mercoledì 10 giugno 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, allo studio lo spray nasale contro il virus H1N1


Da ricercatori francesi una nuova pista a base di proteine per il trattamento dell'influenza A. Rispetto ai vaccini, la strategia "presenta il vantaggio di non colpire i virus, ma di concentrarsi sulle cellule che il virus infetta"

Una piccola molecola, disponibile in spray nasale, per attivare a livello delle prime vie respiratorie uno scudo protettivo, a base di proteine, contro i virus dell'influenza, H1N1 compreso. Potrebbe essere questo il risultato finale della strada aperta dai ricercatori francesi dell'istituto di ricerca pubblica Inserm, che hanno dimostrato come una proteina (PAR2), presente in notevoli quantita' sulla membrana delle cellule della trachea, puo' giocare un ruolo di protezione importante in caso d'infezione da virus H1N1 nei topi, dopo la sua 'attivazione' attraverso un trattamento inalatorio.

Questa proteina, anello importante del sistema immunitario, potenzia nei roditori la produzione di sostanze che neutralizzano il virus bloccandone la proliferazione, secondo lo studio pubblicato sul 'The Journal of Immunology', datato 15 giugno. Quando il virus influenzale entra in contatto con il sistema respiratorio, avvia una serie di reazioni rapide che coinvolgono numerose proteine. L'equipe di Be'atrice Riteau si e' concentrata sul ruolo del recettore PAR2, di cui era nota l'attivita' nella risposta immunitaria. Un'azione, pero', che non era mai stata studiata nel corso di un'infezione virale negli animali. La strategia allo studio "presenta il vantaggio - spiegano gli autori - rispetto ai sistemi si lotta all'influenza attuali (vaccini, antivirali) di non colpire i virus, ma di concentrarsi sulle cellule che il virus infetta".

Nel corso dello studio i ricercatori hanno infettato alcuni topi con un ceppo da laboratorio del virus H1N1, mortale per i topi e inoffensivo per l'uomo. Il trattamento ha attivato una notevole produzione di proteine con proprieta' antivirali, che bloccano la replicazione del virus. I topi, inoltre, sono sopravvissuti all'infezione che, normalmente, sarebbe risultata letale. Ora, sottolineano i ricercatori, saranno necessari ulteriori studi per verificare l'efficacia e il ruolo protettivo della molecole contro i differenti ceppi di virus influenzali, tra i quali quelli dell'aviaria e diversi tipi di H1N1, compreso quello che ha determinato la nuova influenza.

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