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martedì 12 aprile 2011

TRIVELLAZIONI : MEDITERRANEO A RISCHIO TRIVELLAZIONI. NO A TREMITI

Le recenti autorizzazioni per le trivellazioni petrolifere al largo delle Isole Tremiti ricordano ancora una volta il rischio ambientale che corre il Mediterraneo. E' il WWF a rilanciare l'allarme circa le scoperte di giacimenti colossali di gas e altri idrocarburi sui fondali profondi del Mediterraneo (gia' al largo di Israele e al largo del delta del Nilo lo scorso febbraio), che hanno aperto una caccia al tesoro che rischia di danneggiare inevitabilmente ambienti unici per la biodiversita' marina, protetti in base a convenzioni internazionali.

''Si e' dimostrata per l'ennesima volta l'incapacita' di raccogliere gli insegnamenti che derivano dai disastri, come quello recente della BP nel Golfo del Messico, per arrivare a fare scelte compatibili con l'ambiente'', denuncia Antonio de Feo, presidente di WWF Puglia, sottolineando che ''nel caso delle Tremiti le trivellazioni verranno condotte ai confini virtuali della riserva marina, quindi con un forte impatto ambientale''.

Il WWF ricorda come diversi accordi obblighino i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a passare attraverso il sistema VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) prima di esplorare e trivellare alla ricerca di gas e petrolio in acque ''offshore'': il piu' recente protocollo e' quello entrato in vigore nel dicembre 2010 nel quale si specifica che qualsiasi potenziale attivita' di sfruttamento di acque profonde, tra cui anche le prospezioni, debbano essere soggette ad autorizzazione sulla base di un'approfondita VIA.

lunedì 18 ottobre 2010

DISASTRO AMBIENTALE: Golfo del Messico, Le tartarughe si salvano con la maionese


Mentre la NASA mette in campo i suoi mezzi e le sue tecnologie per evitare una strage tra le tartarughe marine del Golfo del Messico, un piccolo centro faunistico della Florida le salva dal petrolio grazie alla... maionese. (Riccardo Galli, 15 ottobre 2010)

Se durante una visita al Turtle Hospital di Marathon (Florida) vi imbattete in un distinto signore che sta spalmando della maionese su una tartaruga (viva), non spaventatevi: non è un amante della cucina esotica alle prese con un macabro spuntino, ma Ryan Butt, il direttore del centro faunistico, che sta ripulendo dal petrolio e dal catrame una vittima del disastro della Deep Water Horizon. La maionese infatti, contenendo olio in abbondanza, si lega al catrame che in questo modo può essere rimosso asciugando l’animale con una salvietta. Non solo: è molto sicura anche dal punto di vista dermatologico e può essere utilizzata per liberare dalle sostanze tossiche anche narici, bocca e occhi delle testuggini. E la cosa sembra funzionare davvero, visto che Butt ha salvato con questo sistema decine di animali.

Secondo Butt petrolio e catrame hanno ormai invaso i sargassi, alghe scure che vivono in superficie e che offrono alle testuggini cibo e riparo Nuotando tra queste alghe le tartarughe si ricoprono di uno spesso strato di sostanze oleose e tossiche che finisce per soffocarle.
Secondo i dati diffusi dalla National Oceanic and Atmospheric Administration la chiazza di greggio e gli incendi controllati appiccati dalla BP per contenerla hanno causato la morte di 525 tartarughe.

La buona notizia
Per salvare queste simpatiche creature marine è intervenuta addirittura la NASA che ha spostato 28mila uova dalla Louisiana alla Florida permettendo fino ad oggi la nascita di almeno 15.000 tartarughine.
Fonte : http://www.focus.it/natura/news/le-tartarughe-si-salvano-con-la-maionese_071010_2227.aspx

venerdì 8 ottobre 2010

LIGURIA: Idrocarburi nello Stura, inchiesta della procura

È stato aperto un fascicolo di reato per inquinamento in merito allo sversamento avvenuto questa notte nel torrente Stura nei pressi di Masone. Corpo forestale e carabinieri del Noe stanno concudendo l’indagine ed eseguiranno alcuni accertamenti nelle prossime ore per capire se esistano o meno responsabilità dell’azienda dove si è verificato l’incidente.

Lo sversamento di decine di litri di oli pesanti è avvenuto durante alcune operazioni di bonifica a causa della rottura dei serbatoi. Sul posto per tutta la giornata hanno operato i vigili del fuoco, la guardia forestale e i carabinieri della compagnia di Arenzano. Le chiazze di idrocarburi sono state contenute attraverso speciali panne. Sul posto anche gli ispettori di Arpal che stanno verificando i danni provocati dall’inquinamento al torrente Stura

mercoledì 24 febbraio 2010

Un fiume di petrolio sversato nel Lambro

Allarme ambientale nelle prime ore di martedì a Milano. Intorno alle 4 del mattino ignoti inquinatori hanno aperto i collettori di collegamento di tre cisterne del deposito della ex raffineria Lombarda Petroli di via Raffaello Sanzio a Villasanta (Monza), causando la fuoriuscita di almeno 600mila litri di gasolio per autotrazione e riscaldamento, e olio combustibile, che in parte sono finiti nel vicino fiume Lambro. Gli idrocarburi si sono riversati prima in un vascone e poi nel condotto fognario, causando il blocco del depuratore dell’alto Lambro di Monza e quindi lo sversamento nel fiume. La fuoriuscita di petrolio e gasolio dai serbatoi della raffineria è stata fermata a fine mattinata.


Il deposito si trova a fianco di un’area sottoposta a un’operazione di recupero e edificazione, che in seguito dovrebbe interessare anche l’area dell’ex raffineria con il progetto «Ecocity Villasanta Monza». Sul grave episodio indagano ora i carabinieri e la polizia provinciale.


GLI INTERVENTI - I tecnici del depuratore di Monza sono riusciti a fine mattinata a contenere la marea nera all'interno dell'impianto che si trova ai confini tra Monza e San Maurizio al Lambro. Ora la Protezione civile sta lavorando per impedire che il petrolio fuoriuscito nel fiume Lambro (e arrivato all'altezza di Peschiera Borromeo) arrivi al Po. E per questo ha allestito uno sbarramento a San Zenone, in provincia di Lodi. Si tratta, spiegano dalla Protezione civile, di una «quantità considerevole» di materiale che si è sversato, soprattutto tenendo conto che si è incanalato in un corso d'acqua. Carabinieri, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato sono accorsi sul luogo del disastro per una valutazione dei danni ambientali. Cittadini allarmati hanno scritto anche al nostro Forum «Casi metropolitani» riportando le testimonianze dei genitori degli alunni di una scuola milanese che si trova nelle vicinanze del fiume. E' stata istituita una task force tra Provincia di Monza e Brianza, polizia provinciale, Brianzacque ed Alfi.


«MAI COSI' GRAVE» - «In Brianza non abbiamo mai avuto degli episodi ambientali così gravi», riferisce Brianzacque. «Ci siamo attivati subito per contenere il danno ambientale, facendo entrare la miscela di gasolio e di altre sostanze nel nostro depuratore per contenere il danno ed evitare il più possibile che questi idrocarburi finissero nel Lambro». Il depuratore, di proprietà di Alfi, è gestito da Brianzacque.

venerdì 29 maggio 2009

DIRITTI GLOBALI: RAPPORTO 2009, CODICE ROSSO PER CLIMA IN ITALIA


Se lo stato di salute del mondo e' da codice rosso, anche l'Italia e' messa male e si differenzia da molti Paesi dell'UE per la totale assenza di una qualsiasi politica di governo delle emissioni. Lo evidenzia il Rapporto sui Diritti Globali che aggiunge: ''Abbiamo anche il poco onorevole primato di aver visto votare in Senato, presentata da una folta schiera di parlamentari del PdL il 1* aprile 2009, una mozione che non solo nega i cambiamenti climatici, ma anche le loro cause e conseguenze, nonche' le responsabilita' dell'uomo nel global warming. Non a caso il Belpaese e' il terzo nella classifica europea dei maggiori emettitori (era il quinto nel 1990), si attesta su un consistente +17,5% sopra l'obiettivo di riduzione che dovra' essere raggiunto al 2012 e in fatto di rinnovabili e' il fanalino di coda dell'Unione. L'unico provvedimento, per altro di dubbia efficacia, preso dal governo sul fronte energetico e' l'accordo siglato con la Francia per riportare il nucleare nel Paese''.

Insieme al sistema energetico dominato dagli idrocarburi - evidenzia il Rapporto - il punto dolente dello Stivale rimane la mobilita': gli spostamenti delle merci si svolgono in larga parte su strada (74% del totale per il trasporto delle merci) cosi' come quelli personali, non a caso la mobilita' motorizzata pro capite, attestata a oltre 13.500 chilometri l'anno, e' superiore del 30% rispetto alla media europea. Non c'e' da stupirsi, dunque, se nel 2007 il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio dell'aria ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del PM10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all'anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l'80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio).

Un'altra questione irrisolta e' quella dei rifiuti, che non solo aumentano in quantita', ma vengono smaltiti al 54% in discarica (Legambiente, 2009 a).

Tra i primati negativi dell'Italia - afferma ancora il Rapporto - c'e' anche quello di essere il quarto maggiore consumatore di acqua potabile al mondo. E restando in tema di consumo di risorse naturali, nei cinque lustri che vanno dal 1980 al 2005 sono stati edificati quasi sei milioni di ettari di suolo agricolo.

Passando dal lecito all'illecito, nel Belpaese continuano ad aumentare gli ecoreati, che nel 2007 si attestavano sulla considerevole cifra di 30.300 casi.

Per il Belpaese il 2009 sara' ricordato anche come l'anno del terremoto in Abruzzo. Un sisma che nella sua punta massima del 6 aprile ha toccato la magnitudo 5,8 sulla scala Richter, ma che e' stato preceduto da numerosi fenomeni sismici e al quale hanno seguito migliaia di repliche. Ma soprattutto un sisma che in rapporto alla sua forza e a quanto avviene nel resto del mondo ha fatto un enorme numero di morti: 297 vittime sepolte sotto le macerie di edifici antisismici e in cemento armato, che avrebbero dovuto tenere. Ma che, complici il cemento allungato con sabbia di mare, i materiali scadenti utilizzati per le costruzioni, i collaudi e i certificati di agibilita' a dir poco compiacenti, si sono sgretolati come castelli di carta. Una strage a cavallo tra il ''naturale'' e il ''criminale''.

E proprio gli eccessivi danni del terremoto hanno fatto scattare le indagini della magistratura.

Per avere qualche segnale positivo bisogna volgere lo sguardo verso gli stili di vita e di consumo responsabili.

L'Italia, infatti, e' diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel (31% sul totale europeo) e grande e' stato anche il successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati ISO 14001 nel 2008). In crescita anche l'agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007 contro i 70.674 del 1994), dove si registra anche un forte sviluppo nel settore degli allevamenti biologici, e il settore della ricettivita' diffusa (dal 19% del 2000 al 23% del 2007), dai bed & breakfast agli agriturismo, legata alle risorse naturali e fatta del recupero degli insediamenti esistenti.

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