NO AL NUCLEARE ESISTONO LE FONTI RINNOVABILI. AMBIENTE,NATURA,DIFESA DEL PIANETA. SALUTE
giovedì 17 giugno 2010
TARTARUGHE MARINE : WWF, AL VIA SETTIMANA DEDICATA A TARTARUGHE MARINE
Sono 8 le minacce che incombono sul Mediterraneo e contro le quali si concentrano gli sforzi di tutela del WWF: distruzione degli habitat a causa delle attivita' di pesca, il bycatch di specie non bersaglio nella pesca, la pesca eccessiva o indiscriminata, il turismo non sostenibile, l'urbanizzazione non sostenibile della fascia costiera, le specie aliene introdotte, l'inquinamento, i cambiamenti climatici globali.
La prima settimana della Campagna e' dedicata ad una specie particolarmente minacciata: la tartaruga marina. La Turtle Week inizia con un'ottima notizia: il ritrovamento del primo nido della stagione in Calabria nell'ambito del progetto TartaCare del Dipartimento di Ecologia dell'Universita' della Calabria, giunto all'undicesimo anno di attivita', con la quale il WWF collabora per la protezione della piu' importante area di nidificazione in Italia.
Nell'ambito della Turtle week oggi eventi in Sicilia e iniziative fino a domenica 20 anche in Puglia, Calabria, Basilicata. Come gia' lo scorso anno e' la settimana che il WWF celebra in occasione dell'anniversario della nascita 101 anni fa di Archie Carr, scienziato di fama mondiale che ha dato un fondamentale contributo alla conservazione delle tartarughe marine, la cui sopravvivenza e' fortemente minacciata, soprattutto a causa della pesca involontaria e dell'impatto con le attivita' umane.
Il WWF festeggera' la Turtle Week, con mostre, liberazioni di esemplari in mare in collaborazione con le Capitanerie di Porto e soprattutto chiamando a raccolta l'intera comunita' della ''gente di mare'' - pescatori, turisti, abitanti della costa e tutti gli amanti degli animali - per unire le forze nella salvaguardia delle 7 specie di tartarughe marine presenti negli oceani, di cui tre frequentano anche il Mediterraneo (la Caretta caretta che proprio qui nidifica, la tartaruga verde Chelonia mydas e la tartaruga liuto Dermochelys coriacea).
Per tutti coloro che vogliono aiutare le tartarughe marine e sostenere l'azione del WWF per la loro tutela, l'Associazione lancia la campagna ''Adotta una Tartaruga'': con una donazione minima sul sito www.wwf.it/adozioni, si riceveranno in cambio un certificato di adozione, un morbido peluche o uno screensaver con bellissime immagini di tartaruga per il proprio computer.
martedì 13 aprile 2010
CACCIA: WWF, NO SECCO A QUALUNQUE IPOTESI ALLUNGAMENTO STAGIONE

''No'' secco del WWF a qualunque ipotesi di allungamento della stagione della caccia. ''Domani - spiega l'associazione del Panda - i Deputati della Commissione agricoltura della Camera si prenderanno la responsabilita' di decidere se l'Italia debba diventare un Paese in cui gli animali selvatici siano destinati ad essere massacrati dai cacciatori tutto l'anno. Si votera' infatti l'articolo 43 della 'Legge Comunitaria 2009' che modifica la legge quadro sulla caccia (Legge 157/92 ), cancellando gli attuali limiti temporali alla stagione venatoria (1 settembre-31 gennaio).
Nell'Anno internazionale della Biodiversita', inaugurato dall'ONU a gennaio, per il WWF la norma in votazione domani appare tanto piu' stridente e contraddittoria poiche' va in senso tutto contrario alle leggi e ai principi di conservazione''.
''E' vergognoso che il Parlamento inganni gli Italiani con una norma che, invece di diminuire la pressione venatoria come ci chiede l'Unione Europea, estende la stagione di caccia oltre i gia' lunghi 5 mesi attuali , deliberando cosi' lo sterminio di milioni di uccelli migratori e la condanna sicura dell'Italia a pagare ingentissime multe per l'ennesima violazione delle leggi europee ed internazionali per la tutela degli animali selvatici'', dichiara Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia.
Il WWF chiede la soppressione dell'articolo 43, ricordando l'incompatibilita' assoluta del prolungamento della stagione venatoria con la direttiva europea 79/409/CE, con la Costituzione e con la Convenzione sulla biodiversita'. ''La soppressione definitiva di questa norma - spiega - e' l'unica risposta seria e legittima che il Parlamento possa dare . In caso di approvazione di questa legge, i milioni di italiani che sono rappresentati dalle oltre centro Associazioni che a febbraio hanno inviato un appello al presidente Berlusconi, sono pronti a mobilitarsi con ogni mezzo, compreso il referendum abrogativo. Nonostante l'art. 43 sia stato oggetto in questi giorni di trattative all'interno della maggioranza, con emendamenti migliorativi , torna il rischio che domani si voti invece in favore di 'caccia selvaggia'''.
In un recente appello, il Comitato scientifico del WWF Italia, un organo costituito da scienziati e dai migliori esperti in materia ambientale sia nazionali che internazionali, ha rivolto un Appello al Parlamento dove e' ribadito l'effetto devastante che una deregulation della caccia avrebbe sulla conservazione dell'avifauna migratrice.
''Siamo al rush finale - continua Leoni - e c'e' da augurarsi che il voto in Commissione agricoltura alla Camera previsto per domani non riservi brutte sorprese. Il WWF, anche attraverso il suo Comitato scientifico, ha ribadito quanto dannoso sarebbe un qualunque prolungamento della stagione venatoria oltre i paletti oggi esistenti''.
sabato 9 gennaio 2010
tigre di Sumatra:Bracconaggio e distruzione dell'habitat: negli anni '80 erano stimati circa 1000 esemplari. Ora sono 400
BRACCONAGGIO E DISTRUZIONE DELL'HABITAT - Sono solo 400 circa le tigri di Sumatra che si stima sopravvivano ancora allo stato selvatico, costantemente minacciate dal bracconaggio e dalla distruzione del loro habitat. Agli inizi del ventesimo secolo la tigre a Sumatra era invece molto diffusa e solo negli anni Ottanta erano stimati circa 1000 esemplari. “Le immagini riprese dalle camera-trap sono assolutamente affascinanti, ma siamo molto preoccupati perché l’habitat di questa tigre e dei suoi cuccioli sta rapidamente riducendosi a causa delle piantagioni di palma da olio, dell’industria cartiera attiva nella zona con due compagnie internazionali e del taglio illegale di legname, prodotti destinati ai nostri mercati che sono così partecipi della deforestazione di Sumatra e del Borneo” ha detto Massimiliano Rocco, responsabile Specie del Wwf Italia.ANNO DELLA TIGRE - Il video delle tigri arriva proprio alla vigilia dell’inaugurazione da parte dell’ONU dell’Anno Internazionale della Biodiversità prevista per l’11 gennaio, mentre il Wwf si prepara a lanciare il 14 febbraio, in coincidenza con l’inizio dell’Anno della Tigre nel calendario cinese, una campagna dedicata proprio a questo splendido felino. L’obiettivo è di alzare il tiro nelle azioni di conservazione e assicurare un impegno politico di alto livello, già avviato da molti Paesi e che dovrà essere sancito attraverso diversi incontri internazionali nei Paesi chiave per la conservazione della tigre. Tra gli appuntamenti forse il più importante in camedario è il Summit sulla Tigre che a settembre vedrà riuniti i capi di Stato a Vladivostok, in Russia, presieduto dal primo ministro Vladimir Putin con la partecipazione degli altri partner pubblici e privati della cosiddetta “Global Tiger Initiative”, di cui fa parte anche la Banca Mondiale. . “Quando questi cuccioli saranno abbastanza adulti da lasciare la madre, il che accadrà presto, dovranno trovare un proprio territorio – ha detto Ian Kosasih, direttore del Programma Foreste del WWF Indonesia – Dove andranno? Con un habitat così ristretto a causa della distruzione delle foreste circostanti, sarà difficile per le tigri non imbattersi nelle persone e questo incontro sarà pericoloso sia per le tigri che per le persone stesse. Attraverso questa prova scientifica chiara della presenza della tigre nell’area, il WWF chiede il riconoscimento ufficiale di corridoio ecologico protetto per l’area compresa tra le due riserve naturali. All'inizio del Novecento, le tigri erano più di 100.000 secondo il Segretariato della Convenzione CITES, mentre le attuali stime riferiscono di circa 3.200 esemplari rimaste in natura. Le tigri oggi sono cacciate prevalentemente per il mercato dei prodotti derivati, poiché ogni parte del loro corpo può essere usata a scopo medico o decorativo. La maggior parte delle tigri si trovano oggi confinate in habitat sempre più ristretti, con diverse sottospecie sull'orlo dell'estinzione. Per garantire che questo numero di tigri resti stabile e anzi cominci ad aumentare, il WWF e i suoi partner si appellano ai diversi governi di paesi che ancora ospitano la tigre per incrementare le attività anti bracconaggio e la protezione dell'habitat, con l’obiettivo di raddoppiare la presenza delle tigri entro il 2022, portandone il numero ad almeno 7.000 esemplari.
domenica 13 settembre 2009
deforestazione: SENZA FORESTE si estingueranno bonobo, scimpanze', gorilla e orango

La gestione sostenibile delle foreste - quali quelle certificate secondo gli standard FSC (Consiglio per la Gestione Forestale Sostenibile) - ha un ruolo vitale nella conservazione delle ultime grandi scimmie rimaste al mondo, ovvero bonobo, scimpanze', gorilla e orango. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto promosso dal WWF ''Great Apes and Logging'' reso noto oggi a livello internazionale che contiene un Decalogo di raccomandazioni per i Governi dei paesi importatori ed esportatori di legname, le imprese e i consumatori.
Il rapporto evidenzia infatti che le foreste certificate e gestite secondo gli standard FSC - il marchio di qualita' per la gestione responsabile delle foreste - ospitano e garantiscono la vitalita' delle popolazioni di queste grandi scimmie allo stesso livello di parchi e riserve nazionali. E conferma che una gestione forestale in linea con gli standard FSC e' oggi lo strumento piu' importante per coniugare conservazione e utilizzo sostenibile di un patrimonio forestale mondiale depredato a ritmi allarmanti, con processi di deforestazione che negli ultimi 10 anni hanno distrutto milioni di ettari di foreste che ospitano ancora le grandi scimmie in paesi come l'Indonesia, Malesia, la Repubblica Democratica del Congo, il Gabon, il Camerun e la Nigeria (senza contare le altre aree forestali colpite dal taglio illegale come l'Amazzonia e i paesi attraversati dal Mekong dove le grandi scimmie non sono presenti).
Negli ultimi 50 anni, EVIDENZIA IL RAPPORTO, il numero di grandi scimmie esistenti al mondo si e' dimezzato, tanto che tutte e quattro le specie di grandi scimmie - bonobo, scimpanze', gorilla e orango - sono considerate 'in pericolo' o ' in grave pericolo' di estinzione. Per alcune di esse parliamo ormai di poche centinaia di esemplari rimasti, a volte isolati tra loro, minacciati soprattutto dalla caccia, dalle malattie e proprio dalla distruzione degli habitat.
Proprio per questo, secondo il WWF, la rete di aree protette e sistemi naturali in questi paesi deve essere strettamente correlata alla gestione di foreste certificate, che possono rappresentare un'estensione degli habitat esistenti oltre che 'corridoi ecologici' di connessione tra habitat isolati, creando una rete adeguata di ambienti in cui le grandi scimmie possano vivere e riprodursi.
venerdì 22 maggio 2009
BIODIVERSITà: DOMANI GIORNATA MONDIALE , L'ITALIA PERDE 138 SPECIE, DALLE ARANCE AGLI ORSI

Le Ovaletto di Catania, le Miele di Cagliari e le Belladonna di Enna, il Femminiello di Messina, il Quattrocchi di Catania e il Santu Ghironi di Cagliari sono le specie di arancia italiane e quelle di limone a rischio di estinzione. Tra le tante le qualita' di mele da proteggere ci sono le Appio di Sassari, le Zamboni di Bologna e le Limoncella di Roma. Le Angelica di Ravenna, le Cannella di Isernia, le Dea di Foggia, le Piviri di Olbia o le Mamoi di Nuoro sono solo alcune delle pere che rischiano di scomparire, mentre la Bianca Marostica di Vicenza, la Del Fiore di Foggia, la Duronata di Modena, la Durone di Pavia e la Cuore Nero di Piacenza sono le varieta' di ciliegie in via di estinzione, l'Arruba di Cagliari, la Biancolilla di Agrigento, la Bordatura di Enna, la Pizzo Corvo di Palermo e la Istumbus di Sassari le mandorle a rischio. L'anguria e il melone di varieta' tipicamente italiane gia' quasi non ci sono piu'. E sono molti altri ancora i frutti del nostro patrimonio agricolo che potremmo a breve perdere per sempre.
Si contavano in Italia 8000 varieta' di frutta alla fine dell'Ottocento mentre oggi si arriva a poco meno di 2000. Nel dossier Biodiversita' a rischio di Legambiente e Bioversity International, c'e' questo e altro ancora. Un'attenta panoramica sullo stato delle specie vegetali, agricole e non, di quelle animali e sui fattori di perdita di varieta' delle forme di vita nel mondo, che le due associazioni presentano in occasione della giornata mondiale delle biodiversita' che si celebrera' domani. ''Sarebbe grave se non venissero portate avanti tutte le azioni previste nella Carta sulla biodiversita' siglata a Siracusa all'ultimo G8Ambiente - dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente -. La Ue ha annunciato che per il 2009 - 2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversita'. E' evidente che per avvicinarsi agli obiettivi del Countdown 2010 - l'alleanza di governi, Ong e settore privato con l'obiettivo di fare intraprendere a tutti i partner le azioni necessarie per fermare la perdita di biodiversita' entro il 2010. L'Italia ha aderito formalmente a quest'iniziativa nel 2005 - e' necessario riconfermare e rafforzare l'impegno delle istituzioni europee nei prossimi due anni e anche che siano individuati impegni e vincoli misurabili e concreti''.
L'Italia è un dei paesi più ricchi di biodiversità, un vero e proprio 'hot spot' mondiale, ma anche uno di quelli più esposti alla perdita: dalle arance di Catania alle ciliegie di Pavia, dagli orsi alle lontre fino al lupo all'aquila e allo stambecco, sono 138 le specie minacciate di cui l'8% appartenente al regno delle piante e il 92% a quello degli animali. A contribuire alla diminuzione di biodiversità del nostro Paese anche la perdita del suolo al ritmo di 110 chilometri quadrati all'anno, pari a 30 ettari al giorno, 200 metri quadrati al minuto. Sono queste alcune delle considerazioni di Legambiente e del Wwf in occasione della giornata mondiale della Biodiversità che si celebra domani. Con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (il 50% di quelle europee), dei quali il 13,5% specie endemiche, l'Italia, dicono Legambiente e Bioversity international in un dossier, è il paese Europeo più ricco di biodiversità ma molta della ricchezza si sta perdendo: alla fine dell'ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia. L'ultima Red list della Iucn (International union for conservation of nature) parla di un aumento della minaccia d'estinzione: contiene 44.838 specie di cui 16.928 a rischio. Mentre per Michele Candotti, direttore generale del Wwf, proporre di riaprire "la caccia a una specie simbolo delle nostre vette alpine, come lo Stambecco" è soltanto "l'ultimo atto di un'arretratezza culturale che abbiamo registrato anche nei reiterati tentativi di deregulation della caccia nazionale" che sta portando indietro "l'Italia di almeno 50 anni". L'associazione del Panda, dice il presidente onorario Fulco Pratesi, chiede l'impegno del ministro dell'Ambiente per salvare animali simbolo come l'orso, lo stambecco, il lupo, che rendono unico il nostro Paese. La Fao stima che il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell'alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Come effetti diretti delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e, tra queste, frumento, riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo. Negli ultimi decenni sono aumentate le cause antropiche all'origine della perdita di biodiversità: i cambiamenti di uso del suolo, i cambiamenti climatici, l'introduzione di specie aliene, la variazione di concentrazione di Co2 e le deposizioni azotate a cui vanno aggiunte le piogge acide. La Carta di Siracusa siglata al G8 Ambiente contiene un insieme di impegni e azioni da portare avanti per evitare la perdita delle biodiversità. E poi, l'impegno per il Countdown 2010 (un'alleanza di governi, Ong e settore privato) con l'obiettivo di intraprendere le azioni per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, l'anno della svolta e del target per tutti i governi del mondo. La Ue, dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, ha annunciato che per "il 2009-2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità". Ma per il Wwf ancora oggi manca "una legge specifica che tuteli la nostra fauna e non esiste una strategia nazionale per la Biodiversità".
sabato 28 marzo 2009
Morto Emilio Nessi, paladino degli animali a rischio
''Ha spesso raccontato le nostre battaglie, dall'antibrac
conaggio a fianco delle Guardie venatorie alla lotta al degrado del territorio, dal sequestro di specie protette alle storie legate ai Centri di recupero animali.
Emilio era una di quei giornalisti di cui l'Italia ha tanto bisogno, impegnata generosamente in prima persona in tante battaglie per un futuro migliore'' , ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia.
''Siamo profondamente colpiti dalla sua morte improvvisa che lascia un vuoto in tutti noi e in particolare a coloro che lo hanno spesso affiancato nei suoi reportage. Con la scomparsa di Emilio se ne va un amico ed un giornalista tenace e unico'', aggiunge Massimiliano Rocco, Responsabile specie del WWF Italia che in questi anni lo ha spesso affiancato per la realizzazione dei suoi servizi.
l giornalista e scrittore Emilio Nessi e' morto ieri sera, a 59 anni per un malore improvviso, nella sua casa di Milano. Era noto come paladino degli animali e delle specie a rischio e storico collaboratore della Rai, come di altre testate.
Sempre pronto a intervenire dove vi fosse una denuncia per maltrattamenti ad animali, con speciale attenzione a quelli meno noti, come le otarie della Skeleton coast in Namibia o i cigni reali trafitti dalle balestre nel nord Europa, dai cuccioli di animali rari, ma anche di cani di razza, contrabbandati in situazioni estreme.
Famosa la sua battaglia in favore dei beluga, che i russi addestrano per operazioni militari, come quello divenuto celebre col nome di ‘Palla di neve’, che, grazie anche a Nessi, e' stato liberato nel Mar Nero. A quest'ultimo dedico' uno dei suoi libri, ‘Palla di neve’ appunto, che nel 1995 divenne anche un film di Maurizio Nichetti con lo stesso titolo. Nel 2004 aveva pubblicato ‘L'Arca di Nessi’, in cui racconta storie di salvataggi di animali, e ne aveva devoluto i diritti d'autore alla Lega Italiana Protezione Uccelli.