fumo, l’essere sovrappeso o obesi è il più grande fattore di rischio. Ci sono anche forti prove scientifiche che l’alcol di per sé sia un fattore di rischio, forse perché danneggia il nostro Dna, rispetto a vari tipi di tumore, in particolare quelli al seno, all’intestino, bocca, faringe, laringe, esofago e fegato».

CALCOLARE LE CALORIE ALCOLICHE - Ed è così che la fondazione ha messo online il suo Alcohol Calorie Calculator, per calcolare quanto costa ogni drink in termini calorici (i biscotti "digestive" ricoperti al cioccolato sono il termine di paragone) e quanto esercizio fisico è necessario per smaltire le calorie accumulate con i vari tipi di drink. Non è probabilmente un caso che il calcolatore sia apparso proprio a margine dei bagordi festivi, né l’iniziativa è isolata. Prima del periodo natalizio un sito di salute – sempre inglese – sovvenzionato dal governo, Change4Life aveva messo a disposizione uno strumento simile, il "drinks checker". Anche qui le bevande alcoliche sono divise per categorie: birra e sidro; vino e champagne; superalcolici e bevande alcoliche in bottigliette, e si possono capire "unità", calorie e soldi consumati a seconda del tipo di drink. Avete consumato tre bicchieri medi di vino (175 ml) a 13 gradi e un cocktail a base di succo di frutta? Sappiate che corrispondono a 7,8 unità d’alcol e a 492 calorie. Il sito offre anche un’app per smartphone per tenere il conteggio dei drink bevuti (e dei rischi annessi e connessi). Chi è reduce da eccessi alcolici è servito: calcolando le proprie "pecche" può aspettare le 48 ore suggerite dagli esperti prima di rimetter mano al bicchiere – o digerire la notizia bevendoci sopra... un bel bicchiere d’acqua.

FONTE:http://www.corriere.it/salute/nutrizione/13_gennaio_02/dieta-dimagrire-calorie-alcol_26a834d6-54d9-11e2-bf2b-52f2ccd54966.shtml

martedì 24 novembre 2009

DIMAGRIRE: PERDERE PESO SENZA RIACQUISTARLO, E' IL CERVELLO A DECIDERE

C'e' chi puo' e chi non puo'. C'e' chi puo' dimagrire, non riacquistando i chili persi, e c'e' invece chi, pur stando a dieta e dimagrendo, e' inesorabilmente destinato a rimettere su i chili persi. La differenza nel mantenimento della perdita di peso a lungo termine, spiegano i ricercatori del Miriam Hospital di Providence (Rhode Island, Stati Uniti), la fa la risposta cerebrale alle immagini degli alimenti.

Dallo studio pubblicato su Journal of Clinical Nutrition emerge che, attraverso la risonanza magnetica funzionale per immagini, si possono mettere in evidenza le differenze nelle risposte cerebrali e, di conseguenza, spiegare perche' alcune persone sono soggette all'effetto ''yo-yo'' e altre no. I ricercatori hanno sottoposto immagini di alimenti a tre gruppi - persone di normopeso, soggetti obesi e individui che avevano perso almeno 15 chili ed erano riusciti a mantenere la perdita di peso per almeno tre anni - e ne hanno poi analizzato le reazioni del cervello.

Dalla risonanza magnetica e' emerso che davanti alle immagini di cibo le persone che erano riuscite a mantenere la perdita di peso erano piu' idonee ad attivare le aree del cervello associate all'inibizione e al controllo del comportamento rispetto ai partecipanti obesi e normopeso: ''E' possibile - spiega Jeanne McCaffery, principale autrice dello studio e docente di Psichiatria e comportamento umano alla Warren Alpert Medical School della Brown University - che queste risposte del cervello possano portare a comportamenti preventivi o correttivi che promuovano il controllo del peso a lungo termine''.

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