lunedì 27 luglio 2009

INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA A LONDRA VISITE TELEFONICHE AD Hong Kong CON L'IGENE SI LIMITA IL CONTAGIO E SI EVITA LA QUARANTENA


LONDRA – La visita è telefonica e la prescrizione immediata. Fra le misure d'emergenza adottate da Londra per far fronte all'influenza H1N1 c'è la diagnosi via cavo dopo una breve chiacchierata fra paziente e medico senza arrivare alla visita domiciliare. In questo modo Londra ha distribuito in un solo giorno 5500 dosi di antivirali ad altrettanti cittadini britannici che avevano contattato l'helpline per un consiglio. Lavorano 1500 persone sui call center allestiti dal Governo Brown e lavorano senza sosta. Oltre, naturalmente, al servizio on line che nel primo giorno di attività, come già riportato nei giorni scorsi, era stato investito da 2600 contatti al secondo. «Il sistema che abbiamo allestito – ha dichiarato il ministro della Sanità Andy Burnham – consente al pubblico di avere farmaci rapidamente tenendo liberi i medici per i casi più delicati». Fra diagnosi telefoniche e on line più di 58 mila persone sono state visitate per capire se siano davvero affette dall'influenza. Gli antivirali sono distribuiti in diversi punti del paese. «Avevamo cominciato con 300 stazioni – hanno precisato funzionari del ministero – ma l'ipotesi che l'influenza possa colpire fino a 100mila persone avanzata nei giorni scorsi ci ha convinto a moltiplicare i punti di distribuzione». Gli antivirali sono ora a disposizione in più di mille centri sparsi sul territorio britannico.

Hong Kong - Dopo essere sopravvissuta alla Sars e aver sopportato bene i problemi dell’influenza aviaria, Hong Kong non sembra aver alcuna intenzione di farsi sopraffare dalla suina. Fino ad oggi i casi accertati sono stati circa 2.000, di cui tre gravissimi. La scorsa settimana la malattia è stata diagnosticata anche a un italiano residente a Hong Kong di ritorno da un viaggio nel Sud-est asiatico che è ora in via di guarigione. Quando a maggio è stato isolato il primo, al Metropark Hotel, l’albergo e i suoi clienti sono stati messi in quarantena.

Ma la città sa di non potersi fermare, soprattutto in tempi di crisi, quindi ha deciso di rinunciare all’isolamento obbligato e di aumentare gli standard di igiene all’interno dei grattacieli. Installando purificatori per l’aria, distribuendo mascherine e gel disinfettanti, e con corsi grafici per lavarsi correttamente le mani. Iniziative, queste, che stanno aiutando Hong Kong a mantenere tassi di crescita della percentuale dei malati pari alla metà di quelli registrati in tutti gli altri paesi colpiti dal virus.

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