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martedì 8 maggio 2012

epatite C: killer silenzioso, e' prima causa trapianto fegato

Una persona su 40 nel mondo convive con l'infezione cronica da virus C. Il 2-3% della popolazione italiana e' venuta a contatto con il virus e circa un milione e 700mila sono i pazienti portatori cronici del virus. Sono le cifre diffuse oggi all'ISS in occasione del Convegno dedicato alla lotta ai virus dell'Epatite C (Hcv) e dell'Aids (Hiv). Secondo l'OMS l'Epatite C causa il maggior numero di decessi tra le malattie infettive trasmissibili ed e' la prima causa di trapianto di fegato al mondo. Ogni anno si verificano circa mille nuovi casi in Italia.

venerdì 3 febbraio 2012

epatite c: provata efficacia nuovi farmaci in arrivo in Italia

Sono in arrivo anche in Italia nuovi farmaci piu' efficaci contro l'Epatite C perche' ad azione mirata contro il virus.

Si tratta di due antivirali che bloccano la moltiplicazione del virus. Il loro arrivo migliorera' di molto il tasso di sopravvivenza dei pazienti e determinera' la guarigione nel 70% dei casi. E' quanto emerso nel corso della seconda edizione del Workshop Nazionale di Economia e Farmaci in Epatologia WEF-E 2012, promosso dal professor Antonio Gasbarrini, Ordinario di Gastroenterologia, e dal professor Americo Cicchetti, Ordinario di Organizzazione Aziendale, presso l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. In occasione del workshop Matteo Ruggeri, docente di Economia Sanitaria dell'ateneo ha presentato un modello farmacoeconomico sviluppato per capire l'impatto dell'arrivo dei nuovi farmaci sia in termini di salute sia in termini economici.

Il modello si basa su un gruppo ipotetico di 14.000 pazienti con infezione da HCV, sottoposti alla triplice terapia con uno dei due nuovi antivirali - Boceprevir o Telaprevir - dato in associazione alla terapia tradizionale (Boceprevir o Telaprevir + PEG-interferone + Ribavirina), e ne stima i costi aggiuntivi e gli anni di vita guadagnati da questi pazienti ''virtuali''. Rispetto ad oggi (156 milioni di euro l'anno di spesa per la cura dell'epatite C in Italia), l'introduzione delle nuove terapie costerebbe fra i 236 e i 434 milioni di euro in piu' (a seconda del tipo di pazienti cui vengono somministrati e del prezzo dei nuovi farmaci, ancora da definire).

''Il modello ha evidenziato - spiega Matteo Ruggeri - che il rapporto costo-efficacia delle terapie rientra nelle soglie adottate da molte agenzie internazionali, nell'analisi effettuata nel lungo periodo (30 anni)''.

I nuovi farmaci anti-HCV - Approvati dall'Fda nel maggio 2011 e poi dall'Ema, i nuovi farmaci sono due agenti antivirali diretti (direct antiviral agents - Daa) specifici per il virus dell'epatite C. Il loro meccanismo d'azione e' dunque molto diverso da quello dei farmaci che costituiscono, ad oggi, l'unica terapia disponibile contro HCV (interferone e ribavirina). I due antivirali, telaprevir e boceprevir, hanno un'azione diretta proprio sulla replicazione (moltiplicazione) del virus nell'organismo del paziente, mediante l'inibizione di alcune proteine virali.

''I nuovi trattamenti - sottolinea Ivan Gardini, Presidente Associazione EpaC Onlus - consentiranno di bloccare l'evoluzione della malattia in un numero sempre piu' elevato di pazienti. La naturale e gia' documentata conseguenza e' l'abbattimento dei costi di gestione e di ospedalizzazione di una patologia cronica come l'epatite e delle sue temibili complicanze (cirrosi, tumore e trapianto), nonche' un deciso incremento di qualita' e quantita' di vita per il paziente e il suo nucleo familiare''. I Daa sono gia' entrati in uso clinico in molti Paesi europei tra cui Spagna, Gran Bretagna, Germania e Francia, mentre le aziende produttrici sono ancora in trattativa con l'AIFA, l'organo regolatore italiano sui farmaci, per la loro introduzione (prevista per maggio-giugno 2012) nel nostro Paese.

martedì 29 novembre 2011

EPATITE C: IN ARRIVO NUOVI FARMACI

Approvati dalla Food and Drug Administration americana e dall'agenzia europea per i medicinali, sono in arrivo anche in Italia ''i nuovi farmaci che permetteranno di eliminare il virus dell'epatite C''. Lo ha annunciato Antonio Gasbarrini, presidente della Fire (Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia) e ordinario di Gastroenterologia all'Universita' Cattolica di Roma, durante la ''Conferenza sulle Epatiti'' che si e' svolta oggi al ministero della Salute in occasione della giornata mondiale proclamata dall'Oms.

''Si tratta - ha spiegato - di inibitori della proteasi che eliminano il virus dal 60% all'80% dei casi e, a seconda del lavoro che fara' l'Aifa, saranno disponibili in Italia da marzo a settembre del 2012''.

mercoledì 21 settembre 2011

EPATITE C : SVELATO TALLONE D'ACHILLE DEL VIRUS

I ricercatori dell'University of New South Wales di Sydney (Australia) hanno scoperto due ''talloni d'Achille'' del virus dell'epatite C, aprendo la strada alla produzione di nuovi vaccini. Secondo quanto riportato da PLoS Pathogens il primo punto debole del virus e' il momento della trasmissione, quando il microbo deve sopravvivere nel passaggio da un individuo all'altro. Il secondo e' temporalmente localizzabile a circa tre mesi dall'infezione, quando si osserva una diminuzione significativa nella diversita' fra le singole varianti del virus. Secondo Fabio Luciani, coautore della ricerca, ''se potessimo aiutare il sistema immunitario ad attaccare precocemente il virus in questi punti deboli potremmo eliminare definitivamente l'infezione''.

giovedì 9 giugno 2011

EPATITE: TRE CAFFE' AL GIORNO RINFORZANO LE TERAPIE CONTRO L'EPATITE C

L'efficacia della terapia contro l'epatite C in pazienti con malattie croniche al fegato puo' essere aumentata bevendo almeno tre tazzine di caffe' al giorno durante la cura. Lo annunciano dalle pagine di Gastroenterology Neal Freedman e i suoi colleghi del Department of Health and Human Services di Rockville (Stati Uniti).

Analizzando la presenza di Rna virale nel siero dei pazienti - bevitori e non bevitori di caffe' - a diverse settimane di trattamento con peginterferone e ribavirina, i ricercatori hanno dimostrato che gia' dopo 12 settimane di terapia l'Rna virale e' risultato assente dal siero del 73% dei pazienti consumatori di caffe', contro il 46% dei non consumatori. Ventiquattro settimane dopo la fine della terapia l'Rna virale e' risultato assente nel 26% dei bevitori di caffe', contro l'11% dei non bevitori. Saranno necessari nuovi studi per capire se il caffe' puo' aiutare anche pazienti trattati con altre terapie o che non rispondono alle cure.

venerdì 9 aprile 2010

TWEAK: SCOPERTA PROTEINA-MADRE CHE RIGENERA FEGATO MALATO

Ricercatori del Western Australian for Medical Research (WAIMR), in Australia, hanno individuato una proteina che stimola la rigenerazione delle cellule del fegato, aprendo la porta ad una possibile alternativa al trapianto. Si chiama TWEAK la molecola naturale che consente di raddoppiare la crescita di tessuti epatici sani, agendo direttamente sulle cellule progenitrici epatiche (LPCs), praticamente le staminali del fegato. Lo studio, pubblicato sulla rivista Hepatology, potrebbe anticipare un futuro migliore per i pazienti con danni al fegato, come quelli affetti da Epatite C. Iniettate nei soggetti sottoposti a sperimentazione con compromissioni epatiche hanno velocizzato la guarigione del tessuto. ''Significa che si potrebbe adoperare TWEAK per aiutare gli organi danneggiati a riparare se stessi mediante la crescita di nuove cellule sane a un ritmo molto piu' rapido'', spiega Janina Tirnitz-Parker, che ha guidato lo studio.

lunedì 4 gennaio 2010

epatite C: Arriva molecola che ferma l'epatite C

Messa a punto una cura che potrebbe sconfiggere l'epatite C cronica: si tratta di una molecola che blocca un piccolo Rna (sostanza simile al Dna che svolge svariate funzioni all'interno delle cellule) prodotto dal fegato ed indispensabile al virus dell'epatite per moltiplicarsi. Il farmaco sperimentale blocca quindi la riproduzione del virus e riduce il carico virale nel sangue e nel fegato. La molecola, un piccolo frammento di acido nucleico (come il Dna) ideato e sviluppato dalla Santaris Pharma A/S in Danimarca, é stata testata con successo su scimpanzé ed è attualmente in sperimentazione clinica di fase uno su volontari sani.

Secondo quanto riferito sulla rivista Science, la molecola, SPC3649, inibisce con successo il 'microRNA122' e così sconfigge il virus. Nel mondo circa il 3% della popolazione è venuta in contatto col virus dell'epatite C e circa 170 milioni di persone, secondo dati dell'Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), sono portatori del virus e rischiano di andare incontro a cirrosi e cancro epatico. Attualmente le uniche cure disponibili, che funzionano solo in un paziente su due ed hanno forti effetti collaterali, sono a base di interferone-alfa pegilato e di Ribavirina. La compagnia farmaceutica ha testato la molecola su quattro scimpanzé con infezione cronica da epatite C somministrando loro 5 o 1 mg/kg (milligrammo per chilo di peso) di SPC3649 per 12 settimane, seguite da un periodo di 17 settimane libero da trattamento. La dose da 5 milligrammi ha avuto effetti potentissimi riducendo di 350 volte il virus nel fegato e nel sangue, spiega Robert Lanford della Southwest Foundation for Biomedical Research a San Antonio, che ha condotto le sperimentazioni; inoltre, poiché SPC3649 non agisce direttamente sul virus come i farmaci tradizionali, è una molecola che a differenza dei farmaci oggi in uso non induce lo sviluppo di resistenze virali, ma addirittura potrebbe essere capace di rendere rispondenti alla terapia con interferone i pazienti che non rispondono ad essa. "La nuova terapia potrebbe sostituire l'interferone nei futuri mix di farmaci contro l'epatite C - spiega Lanford - e potrebbe essere usata anche da sola o dopo il trapianto di fegato". Oltre alla sua efficacia, conclude, la molecola è anche priva di effetti collaterali e rappresenta una vera promessa contro l'epatite C.

venerdì 4 settembre 2009

epatite: PERCHè DIVENTA CRONICA

Un difetto funzionale delle cellule primitive - cellule dell'immunita' innata, note anche come ''uccisori naturali'' - e' la prima causa della cronicizzazione dei virus dell'epatite B e C: e' quanto emerge da uno studio pubblicato su Gastroenterology condotto da Mario Mondelli del Laboratorio sperimentale di ricerca del Dipartimento di Malattie infettive dell'Irccs - Fondazione San Matteo di Pavia. ''Lo studio si e' concentrato sulle cellule dell'immunita' innata denominate 'natural killer', gli 'uccisori naturali' - spiega Mondelli - che uccidono le cellule infettate del nostro organismo. Abbiamo dimostrato che esiste un difetto funzionale di queste cellule nelle epatiti virali croniche, che dimostrano una normale o incrementata capacita' di 'uccidere' le cellule infette, ma sono incapaci di produrre una sufficiente quantita' di interferone gamma, consentendo ai virus dell'epatite B e C di persistere indisturbati nel fegato dei pazienti che non sono in grado di eliminarli''.

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