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sabato 10 luglio 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, La Bp riprova installare un nuovo tappo

La Bp tentera' durante il weekend di installare un nuovo 'tappo' di contenimento del petrolio che fuoriesce dal fondo del Golfo del Messico.Lo conferma l'ex ammiraglio della Guardia Costiera Thad Allen, responsabile per conto di Washiongton delle operazioni. Il nuovo tappo avra' una capacita' di contenimento e di aspirazione superiore rispetto al precedente del greggio che fuoriesce dalla falla. Oggi i robot rimuoveranno il vecchio tappo.

Nuove speranze nel Golfo del Messico: la Bp sta installando un altro tappo che dovrebbe essere in grado di bloccare la fuoriuscita di petrolio che da oltre due mesi sta provocando il piu' grande disastro ambientale della storia degli Stati Uniti. Il responsabile delle operazioni per la Casa Bianca, l'ex ammiraglio della Guardia Costiera Thad Allen, ha annunciato che servira' almeno una settimana per rendere operativo il congegno in grado di contenere fino a 80 mila barili di petrolio al giorno (secondo le stime ne fuoriescono al massimo 60 mila), contro i 25 mila che si riescono attualmente a tamponare. L'installazione del nuovo tappo richiedera' la momentanea rimozione del vecchio sistama: cio' provochera' la fuoriuscita di almeno 15 mila barili di petrolio ogni giorno. La soluzione sara' tuttavia provvisoria, in attesa che la Bp completi, entro il 13 agosto, la creazione di altri due pozzi di emergenza. Il gigante petrolifero ha fornito ad Allen anche un piano di contenimento della marea nera da impiegare qualora le operazioni di installazione del nuovo sistema dovessero prolungarsi oltre il tempo stabilito. Circa 400 navi stazionano tra la zona del Deepwater Horizon (la piattaforma esplosa lo scorso 20 aprile, ndr) e le coste del Golfo del Messico, mentre oltre 50 aerei sorvolano la zona. "Ci sono possibilita' significative di ridurre drasticamente la fuoriuscita di greggio e forse di chiudere completamente il pozzo entro la prossima settimana"; ha spiegato Allen. .

giovedì 1 luglio 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, TARTARUGHE MARINE ARSE vive!!!


Nuovi guai per Bp: un gruppo di associazioni ambientaliste ha citato in giudizio l'azienda petrolifera britannica perche "brucia vive" le tartarughe marine di specie minacciate; e ha chiesto al giudice di fermare i "roghi controllati" nel Golfo del Messico. "E' orribile che queste creature innocenti il cui habitat e' gia' stato devastato dalla fuoriuscita di petrolio vengano adesso bruciate vive", ha detto Cathy Liss, presidente dell' Animal Welfare Institute (AWI) a un giudice in Louisiana. Gli ambientalisti sostengono che sono gia' morte 430 tartarughe (tra cui anche quelle di specie piu' rare, come la tartaruga di marina di Kemp's Ridley) e che la Bp dovrebbe spostare i rettili prima di appiccare i fuochi.

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, Il passaggio dell'uragano Alex sta complicando le operazioni


L'uragano Alex, il primodella stagione atlantica 2010, ha toccato terra nel nordest delMessico a categoria 2.Lo rende noto il Centro nazionale uragani degli Usa. Il suopassaggio sul Golfo ha complicato ulteriormente le operazioni incorso per arginare la marea nera. L'uragano Alex e' il primo ingiugno da 15 anni.

L'occhio dell'uragano Alex, il primo della stagione ciclonica dell'Atlantico e e il primo in giugno da 15 anni a questa parte, ha raggiunto la notte scorsa (alle 4 ora italiana) la costa nord-orientale del Messico, vicino alla frontiera con gli Stati Uniti. Alex, che viaggia a una velocità media di 165 chilometri orari e ha raffiche fino a 205 kmh, è accompagnato da piogge torrenziali e venti impetuosi. Il presidente Usa, Barack Obama, ha dichiarato lo stato di emergenza in Texas, mentre circa 17mila persone sono state evacuate per precauzione.

Nonostante sia decisamente più a sud-ovest della zona più colpita dalla massiccia fuoriuscita di petrolio -le coste di Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida- l'uragano ha già interrotto alcune delle operazioni per arginare la marea nera e la mareggiata provocata dai forti venti dà una serie di problemi alla BP.

Quando ha toccato terra, l'uragano ha cominciato a indebolirsi, anche se è considerato di categoria due sulla scala di intensità Saffir-Simpson (che ne ha un massimo di cinque).

Messico. Le autorità messicane parlando di una vittima. Fortunatamente la situazione è favorita dal fatto che la tempesta si è abbattuta sulle coste in una zona relativamente poco popolata. Nonostante questo 4000 persone sono state evacuate preventivamente dalle aree più vulnerabili della regione, in particolare la città di Matamoros: tra queste persone figurano anche tutti i 2000 abitanti del piccolo porto di La Carbonera.

Alex dovrebbe indebolirsi man mano che procede verso il Golfo del Messico e dovrebbe dissiparsi in un paio di giorni. "Al mondo non ci sono abbastanza soldi" per pagare tutte le richieste di risarcimento danni per la marea nera. Kenneth Feinberg, l'uomo incaricato dal presidente Usa, Barack Obama, di gestire il fondo da 20 miliardi di dollari creato dalla Bp, non usa mezzi termini. L'avvocato americano ha ricordato che Bp pagherà fino all'ultimo centesimo ma ha avvertito che molti danni saranno difficili da qualificare. "Faccio l'esempio- ha detto - di un ristorante di Boston che dice: 'non posso piu' mettere i gamberi nel menù e i miei conti ne soffrono. Nessuna legge riconosce questo danno". Non solo: Feinberg ha detto che bisogna ancora capire come i reclami indiretti, per esempio quello degli alberghi che perdono le prenotazioni perchè le spiagge sono coperte di greggio; o dei propietari di case che vedono il valore dell'immobile crollare perchè abitano a pochi metri da una spiaggia oleosa. "Non c'è dubbio che il valore della proprietà è diminuito. E questo non vuol dire che ogni proprietà abbia diritto al risarcimento".

Attualmente sono due le navi cisterna che catturano l'olio pompato dalla falla (a un ritmo di 25mila barili al giorno nonostante le onde), ma il mare mosso ha ritardato il dispiegamento di una terza nave e una serie di operazioni collaterali (come il lancio di dispersanti chimici dall'alto).

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