Google

Visualizzazione post con etichetta tartarughe marine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tartarughe marine. Mostra tutti i post

lunedì 18 ottobre 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, Le tartarughe si salvano con la maionese


Mentre la NASA mette in campo i suoi mezzi e le sue tecnologie per evitare una strage tra le tartarughe marine del Golfo del Messico, un piccolo centro faunistico della Florida le salva dal petrolio grazie alla... maionese. (Riccardo Galli, 15 ottobre 2010)

Se durante una visita al Turtle Hospital di Marathon (Florida) vi imbattete in un distinto signore che sta spalmando della maionese su una tartaruga (viva), non spaventatevi: non è un amante della cucina esotica alle prese con un macabro spuntino, ma Ryan Butt, il direttore del centro faunistico, che sta ripulendo dal petrolio e dal catrame una vittima del disastro della Deep Water Horizon. La maionese infatti, contenendo olio in abbondanza, si lega al catrame che in questo modo può essere rimosso asciugando l’animale con una salvietta. Non solo: è molto sicura anche dal punto di vista dermatologico e può essere utilizzata per liberare dalle sostanze tossiche anche narici, bocca e occhi delle testuggini. E la cosa sembra funzionare davvero, visto che Butt ha salvato con questo sistema decine di animali.

Secondo Butt petrolio e catrame hanno ormai invaso i sargassi, alghe scure che vivono in superficie e che offrono alle testuggini cibo e riparo Nuotando tra queste alghe le tartarughe si ricoprono di uno spesso strato di sostanze oleose e tossiche che finisce per soffocarle.
Secondo i dati diffusi dalla National Oceanic and Atmospheric Administration la chiazza di greggio e gli incendi controllati appiccati dalla BP per contenerla hanno causato la morte di 525 tartarughe.

La buona notizia
Per salvare queste simpatiche creature marine è intervenuta addirittura la NASA che ha spostato 28mila uova dalla Louisiana alla Florida permettendo fino ad oggi la nascita di almeno 15.000 tartarughine.
Fonte : http://www.focus.it/natura/news/le-tartarughe-si-salvano-con-la-maionese_071010_2227.aspx

sabato 10 luglio 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, La Bp riprova installare un nuovo tappo

La Bp tentera' durante il weekend di installare un nuovo 'tappo' di contenimento del petrolio che fuoriesce dal fondo del Golfo del Messico.Lo conferma l'ex ammiraglio della Guardia Costiera Thad Allen, responsabile per conto di Washiongton delle operazioni. Il nuovo tappo avra' una capacita' di contenimento e di aspirazione superiore rispetto al precedente del greggio che fuoriesce dalla falla. Oggi i robot rimuoveranno il vecchio tappo.

Nuove speranze nel Golfo del Messico: la Bp sta installando un altro tappo che dovrebbe essere in grado di bloccare la fuoriuscita di petrolio che da oltre due mesi sta provocando il piu' grande disastro ambientale della storia degli Stati Uniti. Il responsabile delle operazioni per la Casa Bianca, l'ex ammiraglio della Guardia Costiera Thad Allen, ha annunciato che servira' almeno una settimana per rendere operativo il congegno in grado di contenere fino a 80 mila barili di petrolio al giorno (secondo le stime ne fuoriescono al massimo 60 mila), contro i 25 mila che si riescono attualmente a tamponare. L'installazione del nuovo tappo richiedera' la momentanea rimozione del vecchio sistama: cio' provochera' la fuoriuscita di almeno 15 mila barili di petrolio ogni giorno. La soluzione sara' tuttavia provvisoria, in attesa che la Bp completi, entro il 13 agosto, la creazione di altri due pozzi di emergenza. Il gigante petrolifero ha fornito ad Allen anche un piano di contenimento della marea nera da impiegare qualora le operazioni di installazione del nuovo sistema dovessero prolungarsi oltre il tempo stabilito. Circa 400 navi stazionano tra la zona del Deepwater Horizon (la piattaforma esplosa lo scorso 20 aprile, ndr) e le coste del Golfo del Messico, mentre oltre 50 aerei sorvolano la zona. "Ci sono possibilita' significative di ridurre drasticamente la fuoriuscita di greggio e forse di chiudere completamente il pozzo entro la prossima settimana"; ha spiegato Allen. .

giovedì 1 luglio 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, TARTARUGHE MARINE ARSE vive!!!


Nuovi guai per Bp: un gruppo di associazioni ambientaliste ha citato in giudizio l'azienda petrolifera britannica perche "brucia vive" le tartarughe marine di specie minacciate; e ha chiesto al giudice di fermare i "roghi controllati" nel Golfo del Messico. "E' orribile che queste creature innocenti il cui habitat e' gia' stato devastato dalla fuoriuscita di petrolio vengano adesso bruciate vive", ha detto Cathy Liss, presidente dell' Animal Welfare Institute (AWI) a un giudice in Louisiana. Gli ambientalisti sostengono che sono gia' morte 430 tartarughe (tra cui anche quelle di specie piu' rare, come la tartaruga di marina di Kemp's Ridley) e che la Bp dovrebbe spostare i rettili prima di appiccare i fuochi.

giovedì 17 giugno 2010

TARTARUGHE MARINE : WWF, AL VIA SETTIMANA DEDICATA A TARTARUGHE MARINE

Con lo slogan ''Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto'' parte in questi giorni la nuova campagna del WWF a tutela del ''mare nostrum''. Di tutti gli oceani del pianeta, il Mare Mediterraneo occupa meno dell'1% ma e' un piccolo gioiello, che ospita una biodiversita' straordinaria: 8500 specie, vale a dire il 7.5% di tutte le specie marine. Un quarto delle specie presenti vive solo qui.

Sono 8 le minacce che incombono sul Mediterraneo e contro le quali si concentrano gli sforzi di tutela del WWF: distruzione degli habitat a causa delle attivita' di pesca, il bycatch di specie non bersaglio nella pesca, la pesca eccessiva o indiscriminata, il turismo non sostenibile, l'urbanizzazione non sostenibile della fascia costiera, le specie aliene introdotte, l'inquinamento, i cambiamenti climatici globali.

La prima settimana della Campagna e' dedicata ad una specie particolarmente minacciata: la tartaruga marina. La Turtle Week inizia con un'ottima notizia: il ritrovamento del primo nido della stagione in Calabria nell'ambito del progetto TartaCare del Dipartimento di Ecologia dell'Universita' della Calabria, giunto all'undicesimo anno di attivita', con la quale il WWF collabora per la protezione della piu' importante area di nidificazione in Italia.

Nell'ambito della Turtle week oggi eventi in Sicilia e iniziative fino a domenica 20 anche in Puglia, Calabria, Basilicata. Come gia' lo scorso anno e' la settimana che il WWF celebra in occasione dell'anniversario della nascita 101 anni fa di Archie Carr, scienziato di fama mondiale che ha dato un fondamentale contributo alla conservazione delle tartarughe marine, la cui sopravvivenza e' fortemente minacciata, soprattutto a causa della pesca involontaria e dell'impatto con le attivita' umane.

Il WWF festeggera' la Turtle Week, con mostre, liberazioni di esemplari in mare in collaborazione con le Capitanerie di Porto e soprattutto chiamando a raccolta l'intera comunita' della ''gente di mare'' - pescatori, turisti, abitanti della costa e tutti gli amanti degli animali - per unire le forze nella salvaguardia delle 7 specie di tartarughe marine presenti negli oceani, di cui tre frequentano anche il Mediterraneo (la Caretta caretta che proprio qui nidifica, la tartaruga verde Chelonia mydas e la tartaruga liuto Dermochelys coriacea).

Per tutti coloro che vogliono aiutare le tartarughe marine e sostenere l'azione del WWF per la loro tutela, l'Associazione lancia la campagna ''Adotta una Tartaruga'': con una donazione minima sul sito www.wwf.it/adozioni, si riceveranno in cambio un certificato di adozione, un morbido peluche o uno screensaver con bellissime immagini di tartaruga per il proprio computer.

sabato 20 giugno 2009

tartarughe marine: salvare le tartarughe marine

E' partita dal porto di Molfetta la grande festa per le tartarughe marine organizzata oggi dal Wwf a conclusione della Turtle Week.La settimana della tartaruga ha interessato molti dei Paesi impegnati nella conservazione di questi animali. Oggi, lungo le coste di Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Toscana, mostre, incontri con i pescatori, feste e liberazioni degli esemplari curati nei centri di recupero. La pesca accidentale 'cattura' ogni anno in Italia almeno 20 mila esemplari

Tutti insieme per salvare la tartaruga marina, simbolo dei nostri mari.
Oggi e domani a Molfetta nel barese, ma anche in Sicilia, Basilicata, Calabria e Toscana (mappa delle attività: http://www.wwf.it/client/default_turtle.aspx ) la settimana del WWF
( http://www.wwf.it/client/render.aspx ) per celebrare il centenario della nascita dello scienziato Archie Carr, che ha dato un fondamentale contributo alla conservazione di questi animali, la cui sopravvivenza è fortemente minacciata dalla pesca involontaria e dall’impatto con le attività umane. Sono previste per l’occasione mostre, liberazioni di esemplari in mare, monitoraggio delle spiagge, chiamando a raccolta l’intera comunità della gente di mare - pescatori, turisti, abitanti della costa e tutti gli amanti degli animali - per unire le forze nella salvaguardia delle sette specie di tartarughe marine presenti negli oceani, di cui tre la Caretta caretta, la tartaruga verde e la tartaruga liuto frequentano anche il Mediterraneo.
Oggi a Molfetta nel barese si comincia con una dimostrazione con i pescatori locali su come trattare l'animale, una volta recuperato: taglio della lenza (per i palangresi) e recupero a bordo (strascico) attraverso l’utilizzo di una sagoma di tartaruga a grandezza naturale. Per concludere ci sarà la partenza a bordo della motovedetta della Capitaneria di Porto di Molfetta per la liberazione al largo di quattro esemplari di tartaruga marina da parte dello staff del WWF Italia. Domani proiezione sul maxi-schermo dei filmati del WWF Italia e mostra tematica sulla banchina. In serata raccolta di adesioni per le uscite in motopesca e, in serata, animazione per bambini di clown prestigiatori di Molfetta nell'ambito del Progetto Tartarughe.

Sono infatti gli impatti con le attività umane le peggiori minacce da cui le tartarughe devono guardarsi ogni giorno, a cominciare dalla pesca accidentale. Si stima che ogni anno più di 20 mila tartarughe marine vengano accidentalmente catturate negli attrezzi da pesca utilizzati in Italia, e forse più del 30% di esse muore. Mentre i nidi e i piccoli sono minacciati dall’edificazione eccessiva delle coste e delle spiagge: alberghi e lidi balneari possono spaventare una femmina che voglia deporre; gli ombrelloni possono danneggiare il nido e abbassarne la temperatura; i mezzi meccanici possono compattare la sabbia rendendo difficile ai piccoli uscire in superficie; le luci possono confondere i piccoli che anziché raggiungere il mare vengono attirati altrove, ad esempio su una strada. Nel bacino del Mediterraneo ogni anno vengono deposti più di 7000 nidi, mentre in Italia le coste eccessivamente 'abitate' lasciano ormai spazio ad appena 30 nidi, localizzati per la maggior parte tra la Sicilia meridionale e la Calabria Jonica. Oltre a costituire una gravissima perdita per nostro patrimonio naturale, la diminuzione delle tartarughe marine ha anche importanti conseguenze sulla vita e la salute dei nostri mari.

Le tartarughe sono infatti vere divoratrici di meduse, in particolare nei loro primi anni di vita, tanto che si stima che ogni tartaruga nella propria vita arrivi a mangiare migliaia di meduse, svolgendo un fondamentale ruolo per l’equilibrio ecologico marino.

Lettori fissi

Visualizzazioni totali