venerdì 22 maggio 2009

INFLUENZA SUINA: nuova influenza I casi italiani salgono cosi' a 18


Gli Stati Uniti hanno stanziato un mld di dollari per le societa' farmaceutiche impegnate a cercare un vaccino per l'influenza da suini. I fondi, specifica Washington, saranno usati per studi clinici da condurre in estate e per commercializzare due ingredienti di un potenziale vaccino. Intanto, l'Oms parla di 11.168 casi ad oggi confermati nel mondo e avverte che e' bene prepararsi in qualche modo al peggio, prevedendo un ulteriore aumento dei casi e della loro gravita'.

Sono stati confermati oggi altri 3 casi di influenza A/H1N1 in Italia. Complessivamente i casi italiani salgono cosi' a 18. I nuovi casi sono relativi a 3 giovani appartenenti al gruppo di studenti di due istituti scolastici romani che nei giorni scorsi si sono recati negli Stati Uniti per un viaggio educativo. I 3 giovani sono rientrati il 19 maggio scorso a Roma da New York via Londra e il giorno dopo accusando sintomatologia influenzale si sono recati in due Ospedali romani (Policlinico Gemelli e Ospedale Spallanzani) dove sono stati visitati, trattati e inviati in isolamento al proprio domicilio. Attualmente stanno bene. Lo rende noto il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Oggi il Viceministro Ferruccio Fazio, al fine di limitare al massimo la diffusione dell'infezione da virus A/H1N1, ha richiesto, in accordo con il Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca Mariastella Gelmini, la chiusura delle scuole frequentate dai giovani risultati positivi al virus. Gia' nei giorni scorsi, al momento della segnalazione dei casi sospetti, continua il Ministero, erano immediatamente scattate le prime misure di contenimento dell'infezione: le Asl competenti per territorio avevano attivato la sorveglianza per i contatti stretti dei giovani considerati casi sospetti e contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia.

"Il mondo, in particolare i Paesi in via di sviluppo, dove le popolazioni sono più vulnerabili, deve essere preparato ad affrontare un numero maggiore di casi gravi di influenza suina". A lanciare il monito è il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Margaret Chan, chiudendo la 62esima Assemblea mondiale della salute a Ginevra.
"Nei luoghi dove il virus A/H1N1 è molto diffuso e circola ormai nella comunità - ha precisato Chan - ci si devono aspettare più casi gravi e infezioni fatali. Non si tratterà comunque di un balzo drammatico e immediato. Ma specialmente nelle aree povere bisogna essere preparati". Chan si attende anche "una diffusione del virus in Paesi finora non toccati dall'infezione e un aumento di casi in quelli già raggiunti. Abbiamo a che fare con un virus molto contagioso e anche subdolo, che non annuncia la sua presenza o il suo arrivo in un nuovo Paese - ha avvertito - Le autorità devono mettere in moto sofisticati sistemi di monitoraggio per seguire le sue tracce. E non si sa quanto a lungo tutto ciò potrà essere sostenibile. In più, fino ad ora, l'A/H1N1 è circolato nell'emisfero Nord del pianeta e si dovrà monitorare attentamente il suo passaggio nella parte meridionale della Terra, dove potrà essere soggetto a mutazioni imprevedibili".

LOms, durante una conferenza stampa organizzata a Ginevra, ha anche annunciato che "a partire dalla fine di giugno o al massimo dall'inizio di luglio le industrie farmaceutiche saranno in grado di produrre un vaccino contro l'influenza A". "La domanda a cui dobbiamo rispondere - ha affermato il vicedirettore Keiji Fukuda - è se continuare a produrre anche il vaccino contro l'influenza stagionale. I nostri esperti stanno valutando la situazione e per ora consigliano di non interrompere la produzione del vaccino stagionale. Questa decisione influirà sul futuro e bisogna scegliere con cura quale e quanto vaccino produrre".

Per ora l'ultimo bilancio dell'Oms parla di 11.168 casi di influenza A/H1N1 in 42 Paesi del mondo, con 86 morti. Rispetto all'ultimo aggiornamento di ieri, le infezioni sono 134 casi in più. Stati Uniti e Messico rimangono i Paesi più colpiti, rispettivamente con 5.764 casi e 9 morti e 3.892 casi e 75 morti, seguiti dal Canada (719, una morte).
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