mercoledì 21 luglio 2010

La marea nera cinese minaccia le acque internazionali. Arrivano i batteri mangia-petrolio

Le 40 navi specializzate in disinquinamento e gli oltre 800 pescherecci mobilitati hanno l'ordine di ripulire entro il 24 luglio la marea nera petrolifera che è tracimata da due tubazioni esplose il 16 luglio nel porto di Xingang, a Dalian, altrimenti il greggio arriverà in acque internazionali.

La situazione sembra peggiorata rapidamente: le autorità centrali cinesi avevano parlato di soli 50 km quadrati ricoperti da una coltre di greggio ed assicurato che il tutto era sotto controllo, ma gli ultimi bollettini del 20 luglio parlano ormai di un'area inquinata al largo di Dalian di almeno 183 km2 e nessuno sa bene quanto greggio sia finito in mare.

Ieri il vicesindaco di Dailan, Dai Yulin, ha spiegato che «La nostra priorità è di recuperare il petrolio nei prossimi 5 giorni per ridurre i rischi di inquinamento delle acque internazionali. Le agenzie marittime hanno realizzato 40 punti di sorveglianza della superficie del mare in 1.500 km2 a largo di Dalian».


Dal 17 luglio in poi sono state mobilitate oltre mille imbarcazioni, ma gli 800 pescherecci martedi sono dovuti rientrare in porto a causa del maltempo, con forti piogge e vento.

A Dalian sono arrivate e vengono distribuite oltre 23 tonnellate di batteri "mangia-petrolio" che verranno utilizzate per ripulire l'inquinamento.

Su Xinua il direttore del Centro ricerca e sviluppo della Beijing Weiyeyuan Bio-Technology, Yang Jiesen, spiega che «sabato mattina abbiamo ricevuto un'ordinazione dall'amministrazione per la sicurezza marittina per dei prodotti biologici in grado di assorbire il petrolio»

Si tratta della prima applicazione su grande scala in Cina di biotecnologia per risolvere un problema di inquinamento. Le autorità centrali e locali sono sempre più preoccupate perché i mezzi tradizionali, panne assorbenti, barriere galleggianti e navi "pulisci-mare" si stanno dimostrando di scarsa efficacia a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche. Anche i disperdenti chimici non sembrano funzionare perché la marea nera è troppo spessa.

Wu Jin, dell'Istituto di microbiologia dell'Accademia delle scienze della Cina, spiega su Xinua che «A differenza dei prodotti chimici, i batteri mangia-petrolio lavorano 24 ore su 24 e sono più rispettosi dell'ambiente. Il modo migliore e più rapido per ripulire la marea nera sarebbe una combinazione di metodi fisici, chimici e biologici». Wu ha anche proposto di utilizzare «Pompe filtranti per separare il petrolio dall'acqua per aumentare l'efficacia della pulizia».
fonte: http://www.greenreport.it/_new//index.php?page=default&id=5912

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