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venerdì 17 settembre 2010

CACCIA : Conserva la biodiversita, DOMANI A VENEZIA SI MANIFESTERà PER DIRE BASTA


Conserva la biodiversita', aboliamo la caccia'' e' lo slogan della manifestazione nazionale anticaccia organizzata da LAV e altre associazioni alla vigilia dell'apertura generale della stagione venatoria fissata per la terza domenica di settembre: sabato 18 settembre, il corteo manifestera' a Venezia, capoluogo del Veneto, regione simbolica perche' ad altissima densita' di cacciatori. Per tutti i partecipanti l'appuntamento e' alle ore 15:30 a Campo San Geremia.

''La caccia e' la principale minaccia alla biodiversita' - dichiara Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV settore caccia e fauna selvatica - benche' il numero dei praticanti di questo contestato massacro legalizzato sia costantemente in diminuzione, il loro impatto e' ancora fortissimo e gravissimo, mentre i piu' recenti sondaggi confermato che 7 italiani su 10 si sono dichiarati contrari alla caccia: un'esigua minoranza di persone armate ha il fucile puntato contro i nostri animali, gli animali di tutti gli italiani.

Eppure la fauna selvatica e' patrimonio indisponibile dello Stato''.

''Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione anticaccia di sabato 18 settembre a Venezia - prosegue Massimo Vitturi - Coloro che non potranno partecipare, possono comunque dimostrare la loro solidarieta' ai circa 100 milioni di animali sterminati ogni anno in Italia e chiedere l'abolizione della caccia, inviandoci un breve messaggio a info@lav.it anche attraverso il nostro portale www.lav.it''.

La caccia,- ricorda la Lav - oltre alla strage di milioni di animali, provoca: l'estinzione generale o locale di alcune specie e la rarefazione di altre; l'alterazione degli equilibri ecologici naturali; la diffusione di malattie come il saturnismo (avvelenamento da piombo degli uccelli che ingeriscono i pallini) e gravi sofferenze agli animali feriti. Sempre piu' frequenti gli incidenti con perdite anche di vite umane.

Nel corso degli ultimi 20 anni il numero di cacciatori si e' dimezzato passando da 1.500.986 (1988) a 751.876 del 2007 (Istat). La Toscana conta il maggior numero di doppiette (112.571) e, in generale, e' il centro-nord del Paese ad ospitare circa il 70% dei cacciatori italiani.

lunedì 19 aprile 2010

CACCIA: CAMBIAMENTI CLIMA DOVREBBERO CONSIGLIARE ANTICIPO STOP

''L'aumento della temperatura globale dovrebbe consigliare di anticipare la chiusura della stagione venatoria e non certo di estenderla''. Parola di Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia, che sta presidiando in queste ore Montecitorio insieme ai volontari di tutte le associazioni nel sit-in contro la deregulation caccia.

''Infatti - ha spiegato - gli animali tendono sempre piu' ad anticipare nidificazioni e periodi migratori: colpirli in queste delicate fasi significa determinare un grave impatto sugli equilibri di queste specie''.
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'Una strage di animali e un colpo mortale alla biodiversita': questo produrrebbe l'approvazione dell'articolo 43 della legge comunitaria , oggi in discussione a Montecitorio, che prevede l'estensione del periodo di caccia ai mesi di febbraio e marzo, cruciali per la sopravvivenza di molte specie migratorie''.

E' quanto afferma Loredana De Petris, della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta' che stamani ha portato il sostegno di Sel al presidio delle associazioni ambientaliste in corso in piazza Montecitorio.

''Con questa decisione politica - prosegue l'esponente ambientalista di Sel - fatta in omaggio ad una piccola lobby di cacciatori estremisti ed irresponsabili, si assesta una colpo durissimo alla natura e alla biodiversita' a cui l'Onu ha dedicato proprio quest'anno. Facciamo appello - conclude la De Petris - ai deputati, ai ministri Ronchi e Prestigiacomo, se ancora hanno un minimo di senso di responsabilita' e di coscienza, affinche' respingano questa vera e propria deregulation della caccia, che non solo e' in antitesi con tutte le normative europee di settore, ma trova contraria la maggioranza dei cittadini e le stesse associazioni venatorie piu' serie e consapevoli''.

martedì 13 aprile 2010

CACCIA: WWF, NO SECCO A QUALUNQUE IPOTESI ALLUNGAMENTO STAGIONE


''No'' secco del WWF a qualunque ipotesi di allungamento della stagione della caccia. ''Domani - spiega l'associazione del Panda - i Deputati della Commissione agricoltura della Camera si prenderanno la responsabilita' di decidere se l'Italia debba diventare un Paese in cui gli animali selvatici siano destinati ad essere massacrati dai cacciatori tutto l'anno. Si votera' infatti l'articolo 43 della 'Legge Comunitaria 2009' che modifica la legge quadro sulla caccia (Legge 157/92 ), cancellando gli attuali limiti temporali alla stagione venatoria (1 settembre-31 gennaio).

Nell'Anno internazionale della Biodiversita', inaugurato dall'ONU a gennaio, per il WWF la norma in votazione domani appare tanto piu' stridente e contraddittoria poiche' va in senso tutto contrario alle leggi e ai principi di conservazione''.

''E' vergognoso che il Parlamento inganni gli Italiani con una norma che, invece di diminuire la pressione venatoria come ci chiede l'Unione Europea, estende la stagione di caccia oltre i gia' lunghi 5 mesi attuali , deliberando cosi' lo sterminio di milioni di uccelli migratori e la condanna sicura dell'Italia a pagare ingentissime multe per l'ennesima violazione delle leggi europee ed internazionali per la tutela degli animali selvatici'', dichiara Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia.

Il WWF chiede la soppressione dell'articolo 43, ricordando l'incompatibilita' assoluta del prolungamento della stagione venatoria con la direttiva europea 79/409/CE, con la Costituzione e con la Convenzione sulla biodiversita'. ''La soppressione definitiva di questa norma - spiega - e' l'unica risposta seria e legittima che il Parlamento possa dare . In caso di approvazione di questa legge, i milioni di italiani che sono rappresentati dalle oltre centro Associazioni che a febbraio hanno inviato un appello al presidente Berlusconi, sono pronti a mobilitarsi con ogni mezzo, compreso il referendum abrogativo. Nonostante l'art. 43 sia stato oggetto in questi giorni di trattative all'interno della maggioranza, con emendamenti migliorativi , torna il rischio che domani si voti invece in favore di 'caccia selvaggia'''.

In un recente appello, il Comitato scientifico del WWF Italia, un organo costituito da scienziati e dai migliori esperti in materia ambientale sia nazionali che internazionali, ha rivolto un Appello al Parlamento dove e' ribadito l'effetto devastante che una deregulation della caccia avrebbe sulla conservazione dell'avifauna migratrice.

''Siamo al rush finale - continua Leoni - e c'e' da augurarsi che il voto in Commissione agricoltura alla Camera previsto per domani non riservi brutte sorprese. Il WWF, anche attraverso il suo Comitato scientifico, ha ribadito quanto dannoso sarebbe un qualunque prolungamento della stagione venatoria oltre i paletti oggi esistenti''.

martedì 2 febbraio 2010

CACCIA:STAGIONE CHIUSA MA E' STRAGE DI SPECIE PROTETTE


La stagione venatoria 2009-2010 si e' conclusa il 31 gennaio ma lascia una scia drammatica dietro di se', con centinaia di animali appartenenti a specie protette uccisi a fucilate o impallinati, solo un assaggio di quello che succedera' se l'art.38 della legge comunitaria verra' approvato anche dalla Camera allargando sempre di piu' le maglie della stagione venatoria.

Lo denuncia la LIPU-BirdLife Italia, che ha analizzato i dati degli uccelli selvatici giunti a sette dei suoi centri di recupero dal 1* settembre dello scorso anno ad oggi, vigilia di chiusura della stagione venatoria, numeri che rappresentano solo la punta di un iceberg di un fenomeno molto di piu' vasto e drammatico presente nel nostro Paese.

La LIPU ha anche effettuato un bilancio del'attivita' antibracconaggio nel bresciano e a Cagliari, due delle aree piu' a rischio per l'uccellagione, che ha portato alla rimozione di oltre 27mila trappole per piccoli uccelli migratori come tordi e pettirossi.

Sono oltre 250 gli uccelli selvatici giunti impallinati ai centri LIPU, di cui 150 rapaci appartenenti a ben 15 diverse specie. Tra di essi rapaci notturni come gufi, civette e barbagianni, e poi falchi (pellegrino, gheppi, lodolai), poiane, sparveri, albanelle e anche una rara Aquila minore recuperata (ma poi deceduta) nel palermitano.

Oltre ai rapaci la LIPU ha soccorso specie di grande pregio conservazionistico come il Fenicottero rosa e il raro Tarabusino (centro LIPU di Palermo), una Cicogna bianca (a Roma), aironi (Roma e Milano) e un esemplare di Spatola e altre decine di specie. Tutti animali deceduti in seguito ai pallini conficcati nel corpo o resi irrecuperabili dalle ferite riportate.

Un bilancio, quello del 2009, decisamente negativo, che ha visto dapprima la presentazione del proposta del Senatore Orsi, poi altri tentativi di introdurre una maggiore liberalizzazione della caccia, le preaperture in molte regioni, la caccia in deroga in particolare Lombardia e Veneto e l'uccisione di centinaia di uccelli appartenenti a specie protette e migliaia di piccoli uccelli migratori vittime di reti e trappole illegali. Un prologo non proprio all'altezza del 2010, dichiarato Anno internazionale della biodiversita'.

''Il bilancio della stagione venatoria e' drammatico - dichiara Elena D'Andrea, Direttore Generale LIPU - ma ancora di piu' ci preoccupa quanto approvato in Senato con l'articolo 38 della legge comunitaria, che non abbiamo esitato a definire vergognoso per l'Europa e i cittadini italiani, per oltre il 90% contrari a una maggiore liberalizzazione della caccia.

''La nostra risposta di fronte a posizioni venatorie inaccettabili e' stata in queste ore la mobilitazione dei nostri attivisti e simpatizzanti, che chiedono a gran voce che la Camera bocci l'art. 38 della comunitaria e restituisca dignita' al nostro Paese, gia' gravemente colpito da una grave crisi della biodiversita' e da una procedura d'infrazione alle direttive comunitarie con la quale l'Europa ci accusa di cacciare troppo e male''.

venerdì 29 gennaio 2010

CACCIA: ITALIA NON LA VUOLE MA GOVERNO FA FINTA DI NIENTE


Solo 1 italiano su 10 e' favorevole alla caccia. Il maschio adulto italiano e' fortemente contrario a imbracciare la doppietta, alle donne e ai giovani sparare agli animali pare un'inutile crudelta'. Un sondaggio commissionato a IPSOS dal WWF e altre associazioni a febbraio 2009 parlava chiaro: il 69% degli interpellati e' ''fortemente contrario'' alla caccia, il 10% ''favorevole'', ''neutrale'' il 21%. Del resto nel Paese i cacciatori rappresentano uno sparuto gruppo e il loro numero si e' piu' che dimezzato dagli anni '70 passando da 1.800.000 a meno di 800.000. Sparuto ma ormai dotato di armi hi-tech come fucili semiautomatici, puntatori laser, ricetrasmittenti, mimetiche e in qualche caso, come denunciato dalle guardie venatorie del WWF, anche kalashnikov.

''Solo qualche giorno fa - ricorda il WWF - le Nazioni Unite hanno inaugurato l'anno internazionale della biodiversita' e i prossimi mesi dovrebbero anche in Italia essere dedicati alla salvaguardia della natura, bene preziosissimo che perdiamo a un ritmo impressionante - dichiara Gaetano Benedetto condirettore del WWF Italia - .Il voto di oggi al Senato e' tutto nel segno opposto. Alza la palla per le elezioni regionali poiche' consente credibilmente di fare promesse di estensione dei calendari venatori. Questo ovviamente senza tener conto della probabile risposta dell'Ue che, come gia' avvenuto in passato piu' volte, potra' aprire procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese. Paese cui, come piu' volte abbiamo dimostrato, della caccia non importa granche'''.

''E' sufficiente un giro in rete - conclude l'associazione - per capire quanto ampio e ormai totalmente bipartisan sia il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura e che gli italiani non vogliono''.

giovedì 28 gennaio 2010

CACCIA: ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, VERGOGNA! PRESI IN GIRO ITALIANI


''Cio' che e' accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei confronti dell'Europa, che e' stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovra' spiegare che la caccia e i fucili vengono prima di tutto''.

E' la dichiarazione a caldo delle associazioni ambientaliste (Amici della Terra, Animalisti Italiani, ENPA, FareVerde, Greenpeace, LAC, LAV, Legambiente, LIDA, LIPU - Birdlife Italia, Mememento Naturae, No alla Caccia, OIPA, Ass. Vittime della caccia, VAS, WWF Italia) all'approvazione dell'articolo 38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1* settembre e il 31 gennaio.

''E' stato ignorato - specificano le associazioni - il parere negativo del Ministero dell'Ambiente, che specificava come l'articolo peggiorava anziche' risolvere la situazione di infrazione in cui l'Italia si trova sul tema caccia. E' stato ignorato il parere negativo dell'ISPRA, l'autorita' scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che aveva gia' bocciato un identico emendamento nel recente passato. E tutto questo per assecondare una minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi all'anno, per giunta facendo ingresso nei terreni privati''.

''Il risultato - avvertono - e' che con questo emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l'aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone''.

domenica 20 settembre 2009

LIGURIA: La caccia mette a rischio il patrimonio faunistico

In vista dell’apertura della stagione della caccia in Liguria, prevista per domani, le sezioni liguri delle associazioni Lega Abolizione caccia, Wwf, Ente nazionale Protezione Animali intervengono con una nota nella quale si pone l’accento sul rischio del patrimonio faunistico della regione.

«La lobby dei cacciatori - è scritto nel comunicato - si trova a ranghi sempre più ridotti ma persevera in una azione di lobbing su Regione e Province per ottenere continue deregulations di stampo clienterale. Si pensi alla vigente caccia a specie meritevoli di tutela, come la pernice rossa o il camoscio, presenti allo stato selvatico con poche centinaia di esemplari».

Secondo le associazioni animaliste «il danno maggiore provocato dai fucili liguri si concretizzerà nell’abbattimento da appostamenti fissi degli uccelli migratori come tordi, merli, colombacci». «Sarà sostenuto - sottolineano - anche l’abusivismo edilizio costituito dai palchi sopraelevati». «La pressione della caccia - concludono le associazioni animaliste - si vanno a sommare quest’anno, in tutta Italia, ai deleteri effetti degli incendi. La liguria aggira illegittimimamente il divieto di caccia nelle aree boscate percorse dal fuoco riducendolo a soli 3 anni ed ammette la caccia agli ungulati sulla neve, consentita dalla legge solo in zona Alpi».

sabato 4 luglio 2009

PERNICE BIANCA a RISCHIO ESTINZIONE

Chiudere la caccia alla pernice bianca su tutto l'arco alpino per salvarla dall'estinzione e' la formale richiesta fatta in questi giorni dal WWF Italia.

La richiesta e' rivolta alle Regioni e alle Province che proprio in questo periodo stanno formulando i nuovi calendari venatori per la stagione che partira' in settembre.

La pernice, specie simbolo delle Alpi, mostra da molti anni una grave difficolta' con una diminuzione, spesso drastica, con popolazioni quasi completamente costituite da nuclei isolati.

Il principale problema della specie sembra essere legato ai cambiamenti climatici in corso, soprattutto in relazione alla diminuzione della nevosita', ma alcuni altri fattori sono indicati nella bibliografia scientifica come importanti cause di questa situazione: tra questi il prelievo venatorio, il cui significativo impatto va certamente sommato ad altre cause di declino, come ad esempio l'aumentata accessibilita' dei comprensori di alta quota, lo sviluppo di nuovi impianti sciistici e l'escursionismo invernale e primaverile non regolamentato.

Sono le stesse associazioni di cacciatori ad ammettere con preoccupazione la grave rarefazione della specie, cosi' come la confermano tutti i censimenti effettuati. Negli ultimi anni alcune Province, come Como, Lecco e Bergamo, hanno autonomamente chiuso la caccia alla specie a causa della bassissima consistenza numerica.

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