lunedì 22 marzo 2010

ACQUA: DRAMMA PER 1 MILIARDO DI PERSONESUL PIANETA. ITALIA VERO COLABRODO


''La mancanza dell'acqua e' peggiore di una guerra. Uccide molto di piu'. Gia' adesso oltre un miliardo di persone non possono contare su un accesso ad una risorsa sicura, al riparo da eventuali contaminazioni. Entro il 2030 una persona su tre, nel Pianeta, vivra' in zone dove l'acqua scarseggia. E i cambiamenti climatici modificheranno sensibilmente la qualita' e la disponibilita' delle risorse idriche e cio', a sua volta, avra' ripercussioni su molti settori come la produzione alimentare, dove proprio l'acqua e' un elemento essenziale: si pensi che nel mondo oltre l'80 per cento dei terreni agricoli e' irrigato dall'acqua piovana. Un dramma vero, mentre in Italia si assiste ad uno spreco assurdo. Le reti sono un colabrodo. Disperdono in alcuni casi anche un terzo della risorsa, mentre sono 8,5 milioni gli italiani che vivono in zone ove l'acqua ha difficolta' ad essere erogata con continuita'''. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione della Giornata mondiale dell'Acqua che si celebra oggi.

Secondo Politi, inquinamento, cambiamenti climatici, produzione di cibo e di energia sono le sfide da affrontare per sviluppare una politica in grado di garantire l'acqua, un bene prezioso sempre piu' sfruttato e sotto l'assedio di una popolazione in aumento. ''La produzione alimentare -ha aggiunto- dipende anche dalle risorse idriche disponibili per l'irrigazione. D'altra parte, il problema non riguarda unicamente i territori dell'Africa: la scarsa disponibilita' di acqua e' gia' fonte di problemi anche in molte zone dell'Europa e si prevede che la situazione peggiorera' a seguito dei cambiamenti climatici. Le zone dell'Europa soggette a forte stress idrico dovrebbero, infatti, passare dal 19 per cento odierno al 35 per cento nel decennio 2070''.

''Assistiamo da tempo all'inasprimento delle condizioni climatiche e questo lo constatiamo specialmente nell'area del Mediterraneo. Ma oggi e' ormai chiaro che -ha rimarcato Politi, che e' anche presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli)- non si tratta di un fenomeno casuale, bensi' di un modello climatico strutturalmente piu' incerto, con maggiore intensita' e frequenza dei fenomeni atmosferici avversi. E proprio il tema della scarsita' d'acqua e' cruciale per il futuro del Mediterraneo: secondo il Ciheam, il 60 per cento della popolazione che soffre per tale scarsita' nel mondo e' concentrata in quest'area. Usando l'indice di stress idrico (meno di 1000 m'' d'acqua per abitante l'anno) Palestina, Tunisia, Giordania, Algeria dispongono gia' ora di meno di 500 m'' di acqua. Entro il 2025 in tutti i paesi del Sud e dell'Oriente del Mediterraneo la disponibilita' idrica per abitante sara' inferiore ai 1000 m''''.

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