mercoledì 6 maggio 2009

Energie rinnovabili, posti di lavoro "verdi". Le opportunità in Italia


Da un installatore dell'elettronica se ne farà uno di pannelli fotovoltaici, da uno della meccanica se ne farà uno di impianti eolici. La riconversione che un tempo riguardava soprattutto i siti industriali oggi è diventato un tema che interessa anche, o forse soprattutto, i lavoratori. Per trovare un'occupazione il cartello da seguire, secondo gli intermediari privati, è quello che porta alle energie rinnovabili e così Adecco per quest'anno ha già lanciato un'iniziativa «per formare tecnici per l'industria fotovoltaica e per l'eolico – spiega Diego Biolo, direttore sviluppo specializzazioni industriali dell'agenzia in Italia –. I corsi finanziati attraverso i fondi interprofessionali saranno orientati a fornire delle competenze molto pratiche ai partecipanti, per esempio come si monta un pannello fotovoltaico per gli installatori o la legge italiana in materia per gli esperti normativi, in modo tale che possano poi essere candidati a lavorare nelle aziende da cui nelle ultime settimane stanno arrivando centinaia di richieste. Così, chi fino a ieri si occupava di cablaggio nella metalmeccanica o di assemblaggio di componenti elettronici diventerà un operaio che installa pannelli fotovoltaici».

La gemmazione di nuove imprese a cui si sta assistendo ha generato soprattutto la richiesta di tecnici commerciali di energie rinnovabili, ossia i professionisti che devono andare alla ricerca di nuove opportunità sul territorio per la costruzione di impianti solari, eolici o biomasse. È a loro che è affidato lo sviluppo e il mantenimento delle relazioni commerciali con tutte le istituzioni e gli enti locali per consolidare le opportunità esistenti e le potenzialità. A loro si affiancano gli esperti che monitorano e analizzano l'evoluzione normativa e la regolazione del settore, seguendo le dinamiche del mercato e le prospettive future per individuare i corretti strumenti di investimento e le fonti di finanziamento. «In questo caso serve un laureato in giurisprudenza che però abbia una conoscenza specifica della normativa esistente in Italia nel settore delle rinnovabili – aggiunge Biolo – ed è per questo che stiamo pensando anche a corsi di formazione sulle norme». Senza tralasciare l'energy manger ossia la figura che «in azienda si occupa della gestione e pianificazione dei consumi energetici, applicando strategie di efficienza energetica e limitando gli sprechi in una logica di tutela dell'inquinamento – continua Biolo –. A lui spetta la responsabiltià di progettare impianti di energia alternativa che consentano un effettivo risparmio energetico e pianifica le azioni necessarie a promuovere un uso razionale dell'energia all'interno dell'azienda».

Per orientare meglio chi cerca lavoro l'agenzia ha anche istituito un servizio di candidate caring attraverso cui orienta le persone in cerca di lavoro verso le professioni più richieste e imposta la loro formazione in modo da aiutarle a riconvertirsi nel settore delle rinnovabili, nel solare o nell'eolico. Del resto «gli incentivi hanno trascinato la produzione delle aziende delle nuove energie che oggi stanno vivendo un momento di grande dinamismo – spiega Arturo Lorenzoni che insegna Economia dell'energia all'Università di Padova –. Non è un caso che stiano fiorendo molti corsi universitari specializzati in questo settore». A Padova dalla collaborazione tra università e studenti «è stato fatto uno spin off per creare una società di consulenza che oggi dà supporto alle decisioni in campo energetico», continua Lorenzoni. Del resto una delle maggiori difficoltà delle imprese, degli enti, ma anche dei privati che vogliono fare un investimento verde riguarda «l'effettiva redditività – spiega Sara Quotti Tubi, direttore di SolarExpo, la mostra convegno internazionale sulle energie rinnovabili che inizia domani alla fiera di Verona –. Servono profili con competenze giuridiche ed economiche in grado di capire quanto siano vantaggiosi i progetti presentati e per avviare l'iter autorizzativo per accedere agli incentivi e ai finanziamenti».

La vivacità del settore è testimoniata anche dalla crescita di Solarexpo che «in soli quattro anni è più che decuplicato. Questa edizione saranno oltre mille le imprese che parteciperanno. Sono la quasi totalità dei grandi player del mercato italiano, ma c'è anche una buona presenza internazionale con industrie tedesche, spagnole, cinesi, coreane, in tutto sono 31 i paesi rappresentati». Oltre ad essere una vetrina per le imprese, Solarexpo ha anche «un approccio molto formativo – sottolinea Quotti Tubi –. Nei tre giorni dell'evento vengono organizzati oltre 50 convegni dalle associazioni che rappresentano i diversi settori e quindi è un momento di aggiornamento in cui è possibile cogliere tutte le ultime novità normative e tecnologiche».
Proprio dagli operatori è arrivata la richiesta di sfruttare questo momento di incontro per creare una piattaforma in grado di fare incontrare domanda e offerta di lavoro nelle rinnovabili, vista la difficoltà nel reperire risorse umane adeguate. «Il progetto è stato avviato lo scorso anno e ha portato alla creazione del job center Solarexpo-Adecco – spiega Quotti Tubi –. In un momento in cui il mercato del lavoro non brilla le rinnovabili costituiscono una grande opportunità e Solarexpo per i giovani interessati a lavorare in questo settore è un'occasione molto ricca per poter avere una mappa completa delle attività che svolgono». Dato il grande successo delle fiere del lavoro virtuali, per dare continuità all'iniziativa è stata creata anche una piattaforma online che si può consultare sul sito www.solarexpo.com e che sarà attiva sia prima che dopo la fiera.

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