lunedì 29 giugno 2009

RISCALDAMENTO GLOBALE: il Mediterraneo soffoca, La temperatura in superficie e' aumentata di un grado in 30 anni.


Sempre piu' caldo e acido, con una proliferazione di mucillagini dall'Adriatico al Tirreno: a lanciare l'allarme e' Greenpeace. L'associazione ambientalista ha presentato un inedito dossier dal titolo 'Un mare d'inferno'. Dal rapporto emerge che il Mediterraneo soffoca e si presenta ogni estate con un malanno piu' o meno grave. E a rischio oltre all'ambiente sono anche la nostra sicurezza alimentare e il turismo. La temperatura in superficie e' aumentata di un grado in 30 anni.

Greenpeace lancia oggi il rapporto ''Un Mare d'Inferno - il Mediterraneo e il cambiamento climatico'', che conferma quello che anni di ricerche scientifiche ormai dimostrano in modo inequivocabile: anche il Mediterraneo sta cambiando, Alto Adriatico, mari del sud Italia (Sicilia, Puglia e Calabria), e Alto Tirreno (soprattutto Arcipelago Toscano e mar Ligure) registrano gia' gravi danni a causa del cambiamento climatico.

L'alterazione della concentrazione atmosferica della CO2 ha infatti effetti pericolosi anche sulla chimica degli oceani. Le acque del mare assorbono un quarto della CO2 che immettiamo nell'atmosfera - circa 20 milioni di tonnellate al giorno - e cio' provoca un aumento dell'acidita' degli oceani. L'effetto sui numerosi organismi marini dotati di uno scheletro o un guscio calcareo e' lo stesso di una goccia di succo di limone su un guscio d'uovo. La CO2 in acqua diventa acido carbonico e abbassa sia il pH (l'acqua diventa piu' acida) che la concentrazione dello ione carbonato, il ''mattone'' fondamentale per costruire lo scheletro e le conchiglie di numerosi organismi marini come coralli e conchiglie: tutte queste strutture diventano quindi piu' fragili e sensibili ad altri fattori d'impatto come l'innalzamento delle temperature e l'inquinamento.

Dall'inizio della Rivoluzione Industriale, l'acidita' degli oceani, intesa come concentrazione dello ione idrogeno (H+), e' aumentata del 30%, un cambiamento 100 volte piu' rapido di quello riscontrato negli ultimi milioni di anni.
E ancora, avverte il Rapporto: le temperature elevate ''aumentano in modo significativo'' l'infettivita' del batterio Vibrio shiloi, che risiede nel vermocane . Il batterio ''attivato'' causa danni notevoli non al vermocane ma al corallo Oculina patagonica, favorendone lo sbiancamento.

Un altro fenomeno sempre piu' frequente nel Mediterraneo e' quello delle mucillagini, sia nel Tirreno che in Adriatico che provocano un vero e proprio 'effetto soffocamento ' nei fondali.

Mentre in Adriatico si ritiene che la causa di questi aggregati sia la crescita esplosiva di alghe (diatomee e dinoflagellati) causati da improvvise variazioni del flusso del Po e quindi dei nutrienti immessi nel sistema , nel Tirreno si tratta di proliferazione di alghe filamentose.

Mentre si assiste a sempre piu' pesanti ''invasioni biologiche'' di specie che fino a pochi anni fa erano totalmente sconosciute nel Mediterraneo. Si tratta di specie invasive di provenienza subtropicale, penetrate da Gibilterra e soprattutto dal Canale di Suez. Questa ''porta artificiale'' e' stata aperta nel 1869 e (per la prima volta dopo qualche centinaia di migliaia, o forse milioni, di anni) ha messo in collegamento il Mediterraneo con il sistema Indo-Pacifico.
Ovviamente, alcuni invasori si sono subito ''precipitati'' nel Mediterraneo (si parla di ''specie lessepsiane'', dal nome dell'artefice della costruzione del Canale, Ferdinand Marie De Lesseps), ma il processo di colonizzazione del Mediterraneo da parte di queste specie aliene e' considerevolmente aumentato negli ultimi 15 anni per effetto di vari fattori, compreso il riscaldamento delle acque.

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