sabato 25 luglio 2009

influenza suina: nuova influenza, Il virus A(H1N1) potrebbe colpire il 40% della popolazione americana. Cosa accadrà quest'inverno nel mondo?


Il virus A(H1N1) potrebbe colpire il 40% della popolazione americana. E' l'allarme lanciato dall'ente federale americano per il controllo delle malattie.
Secondo il quotidiano U.S.News, che rivela le nuove stime del Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie, le proiezioni sulla propagazione della nuova influenza negli Stati Uniti si basano sulla pandemia esplosa nel '57 quando circa 70 mila persone morirono per un virus influenzale.
Anne Schuchat, direttore del CDC's National Center for Immunization and Respiratory Diseases, sottolinea inoltre che il ''40% della forza lavoro potrebbe essere colpita, non solo per quelli che sono stati contagiati dal virus ma anche per quelli che hanno necessita' di restare a casa per prestare attenzione ad un membro della propria famiglia''.
Per il Centro, inoltre, e' necessario andare avanti con la sperimentazione del vaccino e puntare l'attenzione sulla prevenzione per limitare i contagi e prevenire la morte di centinaia di persone. Ieri l'Organizzazione mondiale della Sanita' ha fatto sapere che il virus A della nuova influenza si sta diffondendo in tutto il mondo.
''La propagazione di questo virus presto sara' al 100%'', ha annunciato a Ginevra un portavoce dell'Oms, Gregory Hartl.
''Almeno 160 dei 193 Paesi membri dell'Organizzazione mondiale della Sanita' hanno registrato dei casi di nuova influenza. Ci stiamo avvicinando al 100%, ma non e' ancora totale'', ha sottolineato.
La maggior parte delle vittime della nuova influenza si e' verificata proprio negli Stati Uniti (300 morti), oltre che in Argentina e in Messico, ma dalla scorsa settimana l'influenza ha colpito duramente anche l'Europa, soprattutto la Gran Bretagna.
Ora gli occhi sono puntati sulla prossima stagione invernale. ''Non abbiamo idea di come il virus mutera' con il corso del tempo'', ha detto il portavoce dell'OMS, Gregory Hartl. ''Sono molte le domande per le quali non abbiamo una risposta'', ha concluso.

Nessuno sa dire esattamente cosa succedera' quest'inverno, ne' se il virus subira' delle mutazioni, ma ormai l'influenza suina ha colpito ormai in quasi tutto il mondo. Secondo quanto riferito oggi dall'Organizzazione Mondiale della Sanita', 160 paesi sui 193 stati membri delle Nazioni Unite hanno registrato dei casi di virus A(H1N1), con circa 800 decessi complessivi. La maggior parte delle vittime si e' verificata negli Stati Uniti, in Argentina e in Messico, ma dalla scorsa settimana l'influenza ha colpito duramente anche l'Europa, con centomila casi registrati in Gran Bretagna, l'Asia, con il Giappone che ha annunciato di avere 5.000 persone ammalate e la Nuova Zelanda, dove le autorita' hanno annunciato che l'influenza potrebbe arrivare a colpire il 79% della popolazione. Ora gli occhi sono puntati sulla prossima stagione invernale. ''Non abbiamo idea di come il virus mutera' con il corso del tempo'', ha detto il portavoce dell'OMS, Gregory Hartl. ''Sono molte le domande per le quali non abbiamo una risposta''.

Soltanto nel Regno Unito, il ministero della Sanità ha annunciato 100mila nuovi casi nell’ultima settimana, pari a quasi il doppio di quella precedente. Le stime sono basate sul numero di persone che hanno consultato il medico per i sintomi della nuova influenza e su test limitati in laboratorio. Fukuda ha confermato che le autorità sanitarie e le multinazionali farmaceutiche stanno accelerando la produzione del vaccino e che i test di sicurezza sono ormai alle porte: l’obiettivo resta quello di entrare in azione per l’autunno, quando si prevede un picco dell’influenza nell’emisfero settentrionale. Ma, ha aggiunto il numero due dell’Oms, «una delle cose che non può essere compromessa è la sicurezza dei vaccini».

Se tutto andrà come previsto, i primi vaccini dovrebbero essere pronti in settembre e ottobre. Gli altri ci metteranno fino a dicembre o a gennaio per avere il via libera sul mercato. Chiunque sia coinvolto nelle attività di vaccini, dai produttori alle agenzie di controllo stanno valutando i passi da compiere per rendere il processo più rapido possibile. Una delle questioni su cui gli scienziati e le autorità sanitarie non trovano un accordo è se le donne incinte dovrebbero essere fra le prime a essere vaccinate - dopo gli operatori sanitari, che rappresentano circa l’1-2 percento della popolazione mondiale e sono considerati indispensabili.


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