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lunedì 19 dicembre 2011

TUMORE ALLE OVAIE: e' nemico poco conosciuto ma che si puo' sconfiggere

Arriva senza farsi sentire e spesso lo si scopre casualmente. Tra i fattori di rischio l'eta' - la maggior parte dei casi viene identificata dopo l'ingresso in menopausa - la menopausa tardiva e il non aver avuto figli ma anche la predisposizione familiare. Il carcinoma ovarico e' un tumore che colpisce le ovaie. In Italia ogni anno si registrano 5.000 casi, ossia 1 donna su 97. E' al nono posto tra le forme tumorali e costituisce il 2,9% di tutte le diagnosi di tumore. Si tratta di uno dei tumori femminili piu' pericolosi: circa il 70% delle diagnosi avviene in fase avanzata, perche' rimane asintomatico per un lungo periodo.

Eppure le italiane lo conoscono poco e fanno ancora meno per prevenirlo: 7 su 10 non ne conoscono i segnali e solo l'11% sa che l'ecografia transvaginale e' fondamentale per la diagnosi. I sintomi di esordio della malattia sono spesso di lieve intensita', tali da essere confusi con le piu' banali e frequenti alterazioni dell'apparato gastrointestinale: sensazione di gonfiore addominale, difficolta' digestive, nausea, aumento della circonferenza addominale. ''Questa e' una delle malattie piu' difficili da controllare poiche' non sono stati identificati strumenti efficaci di screening e di diagnosi precoce'' spiega Sandro Pignata, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica, Dipartimento Uroginecologico dell'Istituto Nazionale Tumori - IRCCS 'Fondazione Pascale' di Napoli, ''per quanto concerne lo screening, a differenza di quanto accade con il pap-test nei confronti del tumore del collo dell'utero, oggi non e' disponibile un valido metodo di screening per una diagnosi precoce di carcinoma ovarico. Per questo motivo, le pazienti spesso arrivano in reparto quando la neoplasia e' gia' in stato avanzato. Una visita ginecologica accurata ed effettuata con regolarita' rimane il metodo migliore per lo screening ''.

L'Istituto Nazionale Tumori di Napoli e' uno dei centri all'avanguardia e tra i piu' qualificati a livello nazionale per il trattamento del tumore dell'ovaio.

A causa della mancanza di avvisaglie chiare, solo in 1 caso su 4 questa neoplasia viene diagnosticata in una fase precoce, quando con un intervento chirurgico le possibilita' di guarigione sono intorno al 80-90%. ''Il primo passo e' l'intervento chirurgico per la riduzione della massa tumorale, un aspetto fondamentale dal quale dipende l'intero percorso di cura'' chiarisce Pignata.

In circa il 70% delle pazienti pero' il tumore si ripresenta dopo un certo periodo: capire il meccanismo che genera le recidive e individuare le pazienti a rischio di ricaduta e' uno degli obiettivi dei ricercatori.

lunedì 7 giugno 2010

TUMORI: CURCUMINA POTENZIA EFFETTI DELLE CURE ANTI-CANCRO

Rende le cellule del cancro ovarico piu' vulnerabili a chemioterapia e radioterapia, potenziando l'effetto delle cure antitumorali anche a dosaggi piu' bassi e anche in quelle cellule gia' resistenti alle cure: il potere e' tutto nella curcumina, una componente della curcuma, spezia nota per costituire l'ingrediente principale del curry. Un pre-trattamento a base di piccolissime quantita' della spezia, spiegano i ricercatori della Sanford Research e della University of Dakota (Usa) che hanno condotto lo studio, potrebbe rendere le cellule tumorali piu' sensibili ai trattamenti farmacologici, e favorirne l'eliminazione.

Nello studio, pubblicato sul Journal of Ovarian Research, emerge che ''una strategia per migliorare l'efficacia e limitare la tossicita' della terapia anti-cancro e' quello di indurre chemio e radio-sensibilizzazione nelle cellule tumorali usando sostanze naturali come la curcumina - spiegano i ricercatori -. Tuttavia, la curcumina viene scarsamente assorbita dal corpo. Abbiamo quindi sviluppato una formulazione di nanoparticelle per fornire una maggiore e mirata somministrazione della curcumina nei soggetti tumorali''.

giovedì 19 novembre 2009

cancro: TRATTAMENTI A BASE DI METALLI PREZIOSI

Combattere il cancro al colon e alle ovaie con un trattamento a base di metalli preziosi. E' quanto emerge dallo studio pubblicato su Journal of Medicinal Chemistry dai ricercatori della School of Chemistry della University of Leeds, in Gran Bretagna, secondo cui l'osmio e il rutenio avrebbero proprieta' antitumorali.

Lo studio ha dimostrato che i due metalli - situati nella tavola periodica degli elementi vicino a platino e oro - sarebbero infatti in grado di provocare la morte delle cellule cancerogene.

''Il nostro studio - spiega Patrick McGowan, ricercatore dell'Universita' di Leeds - dimostra che i composti di rutenio e osmio potrebbero rivelarsi efficaci nel distruggere le cellule colpite da cancro ovarico e al colon, arrestando l'evolversi delle patologie. La scoperta rappresenta un significativo passo avanti nel campo della chimica farmaceutica''.

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