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venerdì 21 agosto 2009

riscaldamento globale: Fra 10 anni sarà peggio

Il caldo torrido di questi giorni "è il segnale del clima che cambia ed è un trend che andrà consolidandosi nei prossimi 10 anni, tanto da farci prevedere siccità nelle regioni del Sud d'Italia, specie in Sicilia e Calabria". Sottolinea di non essere "affatto meravigliato" per il gran caldo di questi giorni il climatologo dell'Enea Vincenzo Artale che, intervistato dall'ADNKRONOS, commenta così il forte rialzo delle temperature registrato in questa estate 2009, un'ondata di calore che si va particolarmente intensificando proprio in queste ore.
Artale, esperto di oceani e responsabile del laboratorio dell'Enea Casaccia che sviluppa modelli per scenari climatici, sottolinea quindi di aver "visto in dettaglio", nelle simulazioni realizzate nel suo centro di ricerca, che "nel nostro Paese si verificherà entro il 2020 una intensificazione del caldo, con punte di siccità nelle aree meridionali".

"Certo è un primo studio che andrà consolidato e che si basa su simulazioni durate circa 2-3 anni" avverte Artale che ha condotto le simulazioni con il suo team nell'ambito del progetto europeo Circe che si protrarrà fino al 2011. Rappresentante per l'Italia nell'Ipcc per il Rapporto-4 sul clima pubblicato nel 2007, il Rapporto che ha portato l'Intergovernmental Panel on Climate Change (foro intergovernativo sul mutamento climatico) al Premio Nobel, Artale anticipa che nel prossimo Rapporto-5 dell'Ipcc, che uscirà nel 2013, saranno "due gli elementi importanti su cui ci si dovrà concentrare: nuove tecnologie e sistemi sociali basati sulla Green Economy per ridurre le emissioni climalteranti".

E se il caldo non coglie di sorpresa gli esperti, il climatologo dell'Enea sottolinea invece l'incognita relativa al livello delle acque del Mediterraneo. "Riguardo il livello del Mediterraneo - dice Vincenzo Artale - rimangono molte incognite. Il livello del mare dipende sia dalle temperature che dalla salinità, quindi se ci sarà innalzamento o meno rimane ancora poco chiaro".

"Su questo punto, infatti, nel Mediterraneo concorrono differenti fattori, alcuni portano all'innalzamento, altri alla contrazione del livello delle acque e per ora non abbiamo risposte definite" afferma ancora lo scienziato dell'Enea. Che aggiunge: "Il vero diktat ora è fermare le emissioni climalteranti e puntare a frenare il cambiamento del clima".

"I governi - commenta il climatologo - stanno finalmente recependo l'esigenza di fermare il cambiamento climatico. Usa, Cina, Europa stanno lavorando per potenziare le politiche di ecosostenibilità e innovazione tecnologica per l'approvvigionamento dell'energia e queste sono le strade da perseguire, strade che la scienza indica da tempo".

E proprio sul fronte dell'approvvigionamento energetico il climatologo Artale guarda alla Grid come una delle risposte più importanti da attuare su scala globale. "La Grid - spiega - è la nuova idea che arriva dall'ingegneria energetica. Grid significa mettere in rete su scala internazionale l'energia prodotta. In altre parole, ogni Paese sviluppa energia con sistemi che gli sono propri. La Danimarca, per esempio, esporta il 20% di energia eolica prodotta sul territorio e questo è un esempio di Grid. La Francia, inoltre, ha un esubero di produzione energetica da nucleare e potrebbe metterla in rete".

"Condividere le proprie risorse energetiche con gli altri Paesi si sta manifestando come la soluzione per risolvere i problemi di approvvigionamento nel futuro più prossimo" assicura Artale. "E' - aggiunge - un concetto molto nuovo che andrebbe sviluppato a livello globale. Nel momento in cui, per esempio, un Paese manifesta criticità di acqua nelle centrali idroelettriche, un altro Paese può intervenire fornendogli il suo surplus energetico. Anche l'Italia potrebbe muoversi in questa direzione".

"Pace, cambiamenti climatici, energia, risorsa acqua sono fattori che si combinano fra loro. Tenerli distanti non sarà possibile a lungo. E la scienza - conclude il climatologo - può far molto. Ormai siamo alle porte di un'altra rivoluzione: la tecnologia farà partire la nuova Green Economy, l'unica via per garantire all'umanità una vita sostenibile sul nostro pianeta".
fonte: adnkronos.com

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